Sindaci, un patto per il turismo?…lasciate fare al territorio!

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Sorrento – “Due sindaci per un patto per il turismo,” questo potrebbe essere lo slogan di quanto è stato lasciato intendere dai sindaci di Sorrento Avv. Giuseppe Cuomo e Sant’Agnello Dott. Piergiorgio Sagristani. Ottima iniziativa se si fosse di fronte a due giovani Sindaci appena eletti. Invece molto probabilmente, e vorremmo tanto sbagliarci, i cittadini della penisola si troveranno di nuovo di fronte a tante belle parole e niente fatti concreti. Il primo cittadino Cuomo è capo della nostra amministrazione da oltre tre anni e a quanto pare la nostra Sorrento non ha subìto alcun progresso. I risultati di tale gestione sono sotto gli occhi di tutti, basta sondare il polso della maggior parte dei cittadini e degli operatori turistici. Sorrento continua ad essere nel caos e nessuna problematica è stata risolta o quanto meno gestita in maniera che il nostro turismo, invece di scivolare verso un livello medio basso, facesse finalmente un salto di qualità. Trasporti in tilt, mare perennemente inquinato, traffico, sicurezza e vigilanza, abusivimo edilizio e speculazioni galoppanti sono solo alcune delle problematiche che affliggono il nostro prezioso territorio. Mentre altresì ci si adopera in maniera attiva del come gestire e chi far gestire le nuove opere strutturali programmate, come il percorso meccanizzato per il porto. Per quanto riguarda Sant’Agnello, i cittadini democraticamente sono voluti tornare al passato, eleggendo colui che offriva più sicurezza e che forse ha più competenza per gestire un paese che vive anch’esso di turismo. Il Dott. Sagristani, come è noto, è stato per due mandati il sindaco di Sant’Agnello, durante i quali la cittadina sorrentina ha vissuto forse il periodo più florido della sua storia. Ma da allora sono passati oltre cinque anni durante i quali il neo sindaco, dopo essereapprodato in vari partiti, tre anni fa, in quota Udc, fu eletto Assessore al Turismo della Provincia di Napoli. Un ottimo risultato per tutta la penisola sorrentina, in quanto finalmente un figlio della nostra terra sedeva nella stanza dei bottoni a gestire ad un certo livello un comparto quale il turismo, di cui tutti i sorrentini vivono. Durante questo periodo si ci aspettava un salto di qualità per la nostra economia turistica invece i problemi sono raddoppiati. Sebbene la crisi economica non abbia più di tanto interessato la nostra comunità, se raffrontata ai paesi del vesuviano e dell’ hinterland napoletano, in quanto bene o male si è continuato praticare turismo e la popolazione ha potuto sinora reggere le bordate di un periodo di forte contigenza, purtroppo nessuna grossa novità tale nomina ha apportato al nostro territorio. Si è continuato ad avere un mare più che inquinato e nessuna sollecitazione è stata praticata onde portare a termine i lavori del depuratore di Punta Gradelle. Circumvesuviana e trasporti su gomma nel caos, recarsi a Pompei al Vesuvio ed Ercolano, escursioni storiche e di primaria importanza, per i nostri turisti continua ad essere un’odissea. Traffico, furti, accattonaggio, vigilanza, sicurezza, sono solo alcune delle problematiche di cui la penisola continua a soffrire. Nel ricoprire una carica di tale prestigio si ci poteva forse anche adoperare affinchè i lavori di ultimazione della galleria sulla SS 145 potessero essere gestiti in altra maniera ed in altro periodo. Non lasciare i cittadini e soprattutto gli operatori turistici in un caos totale come quello che si sta vivendo in questi giorni. Con turisti infuriati che minacciano di non tornare più a Sorrento e farci una cattiva pubblicità una volta tornati ai loro paesi. Ora la domanda da porre ai nostri sindaci che si apprestano ad unire le forze e… “le competenze”, è se quello attuale è il modo più efficiente di fare turismo in penisola sorrentina? Se finalmente si è coscienti di andare a fondo al problema oppure si vuole continuare ad illudere coloro (tutta la popolazione sorrentina) che di turismo vivono? La maggior parte degli operatori turistici che, nel rispetto delle regole e con tanti sacrifici, rischiando di loro quotidianamente cercano di mantenere il nome della “buona Sorrento” ad un certo livello nel panorama turistico internazionale, sono convinti che la rinascita debba partire dalla tutela del territorio e dei nostri ancora magnifici paesaggi. Mentre invece si continua a speculare, cementando e permettendo investimenti illeciti lungo il nostro territorio. Quasi lo si volesse abbruttire, distruggendolo ed indirizzarlo verso un degrado irreversibile. Quindi, se veramente si vuole fare qualcosa per risollevare la nostra economia turistica, bisognerebbe interpellare coloro che di turismo vivono, che stanno a contatto con la materia 24 ore al giorno, cioè i nostri onesti e validi imprenditori: albergatori, ristoratori, operatori del commercio. La conclusione potrebbe essere unica ed inequivocabile: la tutela del territorio! Questo deve essere il punto di partenza che deve interessare non soltanto due sindaci bensì tutte le sei amministrazioni peninsulari. Il territorio è la vera ricchezza per il popolo sorrentino, il vero oro nero! “Questi posti si promuovono da soli…”, come più volte ribadito dall’Assessore Regionale Sommese in una recente intervista al nostro Direttore Michele Cinque. Quindi, è sul territorio che bisogna agire con concretezza, tutelandolo e proteggendolo da ogni speculazione. Visto la situazione attuale, quasi da capolinea, se si ha la consapevolezza, la competenza e l’agire collettivamente con energia, possiamo ancora farcela! Altrimenti come più volte ribaditoil degrado è dietro l’angolo!  (Salvatore Caccaviello – Positanonews)

 

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