Portici Marrone giudice a Sorrento e Torre Annunziata arriva in moto dopo il Tribunale poi la fascia di sindaco

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Portici Marrone giudice a Sorrento e Torre Annunziata  arriva in moto dopo il Tribunale poi la fascia di sindaco (da Positanonews auguri dalla penisola sorrentina )   Ha ricevuto la fascia di sindaco dal presidente del Seggio Centrale, il gip del tribunale di Napoli Alessandro Buccino Grimaldi e poi di corsa si è diretto verso il Tribunale di Torre Annunziata dove alle 10 era in programma una importante udienza. È iniziata ufficialmente ieri l’avventura del nuovo sindaco di Portici Nicola Marrone, che al quarto piano di via Campitelli, davanti a pochi consiglieri eletti, ha inaugurato il nuovo percorso amministrativo della città della Reggia con una sobria cerimonia lampo come aveva già preannunziato: «Abbiamo voluto che questa cerimonia di proclamazione si svolgesse in un clima di sobrietà – ha detto Marrone – Riteniamo che questo elemento che segnerà il lavoro di ciascuno caratterizzerà il nostro nuovo percorso amministrativo. Auguro buon lavoro a tutti nella massima serenità auspicando che l’impegno di squadra possa essere la nostra arma vincente». Appena il tempo di indossare la fascia tricolore, ricevere le congratulazioni dei presenti e poi il neosindaco si è diretto in scooter verso il tribunale di Torre Annunziata per continuare il suo lavoro di magistrato, come aveva preannunciato durante la campagna elettorale. Marrone chiuderà alcuni importanti processi in corso prima della fine dell’estate e poi si dedicherà a tempo pieno al suo nuovo importante incarico. Ma intanto il neosindaco, già da qualche giorno sta lavorando per individuare i componenti che faranno parte della prossima squadra di governo che potrà essere presentata lo stesso giorno in cui si insedierà il nuovo Consiglio. Il lavoro non sarà facile considerando che la sua maggioranza conta rappresentanti di ben otto liste che lo hanno sostenuto nella sua corsa a via Campitelli. Di certo ci sarà un assessorato alla Trasparenza, un tema quest’ultimo a cui il sindaco è molto legato, come più volte ribadito durante la sua lunga corsa elettorale. Mentre grande attenzione sarà dedicata alle donne e ai giovani che, oltre ad avere un ruolo determinante nella prossima giunta, potranno forse godere di un assessorato alla Gioventù o alle Pari Opportunità affidato probabilmente ad un under 30. Ma sarà la lista Rinnovamento Democratico Adesso, che vanta tre consiglieri eletti e tutti ex assessori, ad avere forse un ruolo decisivo nelle consultazioni: nei giorni scorsi, infatti, è già iniziato a circolare il nome di Fernando Farroni tra quelli proposti per un incarico chiave in giunta o perfino come vicesindaco. Infine la questione quote rosa o presenza femminile, come preferisce definirla Nicola Marrone: la prima donna eletta nella principale lista della maggioranza è Simona Lucarelli che potrebbe legittimamente aspirare a far parte della prossima squadra di governo. Il Mattino 

Voce rauca. Inevitabile il giorno dopo quello più lungo. «La passione della gente mi ha travolto e contagiato, siamo rimasti tutti al comitato a festeggiare fino a mezzanotte. Cercavamo di capire cosa fosse successo».

E che cosa è successo, Nicola Marrone, magistrato, nuovo sindaco di Portici?
«Che un’avventura iniziata in modo spontaneo, è cresciuta, intercettando la voglia di libertà di una città che dormiva sotto una coltre di apatia, di disillusione, di stanchezza».

 

Vittoria netta del candidato di parte del centrosinistra, ma non del Pd, rappresentato al ballottaggio da Giovanni Iacone.
Dopo un’accesa campagna elettorale caratterizzata anche da qualche colpo basso, il suo avversario le ha augurato buon lavoro. Lei cosa gli chiede?

«Sì, lui mi ha augurato buon lavoro, mi ha detto che ci rivedremo in consiglio comunale. Credo che sia nella normale dialettica tra maggioranza e opposizione: si cercherà di dialogare per il bene della città».

L’ha chiamata il suo predecessore Enzo Cuomo?
«Ho ricevuto un suo messaggio e naturalmente ho risposto. Un gesto che giudico positivamente».

 

Nicola Marrone nuovo sindaco di Portici

 
 

 

Portici ha alle spalle una tradizione di destra. Come spiega l’eliminazione del centrodestra al primo turno?
«Non mi avventuro in analisi politologiche. Certo è un dato di fatto che il centrodestra finora abbia vissuto una condizione minimalista. Credo che anche loro dovranno fare un’analisi sul risultato».

Tante liste di appoggio, ben nove. Le rifarebbe?
«Certamente, lo rifarei. Tante liste sono state il frutto di una precisa scelta. Abbiamo creato le condizioni per trasformare un’esperienza civica in esperienza politica».

Anche se con tanti candidati c’è sempre il rischio di qualche presenza imbarazzante?
«No, le due questioni non vanno insieme. Tante liste rappresentano una base larga per la strutturazione politica di un centrosinistra più aperto alle istanze della società».

Un atto simbolico che farà percepire subito ai porticesi lo stile Marrone?
«Domani (oggi, ndr) sarò al mercato, il cuore del centro storico, l’anima popolare di Portici, per ringraziare tutti e ribadire i miei impegni».

Quando la giunta?
«Lasciatemi contattare prima la presidente della commissione elettorale».

Giunta tecnica o politica?
«Sicuramente politica, improntata ai criteri di competenza e rinnovamento e aperta alle donne».

Entrerà qualcuno degli eletti?
«Nessuna preclusione».

Il Pd si può recuperare?
«Io non ho mai nascosto la mia provenienza d’area. Sono sicuro che si riuscirà ad aprire un dialogo sia con chi è entrato in consiglio comunale, sia con i dirigenti. Il Pd è una forza imprescindibile nel centrosinistra».

In campagna elettorale ha ricevuto l’appoggio di Pasquale Sommese che è in una giunta di centrodestra e non si può definire un novellino.
«Credo che un sindaco abbia il dovere di dialogare con le istituzioni perché non si può lavorare senza sinergia».

Su Facebook un ragazzino di 11 anni le ha chiesto di costruire una pista ciclabile. Entro quanto tempo lo accontenterà?
«Amo la bicicletta. In altre realtà al Nord, dove sono stato per lavoro, è bello vedere in bicicletta anche tanti adulti e anziani. Certamente a Portici ci sono difficoltà dovute alle pendenze. Ma potremmo riuscirci nelle zone pianeggianti».

Ha promesso grande attenzione per il lungomare. Anche a Portici un lungomare liberato?
«Certamente. Abbiamo un di costa tratto da Pietrarsa a villa d’Elboeuf, al quale si può accedere, che è in condizioni di assoluto degrado. Vogliamo riconsegnarlo ai cittadini in condizioni di vivibilità piena. Cercheremo di creare un collegamento tra le vie della città e il lungomare stesso. Ma le auto resteranno fuori».

Magistrato, uomo del cambiamento, sostenuto da sinistra e liste civiche. Le analogie col sindaco di Napoli de Magistris sembrerebbero tante. Le vede anche lei?
«I magistrati in politica ci sono da sempre. Io amo ripetere che nel mio caso non è il magistrato che è sceso in politica, ma il cittadino. D’Altronde prima di essere magistrato sono stato in polizia. Alle analogie credo poco».

Le darebbe fastidio essere etichettato come sindaco sceriffo?
«Io sono contrario alle omologazioni che appiattiscono il ragionamento. Ragionando per categorie, non si interpreta correttamente la realtà».

Naturalmente lascerà i suoi incarichi di magistrato.
«Proprio stamattina (ieri, ndr) ho parlato col presidente del tribunale. Devo chiudere solo i processi in fase finale. Lo farò entro luglio. Poi sarò in aspettativa».

Nella sua biografia si legge che ha conseguito il brevetto di elicotterista. Vola ancora?
«No, ho abbandonato».

E gioca ancora a pallavolo?
«Pallavolo, pallacanestro, calcio appartengono alla mia gioventù. Ora mi concedo qualche partitella di tennis e la bici».

Il complimento che le ha fatto più piacere ricevere?
«Tanti cittadini con un semplice sguardo e una stretta di mano mi hanno comunicato di ritenermi credibile».

Lei si è dimostrato un buon comunicatore. Come continuerà il dialogo con i cittadini?
«Dovremo organizzarci. Ho già promesso di mantenere il mio ufficio aperto ai cittadini e alle loro istanze».

Una promessa finale?
«Non lascerò che la politica mi trasformi».

Gimmo Cuomo Corriere del Mezzogiorno

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