Napoli. Arrestati due avvocati in un solo giorno

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Napoli. Uno – avvocato penalista – avrebbe fornito il proprio contributo per costruire un falso alibi a un imputato di tentato omicidio, l’altro- avvocato civilista – è stato scoperto con marche da bollo contraffatte o clonate. I due sono stati destinatari ieri di una misura cautelare nell’ambito di due distinte inchieste della Procura. Due storie diverse, le loro, mala stessa amarezza di fondo da parte della categoria forense nell’apprendere la notizia dei provvedimenti. Due casi, si diceva. Uno riguarda il falso alibi procurato a un uomo accusato di tentato omicidio. Lo scenario è l’hinterland di Napoli, al confine con il Casertano. Il penalista è da ieri agli arresti domiciliari per effetto di un’ordinanza di custodia cautelare firmata dai pm del pool «Reati contro la pubblica amministrazione» coordinata dal procuratore aggiunto Francesco Greco ed eseguita dai carabinieri della compagnia Castello di Cisterna. Provvedimento emesso a completamento di indagini che ad aprile avevano già portato a misure cautelari verso un carabiniere, all’epoca dei fatti in servizio nella stazione di Casalnuovo, di un tenente della polizia municipale di Afragola, di un intermediario e del beneficiario del falso alibi prodotto dagli indagati, secondo quanto ricostruisce l’inchiesta, dietro un consistente compenso in denaro. Concorso in falsa testimonianza, falso ideologico, falso materiale commesso da pubblico ufficiale, corruzione e atti contrari a doveri d’ufficio sono a vario titolo le ipotesi di reato su cui si indaga. Dopo intercettazioni e accertamenti si è giunti a ipotizzare che l’assoluzione di un 41enne di Orta di Atella dal reato di tentato omicidio poggiava su un falso alibi, ovvero su un incidente stradale mai avvenuto. Il 41enne era sotto processo per aver accoltellato un algerino, a Napoli, nei pressi di piazza Garibaldi, l’1 novembre 2008. Era stata la vittima a fare il suo nome. Da lì l’arresto e il processo per il 41enne che ottenne l’assoluzione dopo che la difesa esibì ai giudici un documento in cui si attestava che nel giorno e nell’ora del tentato omicidio l’imputato aveva avuto un incidente davanti al cimitero di Afragola. Ma dalle indagini non sarebbe emersa traccia alcuna di quel tamponamento: anzi la vettura contro cui avrebbe impattato l’auto del 41enne e il riferimento della patente del conducente ricondurrebbero a un veicolo di cui era stato denunciato il furto un anno prima. Diverso lo scenario e le accuse che coinvolgono, invece, l’avvocato civilista arrestato nell’ambito di una distinta inchiesta della Procura. In questo caso l’indagine, condotta dalla Guardia di finanza, si è soffermata sull’esame di migliaia di ricorsi presentati negli uffici del giudice di pace e recanti, sulle note di iscrizione a ruolo, marche per contributi unificati contraffatte (importo originario di emissione alterato per cui erano indicati centinaia di euro a fronte di contributi emessi per pochi centesimi) o marche clonate. L’avvocato è accusato con un complice di detenzione di marche contraffatte per circa 5mila euro. Dalle intercettazioni è emerso che avrebbe chiesto al presunto complice la fornitura di valori contraffatti. L’arresto è avvenuto in un bar a Villaricca dove avvocato e fornitore avevano appuntamento. (Viviana Lanza – Il Mattino)

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