Pompei. Chieste le esumazioni anticipate per fare cassa. De Gennaro: "Il regolamento prevede almeno 10 anni fa"

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Pompei. Ancora veleni sulla gestione cimiteriale. Questa volta nel mirino finiscono le esumazioni richieste anticipatamente dalla società Mirca sas. Nei giorni scorsi, infatti, i cittadini hanno trovato sulla tomba dei propri cari un avviso. Nell’avviso c’era scritto di «recarsi quanto prima presso l’ufficio per comunicazioni di carattere amministrativo». Il documento porta la firma del concessionario dei servizi cimiteriali: la Mirca sas. Nel momento in cui le persone si sono recate dal responsabile del cimitero hanno avuto un’amara sorpresa. La società ha chiesto ai parenti dei defunti, sotterrati fino al 2007, la riesumazione della salme. «I cittadini si sono lamentati e mi hanno riferito che addirittura i responsabili della società, quando gli è stato fatto notare che alcuni di loro erano sprovvisti di loculi, hanno risposto che dopo aver riesumato i loro cari li potevano anche depositare nella terra santa», ha denunciato il consigliere De Gennaro. «Con quale diritto adesso si vogliono riesumare i defunti deceduti appena 5 anni fa?», sottolinea il consigliere di minoranza. «La società Mirca ha giustificato ai cittadini questa richiesta, come un’esigenza perché ai dirigenti servono le tombe libere per le sepolture». In effetti, da quanto si legge nel capitolato d’appalto, l’articolo 10 sul servizio di gestione delle operazioni cimiteriali, al punto tre prevede che «l’esumazione ordinaria e straordinaria deve essere effettuata secondo quanto previsto dal regolamento di polizia mortuaria». Lo stesso regolamento prevede che il defunto deve essere esumato dopo 10 anni dalla sepoltura. Per il consigliere di Alternativa Pompeiana, «in base a quello che prevede il regolamento, non possono chiedere l’esumazione ‘preventiva’. Anche perché molti di questi cittadini che hanno ricevuto l’avviso non hanno loculi dove porre il proprio caro. Altri, invece, attendono che il loculo assegnato venga costruito». Ad oggi, nonostante l’anticipazione di 2 mila euro su ogni loculo assegnato (ben 512), ancora non sono iniziati i lavori. «Questa situazione l’ho denunciata anche al dirigente Nunziata e al presidente del consiglio, Ciro Serrapica, alla presenza dei consiglieri di maggioranza Mancino, Palomba e Cirillo. La risposta del dirigente Nunziata è stata che questa vicenda l’avrei dovuta segnalare per iscritto. A questo punto, mi chiedo da chi vengono tutelati i cittadini?». Ma non finisce qui. Un cittadino, ieri mattina, solo per aprire la lastra di marmo per verificare se all’interno era tutto apposto ha dovuto pagare 48,40 euro. Costi che prima non erano previsti. (M. Celeste Gubitosa – Metropolis)