Multe ed Equitalia. Un finto caos, nessuno si salverà. Il problema è lo Stato usuraio

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Avvocato Michele Cinque * Multe ed Equitalia, tutti ne parlano come se all’improvviso le multe non venissero più riscosse, ingenerando confusione e false speranze nella gente. In realtà è un finto caos, nessuno si salverà, tranne chi, nelle maglie della legge, riesce a trovare dei rimedi per queste che sono ingiustizie sostanziali. Il vero problema è lo Stato usuraio, un’usura legalizzata per riscossioni a volte profondamente ingiuste e disumane. Basti pensare a come ci si può beccare una multa perchè un Comune, che spesso usa i vigili per fare “cassa”, non destini abbastanza spazi ai residenti (è il caso di Positano, Piano di Sorrento, Sant’Agnello ed Amalfi, o Sant’Agata a Massa Lubrense per esempio) o si sfrutti il dolore altrui (andate a trovare qualcuno all’ospedale di Vico Equense) o ci sia una particolare avversità nei confronti di una persona (mi è stato confessato in un comune della costa di Sorrento, sic!) e ci si becca una multa sui 30/50 euro che arriva anche a dieci volte tanto in pochi anni. Superando di fatto il tasso che viene definito da “usura” per la stessa legge, un’usura però qui legalizzata. La verità è che la maggioranza dei casi di tartassamenti (forse i tre quarti) sono ingiusti, il Moloch del Diritto non tiene conto della sua origine e del suo scopo intimo rispetto al quale la Giustizia si deve inchinare, il rispetto dell’Umanità. Devastante e travolgente nei confronti di cittadini spesso indifesi, costretti a sfuggire in qualche modo all’assillo di una giustizia che nelle aule del tribunale massacra i poveri cristi. Sembra di rivedere l’aria cupa de “I promessi Sposi” di manzoniana memoria o “Les Myserables”, la magistratura come un tritacarne senza umanità, e di fronte a questa prospettiva molti fanno la scelta tragica di un suicidio. E’ già stato ribattezzato “caos multe” perché potrebbe favorire i “furbetti”. Le multe ricevute, secondo i commentatori, potrebbero non essere pagate, visto che per le vecchie contravvenzioni c’è il rischio prescrizione. Il motivo è semplice: a partire da lunedì 20 maggio Equitalia è andata in “pensione” in seimila comuni italiani. Da quel giorno è finita l’attività di riscossione delle multe stradali. La conseguenza più immediata è il caos delle cartelle esattoriali, perché i comuni non sono pronti, non si sono organizzati per tempo e quindi non potranno provvedere da soli. Solo duemila comuni hanno già le carte in regola per ricuotere i soldi delle multe. L’addio di Equitalia per la raccolta dei tributi, infatti, era noto già da almeno due anni. Ma quasi tutti i comuni hanno ignorato l’evento e ora sono in grossissima difficoltà nel far fronte alle nuove esigenze. Ma che cosa accade in concreto per chi ha commesso infrazioni stradali? Nei comuni e nelle province interessate (appunto seimila su ottomila, quindi moltissimi) ci sarà un blocco delle procedure riguardo le infrazioni accertate dai vigili urbani e dalla polizia provinciale. Non saranno invece “bloccate” le multe fatte dagli altri organi di polizia stradale. In definitiva, con il blocco della riscossione da parte di Equitalia non verranno più spedite le cartelle di pagamento a chi ha commesso infrazioni. Per l’automobilista, dunque, solo una buona notizia, visto che la multa subita molto probabilmente non arriverà a casa. Chi davvero beneficerà di questo caos sono coloro che hanno multe vecchie, ma che non sono ancora state notificate, però in tanti si sono accelerati nell’inviare una massa di multe, a volte anche senza verificare se siano state già pagate. Ai comuni tocca il compito di incaricare nuovi soggetti riscossori che riescano a ricostruite tutte le procedure arrestrate e facciano arrivare le notifiche a destinazione. In realtà, affinché la multa non venga pagata, bisogna aspettare (e sperare) che passino cinque anni. Solo dopo questo periodo di tempo scatta la prescrizione delle multe. Ci potrebbero poi essere problemi dal passaggio da un riscorrore all’altro. Per esempio la multa potrebbe andare persa. I “furbi” però devono stare attenti. Se oggi viene presa una contravvenzione è bene pagarla e non sperare che rientri nel calderone “caos multe”.Entro cinque anni la situazione dovrebbe essere già risolta, dunque è inutile sperare che cada in prescrizione. Perchè tutto questo? Perchè l’Equitalia è stata vista come simbolo del male. Ma il vero problema non era l’Equitalia, che potrebbe essere sostituita da qualcuno anche peggio, ma un “sistema” che non tiene conto dei casi singoli, che arriva a pignorare una casa per una multa di 50 euro che arriva a 5.000 euro, che mette nel tritacarne delle aule di Tribunale i poveri cristi. Il vero problema, che i politici ed i media fanno finta di non conoscere, è il “sistema”, un sistema che di fatto è ingiusto, sia nell’emanazione, a volte, dei verbali, sia nella sua esecutorietà, arrivano di fatto ad aumentare una multa fino ad importi che superano di fatto i tassi considerati “usura”, solo che in questo caso il vero strozzino dei cittadini, nel vero senso della parola perchè c’è chi perde la vita, è lo Stato.

* Avvocato Michele Cinque – Direttore di Positanonews, il giornale della Costiera amalfitana e penisola sorrentina