Manifestazione

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Stanotte non ho dormito…. poco male, è normale per chi ha una “certa età” o si avvia ad averla, e soffre comunque di insonnia, ma stanotte è stato diverso…. Ieri sera, avvisato all’ultimo momento dal mio amico
Teuccio Lembo ho partecipato ad una manifestazione pubblica a Minori, la festa del libro del Mediterraneo, dove si è consegnato un premio al libro di Daniele Lembo, “Elogio della cazzimma- Perchè nella vita è meglio essere dei bastardi”. Premetto che come quasi tutti in costiera ho, perdonatemi, avevo con Daniele un rapporto prima di tutto di amicizia, e in questo ambito mi beavo della sua vulcanica personalità, della sua incontrollabile e incontrollata e mai forzata simpatia, della sua schiettezza che gli consentiva di dire, a volte, cose sopra le righe senza che nessuno se ne adontasse. Questo è il Daniele “politicamente corretto”, quello sicuramente gradevole e piacione, forse quello “spiaggista” , fenomeno in cui è stato arruolato, versione costiera di quel fancazzismo su cui si potrebbe, prima di elevarlo a valore, è un suggerimento, in altra sede aprire, un dibattito.
Per tutta la serata, che potrei definire piacevole in fondo se non mi avesse provocato l’insonnia, il moderatore e padrone di casa, Alfonso Bottone, ha gestito con tecnica consumata lo svolgimento, intervallando gli interventi di chi commentava il libro, con letture del testo da parte di Enzo Del Pizzo, tangibilmente emozionato e partecipe. E fin qui a mio sommesso giudizio nulla quaestio. E allora perchè non mi tranquillizzo? Poi alla fine del monologo del commentatore, Anna, come l’ha presentata Bottone (Anna? La MOGLIE) prende la parola e nella comprensibile commozione, (ti giuro Anna che è stata anche la mia) ricorda il valore che Daniele attribuiva ai suoi scritti non storici, come quello in premiazione, “chicche” le definiva sarcasticamente, per dargli il giusto valore “residuale” che queste rivestivano nella sua produzione. Ha provato, l’orgogliosa MOGLIE, a ridare il giusto valore alle opere del MARITO, una monumentale, approfondita, circostanziata opera storica di rilettura documentata , (non revisionismo sig.SINDACO che pure ringrazio per averlo comunque ricordato), del periodo della seconda guerra mondiale e dell’immediato dopoguerra, ma la commozione, i presupposti che quell’atmosfera di buonismo e di amarcord folclorico che si era comunque creata, le hanno, a mio giudizio, consigliato di lasciar perdere. Piazza Cantilena si è svuotata, il tempo di una stretta di mano di un abbraccio, e di un appuntamento per un’ altra premiazione con altri scrittori, presentatori e libri.
Il mio amico, no, adesso lo dico senza paura, il camerata Daniele, archiviato e sepolto, non solo sotto la terra del cimitero di Minori ma sotto la targa che è stata consegnata ai suoi come una patente di omologazione, come una rinuncia alla sua eresia di storico e scrittore, come, se non una abiura, almeno una sordina alle sue IDEE . Non mi permetto, non avendo titolo e competenze di esprimere giudizi nel merito della manifestazione, io mi ritengo solo il custode geloso dei nostri comuni sentire, delle nostre idee, della nostra nostalgia, non “nostalgismo” ,di futuro, delle serate passate a parlare dei ragazzi della Barbarigo ad Anzio, o del progetto di fare qualcosa che ricordasse quegli eroi di serie B di quel periodo, il tutto infarcito,com’era nel carattere di Daniele, ma era la sua enorme cifra umana, da perle di costume, mangiate di salatini o considerazioni scherzose. Di tutto questo ieri sera non c’è stata traccia. Un Daniele Lembo politicamente scorretto, come lui voleva e sapeva essere,…., ma…. in una sera di giugno, in un amena località turistica in una frettolosa commemorazione e alla vigilia di una nuova (?) premiazione, forse non era il caso e anche io ho convenuto….. ma adesso mi pento di questa mia acquiscenza, e Ti prometto, che se tua moglie e i tuoi figli saranno d’accordo, perchè capisco il dolore che provano ogni qualvolta sei tirato per la giacca, o pardon per la divisa, proverò a ricordarti in modo diverso, senza revanscismi e folklore, ma senza atmosfere affettate, mielose e superficiali, un ricordo di un uomo in piedi quale TU sei sempre stato.

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