Meta. Schettino, sarà un processo blindato. Trecento posti per la stampa e niente cellulari in aula

0

Meta. Trecento posti in galleria per la stampa, niente telefoni cellulari, soltanto una telecamera fissa con l’obbligo di diffondere il segnale a tutte le altre emittenti e, per il momento, un solo accredito per ogni testata giornalistica. Sono queste le prime disposizioni del tribunale di Grosseto dove si sta organizzando il processo a Francesco Schettino, il comandante della Costa Concordia naufragata all’Isola del Giglio il 13 gennaio del 2012. Il processo – il 9 luglio la prima udienza – si svolgerà ancora una volta nel Teatro Moderno, che ormai da marzo del 2012 ha già ospitato l’incidente probatorio e l’udienza preliminare. Insomma, sarà un processo blindato per il comandante di Meta che si sta preparando al meglio per la prima «puntata» in aula lavorando fianco a fianco con i propri avvocati. Schettino sta studiando carte e documenti per presentarsi pronto all’appuntamento con il processo. Un vero e proprio «coordinamento » del collegio difensivo. Schettino, nel corso della querelle giudiziaria, punterà molto anche sull’abbandono della nave, per dimostrare – così come ha sempre dichiarato alla stampa – che quella maledetta notte non lasciò la Concordia e che tentò di sovrintendere al meglio le operazioni di messa in sicurezza dello scafo e dei passeggeri. Intanto, è ancora bagarre per la rimozione della nave da crociera. Un mese fa il governatore della Regione Campania, Stefano Caldoro, aveva lanciato la proposta di smantellare la Concordia a Napoli o Castellammare di Stabia. Mentre nella mattinata di ieri, a sorpresa, il Consiglio regionale del Lazio ha approvato a maggioranza una mozione con la quale si impegna il presidente della Regione ad «attivarsi immediatamente presso tutte le sedi competenti al fine di ottenere lo smaltimento del relitto della Costa Concordia presso il porto di Civitavecchia». Nel dispositivo della mozione sono state inserite anche una serie di garanzie per il rispetto dell’ambiente. In particolare, il consiglio regionale chiede alla giunta di riferire alla commissione competente sul progetto prima della presentazione al ministero, per poterne valutare l’impatto. Si tratta di un testo elaborato dalla commissione Ambiente che deriva da tre mozioni che avevano rispettivamente come primi firmatari Marco Vincenzi (Pd), Fabio De Lillo (Pdl) e Davide Barillari (M5S). La mozione è stata illustrata da Gino De Paolis (Sel) che ha ringraziato la commissione «per il lavoro fatto in tempi brevissimi. Il porto di Civitavecchia ha tutte le caratteristiche per poter smantellare subito il relitto. In particolare ha i fondali e le professionalità necessari». Secondo Devid Porrelli (M5S) «questo testo contiene le necessarie garanzie di rispetto per l’ambiente, anche dobbiamo rilevare che nessun porto, tranne quello di Palermo, ha le caratteristiche necessarie per lo smaltimento immediato del relitto. Per questo non ci soddisfa la richiesta che è contenuta nella mozione». Per Fabrizio Santori (La Destra) si tratta «di un documento importante, in commissione ho avanzato delle proposte di modifica, che sono state accolte: sottolineo in particolare l’aggiunta della parola immediatamente che rafforza il dispositivo». (Metropolis)

Lascia una risposta