Costiera amalfitana. Muore in un incidente stradale Salvatore Buonocore detto "Tatò" e il cugino 16enne Gianluca

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Sono due i morti che piange la Costiera amalfitana. Si tratta di due cugini, Salvatore Buonocore, meglio conosciuto come “Tato’ di 50 anni  e Gianluca Buonocore di 16 anni, originari di Tramonti. I messaggi su Face Book degli amici ci hanno fatto capire che nell’incidente sulla Salerno-Reggio Calabria, di cui abbiamo parlato su Positanonews questa mattina, erano tragicamente scomparse  persone della costa d’Amalfi. Improvvisamente, per colpa di un grave incidente stradale, è venuto a mancare un nostro grandissimo AMICO e compaesano Salvatore!!!!!!!! Resterai sempre tra noi. CIAO Tatòòòòòòòòò………..”. “Come possiamo non pubblicare le tue foto… sei stato la nostra gioventù e chi ti dimenticherà più!! Ciao Tatò dai tuoi Amici del Presepe di Maiori, resterai sempre tra noi”, dicono i suoi amici del gruppo.

Così lo ricorda sul web  Angelo Sammarco di Minori di  Costiera Amalfitana Journal: «Stamattina, scorrendo le pagine del sito “salernonotizie.it”, ho letto di un incidente poco dopo le 7 sulla autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria, tra gli svincoli di Montecorvino Pugliano e Battipaglia in direzione sud. Una brutta cosa, ma il peggio doveva ancora venire!!! Un uomo entra nel negozio e mi chiede se sapevo niente di due costieri coinvolti in uno scontro mortale sull’autostrada ed una delle persone indicatami era un mio amico. Ho immediatamente iniziato a chiamare tutti i compagni in comune per avere più notizie, sperando ovviamente che la cosa non fosse vera. Purtroppo non c’è voluto molto ad avere la tremenda conferma, i due scomparsi erano un ragazzo di 16 anni ed un compagnone di tutti, Salvatore Buonocore. Lo conoscevano tutti a Salvatore, non c’è bisogno di spiegare chi fosse per capire. Quando qualche anno fa cominciò a frequentare Minori, in sella alla sua bicicletta con l’inconfondibile clacson, ci faceva divertire un sacco. Man mano, però, tra Salvatore e tanti di noi è nata una vera e propria amicizia. Gli volevamo un mondo di bene. Riempì un enorme stanzone di casse e sterei, gli piaceva “pompare” la musica, come diceva lui, arrivando a installare la filodiffusione fin quasi sull’Auriola. Ricordo quando festeggiavamo i compleanni, il primo aprile, con il gran finale di torte in faccia e lui che stava al gioco. Non quando, però, qualcuno gli metteva il peperoncino nella pasta, allora erano guai per tutti. Volavano urla, parolacce e anche altre cose, poi si calmava, ti dava un bacio e diceva: “A pac’, ià”. Era il nostro tenerone. Quanti giorni belli sul Convento di San Nicola, alle cartiere, era quello che ci tirava fuori un sorriso in ogni momento e intorno a lui eravamo tutti uniti. Questo poi era il periodo che amava di più. Aveva una fede unica per la Madonna Avvocata e domani di sicuro avrebbe scalato il monte Falesio, forse in sella al mulo di uno dei suoi compagni di Maiori, per la festa. Forse non è un caso che te ne sei andato alla vigilia dell’Avvocata, forse non è un caso che te ne sei andato a pochi giorni di distanza da tuo padre. Ti abbiamo voluto troppo bene e te ne vorremo ancora. Cià Tatò, domani all’Avvocata sarai tra noi!!!».

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