Castellammare di Stabia. Rione Savorito, droga nascosta nello pneumatico abbandonato

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Castellammare di Stabia. Stavolta il nascondiglio era un po’ più ingegnoso del solito. Uno pneumatico che pareva come abbandonato nel sottoscala di un palazzo. Rifiuto speciale sì, ma non per la procedura particolare dettata dalla legge per il suo smaltimento. Al rione Savorito la gomma di un’automobile diventa un rifiuto speciale per il contenuto che vi viene occultato. Lo hanno scoperto i carabinieri del nucleo radiomobile della Compagnia di Castellammare, agli ordini del capitano Gennaro Cassese e del tenente Carlo Santarpia. In quella gomma d’auto, infatti, i militari dell’Arma hanno scovato 100 grammi di marijuana, già suddivisa in ottanta dosi pronte alla vendita. Ulteriore conferma di quanto il quartiere della periferia nord di Castellammare, nato con l’edilizia post-terremoto, sia la piazza di spaccio più attiva del comprensorio stabiese. La tecnica di nascondere la “roba” in parti comuni delle palazzine, costruite con i famigerati fondi 219, è uno stratagemma antico per pusher, vedette e capizona del rione Savorito. Nascondere droga in vani ascensore, sottoscala o gradinate serve sostanzialmente a non far ricondurre quel singolo quantitativo di droga a una persona in particolare. Tecnica possibile grazie anche alla complicità di tutti i vicini di casa che abitano in quelle palazzine e mai si sognerebbero di segnalare movimenti sospetti alle forze dell’ordine. Stavolta la droga non era semplicemente in un vano nascosto e comune, ma appunto in uno pneumatico. La novità, però, non sembra soltanto questa. I carabinieri, infatti, hanno sequestrato marijuana, mentre solitamente la sostanza stupefacente che va per la maggiore dalle parti del Savorito è il crac, vale a dire la cocaina da fumare. Il ritrovamento di marijuana fa pensare a una sorta di “diversificazione” dell’offerta nel quartiere che è stato da tempo il regno della famiglia Imparato, vale a dire dei “paglialoni”, negli anni scorsi colpiti da arresti, processi e sentenze di condanna. La vendita di un prodotto diverso potrebbe far pensare anche a una sorta di “lottizzazione” della piazza di spaccio con zone dedicate alla vendita dell’una o dell’altra sostanza. Sempre lo stesso il meccanismo, collaudato negli anni: vedette agli angoli del quartiere a presidiare ogni ingresso sospetto e segnalare con un fischio la presenza di forze dell’ordine, “segnalatori” che fanno da guida ai clienti e li indirizzano alle porte delle palazzine dove avviene la vendita, i pusher che scambiano velocemente soldi e droga. Per non farsela trovare addosso la nascondono nelle parti comuni dei palazzi, anche in un “copertone”. (Alessandra Staiano –Metropolis)