Salerno. Prove tecniche di scissione: si costituisce il “consiglio comunale” delle frazioni alte

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Salerno. Dopo le minacce dei giorni scorsi, da questa sera si passerà ai fatti. Questa sera, ad Ogliara, sarà firmato l’atto costitutivo del “Comitato Città Collinare”, presieduto da Leonardo Gallo. Il comitato nasce per una esigenza diventata non più procrastinabile, quella cioè di salvaguardare e valorizzare una parte importante del territorio urbano contro ogni forma di disattenzione e di abbandono. Nei mesi scorsi, gli abitanti delle colline salernitane, infatti, hanno manifestato l’intenzione di una qualche scissione dal centro cittadino, per la continua non curanza dell’amministrazione cittadina. Le zone collinari del Comune di Salerno, nel dettaglio le frazioni che si estendono da Cappelle e Matierno e, passando per Pastorano e San Felice, Ogliara, Rufoli e Sant’Angelo, terminano a Sordina, nonché Giovi nei suoi casali e rioni, sono una risorsa per l’intera città, con una popolazione che supera abbondantemente i 10mila residenti. La prima iniziativa del Comitato Città Collinare è già in essere. Infatti è stato istituito il “Consiglio Comunale Collinare”, organo assembleare e operativo, cui partecipano liberamente tutti i cittadini salernitani che hanno intenzione di contribuire alla crescita ed allo sviluppo dei quartieri collinari di Salerno. L’organo è composto da un minimo di 12 consiglieri delegati, ciascuno dei quali con compiti specifici a seconda delle proprie competenze professionali e dei settori. Il “Consiglio Comunale Collinare” intende tutelare in ogni sede opportuna gli interessi e i diritti dei residenti nella cosiddetta città collinare, stimolando l’azione dell’amministrazione comunale di Salerno, qualora questi risulti carente o insufficiente a garantire parità di trattamento e di condizioni di vivibilità rispetto ai cittadini che risiedono in altre zone di Salerno. Sarà immediatamente predisposto uno sportello d’ascolto per raccogliere le istanze dei singoli cittadini e trasformarle in realtà, anche ricorrendo a strumenti di consultazione popolare, vedi referendum. E’ indubbia la fondamentale esistenza e cura: di reti idriche, fognarie, elettriche, di illuminazione pubblica e del gas, viarie e di trasporto nonché di comunicazione e telecomunicazioni; di basilari presìdi di sicurezza; di servizi pubblici essenziali e primari nonché di delegazioni; di supporti concreti alle persone anziane, agli inabili e a quanti non hanno possibilità di muoversi da casa; di mezzi adeguati di trasporto e collegamento con il centro e le zone limitrofe; di validi ed efficaci ausili e contributi di carattere economico dedicati; di agevolazioni fiscali specifiche per favorire il commercio e l’imprenditoria, ancor più se giovanile; di distinte normative edilizie e pianificazioni regolatrici; di strutture sportive e centri di accoglienza, ludici, di aggregazione e culturali; della salvaguardia e valorizzazione delle peculiarità e delle caratteristiche territoriali, agricole, rurali ed ambientali presenti. (Metropolis)