Tapp e Tappariell

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Minori, Costiera amalfitana. E’ la mancanza di quello che vorremmo che fa risvegliare il cuore delle persone, da quando si è bambini fino all’ultimo giorno della nostra esistenza. Rincorrere e lottare per ottenere una possibilità, un’occasione o almeno qualcosa che gli somigli. E’ la “fame” che focalizza tutte le nostre energie fisiche e creative verso un solo unico obiettivo: “Devo farlo, Devo averlo, Devo riuscirci”. E’ questa la condizione che ci fa capire il vero valore di qualcosa. Il fatto di dare l’importanza a ciò che non si può avere e che magari altri hanno senza accorgersene. Capire il valore dell’Amicizia, dell’Amore, della Vita, dei soldi. Cosa può esserci di più importante per poter vivere quest’unica occasione che abbiamo in questa parentesi di tempo della nostra esistenza? Ma questi sono valori aulici, si potrebbe facilmente dire che sto generalizzando. Ci sono cose che vogliamo in maniera particolare che non categorizziamo. Avere questa fame è una cosa fondamentale perchè la fame del singolo influisce prima sulle persone vicine e man mano su di una comunità intera fino a potersi estendere in maniera illimitata. La stessa Fame che ha permesso ad alcuni uomini di influenzare e cambiare i nostri modi di vivere, di pensare e di comportarsi. Ci sono uomini meno famosi ma non meno importanti per noi che possono essere fondamentali per il nostro cammino futuro: I Nostri Genitori. Depositari di grandi responsabilità che spesso non si possono afferrare nell’immediato. Le lezioni più importanti derivano da loro, capire i concetti base della vita e dello stare in mezzo alle altre persone dipendono molto anche da come ce lo spiegano, da come lo fanno loro. E’ a loro che, in diversi momenti della nostra vita, daremo i meriti e le colpe di ciò che siamo diventati, spesso e volentieri in maniera irresponsabile. Perchè parlo di questo? Avverto in maniera forte e chiara che certi valori, che per qualcuno sono valori base, non si avvertono più. Come se ne giungesse una eco lontana. Come qualcosa che non ci riguarda. Una sociialità, un senso comune, e ideali che sono andati persi per mancanza di necessità. In un momento in cui ne abbiamo fortemente bisgono. C’è stata un’epoca non molto lontana in cui i ragazzi andavano su campi di cemento a giocare scalzi a pallone. I pochi fortunati avevano scarpette di poco valore. non per miseria, ma perchè i genitori non accontentavano tutti i propri figli. Si giocava a nascondino e “Peste” per tutto il paese, a “tapp e tappariell”, gioco ormai andato perso nel tempo. Le partite in spiaggia, sul lungomare o a Villamena diventavano veri e propri calendari a giornate. Scavalcare un cancello per andare a giocare di nascosto. C’era la fila per fittare un campetto o si aspettava fuori sperando che mancasse qualcuno, tanta era la voglia di giocare. Tutte cose che non vedo spesso fare. C’erano enormi compagnie estive. Quanti di voi della mia età scendeva sul lungomare con la speranza di incontrarsi, magari di incontrare la ragazza o il ragazzo di fuori perchè si aveva la “cotta”. eh si, Sappiamo bene che qui abbiamo sempre amato “Il Forestiero”. Ora sappiamo invece la persona dov’è, cosa sta facendo, quando la incontreremo e sempre più spesso a cosa stanno pensando. C’erano le sale giochi piene, perchè all’epoca si giocava ai videogiochi, ma sempre insieme. I Bar pieni di anziani che comunque socializzavano con tutti, non come i pochi di adesso. Le sedi di partita sempre in guerra tra loro che a loro modo si impegnavano per rendere il futuro del paese migliore. Lotte costruttive. In tutto questo io ci vedo valori che non sono categorizzabili, ma sento e credo che anche voi che leggete e avete visto abbiate la sensazione che c’era qualcosa di bello e unico, un fascino che ora non possiamo spiegare. Valori che non possiamo trasmettere. C’erano tante cose da fare e vedere in una giornata da poter raccontare e condividere. I ragazzi di 30 anni fa sognavano cose che ora sono alla portata di tutti, ma ora che ci sono, nessuno sembra averne più voglia. Ora diciamo sempre di si, quando l’insegnamento e la bravura sta nel dire NO. Sacrificare un sorriso, un desiderio di vostro figlio adesso per fargli capire il valore delle cose è una lezione che nessuno gli potrà spiegare. Una cosa che non si può comprare dopo con i soldi. E soprattutto una lezione che se non acquisita adesso non potrà essere trasmessa a chi verrà dopo. Perchè quello che hanno tra le mani adesso è il loro “Futuro” e noi ne siamo responsabili. Davide Sammarco – Diavolella.it