Minori. Intervista al sindaco Reale che adesso punta tutto sulla messa in sicurezza del territorio comunale

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Minori. Uno dei maggiori fattori di sviluppo su cui devono puntare i piccoli comuni è la comunicazione, oltre alla capacità di rinnovarsi, di cooperare tra loro e di adottare politiche al passo coi tempi. Questa è anche la sintesi della politica di uno dei sindaci più combattivi e sicuramente più conosciuti della Costiera Amalfitana, il primo cittadino di Minori, Andrea Reale. A quasi un anno dallo scadere del suo mandato, il sindaco della Città del Gusto, tira le somme su quelli che sono stati i risultati di una politica volta allo sviluppo non solo della sua città, ma dell’intero distretto costiero. Sindaco, lei è stato eletto nel 2009, dopo essersi presentato con la sua lista civica come unico candidato – per la prima volta nella storia di Minori – ricevendo peraltro un vero plebiscito. Quale situazione ha trovato al momento del suo insediamento e com’è diventata oggi la sua città, alla luce della sua esperienza politica? “Quello che ho trovato nel 2009 era un Comune senza progettualità, del tutto da rinnovare, a cominciare dal personale fino all’intero assetto della macchina amministrativa, specialmente dal punto di vista tecnico- informatico. Oggi, invece, Minori ha una sua dignità ed è diventata una realtà capofila tra tutti i 14 comuni della costiera amalfitana, puntando tutto sul gioco di squadra ed interagendo anche con altri comuni al di fuori del comprensorio. Ne è prova evidente il fatto che nella Conferenza dei Sindaci della Costa d’Amalfi compaia anche il primo cittadino di Agerola, che rappresenta la parte interna del territorio”. Nel 2010 ha avuto l’onore di ospitare il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in visita a Minori, che ha voluto premiare gli innumerevoli sforzi delle amministrazioni costiere. Quali sono le opere e gli investimenti da lei realizzati a riguardo? “Minori si è sempre battuta per queste importanti tematiche. A dimostrarlo sarà anche il nuovo Piano urbanistico comunale, presentato a breve e che è stato progettato nel rispetto totale dell’ambiente e del territorio, in quanto punta a migliorare tutto ciò che è già esistente. Tra le tante opere, tra le quali il nuovo polo sportivo e la riqualificazione del centro storico, va ricordato un grande progetto in collaborazione con la vicina Maiori. Sarà realizzata, infatti, una galleria che unirà i due paesi, insieme ad un parcheggio in roccia e alla pedonalizzazione del tratto di strada conosciuto come Torricella. Un’opera ambientale di grande rilevanza, che ridurrà l’impatto del traffico, creando una nuova area pedonale di ben 700 metri, il tutto realizzato grazie a politiche di project financing”. Lei ha più volte parlato di “sistema Costa d’Amalfi”, ovvero dell’unione costruttiva di tutte le municipalità: quali sono le opere che dimostrano l’importanza di questa collaborazione, specialmente su tematiche come la saluta, i trasporti e l’ambiente? “Esistono dati tangibili a riguardo, a cominciare dalla collaborazione con il Bacino per risolvere il problema del rischio idrogeologico. Come sindaco di Minori, ho operato facendo da raccordo con gli altri comuni, riuscendo ad ottenere giusti finanziamenti per la messa in sicurezza e l’allargamento di quei tratti stradali soggetti alla caduta delle rocce. Proprio a Minori sono in programma nove interventi per prevenire il rischio proveniente dalle colate di fango, tematica affrontata anche in importanti convegni internazionali. Come non menzionare poi l’impegno della Conferenza dei Sindaci per salvare l’ospedale di Castiglione di Ravello, che più volte ha rischiato la chiusura. Molto si dovrà ancora fare per quanto riguarda l’inquinamento della nostra più grande risorsa, il mare, che penalizza anche l’assetto turistico. Finalmente, però, grazie ad un maestoso finanziamento europeo di 35 milioni di euro, ottenuto dall’assessore al comune di Maiori Antonio Romano, si potrà parlare presto di vera depurazione, dotando tutti i paesi della costa degli impianti necessari per il trattamento delle acque reflue”. La politica della costiera non ha mai avuto la giusta attenzione a livello nazionale ed inoltre sembra sempre più penalizzata nel quadro del turismo e degli investimenti internazionali. Cosa possono fare le amministrazioni per colmare queste mancanza? Purtroppo la Costa d’Amalfi è stata per troppo tempo “terra di conquista” per chi è venuto a raccogliere voti per poi andare via. È necessaria, quindi, l’unione di tutte le forze in campo per ridare credibilità agli investitori sia snellendo il troppo complicato apparato burocratico, sia cercando di ridurre la negativa percezione della Campania all’estero, spesso ingiustamente associata alla malavita. Voglio concludere con due parole: innovazione nella tradizione. La Costa d’Amalfi non ha bisogno di inventare nulla, da sola è terra di turismo culturale con una storia, un patrimonio ambientale ed enogastronomico su cui investire tutto. Questo va di pari passo con l’innovazione tecnologica e con quello che io definisco l’Ufficio Europa, ovvero con professionalità nuove e giovani che siano in grado di fare da raccordo tra le municipalità e la realtà europea, in tutti i settori più importanti dall’economia, al sociale, fino al turismo”. (p.p. – Metropolis)