Agli organizzatori del 61° raduno nazionale bersaglieri – Salerno 13-19 maggio 2013

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Senza minimamente voler offendere l‟odierno esercito italiano e questo speciale corpo armato (formato in gran parte da meridionali) non è possibile dimenticare che cosa i bersaglieri hanno rappresentato nell‟inconscio collettivo dell‟attuale Sud per quanto accaduto nei primi decenni dell‟unificazione italiana, durante la cosiddetta guerra (civile) del brigantaggio. Segnaliamo soltanto alcuni gravissimi accadimenti dovuti ai bersaglieri italiani a cui occorre dopo 152 anni di storia d‟Italia dare una spiegazione plausibile: v 14 agosto 1861: distruzione Casalduni e Pontelandolfo(BN) Una colonna mobile di bersaglieri del gen. Maurizio de Sonnaz, con il magg. Carlo Magno Melegari e il col. Pier Eleonoro Negri, attaccano gli inermi cittadini di Casalduni e Pontelandolfo con strage degli abitanti e incendio dei due paesi. Testimonianza del bersagliere Carlo Margolfo, 6° btg, tratta dal suo diario pubblicato dal comune di Delebio (SO), suo paese d‟origine: Al mattino del giorno 14 (agosto) riceviamo l’ordine superiore di entrare a Pontelandolfo, fucilare gli abitanti, meno le donne e gli infermi (ma molte donne perirono) ed incendiarlo. Entrammo nel paese, subito abbiamo incominciato a fucilare i preti e gli uomini, quanti capitava; indi il soldato saccheggiava, ed infine ne abbiamo dato l’incendio al paese. Non si poteva stare d’intorno per il gran calore, e quale rumore facevano quei poveri diavoli cui la sorte era di morire abbrustoliti o sotto le rovine delle case. Noi invece durante l‟incendio avevamo di tutto: pollastri, pane, vino e capponi, niente mancava… Casalduni fu l’obiettivo del maggiore Melegari. I pochi che erano rimasti si chiusero in casa, ed i bersaglieri corsero per vie e vicoli, sfondarono le porte. Chi usciva di casa veniva colpito con le baionette, chi scappava veniva preso a fucilate. Furono tre ore di fuoco, dalle case venivano portate fuori le cose migliori, i bersaglieri ne riempivano gli zaini, il fuoco crepitava”. v 8 dicembre 1861: eliminazione della banda Borges a Tagliacozzo (AQ) Il magg. Enrico Franchini, del 1° btg bersaglieri, cattura con l‟inganno il legittimista borbonico spagnolo José Borjes e lo uccide con tutti suoi compagni senza alcun processo v 2 gennaio 1862: assassinio della bimba Angelina Romano Il corpo di spedizione di bersaglieri del gen. Pietro Quintini sbarca a Palermo per una rivolta popolare e si reca a Castellammare del Golfo (TP) fucilando preti e disarmati cittadini ma anche la piccola Angelina, accusato assurdamente di portare viveri ai “briganti”. Aveva appena otto anni. Agli organizzatori del 61° raduno Nazionale bersaglieri – Salerno, 13-19 maggio 2013 NO AL RADUNO DEI BERSAGLIERI IL SUD STA RITROVANDO LA SUA MEMORIA STORICA Chi ha una certa età sarà stato certamente abituato da piccolo ad amare le sfilate dei bersaglieri che corrono al ritmo della fanfara. Chi, crescendo, ha studiato un po‟ di storia vera ed ha amato sempre più profondamente la terra dei suoi padri, rimane sconcertato che nel 2013, dopo un trentennio di rigorosa revisione storica risorgimentale, qualcuno si illuda che è tutto come 50 anni fa. v 3 gennaio 1862: Repressione a Palermo I bersaglieri del gen. Pietro Quintini occupano Palermo con centinaia di cittadini passati per le armi senza alcun processo. v Aprile 1863: monti del Matese (CE) Il comandante dei bersaglieri Angiolo De Witt narra nelle sue memorie: “Quei cafoni erano costretti dalle baionette a scendere per le vie” e “ivi giunti vi trovarono delle mezze squadre di soldati che facevano una scarica a bruciapelo su di loro. Questa scena di terrore durò un‟intera giornata”. Il deputato liberale Ricciardi dichiara alla Camera testualmente:”Potrei a questo proposito raccontarvi orribili fatti; mi limiterò a qualche esempio. Nel Matese, non lunge da Piedimonte d‟Alife, una compagnia di bersaglieri (ho il numero di essa, il numero del battaglione e il nome del capitano) nel perseguire i briganti, arrestò cinque carbonari, fra cui due padri di famiglia, li arrestò, o signori, e un quarto d‟ora dopo li faceva fucilare siccome briganti. Eppure erano tutti innocenti!”. v 6 agosto 1863: Eccidio di Pietrarsa Il primo sciopero dell‟Italia unita avviene nelle antiche officine di Pietrarsa, presso Napoli, dove oltre seicento operai incrociano le braccia per salvare il proprio posto di lavoro. Senza alcuna giustificazione il 33° btg di bersaglieri del magg. Martinelli spara e infierisce a baionettate sui lavoratori con decine di morti e centinaia di feriti. Nemmeno un‟arma impropria è reperita dagli inquirenti perché gli operai erano totalmente pacifici. v 16-22 settembre 1866: Rivolta del 7 e ½ A Palermo c‟è un‟insurrezione generale contro le angherie del governo sabaudo . Un intero corpo d‟armata, al comando del gen. Raffaele Cadorna, assale la città dopo un furioso bombardamento navale. Le cronache evidenziano la ferocia dei battaglioni di bersaglieri nelle esecuzioni di massa. Gli annali storici indicano 49 battaglioni di bersaglieri impiegati nel “brigantaggio”, cioè nella legittima resistenza degli abitanti delle Due Sicilie all‟invasione piemontese. La loro triste fama repressiva è pari nei ricordi crescenti degli odierni meridionali a quella che gli Ebrei hanno delle SS naziste. Se si considera che quando il legittimo governo borbonico combatteva a Gaeta, quando non c„era stato ancora il cosiddetto plebiscito di annessione, quando la legge Pica (che autorizzava dal 15 agosto 1863 speciali e temporanee misure repressive dei diritti umani dei meridionali) non era stata promulgata, avvenivano gran parte dei fatti citati, si deduce che essi non erano legali e quindi dei veri e propri crimini di guerra. L‟unità nazionale non si pretende o si impone ma si costruisce pazientemente nel rispetto delle diversità e della verità storica. Questo non è mai accaduto nello stato italiano. Per tali motivi ci sentiamo offesi, arrabbiati e indignati per la previste manifestazioni di una città del Sud come Salerno la cui provincia ebbe migliaia di morti innocenti massacrati dai bersaglieri e adesso vuole che gli stessi discendenti di quelle vittime applaudano quelle divise ancora lorde di sangue meridionale. Gruppi Partecipanti: Attivisti Neoborbonici – Azione Popolare – A’ Nazione Napulitana – Comitati due Sicilie – Insorgenza Civile – Nazone Napolitana Indipendnente – Onda del Sud – Unione Mediterranea