Napoli. Sorpresa all´aeroporto, le valigie pesano di più. Controlli della Finanza dopo la denuncia di un passeggero

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Napoli. Il primo ad accorgersene è stato un passeggero che stava per imbarcarsi per la Francia. Un turista transalpino che, quando ha posato sul nastro della pesa dei bagagli al banco del check-in dell’aeroporto, si è sentito avanzare una richiesta di sovrapprezzo perché – a dire dell’impiegato in servizio – la valigia superava i venti chilogrammi consentiti. Il francese ha insistito: «È impossibile, ho controllato io stesso in albergo il peso del bagaglio». Niente. L’addetto ha ripesato il collo ed ha scosso la testa: «Monsieur, lei deve pagare la sovrattassa, altrimenti il bagaglio non sale sull’aereo». È finita con l’arrivo della polizia, e con un esposto. Inizia così, da questo episodio, la storia delle bilance impazzite all’aeroporto di Napoli Capodichino. Vicenda ancora tutta da chiarire ed ora al vaglio della magistratura inquirente. Già, perchè proprio in seguito alle decise rimostranze del turista che proprio non ci stava a pagare quel che (giustamente) riteneva di non dover sborsare, alla fine sono intervenuti i militari della Guardia di Finanza, che hanno verificato una serie di anomalie sulle macchine tara dei bagagli. Il tutto è confluito in un’informativa già trasmessa agli uffici della Procura di Napoli. Saranno i pubblici ministeri a stabilire se procedere nell’inchiesta o archiviare. I fatti si riferiscono al 10 maggio scorso. Per un puro caso, come abbiamo ricostruito, scatta improvvisamente l’allarme sulle bilance di precisione che pesano i bagagli da imbarcare nelle stive degli aeromobili. E si scopre che, incredibilmente, almeno una ventina su 56 (dato emerso dalle verifiche delle fiamme gialle, ma per la Gesac il numero sarebbe limitato a sedici) sono «impazzite». Quasi tutte, infatti, segnalano un peso esorbitante e maggiore rispetto a quello reale del bagaglio. In qualche altro caso – sottolinea sempre la società che gestisce l’aeroporto internazionale di Napoli – la tara è invece inferiore. Ma a insospettire i militari della Finanza sono quelle bilance che aumentano il peso anche di mezzo chilogrammo in più. «Com’è possibile che ciò sia avvenuto?», si chiedono gli investigatori. Domanda legittima, anche alla luce del fatto che le apparecchiature in questione sono soggette a rigorosi e costanti verifiche. Intanto, se non fosse successo quel che è accaduto con il turista in partenza, probabilmente nessuno si sarebbe accorto dell’anomalia. Di qui la necessità di ulteriori verifiche. La prima è stata già fatta, poche ore dopo l’incidente al check-in, e dopo che addirittura erano stati «isolati» i primi due nastri per la pesa finiti sotto inchiesta. Accanto ai militari della Guardia di Finanza sono così intervenuti gli specialisti dell’ufficio metrico della Camera di Commercio di Napoli, che hanno attestato la «staratura» di molti macchinari. Ma tra le domande che legittimamente si sono posti gli investigatori ce n’è una, fondamentale. Èpossibile immaginare che dietro lo sbilanciamento degli apparati di controllo del peso bagagli si nasconda, magari, un tentativo di truffa da parte di qualcuno. Facciamo subito una premessa: se anche questa tesi prendesse corpo, la Gesac, come pure le varie compagnie dei vettori aerei che di volta in volta utilizzano i banconi del check-in, sarebbero del tutto estranei a una vicenda che – però – non può certo essere nata dal nulla. E dunque: esiste una «mano» che può aver deliberatamente e sapientemente sabotato quei delicati macchinari, in certi casi determinando addirittura l’aumento fino a 500 grammi del peso certificato? (Giuseppe Crimaldi – Il Mattino)

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