Vico Equense. Amianto, il Comune contro la Regione dopo il ritrovamento di rifiuti tossici in un terreno sul Monte Faito

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Vico Equense. Si prospetta battaglia all’orizzonte tra il Comune di Vico Equense, la Provincia di Napoli e la Regione Campania. Il motivo? Amianto ritrovato in località Monte Faito su segnalazione del Wwf della penisola sorrentina. Una nuova piaga per l’oasi verde della penisola. Un qualche cosa che ha del paradossale. Sì, perché il rifiuto è stato abbandonato all’interno di un fondo che, dalle indagini, è risultato essere di proprietà della Regione Campania e della Provincia di Napoli. Ci saranno tre enti locali l’uno contro l’altro. Il territorio della terra delle sirene, da sempre conosciuto nel mondo per le sue bellezze naturali, si trova a combattere contro un nemico invisibile: l’abbandono di materiale di risulta e amianto. Un problema atavico che si sposa con quello dell’abusivismo. La pericolosità e le problematiche per la dismissione del pericoloso materiale sono all’attenzione del pubblico dopo le sentenze del processo che si è tenuto in Piemonte contro la ditta che lo ha prodotto per tanti anni. Le condanne un dato di fatto. La risoluzione delle problematiche ancora lontana. L’amministrazione di Vico Equense si è trovata investita della vicenda. Fotografie ed attacchi da parte degli ambientalisti sono giunti da tutti i fronti ed il sindaco, Gennaro Cinque, ha subito risposto presente. Il primo cittadino ha informato della querelle la Asl competente che ha certificato come il materiale ritrovato a Faito è composto da cemento amianto. Gli impiegati della Azienda Sanitaria Locale hanno effettuato il sopralluogo nell’area individuata dai tecnici del Comune. I dipendenti dell’ente locale hanno verificato come la zona non fosse di proprietà di un privato. La sorpresa è stata quando nel database del Comune si è venuti a conoscenza che i titolari della particella 427 foglio 6 al catasto fossero la Provincia e la Regione. In base alla legge il deposito o l’abbandono dei rifiuti è vietato in zone prestabilite. Sebbene sembra chiaro che non siano state, direttamente, Provincia e Regione a lasciare il materiale, toccherà ai due enti farsi carico della rimozione da proprietari del fondo. Nessun momento di stallo e immediatamente si è provveduto alla fase due. Il titolare della fascia tricolore a Vico Equense ha emesso l’ordinanza per la rimozione ai danni delle autorità competenti. Prima di tutto c’è un pericolo igienico sanitario. Il materiale in cemento amianto è sparso all’interno dell’appezzamento di terreno. Il frazionamento e il deterioramento del rifiuto potrebbe provocare il liberarsi nell’aria delle pericolosissime fibre. I dirigenti di Provincia e Regione dovranno, nei limiti delle loro responsabilità, provvedere alla rimozione dei materiali pericolosi lasciati nell’area in questione ed al loro smaltimento. Come iter burocratico esige i due enti locali dovranno provvedere a rilasciare al Comune di Vico Equense l’apposita documentazione che attesti l’avvenuta rimozione e il successivo smaltimento presso impianti autorizzati dell’amianto con successiva bonifica e ripristino dello stato dei luoghi. (Josè Astarita – Metropolis)