C’è Ade, 35 gradi in spiaggia. E’ boom nei lidi campani, fuori il caos

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Ade vomita la prima ondata di caldo sulla Campania. Anche 35 gradi nella prima vera domenica da spiaggia. E una boccata di ossigeno per gli stabilimenti balneari che incrociano le dita. «Speriamo sia l’estate della svolta», dicono a Castellammare. In verità la crisi fa paura e «una rondine non fa primavera», oppure estate, è il caso di dire. Il pienone c’è stato, però. E questo non è in discussione. Merito di Ade che arriva dagli Inferi per imporre l’apertura degli ombrelloni. E’ il primo test vero. Un week-end che potrebbe far ricredere anche gli operatori turistici di Positano. A metà settimana dicevano che «l’estate è partita un po’ così», cioè con il freno a mano tirato. Nell’ultima domenica prima del solstizio d’estate, invece «sembra che le cose potrebbero anche andare meglio». Decisamente meglio. A Capri, per esempio. Le spiagge sono piene, al molo si registra un’affluenza che di questi tempi può anche essere definita record. Certo, non è «sold out» nei ristoranti e i bar lavorano a ritmo solamente sostenuto, ma va così: «La crisi si sente. E se dopo il parcheggio sul molo, il costo del traghetto, un posto in spiaggia, anche un caffè diventa un lusso». Figuriamoci una caprese fotografata in tutto il suo splendore in uno dei locali che si incrociano appena messo piede sull’isola dei Faraglioni. Per fortuna c’è Ade. E gli operatori turistici si fregano le mani. Qui a Capri, il primo week-end è stato positivo. «Spiagge affollate e grande afflusso di vacanzieri». E’ presto per tracciare proiezioni. Ma il sorriso che abbozza qualcuno lascia ben sperare. Di fronte, lungo la costa Vesuviana, la situazione è meno «hollywoodiana», ma piace lo stesso. Certo, c’è traffico, ci sono i parcheggiatori abusivi, ci sono i chioschetti ambulanti e le spiagge sporche. Però è boom lo stesso. Da Napoli a Castellammare. A Torre del Greco e a Torre Annunziata i proprietari degli stabilimenti balneari segnano il primo «tutto esaurito». O quasi. Persino il mare sembra più pulito. Lo dicono i bagnanti che escono dagli stabilimenti con la sabbia nera, quella vulcanica che non ha uguali in molte altre parti del mondo, appiccicata sulle caviglie. Non è un fastidio ma una benedizione. «Vuoi vedere che il disinquinamento del Sarno sarà realtà prima che noi passiamo a miglior vita?». Lo dice un uomo di mezza età mentre sua moglie sorride e lo prende in giro: «Mica sei Matusalemme». A Torre del Greco la litoranea è una strada presa d’assalto. Gli arenili protetti dalle scogliere sono pieni di ombrelloni che fanno ombra. «Abbiamo il miglior panorama del Golfo: Sorrento, Capri, Ischia, Napoli», dice un bagnante. «Noi vediamo tutto, vediamo lontano. Il problema è che le istituzioni sono cieche. Questo bendidio farebbe concorrenza alla Costa Azzurra». Sacrosanto. Anche perché uno spicchio di blu, da queste parti, costa decisamente meno. A Torre Annunziata ha pagato la politica del contenimento dei costi. Congelati rispetto allo scorso anno. Ingressi popolari, ombrelloni e sdraio piazzate senza affanno. Spiagge piene anche qui. Peccato che non ha funzionato il piano «anti-caos» annunciato dall’amministrazione. Niente parcheggi riservati, niente isola pedonale, niente spazi off-limits per le moto. Stesso mare, stesso caos qualche chilometro più lontano, a Castellammare. Dove i parcheggiatori abusivi tornano a fare affari. Le spiagge hanno registrato il pienone, soprattutto quelle di Pozzano. Dal Plaza in poi solo ingressi d’èlite. Solita polemica: «Il mare non è per tutte le tasche». (Metropolis)