Napoli. Giallo al Conservatorio, sparisce il busto di Pietro Platania

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Napoli. Un piccolo busto in bronzo, un cimelio di 34 centimetri, collocato nella prima sala della biblioteca del Conservatorio San Pietro a Majella, è scomparso. Manca all’appello dell’inventario, appena terminato, dei beni della Soprintendenza del Polo Museale custoditi nelle sale dell’istituto musicale napoletano. Si tratta di una statuina raffigurante il contrappuntista Pietro Platania che, alla fine dell’Ottocento, è stato anche direttore del Conservatorio. L’opera di autore ignoto non dovrebbe avere un particolare valore commerciale. Dell’ammanco, ma molto probabilmente furto, si sono accorti solo alla fine del lavoro di controllo del patrimonio dell’istituto (realizzato da Brigitte Daprà della Soprintendenza speciale), partito dopo la scomparsa, a febbraio scorso, degli spartiti di Saverio Mercadante, che non sono ancora stati ritrovati e diventano sempre più flebili le speranze di un banale disguido. L’ultimo inventario risale al 2005 e, confrontando il repertorio realizzato otto anni fa con l’esistente, si è scoperto che non c’era più Platania. Quando sia stato rubato, a questo punto, è difficile dirlo. Il cimelio era su un mobile della biblioteca, in una sala che custodisce altre piccole sculture e molte tele. Nessuno, finora, aveva fatto caso caso alla scomparsa. Non si dovrebbe trattare di un trafugamento recente, perché da un mese, proprio dopo la scomparsa degli spartiti, è attivo un impianto antintrusione, oltre la vigilanza notturna. Ed è partito il bando di gara per la videosorveglianza. «In otto anni non era mai stata fatta una verifica» spiega il presidente del Conservatorio Achille Mottola, nominato lo scorso dicembre e che ieri ha sporto denuncia ai carabinieri. L’inventario ha riguardato tele, sculture, cimeli vari. «Il busto scomparso » aggiunge Mottola «era in una stanza chiusa, ma non custodito in una bacheca come lo sono altri, anche perché non avevamo nessuna disposizione in merito. Noi ci atteniamo alle indicazioni che ci arrivano dalla Soprintendenza. Per quanto ci riguarda, in questi pochi mesi, nonostante le ristrettezze economiche, abbiamo realizzato tutte le misure urgenti di tutela e altre ne arriveranno». Ma evidentemente non bastano. Al di là dello scarso valore commerciale, l’episodio resta preoccupante. «Mi sento tragicamente oltraggiato dalle condizioni della cultura a Napoli» commenta il maestro Roberto De Simone, per anni direttore del Conservatorio. «Questi episodi dimostrano la scarsa considerazione che abbiamo del nostro patrimonio. Qui si rischia ogni giorno un nuovo caso Girolamini». Ma il presidente Mottola butta acqua sul fuoco: «Le proporzioni tra quanto è accaduto nella biblioteca dei Girolamini e quella del Conservatorio sono di proporzioni incommensurabili, non c’è paragone. Ma questo non significa che si abbassa la guardia. Anzi, in questi mesi, abbiamo enormemente potenziato la sorveglianza». (Pietro Treccagnoli – Il Mattino)

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