Castellammare di Stabia. Pizzo ai trans: processo bis per i tre imputati

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Castellammare di Stabia. Pizzo a trans e prostitute di Pompei: si apre oggi il processo bis per i tre stabiesi protagonisti della vicenda, già condannati in primo grado per estorsione. Si tratta di Francesco Donnarumma, Francesco Paolo Cammarota ed Enrico Esposito, tutti condannati a una pena di quattro anni dal giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Torre Annunziata Claudio Marcopido il 7 novembre scorso. Sentenza con la quale si era concluso il processo, celebrato con rito abbreviato, che non aveva visto costituirsi parte civile le persone offese, vale a dire i sette transessuali e una prostituta bulgara, oggetto del tentativo di estorsione da parte dei tre stabiesi. Nei cui confronti il pm Rosa Annunziata aveva chiesto pene leggermente diverse: più alte, quattro anni e otto mesi, per Donnarumma e Cammarota, protagonisti di due episodi ai danni delle lucciole, e un pò inferiore, tre anni e otto mesi, per Esposito, che invece sarebbe stato presente in un unico episodio. Nelle loro arringhe difensive i legali dei tre imputati (i penalisti Antonio de Martino, per Cammarota, Francesco Schettino, per Donnarumma, e Imma Di Somma per Esposito) avevano tentato di minare l’impianto accusatorio. Evidenziando le circostanze che avrebbero potuto gettare dubbi sull’attendibilità dei denuncianti. Come il fatto che le lucciole fossero state sentite individualmente, ma convocate tutte insieme, e che una delle auto indicate con tanto di numero di targa, alle successive verifiche, era risultata intestata a una persona completamente estranea alla vicenda. Argomentazioni di cui il giudice, tuttavia, aveva tenuto conto solo in parte, riducendo di otto mesi la pena richiesta nei confronti di Donnarumma e Cammarota. I quali erano finiti agli arresti domiciliari il 9 gennaio 2012 – mentre Esposito era stato individuato solo qualche giorno dopo -. Nei confronti dei tre stabiesi, tutti e tre gravati da precedenti penali di vario genere – c’erano dunque le accuse di sette trans e una prostituta che solitamente ‘battono’ la zona di Villa dei Misteri, luogo abitualmente frequentato dalle ‘lucciole’ e dai loro clienti. E’ lì che, a gennaio 2012 Donnarumma e Cammarota prima, e poi anche Esposito insieme a loro, si erano recati per chiedere soldi (dai 50 ai 100 euro) a chi lì di solito si prostituisce, minacciando gravi conseguenze se il pagamento non fosse avvenuto l’indomani: “Mi devi dare 50 euro al giorno per stare qui, altrimenti ti ammazzo di botte, non ti faccio stare in pace”. Uno di loro aveva anche chiesto prestazioni sessuali gratis. Quando i i tre stabiesi si erano ripresentati per incassare, anche usando modi veementi, la loro presenza però era stata segnalata da un trans al 112. E così i carabinieri della stazione di Pompei li avevano trovati mentre ‘contrattavano’ la riscossione delle loro richieste estorsive e li avevano bloccati. Oggi si aprirà il secondo capitolo della vicenda giudiziaria, dopo le condanne in primo grado. (Gaetano Angellotti – Metropolis)