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14/05/2013

Rosaria Aprea, miss massacrata di botte perchè troppo bella . Il compagno: "Le voglio bene" VIDEO

Rosaria Aprea, miss massacrata di botte perchè troppo bella e voleva andare alla processione del paese. Il compagno dice: "Le voglio bene". Il gip del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, Giuseppe Meccariello, ha convalidato il fermo disposto dal pm Antonella Cantiello a carico di Antonio Caliendo, il 27enne di Casal di Principe accusato di tentato omicidio e maltrattamenti nei confronti della convivente, la ventenne Rosaria Aprea, emettendo contestuale ordinanza di custodia cautelare in carcere. L'interrogatorio in carcere è durato circa due ore. Nel corso del colloquio con il magistrato l'uomo avrebbe detto: «Le voglio bene, spero che si riprenda». Il litigio scaturito nella barbara aggressione sarebbe nato dopo che la giovane ragazza aveva annunciato la volontà di partecipare alla processione religiosa del paese assieme alla mamma. Il gip ha voluto fare luce su una follia senza ragione, senza giustificazione, senza freni. Una follia scatenata contro la ragazza che Caliendo diceva di amare al di sopra di ogni altra cosa. Rosaria Aprea, 20 anni di Macerata Campania nel Casertano, bellissima e piena di vita, è tuttora in prognosi riservata nel reparto di chirurgia d’urgenza dell’ospedale di Caserta. Le sue condizioni sono migliorate. «Il decorso post-operatorio è regolare - dice il direttore sanitario Diego Paternostro - vuol dire che tutto sta procedendo in modo positivo senza complicazioni. Ma la prognosi al momento resta riservata; in casi come questo è necessario attendere 72 ore dal trauma». Soltanto domani, dunque, i medici potranno dichiarare ufficialmente fuori pericolo la donna, che in poche ore dopo il ricovero ha subito due operazioni, la prima per l'asportazione della milza, spappolata per violenti calci sferrati dal 27enne, la seconda per bloccare un'emorragia interna. La ragazza inoltre è apparsa molto provata psicologicamente. Anche per questo non è stata in grado di parlare con gli investigatori della Squadra Mobile, in mattinata recatisi in ospedale per raccoglierne la testimonianza.

Inserito da: Redazione PN

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