Turchia piazza Taskim arriva la polizia stop a Erdogan di CEE e ONU

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Turchia piazza Taskim arriva la polizia stop a Erdogan di CEE e ONU Piazza Taksim a Istanbul è tornata parzialmente alla normalità dopo i violenti scontri che l’hanno scossa nella notte. Si vedono nuovamente taxi, auto e pedoni, mentre una massiccia presenza di polizia è schierata di lato, vicina alla nuova barricata eretta prima dell’alba dai dimostranti che continuano a occupare il Gezi park. L’hanno alzata con carcasse di macchine e macerie, per tentare di impedire agli agenti di sparare contro di loro altri gas lacrimogeni. I manifestanti rimasti nel parco, al centro delle proteste in corso nel Paese, sono centinaia. Dopo gli scontri della notte, hanno ripulito l’area verde e tentato di porre rimedio ai danni fatti da un violento temporale mattutino, che ha abbattuto tende da campeggio e fatto volare coperte.

Quella appena trascorsa è stata la notte più violenta dall’inizio della proteste contro il premier Recep Tayyip Erdogan. Piazza Taksim è stata riconquistata dalle forze antisommossa dopo ore di scontri violenti con migliaia di manifestanti, che hanno fatto 200 feriti. Ci sono stati anche violenti incidenti ad Ankara. 

Erdogan, che ieri ha dichiarato ‘tolleranza zero’ contro i manifestanti, definiti “vandali” e “terroristi”, riceve nel pomeriggio una delegazione che dovrebbe rappresentare la protesta. Ma i manifestanti negano di essere stati invitati e accusano il governo di avere scelto delegati di comodo. La “piattaforma” 

 

che riunisce i 116 movimenti aderenti alla protesta ha detto di non essere stata convocata.
  
Insieme alla repressione, il governo ha fatto scattare anche la censura. Il Consiglio Supremo della Radio e della Tv (Rtuk) turco, organismo di controllo nominato dal governo Erdogan, ha multato infatti le piccole tv che hanno trasmesso in diretta le manifestazioni di protesta. Secondo quanto riferisce il giornale Hurriyet online, la sanzione è stata motivata con il fatto che è stato “danneggiato lo sviluppo fisico,morale e mentale di bimbi e giovani”. Fra le emittenti multate c’è soprattutto Halk Tv, una piccola tv privata vicina all’opposizione che ha avuto un enorme boom di popolarità nelle ultime settimane per essere stata la sola a coprire in diretta continua le manifestazioni. Gli oppositori hanno denunciato il silenzio sulla protesta, su pressione del governo, delle grandi Tv di informazione, che hanno trasmesso fra l’altro due settimane fa soap o documentari sui pinguini durante i primi duri scontri di Taksim.

Un’altra manifestazione anti-Erdogan si è svolta ad Ankara: circa cinquemila persone sono scese in piazza ieri sera. Dopo momenti di tensione, la polizia ha disperso la folla con uso massiccio di lacrimogeni e cannoni ad acqua. Nelle prime ore di oggi, poi, la polizia è entrata nel Kugulu park dove centinaia di dimostranti erano accampati. Li hanno costretti a rimuovere le tende e ad andarsene. Tafferugli sono scoppiati con quanti non volevano restare. Oggi l’ambasciata italiana invita i turisti presenti ad Ankara ad evitare le zone del centro, in particolare la zona di Tunali e di Kugulu Park a causa del rischio di “possibili disordini”. 

Anche gli avvocati oggi sono scesi in piazza in diverse città turche per protestare contro le violenze contro i manifestanti e l’arresto ieri di 73 legali a Istanbul. Hurriyet online riferisce che 5mila avvocati si sono riuniti davanti al tribunale di Caglayan e si sono mossi poi in corteo in direzione di Taksim. Manifestazioni di protesta sono in corso anche ad Ankara e Smirne, come pure in altre città.

Washington e le Nazioni Unite esprimono preoccupazione e chiedono alle autorità turche di rispettare il diritto alla libertà di riunirsi dei manifestanti. L’appello è arrivato ieri sera dopo che l’ennesimo scontro in piazza Taksim: “Siamo preoccupati da qualsiasi tentativo di punire le persone per aver esercitato il loro diritto alla libertà di parola”, ha affermato la portavoce del Consiglio nazionale di sicurezza, Caitlin Hayden, sottolineando il diritto “di riunirsi” e di “manifestare pacificamente”. La portavoce ha anche ricordato che la Turchia è uno stretto alleato degli Stati Uniti e che il governo Usa auspica che le autorità turche difendano le libertà fondamentali. Da parte sua, il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, oltre a ricordare il diritto alla libertà di riunione, ha ribadito la necessità di dialogare per risolvere le proteste.

Il leader dell’opposizione turca Kemal Kilicdaroglu si è schierato con i manifestanti di piazza, lanciando un appello al capo dello stato Abdullah Gul perché prenda una iniziativa per fermare le violenze. 

L’Alto rappresentante per la politica estera europea Catherine Ashton ha lanciato oggi un appello al primo ministro turco Erdogan a privilegiare “il dialogo e non lo scontro” con l’opposizione all’indomani dell’evacuazione di piazza Taksim a Istanbul. “E’ un momento importante per la Turchia”, ha dichiarato Ashton nel corso di un dibattito al Parlamento europeo. “C’è – ha aggiunto – una reale polarizzazione dell’opinione. La risposta risiede nel dialogo, non nello scontro”.

E’ accelerando verso l’adesione della Turchia all’Ue e non bloccandola che l’Europa può dare il suo contributo alla soluzione della grave crisi che sta affrontando Ankara, ha aggiunto il commissario Ue all’Allargamento, Stefan Fule.

Da Berlino, il ministro degli Esteri ha preso posizione in modo netto: “le immagini di Taksim turbano”, ha detto Guido Westerwelle, criticando duramente l’operato del governo. Che, secondo il ministro tedesco, “manda un segnale sbagliato, sia al suo Paese che all’Europa”. “Ci aspettiamo che il premier Erdogan, nello spirito europeo, faccia calare la tensione e instauri uno scambio costruttivo e un dialogo pacifico”. Libertà di manifestazione e libertà di opinione “sono principi inalienabili di ogni democrazia”.

Della situazione in Turchia ha parlato oggi il ministro degli Esteri Emma Bonino in una informativa alla Camera. “Piazza Taksim non è piazza Tahrir. E i turchi non sono arabi”, ha detto, precisando che le manifestazioni di Istanbul ricordano più le piazze italiane o quelle di Occupy Wall Street. “L’adesione all’Ue può avere un effetto benefico per la Turchia. L’Italia vuole una Turchia pienamente democratica in Europa”, ha aggiunto.

In Italia c’è “apprensione per gli eventi” in corso Turchia, ha detto ancora il ministro. L'”uso sproporzionato della forza” da parte della polizia o il “fermo di decine di avvocati” non possono essere “una soluzione accettabile”.