Gragnano. Marijuana, sequestrato il bar dello spaccio

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Gragnano. Questa volta non era in bicicletta, ma i carabinieri lo hanno arrestato lo stesso. E oltre a una nuova accusa, ci ha rimesso anche il bar di cui è titolare, a Parco Imperiale. Almeno per il momento. Insomma oltre al danno dell’arresto, anche quello della chiusura della propria attività commerciale, l’Azzurro Caffè di via Dante Alighieri. Per Carmine Esposito, 31enne già noto alle forze dell’ordine sempre per problemi di droga, quello di mercoledì mattina non era il primo arresto. Stavolta i carabinieri di Gragnano, agli ordini del comandante Sossio Giordano, lo hanno fermato per un controllo proprio nei pressi del suo bar. E il fiuto dei carabinieri ancora una volta ha dato loro ragione. Nascosto nel vano portacasco dello scooter di Carmine Esposito, infatti, i militari hanno scoperto un pacchetto contenente 25 grammi di marijuana. A quel punto è scattata anche la perquisizione personale per il giovane, nelle cui tasche, in banconote di piccolo taglio, sono stati trovati cento euro. Soldi che secondo i carabinieri sarebbero stati frutto della vendita al dettaglio di marijuana: piccole dosi da cinque o dieci euro, ed ecco spiegate le banconote. Stavolta però i carabinieri hanno deciso di andare fino in fondo e, trovandosi davanti al bar di cui Carmine Esposito è titolare, hanno deciso di perquisire anche quello, avendo il fondato sospetto che anche all’interno del locale potesse essere nascosta altra droga. Intuizione che alla fine si è rivelata corretta, anche se il quantitativo rinvenuto all’interno dell’Azzurro Caffè era minimo. Una sola dose, già confezionata, scoperta dentro a un cestino. Tanto è bastato, tuttavia, affinché i carabinieri facessero scattare il sequestro anche del locale, oltre che della droga e dei soldi in contante trovati in possesso di Carmine Esposito, per il quale sono scattate le manette, in flagranza di reato, con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. Un’accusa non nuova per il giovane, come detto, che poco meno di due mesi fa, il 7 aprile scorso, era finito nei guai per lo stesso motivo. In quell’occasione, forse per necessità o per una sorta di “copertura”, il giovane era stato sorpreso a spacciare in sella a una bicicletta. Il diversivo – purtroppo per lui – non aveva tratto in inganno i carabinieri che anche in quel caso lo avevano sorpreso sul fatto. A piedi, mentre cedeva una dose di marijuana ad un giovane acquirente, nel centro cittadino di Gragnano. Ad attirare i loro sospetti era stato l’atteggiamento di Carmine Esposito, che aveva spinto i militari prima a seguirlo senza dare nell’occhio, e poi a perquisirlo. Addosso gli erano stati trovati 215 euro in denaro contante, ritenuto il frutto della sua attività di spaccio. Ma la droga, divisa in sedici confezioni, era custodita in un nascondiglio a dir poco ingegnoso. Le “canne”, infatti, erano state scoperte dai carabinieri all’interno della canna della bicicletta di Esposito. Sia i soldi che la marijuana, poco più di 41 grammi in tutto, anche in quel caso erano stati sequestrati dai carabinieri, mentre Carmine Esposito dopo l’arresto e l’espletamento delle formalità di rito, era stato riaccompagnato nella sua abitazione, a Parco Imperiale, agli arresti domiciliari. Misura revocata dopo l’apertura del processo con rito direttissimo per quell’episodio. Ma ora il giovane titolare dell’Azzurro Caffè c’è ricascato e per lui sono scattate di nuovo le manette: dovrà affrontare un altro processo, sempre per lo stesso reato. (Gaetano Angellotti – Metropolis)