La via delle arti per ri-costruire il Domani

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Questo il messaggio lanciato dalla LXI edizione del Ravello Festival , che ieri ha presentato un cartellone di oltre 40 eventi. L’omaggio a Nureyev delle étoile dei massimi teatri mondiali, il soprano di Wayne Shorter che ritorna dopo nove anni, Gesualdo da Venosa secondo Palladino e il violino di Shlomo Mintz, la Glenn Miller Orchestra, i massimi eventi in cartellone

 

 

 

Di OLGA CHIEFFI

 

“Ogni creazione autentica è un dono al domani” scriveva Camus nell’ “Actuelles II e la LXI edizione del Ravello festival, presentata ieri mattina in regione, sembra affidare il domani che è il tema scelto dal direttore artistico Stefano Valanzuolo per questo cartellone, creato in tempi di crisi, al linguaggio delle arti. In tempi di assoluto nichilismo, infatti, l’unica uscita di sicurezza per l’umanità la “cura” del proprio essere, è avvicinare il linguaggio dell’ arte, “la grande bellezza”, l’andare sulle vette e negli abissi dell’io, allo scopo di immaginare, e cogliere nuovi sentimenti, nuove emozioni. Solo purificandoli potremmo vedere, allo stato puro, ciò che abbiamo scoperto, cosa siamo, ri-generando la vita tutta, da semplice vita vivente in vita vissuta. Lunghissimo il viaggio dell’atteso Festival che a sorpresa nell’anno wagneriano, sceglie di prendere il via il 29 giugno con “Futura: variazioni sinfoniche su Lucio Dalla” , proposte dalla Nuova orchestra Scarlatti, mentre prima dell’esibizione sarà proiettato il film “Wagner” di Tony Palmer, datato 1983. Il tradizionale concerto wagneriano, previsto per il 13 luglio, sarà affidato all’Orchestra ed al Coro del Teatro di San Carlo diretti da Hartmut Haenchen. Wagner è  al centro anche del concerto del duo Nardis – De Fusco (con la prima assoluta dei Wesendonck Lieder per voce maschile; 11 luglio). Con Verdi, invece, Wagner dividerà lo spazio della mostra di costumi storici provenienti dal Teatro dell’Opera di Roma e le atmosfere del concerto proposto da Francesco Nicolosi con la voce recitante di Mariano Rigillo, in scena il 29 agosto. Grandi aspettative per l’installazione che Mimmo Paladino,  dedica alla figura regina degli affetti barocchi e del contrasto, di Gesualdo da Venosa in Villa Rufolo, dove un’altra mostra – cambiando epoca e genere – racconterà i fasti della canzone italiana di C.A. Bixio: il Festival proporrà, collegata all’esposizione, anche una serata speciale con Pippo Baudo e Christian De Sica in veste di cantante.  Povero il cartellone della classica, in cui si segnalano la presenza della prestigiosa European Union Youth Orchestra e delle orchestre giovanili di Romania (con Barry Douglas alle prese col Primo di Caijkovskij;  e di Turchia che avrà quale ospite con il violino di Shlomo Mintz interprete di Beethoven nella serata conclusiva. Il Concerto all’Alba vede coinvolta l’Orchestra del Verdi di Salerno diretta da un giovane talento, Alvise Casellati. Tra gli altri complessi giovanili annunciati, l’Orchestra dell’Opera di Roma e quella del Collegium di Ginevra. Di notevole impatto il concerto degli strumentisti della celeberrima Bayerische Staatsoper insieme al Coro Audi. 
 Il 20 luglio,  Wayne Shorter festeggerà i suoi 80 anni a Ravello, Brian Blade, John Patitucci e Danilo Perez, ritornando dopo nove anni sul palcoscenico che lo vide protagonista nel 2004. In ambito jazzistico, importante pure la presenza del norvegese Tord Gustavson , del quintetto di Francesco Cafiso e della pirotecnica Sousaphonix Band di Mauro Ottolini. La migliore canzone italiana è rappresentata da Fiorella Mannoia in programma il 6 settembre, in acustico con i Solis String Quartet per la prima volta, e poi Raphael Gualazzi, Tosca con un inedito omaggio a Roberto Murolo, 31 agosto, ma anche da Nina Zilli che, insieme a Fabrizio Bosso, darà vita ad una serata brillantemente sospesa ai confini del jazz. Il pop internazionale vede in pedana Sarah Jane Morris e David Knopfler, storico fondatore dei Dire Straits, di nuovo in Italia dopo venti anni. Atmosfere soft con la musica di Burt Bacharach affidata a Karima e con la leggendaria Glenn Miller Orchestra, che introdurrà i festeggiamenti dello sbarco dell’esercito alleato che portò qui il vento del jazz, proprio sulle note del celebrato trombone. Due gli appuntamenti di danza, entrambi da appuntare con cura: “Il lago dei cigni” nella fantasiosa e dissacrante rilettura della coreografa sudafricana Dada Masilo (5 luglio), e l’eccezionale “Gala Nureyev” che si svolgerà il 30 luglio, certamente il massimo spettacolo del festival 2013 che, oltre a celebrare il grande ballerino con la presenza di etoiles illustri e coreografie storiche, riproporrà anche le immagini del concerto che Nureyev diresse proprio a Ravello, nel 1991. Ma le stelle continuano a illuminare Ravello, con su tutti Ramin Bahrami, massimo interprete di Bach che eseguirà le variazioni Goldberg al tramonto del 14 luglio), Roberto Cacciapaglia, il mandolinista brasiliano Hamilton de Holanda, chiamato a rendere omaggio a Oscar Niemeyer. Molte infine le curiosità, dall’omaggio sinfonico ai Pink Floyd, offerto da una realtà locale, alla trasposizione jazz di “900” di Baricco, fino alla sonorizzazione dal vivo del film “La febbre dell’oro”, affidata ad uno specialista del valore di Timothy Brock.