PD Penisola sorrentina documento per congresso mentre scoppia la bufera per Alfano in piazza contro i giudici

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 PD Penisola sorrentina coordinato da Stefania Astarita ha presentato oggi un documento politico elaborato durante un incontro tenutosi alla biblioteca di Piano di Sorrento, nel contempo alcuni giovani democradici , fa cui Antonio D’Aniello, decidono di recarsi  alla manifestazione Occupy PD, mentre scoppia la bufera per Alfano in piazza contro i giudici. Un Governo Letta con il Caimano Berlusconi, il PD che condivide e protegge di fatto Berlusconi con il suo silenzio, come forse ha sempre fatto ma mai pubblicamente (salvo intervento di Violante alla Camera, ndr), Epifani primo segretario socialista, un Renzi lasciato alla porta, Rodotà era proprio tanto male, meglio il Berlusca?

DOCUMENTO POLITICO DI ISCRITTI E SIMPATIZZANTI DEL PD  PENISOLA SORRENTINA PER L’ASSEMBLEA NAZIONALE DELL’11 MAGGIO

 

PREMESSA

 

Il Partito Democratico è nato per rappresentare un centrosinistra moderno, capace di migliorare la nostra società nella direzione del riformismo europeo. Siamo l’unico partito italiano radicato sul territorio in maniera capillare per essere vicini ai cittadini e alle loro istanze. Ma troppo spesso, purtroppo, la base è stata dimenticata.
Gli ultimi mesi sono stati drammatici per il nostro partito ed è per questo che crediamo sia giunta l’ora  di far sentire la nostra voce.

 

LE CAUSE DELLA CRISI

 

Il nostro partito è malato da tempo, perché non è riuscito ancora a superare vecchie logiche di appartenenza, che di fatto hanno compromesso la realizzazione di una prospettiva politica comune, chiara e condivisa. Il pluralismo interno ha rivelato il suo vero volto in occasione del voto su Romano Prodi al Quirinale. Le differenze sono diventate drammatiche divisioni e il partito è imploso a causa di una degenerazione delle sue correnti, incapaci di anteporre il senso del partito e il bene del Paese a mere dinamiche di posizionamento interno di ceto politico, orami distante anni luce dal popolo delle primarie e dai militanti del Pd. Le conseguenze sono state catastrofiche, determinando le dimissioni della segreteria nazionale, e la presenza ancora anonima di 101 franchi tiratori tra di noi, la quale costituisce un vulnus inaccettabile. Non è certo questo il partito per cui abbiamo lavorato in questi lunghi anni.
L’incapacità di individuare una figura diversa da Napolitano per il Quirinale ha rappresentato un altro errore imperdonabile della dirigenza nazionale. Rinunciare al governo di cambiamento per quello di larghe intese ha significato infatti rinnegare il nostro progetto politico e sostanzialmente tradire il nostro elettorato. Il Pd ha perso in questo modo la sua credibilità e oggi può essere solo rifondato.

 

CONGRESSO SUBITO, APERTO E PARTECIPATO, PER RIFONDARE IL PARTITO DEMOCRATICO SU BASI NUOVE

 

Crediamo che sia necessario in questo momento fare chiarezza e quindi chiediamo con forza al più presto un congresso aperto, partecipato, che valorizzi lo strumento delle primarie e in cui si confrontino le diverse posizioni in campo in maniera chiara e definitiva. È scaduto il tempo delle mediazioni opportunistiche. È indispensabile un chiarimento immediato tra di noi, perché ogni giorno che passa la situazione sta diventando più critica e insostenibile. Dobbiamo con urgenza rifondare il PD, costruire un nuovo patto tra di noi, azzerando i meccanismi che hanno determinato lo stallo attuale e tutta la classe dirigente  nazionale.
Vogliamo un partito che parli una sola voce, che si faccia capire dai suoi elettori, un partito che abbia un’anima, una vision, la capacità di navigare non a vista, ma avendo avanti un orizzonte ideale che costituisca il vero collante tra di noi.
Un partito che parli alla sua gente e che la sappia rappresentare, mantenendo le promesse fatte. Un partito innervato sul territorio, che sappia restituire protagonismo reale alla sua base, utilizzando anche  i referendum interni sui grandi temi.

 

LA LEGGE ELETTORALE: PRIORITA’ ASSOLUTA

 

L’esperienza del governo Letta non ci rappresenta. Non è il nostro progetto. Dover mediare ogni provvedimento con Berlusconi non ci consente di realizzare le riforme che abbiamo annunciato e di cui il nostro Paese ha immediato bisogno. Il ricatto esercitato costantemente dal Cavaliere rende, inoltre, la situazione precaria. È per questo che riteniamo urgente intervenire sulla legge elettorale e proponiamo intanto l’abrogazione immediata del Porcellum, in maniera tale da non rischiare di tornare al voto con l’attuale sistema elettorale che ha finito per allontanare sempre di più i cittadini dai loro rappresentanti politici.

 

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