Sant´Agnello Orlando – Sagristani accuse e contro accuse sulle spie ai comizi

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Sant’Agnello. Sorrento  penisola sorrentina Altro che progetti e promesse. Altro che proposte e strategie. Qui, a Sant’Agnello, scoppia la «guerra delle spie». Perché Franco De Angelis, candidato consigliere della lista «Sant’Agnello prima di tutto» fedele all’assessore provinciale al turismo Piergiorgio Sagristani che punta all’elezione a sindaco, ha seguito fra il pubblico la presentazione della coalizione avversaria «Liberi e uguali per Sant’Agnello» del primo cittadino uscente Gian Michele Orlando. Convention che si è tenuta a piazzale della Libertà, domenica sera. Fin qui, nessun problema. Almeno fino a quando De Angelis non ha tirato fuori il proprio cellulare. Ha girato qualche video, «immortalando» anche i volti e le parole di chi era in piazza pensando alla Sant’Agnello del futuro. «Vergogna» è l’urlo di Orlando, a dir poco irritato, che ieri mattina si è sfogato divulgando un comunicato stampa al cianuro in cui richiede un intervento ufficiale del prefetto di Napoli, Francesco Antonio Musolino. «Si tratta di un comportamento vergognoso e intimidatorio nei confronti dei cittadini che stanno vivendo una situazione di profondo disagio per i comportamenti arroganti dei nostri avversari che hanno anche formato una specie di blocco per controllare chi venisse ad assistere alla nostra manifestazione – ha dichiarato il sindaco uscente -. Provvederò a informare il prefetto di tutta questa situazione affinché si vigili sul corretto svolgimento della campagna elettorale in queste due ultime settimane e sulla regolarità del voto, tanto più nella sezione 5 ai Colli di Fontanelle». Seggio che avrebbe dovuto presiedere Silvia De Angelis, moglie di Orlando che venne indicata dalla Corte d’Appello prima dell’addio all’incarico dopo le polemiche. Sagristani è una furia e rispedisce al mittente qualsiasi accusa: «Quando presentai la mia lista, nella sala dell’hotel “La Pace”, alcuni giorni fa, è stato fatto di peggio, altro che semplice registrazione di un discorso dal palco del candidato avversario. Ma non ho cacciato nessuno né ho fatto polemiche. Questa vicenda sembra ridicola. In una società aperta dove ogni atto ed attimo della vita di un politico è sotto i riflettori dei media, non avendo altro da dire e non potendo parlare di contenuti, si vuol gridare allo scandalo perché un candidato di un’altra lista assiste e filma con un telefono cellulare una parte del comizio. Sicuramente se non fossi stato di turno in ospedale, sarei stato anch’io ad ascoltare le sue castronate. Per quanto riguarda il prefetto, dovremmo andarci ma per altri motivi. Anzitutto per verificare se negli ultimi cinque anni è stato applicato l’articolo 78 del Testo unico degli enti locali che vieta ai componenti della giunta di praticare attività in materia di urbanistica e lavori pubblici sul territorio da essi amministrato. Come al solito vogliono alzare un polverone perché la loro proposta politica è priva di idee e contenuti». Insomma, la città assiste a una sfida infinita fra i «nemici» storici. Partita che si gioca soprattutto sulle polemiche. Ormai, è chiaro, Gian Michele Orlando e Piergiorgio Sagristani sono ai ferri corti e duellano ogni giorno, con uno scambio di accuse pesante, finora mai registrato. Salvatore Dare Metropolis