Un aforisma al giorno……..

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UN GIOCO DA RAGAZZI. Non nel senso che parliamo questa mattina di una cosa semplice, facile a farsi.Parliamo, purtroppo,di una notizia che in queste ore rimbalza da un tg all’altro e trova spazio in tutti i quotidiani :il gioco d’azzardo e la sua grande diffusione. E purtroppo, sottolineiamo in queste righe, la grande accessibilità ai nostri ragazzi. Non ho intenzione in questo spazio di assumere la veste del moralizzatore ma quella dell’osservatore si, e dico che non si può semplicemente chiudere gli occhi di fronte ad un fenomeno di così vaste proporzioni. Le sale slot di cui in queste ore si parla sono appena la punta di quell’iceberg pericolosissimo che naviga silenziosamente indisturbato e rischia di entrare in collisione dannosissima con la vita di tanti nostri ragazzi. Si gioca dappertutto, dalle sale dedicate agli eventi sportivi, alle tabaccherie, ai bar, e ora in questi nuovi casinò. E tutto con l’assoluto beneplacito dello Stato il quale se gestisce l’operazione (ricavandone frutto) la ritiene legittima(prima ancora che legale)anche se in assoluto la ha sempre condannata e contrastata. Un pò come le sigarette; ricordate il fenomeno contrabbando? Allo Stato non importa il fatto che il fumo faccia male o meno, interessa che quella vendita la gestisca in prima persona e dunque ne ricavi un vantaggio. E poi, con la stessa ipocrisia, si accontenta di scrivere sui pacchetti di sigarette che il “FUMO NUOCE GRAVEMENTE ALLA SALUTE”, così come, tornando al nostro tema che “IL GIOCO E’ VIETATO AI MINORI”. Eppure qualcuno di voi ha mai visto un esercente chiedere la carta di identità ad un acquirente di un Gratta e Vinci, per esempio? O ad un compilatore di una “bolletta” o una scheda del lotto. E vicino a queste slot, che siano in un bar o in una apposita sala, chi controlla l’età dei giocatori? Già ma lo Stato ha la coscienza a posto, Lui la norma l’ha fatta, il divieto l’ha posto, e soprattutto gli incassi arrivano. Che orribile esempio di educatore ci da questo Grande Genitore che rende lecite le cose che combatte solo quando ne ricava un vantaggio e che si limita a curare i propri figli più giovani solo con un divieto che nemmeno si impegna a far rispettare. Sono queste le uniche alternative che lo Stato riesce ad offrire ai nostri ragazzi? E’ nel gioco, nella fortuna, rarissima tra l’altro,che si devono riporre le speranze dei nostri figli? Già è proprio vero, giocare è facile, è amministrare bene una Nazione che è difficile.