“4OR SOLIS”: IL SOLIS STRING QUARTET TORNA AL SAN PIETRO A MAIELLA

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“4OR SOLIS” è l’ultimo CD dei SOLIS STRING QUARTET ed insieme la chiave per la comprensione del successo del formidabile quartetto d’archi partenopeo. Vincenzo Di Donna e Luigi De Maio ai violini, Gerardo Morrone alla viola e Antonio Di Francia al violoncello presenteranno martedì 14 maggio alle 18 (ingresso libero) il loro ultimo lavoro discografico, e lo presenteranno simbolicamente al Conservatorio di S.Pietro a Majella, in quello stesso luogo dove hanno studiato e dove sono cresciuti insieme nella consapevolezza che solo partendo da una profonda conoscenza della tradizione e delle forme della musica classica, (della musica ‘forte’, come la definisce Quirino Principe), si può iniziare con successo un percorso musicale moderno e contemporaneo. E oggi, con quel percorso circolare che è il cuore stesso di tutte le forme musicali, dopo numerosissime produzioni originali di jazz, world music, pop e musica contemporanea, dopo le grandi collaborazioni internazionali con solisti di ogni genere, eccoli a proporci di ritornare a godere della purezza originaria di quelle forme da cui è partito il loro sodalizio di giovani musicisti. Il Solis è nato con l’intento di esplorare altre sonorità partendo dalla musica classica che li ha formati e li ha visti nascere, ma la loro è stata una sperimentazione fin dal primo giorno: non esistevano partiture, non esistevano stili, esisteva solo la voglia di fare qualcosa che andasse in un altro ambito. Era il 1990 e sono stati pionieri in tutto. Negli anni si sono accumulate le esperienze, alla fine sono riusciti a ritrovare quel filo con la tradizione sia classica che partenopea che avevano per anni messo da parte per sperimentare. E il pubblico ha apprezzato questa loro versatilità. Di fronte alla commercializzazione della musica, il pubblico è andato in una direzione diversa, ha mostrato di voler ricercare emozioni vere, di voler ascoltare musica e basta, senza farsi tante domande. In “4or Solis”, quello che il Quartetto ci propone nei dodici brani del cd e nel live che lo presenta sono numerose e sapienti alchimie di suoni e ritmi; brani originali e reinterpretazioni che – senza troppe sofisticherie ed artifici tecnologici, in presa diretta, potremmo dire – tornano alla purezza di quella straordinaria fabbrica di emozioni che da secoli è il QUARTETTO D’ARCHI.