Sorrento, mai più diserbanti lungo le nostre strade!

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di Salvatore Caccaviello

Molti cittadini chiedono agli enti gestori, Comune ed Anas, che si bandisca l’uso degli erbicidi che si sta rivelando micidiale per la flora e la fauna lungo le nostre strade, nonchè  dannoso anche per la salute della popolazione.

Sorrento – Dopo le potature selvagge degli alberi che compongono il verde pubblico, negli ultimi tempi un altro e forse pericoloso fenomeno si deve rilevare lungo le nostre strade. Molti cittadini e soprattutto gli agricoltori delle zone collinari lamentano l’uso indiscriminato di erbicidi che viene usato  da parte degli addetti alla manutenzione e pulizia della strade sia del Comune che dell’ANAS.  Percorrendo strade come il Nastro Verde, dove già da tempo  i cittadini hanno fatto sentire senza alcun esito la loro voce, è facile notare lungo le cunette  erba secca e gialla al posto del verde e dei fiori selvatici che da sempre, in modo rigoglioso caratterizzano i bordi delle carreggiate. Un continuo e irreale rinsecchimento della vegetazione causato dai diserbanti, che gli enti gestori delle strade usano  per semplificare e ridurre i costi delle operazioni di decespugliazione. Sostanze chimiche che dovrebbero essere utilizzate per l’eliminazione delle cosidette piante infestanti. Sebbene la tendenza è quella dell’uso di prodotti sempre più aggiornati e rispettosi dell’ambiente non si esclude che possono continuare a rappresentare un forte pericolo per gli animali ed anche per l’uomo. Infatti ,oltre a colpire le numerose culture piantate negli orti a confine con le strade, tali prodotti facilmente vanno a mischiarsi con le acque che defluiscono dall’asfalto verso le cunette raggiungendo le falde acquifere. L’irrorazione dei diserbanti dovrebbe essere tassivamente vietata nei pressi dei corsi d’acqua e delle zone umide a causa della sua accertata tossicità, anche a basse concentrazioni, sugli organismi acquatici. Di solito l’elemento più utilizzato,è il “glifosate”(glyphosate), una  materia prima usata anche in agricoltura, dal quale derivano la maggior parte dei prodotti sul mercato. Ma a quanto sembra è proprio il glifosate è uno dei pesticidi maggiormente presente nelle falde acquifere sotterranee. Secondo alcune ricerche  nei cinque giorni che intercorrono tra l’irrorazione del prodotto, che viene assorbito dalle foglie e gradualmente arriva alle radici provocando l’insecchimento  e la sua degradazione, facilmente la flora selvatica o gli animali da allevamento, che spesso brucano l’erba proprio ai bordi delle strade, oppure le farfalle e numerosi altri insetti benefici, entrano in contatto diretto con il diserbante. Con conseguente distruzione di un equilibrio biologico formatosi in quei luoghi nel corso degli anni.  Secondo vari esperti vi sono molti dubbi circa la totale “biodegradabilità” e la capacità di non lasciare residui tossici dopo tali applicazioni. al contrario di quanto riferirebbero gli enti che ne fanno uso. Infatti Alcuni molti parrebbero i pericoli anche per gli esseri umani che vengono a contatto con tali sostanze. Il glifosate ha la caratteristica di durare pochi giorni ma come prodotto di degradazione dà origine a metaboliti dannosi. In quanto la sostanza di cui è composto il diserbante sparisce trasformandosi in sostanza attiva che in parte viene assorbita dal terreno. Se si pensa che sempre più spesso tali sostanze vengono usate anche nelle periferie dei centri urbani e che secondo   appunto uno studio scientifico pubblicato dalla rivista Cancer sembra che l’uso del glifosate comporta l’aumento dei linfomi non Hodgkin”.neoplasie maligne del tessuto linfatico). Un tipo di tumore al sangue  noto per aver colpito i soldati a contatto con l’uranio impoverito. A questo punto sarebbe opportuno sapere nello specifico se anche i nostri amministratori sono consapevoli del danno provocato dal diserbante all’ambiente e alle persone come  denunciato da agricoltori e semplici cittadini, che nel frattempo si sono informati sui reali pericoli di tali prodotti. Inoltre per  un territorio che  vive di turismo e quindi di paesaggio, come Sorrento, tale danno non è da sottovalutare anche per ulteriori ragioni. Durante la bella stagione ,dove le nostre colline  si dipingono di verde non è piacevole percorrere  le  strade circondate da innaturali strisce gialle di erba secca. Oltre al danno estetico non bisogna dimenticare che tale operazione di insecchimento forzato della flora facilmente può fungere, da miccia per scatenare i roghi  ed incendi . Probabilmente in tempo di crisi si avrà l’esigenza di contenere i costi che la normale decespugliazione comporta. Ma senza dubbio altri e meno costosi metodi per l’ente comunale esistono come mettere in pratica in modo concreto l’Ordinanza di recente emanata dal Sindaco Cuomo. Obbligando i cittadini ,le cui proprietà confinano con le strade, la pulizia ed il taglio periodico delle erbacce lungo il tratto di strada di loro interesse.  Potrebbe essere, con un pò di buon senso, la soluzione migliore.  Si avrebbe di sicuro un  notevole risparmio per le casse comunali oltre ad educare la cittadinanza a tutelare e salvaguardare quel bene prezioso quale il nostro territorio. 22 giugno 2013 – salvatorecaccaviello positanonews

 

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