Salerno. Termovalorizzatore, il Comune resta critico

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  Salerno. C’è l’accelerata sul termovalorizzatore di Salerno, anche se si resta ancora sullo scettico. Di certo la necessità è evidente, visto che l’Italia sta rischiando una nuova sanzione dall’Europa che sarebbe di almeno 8 milioni d’euro al giorno. Proprio in tal senso sta lavorando il ministro dell’Ambiente Andrea Orlando, anche in merito alla possibilità di nominare i commissari per costruire gli inceneritori in Campania, che rappresenterebbero la “svolta” per la gestione dei rifiuti nella Regione. Ed ecco, dunque, che si ritorna a parlare del Termovalorizzatore a Salerno, l’altro impianto campano sarebbe localizzato a Napoli, non senza qualche punta polemica. La costruzione dell’impianto, infatti, è stato sempre terreno di discussione fra l’amministrazione provinciale e quella comunale, con le stesse a tirarsi anche qualche “dispetto”. Nel frattempo, nel punto dove dovrebbe sorgere l’impianto ancora nulla è stato fatto. Tanto che nello scorso mese di aprile si rischiava concretamente la scadenza dei vincoli espropriativi che interessavano la zona dove dovrebbe nascere il Termovalorizzatore, con la Giunta provinciale subito ad intervenire, con apposita delibera, con proroga dei termini d’altri due anni. Insomma, per l’opera è stata dichiarata la pubblica utilità, l’urgenza e l’indifferibilità della struttura, nonostante le dimensioni siano state ridotte rispetto al progetto originario. Ora potrebbe esservi una nuova accelerata proprio mentre da Palazzo di Città si guarda con criticità al movimento. “Comprendo bene le preoccupazioni del ministro Orlando – afferma l’assessore alle Politiche Ambientali, Gerardo Calabrese – Ma resta un quadro più che confusionario della questione. Bisogna comprendere anche le necessarie competenze e se il tutto s’inserisce in un reale ciclo integrato dei rifiuti. Sotto questo aspetto, il Comune di Salerno si è mosso per tempo, con una differenziata più che spinta in città. C’è da valutare attentamente, visto che non si può prescindere da una piena titolarità del Comune di Salerno”. Insomma, la confusione regna sovrana nella Regione Campania che, nel ramo, continua a segnalarsi per l’eccessivo immobilismo.“In tal senso andrebbe sollecitata la stessa regione Campania, che continua ad essere poco presente sulla questione – riprende l’assessore Calabrese – Lo stesso impianto di termodistruzione resta una tappa importante in tutto il ciclo integrato dei rifiuti. Si deve pensare all’intera filiera, dove ogni struttura ha un proprio compito. Non si può pensare di andare avanti ancora con gli Stir che, in quanto tali, sono diventati obsoleti. Certo, l’interesse c’è ma dipende a quali condizioni possa essere realizzato l’impianto. Ma soprattutto, se finalmente si decide, così come contemplato dal decreto, il ciclo integrato dei rifiuti passa alla competenza dei Comuni”. Insomma, se da un lato sembra che vi sia un’accelerata, per la regione Campania, dall’altra ci sarebbe il classico freno a mano tirato. “Prendiamo ad esempio la situazione dei Consorzi che, ancora oggi, è incerta. Sembra che vi debba essere ancora una proroga fino alla fine dell’anno così come avvenuto ad inizio 2013 – riprende Calabrese – E’ mai possibile avviare un ciclo integrato in tal senso con spezzettamento delle competenze? Invece è necessario che vi sia un piano regionale che sia centralizzato con le competenze che siano ben chiare. Comprendo le difficoltà del ministro, che si ritrova con la patata bollente in mano e col rischio di una nuova sanzione”. (Antonio Roma – Metropolis)