Torre Annunziata. Canapa indiana coltivata in casa: in cella padre, madre e figlio

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Torre Annunziata. Canapa indiana coltivata in casa: scatta il blitz dei carabinieri ed una intera famiglia finisce in manette per detenzione a fini di spaccio di stupefacenti: padre, madre e figlio. I genitori, inoltre, finiscono sotto accusa anche per aggressione ai militari, avendo tentato di ostacolare le perquisizioni nella loro abitazione. Ad operare, i carabinieri del nucleo operativo della compagnia oplontina. In camera di sicurezza, in attesa di finire davanti al giudice, sono finiti il quarantaseienne Mario Sormonto, già noto alle forze dell’ordine, sua moglie Elvira Cirillo, di un anno più giovane di lui, e il figlio dei due, Nicola Sormonto, ventunenne. Madre e figlio sono incensurati. L’irruzione dei carabinieri è scattata dopo alcune indagini che hanno portato gli investigatori a ritenere che nell’abitazione della famiglia, in via Scuola, fossero detenuti degli stupefacenti. Così i militari si sono presentati a sorpresa alla porta di casa dei Sormonto, nel complesso di edilizia popolare del rione “Provolera”. Quando l’operazione è scattata tutti e tre i componenti del nucleo familiare erano in casa. All’entrata dei carabinieri, moglie e marito hanno compreso che le cose si sarebbero messe male: sapevano di avere in casa materiale illegale, per cui hanno disperatamente tentato di ostacolare la perquisizione, arrivando ad aggredire i militari con calci e pugni. Forse tentavano di proteggere il figlio che, secondo i sospetti degli investigatori, potrebbe essere il principale indiziato per il possesso del materiale ritrovato (ipotesi ancora da verificare e per la quale si cercano riscontri). Comunque sia, nonostante la violenza resistenza dei coniugi, i carabinieri non ci hanno messo molto a scovare il materiale illecito: sei piantine di canapa indiana, del peso complessivo di 150 grammi, centodieci semi di canapa e un bilancino di precisione. Per i tre occupanti dell’appartamento sono dunque scattate le manette. Poi il trasferimento nelle camere di sicurezza della sede del Comando Gruppo dell’Arma torrese. Ora sono in attesa di essere portati davanti al giudice monocratico per essere giudicati con rito direttissimo. (Metropolis)