Un paese senza una sala cinematografica, dove l’unica cosa che sembra fatta bene è solo organizzare

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Ho raccolto alcuni commenti sul Vico Equense Social World Film Festival, la sua terza edizione. Mi hanno detto di una scarsa affluenza, quasi un flop di partecipazione per le rassegne e le pellicole presentate, sicuramente interessanti ma che non hanno attirato molto pubblico. Si registrano presenze solo quando si sa che ci sarà l’attore o l’attrice tal dei tali. Di contro, le manifestazioni culinarie, quella fatta il 2 giugno e quella organizzata in modo molto discutibile alla marina di Seiano, sono state un successone. Organizzate bene a detta di tutti, con un biglietto unico di 15 euro, che consentiva più degustazioni, mentre quella alla spiaggia, il cui ricavato è stato devoluto in beneficenza all’Ospedale Santobono di Napoli, ospedale per i bambini, ha suscitato polemiche naturalmente non legate alla nobile finalità, né perché si sia mangiato a caro prezzo: 150 euro a persona, ma perché per l’occasione è stata chiusa tutta la via Arcoleo non solo alle auto ma anche ai pedoni. In pratica vi poteva accedere solo chi era in possesso del biglietto per la cena di beneficenza con concerto di Piovani. Un abuso inconcepibile su una strada pubblica per una festa privata, ma a Vico questa è diventata ormai la regola, nel silenzio di tutti, pure della mitica minoranza consiliare . Partendo da queste due , anzi, tre manifestazioni: il festival del Cinema e le due manifestazioni culinarie mi viene da fare qualche considerazione veloce. Io credo che l’amore per il cinema non si improvvisi, è qualcosa che si forma con una educazione, un rapporto continuativo, con frequentazioni, come d’altra parte tutto ciò che è legato alla ricezione e al godimento di manifestazioni artistiche. Bisognerebbe chiedersi intanto perché, in quest’era di streaming film, dove è possibile vedere film gratis, o app di dawnload veloci dove puoi scaricarti di tutto, perché la gente dovrebbe ancora andare a cinema? Allora, la mia personale opinione è che la gente va al cinema perché prova piacere ad un altro genere di visione, ma soprattutto perché è educata a farlo nel posto giusto. Il cinema deve poter ricreare una magia che è quella della visione, dell’ascolto, dell’immersione nella storia che si vede scorrere, e, tutto questo, deve poter avvenire, condizione imprescindibile, in una sala buia, nel contatto diretto tra spettatore e proiezione: è questa la magia del cinema. E’ questo che lo distingue dalla televisione o dalle fiction televisive, o da un computer, dove una sta a casa, guarda, mangia, commenta, parla ecc. Vico Equense aveva una bella sala cinematografica, che ora non c’è più e, che nessuno sembra voler più ricostruire, sarebbe stato diverso se questa manifestazione si fosse potuta svolgere nel posto più adatto a farla. Una sala che era non solo cinematografica, ma che era anche teatro, con tanto di palco dietro il telone e tanto di golfo mistico per l’orchestra. Si, è vero, quella sala poteva essere restaurata, recuperata, invece è stata demolita quando non si sarebbe dovuto farlo, e tutto questo, per costruire un parcheggio interrato, un parcheggio che, è opinione di chi scrive, non avrebbe ancora l’agibilità, ma è già in funzione da tempo e al momento la parte superiore- tra dinieghi, silenzi imbarazzanti e varianti – non sembra avere ancora un destino. Forse un supermercato ma forse addirittura l’uscita dello stesso parcheggio sotterraneo sulla corso principale della città. Insomma, uno sconcio in pieno centro storico. Ma anche qui il silenzio generale di tutti e soprattutto della sempre mitica minoranza consiliare. Riguardo al festival sui manifesti ho letto : Sala Loren, Arena Totò e mi sono chiesto dove fossero questi posti, poi ho subito capito che si trattava della solita sala conferenze della SS.Trinità, con un’acustica pessima, della solita Piazza Kennedy disturbata dal traffico, benché deviato alle spalle del palco. Allora mi chiedo: che senso ha fare un festival cinematografico in un contesto dove nessuno è educato al cinema? In un cotesto che si è mostrato disinteressato e poco attento al cinema e soprattutto in una città che non possiede più una sala cinematografica? Lo vorrei chiedere agli organizzatori del festival, che so giovani e sicuramente amanti del cinema. Lo chiederei agli ospiti attrici e attori come domanda non provocatoria, ma seria . Se a Vico Equense la cultura trova scarso interesse, mentre tutti mangiano con grande voracità e partecipazione e sono sempre affollate le manifestazioni che hanno il cibo per oggetto mi chiedo:perché allora non puntare solo a questo e far diventare questo posto un appuntamento internazionale per la cultura del cibo? Avere il coraggio di fare un scelta: ammettere che in questo paese si riesce solo a far mangiare e fanno affari solo quelli che fanno da mangiare. Potrebbe essere un punto vincente, cercando però di non chiudere le strade pubbliche. Fare ristorazione ( il che non mi sembra poco) e puntare su questo solamente. Vuol dire che si prenderà finalmente atto che a Vico Equense si può solo mangiare, mentre gli altri cittadini, ovvero quelli che hanno altri interessi oltre il cibo, vuol dire che se ne andranno altrove. Franco Cuomo