Napoli. Feltrinelli. CONSIGLIA LICCIARDI DAL VIVO.

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la Feltrinelli I Libri e Musica

 

Via S. Caterina a Chiaia, 23 Napoli Tel. 081.2405411

 

Mercoledì 19 giugno 2013, ore 18 

 

CONSIGLIA LICCIARDI DAL VIVO

 

in occasione della presentazione del suo nuovo album

 

Melos antiques

 

Presentano Pietro Gargano e Giuseppe Giorgio

 

 

 

Questo magnifico disco contiene due conferme cruciali. La prima: Consiglia Licciardi è custode di gran classe del patrimonio musicale napoletano, affrontato con stile antico – tante volte paragonato a quello di Gilda Mignonnette – e sensibilità modernissima, con rispetto e personalità. La seconda conferma, per molti una novità: esiste una canzone napoletana prima della canzone napoletana, che affonda le radici nei secoli ed è ancora tutta da studiare. Di solito viene genericamente indicata come “canto popolare di anonimo autore”, ma la realtà è molto più complessa. Di ciò che avvenne prima di Te voglio bene assaje e Funiculì funiculà sappiamo poco, quasi tutto è affidato alla rielaborazione che Cottrau e altri autori fecero e metà dell’Ottocento. Ma gli originali? Forse non li conosceremo mai, perfino la loro datazione è incerta. Si ripete Duecento, Trecento, Quattrocento, però senza prove. Prendete Vulumbrella, eseguita con rara bravura da Consiglia. Sensuale, prende il titolo da un fico acerbo, narra della bellezza che passa ed è attribuita a un poeta e a un musicista senza nome: eppure potrebbe essere riconducibile a Pietro Jacopo de Jennaro (1436-1509), napoletano di nobile casato, figlio di Maddalena di Gaeta damigella d’onore della regina Giovanna II d’Angiò, diplomatico al servizio di Ferrante d’Aragona. Oppure prendete Lo zoccolaro, è firmato nel 1857 da Cottrau e Paolella, ma già era stato ripreso in un’opera buffa da Paisello, tributario di un antico canto. E’ certa solo la datazione cinquecentesca delle villanelle, come Villanella che all‘acqua vai. Molto ragionevole l’attribuzione di Stu core mio a Orlando Di Lasso e soprattutto di Canzone marenara a Gaetano Donizetti. Nell’album figura un solo autore certo, Peppe Licciardi , fratello e compagno d’arte di Consiglia, che firma una Danza di corte. La voce di Consiglia migliora con lo scorrere degli anni, sembra non aver bisogno dell’accompagnamento della musica, anche se certi arrangiamenti la impreziosiscono, soprattutto quelli con le arpe. Non ha mai smesso di studiare, e si sente. Dopo il diploma in canto lirico al conservatorio di Avellino, si è di recente laureata a San Pietro a Majella. E’ stata forgiata da una lunga gavetta, oggi è una fuoriclasse che a Napoli meriterebbe i massimi teatri e continue occasioni importanti. Ma verrà un giorno in cui tornerà a contare il valore. (Pietro Gargano) 

 

Questo cd è frutto di un lungo lavoro sperimentale che fonda le sue radici sul concetto di contaminazione musicale dei generi nel particolare contesto della Musica Popolare antica. L’idea nasce dalla fusione dalla musica popolare napoletana con brani di musica tradizionale celtica e medioevale. All’ascolto ci si immerge in un mondo dove il “Melos” emana una fortissima energia ed una atmosfera di altri tempi. Si evidenzia la fusione nei seguenti brani:

 

Canzone Marenara – Planxty : Brano musicale dedicato a qualcuno, come un nobile (nel passato). In questo caso, composta dall’arpista cieco irlandese Turlough O’Carolan (1670-1738) il quale riveste un’importanza particolare nella musica irlandese.

 

Cicerenella – Hornpipe : Danza popolare medioevale e può essere in 6/8, 12/8 o in 4/4 con una imponente enfasi ritmica.

 

Villanella che all’acqua vaie: rivisitazione in chiave napoletana della famosa canzone popolare irlandese “Sally gardens”.

 

Michelemmà – Jig : Danza popolare medioevale. E’ la forma con il tempo più veloce e costituisce tra l’altro il tipo di musica più facilmente riconoscibile come “musica irlandese”.

 

‘O matrimonio d’’o Guarracino – Marcia irlandese: Fusa in contaminazione con il brano popolare composto da Turlough O’Carolan “Brian Bohru’s March” in onore dell’ultimo Re irlandese Brian Boru.

 

Vulumbrella: accenni musicali del xv secolo nelle introduzioni.

 

‘Stu core mio: testo originale di Peppe Licciardi sulla più conosciuta delle canzoni popolari irlandesi “Greensleeves”. 

 

La sperimentazione nasce dalla collaborazione della classe d’arpa del Maestro Rosaria Vanacore , del conservatorio di Napoli. I brani napoletani individuati e scelti, dovevano sempre avere punti d’incontro con brani di estrazione celtica o medioevale come per esempio: il tempo, il ritmo o soltanto l’atmosfera. Oggi sono felice di presentarvi questo lavoro che tra l’altro è stato argomento di discussione della mia tesi di laurea di specializzazione in musica da camera.

 

Alla realizzazione di questo cd hanno partecipato: 

 

Stella Gifuni – Arpa Classica , Arpa Celtica

 

Peppe Licciardi – Chitarra Battente, voce narrante

 

Salvatore Esposito – Mandola

 

Valerio Starace – Violino e Viola

 

Marco Pescosolido – Violoncello

 

Roberto Giangrande – Contrabasso

 

Mario Ricciardi – Flauti

 

Emidio Ausiello – Percussioni

 

Arrangiamenti – Peppe Licciardi

 

Trascrizioni arpe – Pino Tafuto

 

 

[Dal lancio-stampa ricevuto; segnalazione di Maurizio Vitiello.]