Salerno. Rione ‘Mutilati’, l’ira dei residenti. Quattro mesi senza scale

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Salerno. Scale che dal rione Mutilati portano in via Velia e viceversa ancora chiuse a distanza di circa quattro mesi. La rivolta dei residenti attraverso una lettera inviata al primo cittadino Vincenzo De Luca. Nel fine febbraio scorso una voragine apertasi in un gradone della prima rampa di scala costrinse l’amministrazione comunale a chiudere l’accesso da via Velia per piazza Principe Amedeo. Da quel momento in poi funziona solo l’ascensore pubblico aperto quasi in contemporanea con il provvedimento di chiusura delle scale adottato dal Comune. “Richiamiamo ancora una volta l’attenzione del sindaco – si legge nella missiva inviata ieri a Palazzo di Città dal presidente del Comitato di Quartiere Vincenzo Savastano – sul grave problema del disagio che noi tutti stiamo vivendo a causa della chiusura delle scale che da via Velia portano al ‘Rione Mutilati’ di piazza Principe Amedeo. Sono ormai trascorsi quattro mesi da quando per la prima volta abbiamo richiesto di porre rimedio non solo per il ripristino delle scale, ma anche per la situazione di grave degrado che si è venuta a creare in conseguenza alla voragine che si è aperta e che ha portato allo scoperto l’impianto fognario sottostante”. Proprio dal buco creatosi, i residenti lamentano l’esalazione di odori nauseabondi che impediscono anche di transitare, per cui molte volte sono costretti a fare a meno anche dell’impianto dell’ascensore. “Invochiamo – aggiunge Savastano – un cortese immediato intervento al fine di eliminare lo spiacevole inconveniente”. La richiesta fatta recapitare ieri all’Ente di via Roma fa seguito alla petizione sottoscritta da 279 cittadini (che hanno spontaneamente creato il ‘Comitato di Quartiere’ per la valorizzazione del Centro Storico di Salerno e dintorni, abitanti di via Guglielmo da Ravenna, Piazza Principe Amedeo, Via San Gregorio VII, Via Bastioni, Via Arce, Largo Portarotese e Largo Plebiscito) che è stata ritualmente presentata al Comune di Salerno e protocollata il 6 marzo scorso. “Qualora non dovessimo avere riscontro neanche con questa ultima missiva – conclude Vincenzo Savastano – per la richiesta di interventi ci vedremo costretti, nostro malgrado, a richiedere l’intervento degli organi preposti alla salute pubblica ed alla nostra incolumità”. Inizialmente le scale non erano state riaperte a causa del maltempo che rallentava i lavori ma nemmeno con l’arrivo delle giornate estive l’inconveniente è stato risolto. (Metropolis)