Sant´Agnello il Vescovo intima a don Nicola di ritirarsi dalle elezioni ECCO LA LETTERA ESCLUSIVA FOTO VIDEO

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ESCLUSIVA ANTEPRIMA (in allegato la lettera del Vescovo Alfano di Sorrento-Castellammare di Stabia che intima a don Nicola di ritirarsi dalle elezioni ed il video dove don Nicola De Maria spiega le sue ragioni). In basso dichiarazione di candidato Marco De Palma 

A Sant’Agnello prima arriva una lettera del Vescovo che gli intima di ritirare la candidatura poi gli strappano i manifesti elettorali, è una cosa che ci ha sconcertato per cui siamo andati sul posto, insieme ad altri colleghi di televisioni ed agenzie nazionali, per capire che succede di un fenomeno che poteva avere un che di folkloristico, ma, nello stesso tempo, pieno di riflessioni interessanti e sicuramente innocuo nei confronti di chichessia. Positanonews, il giornale della penisola sorrentina e costiera amalfitana, segue il sacerdote da anni, da quando nessuno ne conosceva neanche l’esistenza, anche se altri se ne guardano bene dal citarci. Don Nicola De Maria, Rettore della chiesa di San Biagio, lascia esterefatti a volte per il suo modo di fare, ma non si è mai tirato indietro nella sua interpretazione di una Chiesa povera. Sono tanti i clochard che ha ospitato in qualche modo nella sua parrocchia, ha anche denunciato il possesso di immobili della Chiesa inutilizzati, scontrandosi con il precedente Vescovo di Sorrento-Castellammare di Stabia, ha denunciato inoltre lo spreco di risorse ed altro ancora. Don Nicola ha deciso di «stare tra la sua gente», raccogliendo l’invito di far parte della lista civica “Cristiani Democratici”, a fianco del candidato sindaco Rosario Salerno. Una lista degli “ultimi”, “senza speranza” può essere, ma un’alternativa di fronte alla esasperazione dello scontro Sagristani-Orlando, ex amici ed ex alleati, che un giorno potranno tornare insieme in lista nello stesso gruppo (dimentichiamo che a Piano di Sorrento Giovanni Ruggiero ha in lista il suo ex acerrimo nemico e rivale politico Maurizio Gargiulo, che nella precedente elezione lo aveva sfidato proprio come candidato sindaco?). Insomma, in una palude politica trita e ritrita, il “prete-politico” don Nicola sta movimentando la campagna elettorale fatta fondamentalmente di propaganda, con comizi, locandine e «santini», ma anche con tanta contestazione e con squallidi e circostanziati episodi da parte di chi non ha alcun diritto a «condannare» la scelta del parroco di Sant’Agnello, invocando peraltro inconferenti ‘articoli’ del Diritto Canonico, visto che parliamo di diritto elettorale civile. Nessuno, neanche mons. Francesco Alfano, vescovo della Diocesi Sorrento-Castellammare di Stabia, può impedire la candidatura di don NIcola. Ci si dimentica che il popolo è sovrano e che la candidatura di don Nicola De Maria è stata accettata dalle commissioni elettorale. La Chiesa può intervenire solo qualora contravvenisse al codice canonico, se don Nicola ad esempio si macchiasse di peccati gravi. E cosa sta facendo? La Chiesa tace dei preti pedofili, fa finta di nulla su preti con relazioni sentimentali conclamate (e di storie aberranti ne abbiamo in America dove la Chiesa è costretta a spendere milioni di euro per risarcire famiglie con figli violentati) e se la prende con un prete di provincia di cui tutto si può dire fuorchè che sia disonesto? Don Nicola ha ospitato persone che altri non hanno voluto ospitare e non diciamo altro per non rivelare fatti personali, ma ne siamo testimoni. Non sta facendo nulla contro la legge né contro la religione. Non ruba né bestemmia, fa politica candidandosi. A parte l’ipocrisia perchè la Chiesa, soprattutto in penisola sorrentina, non è per niente estranea alla politica, anzi, questo è un problema dei laici che dovrebbero intervenire se ciò invade il diritto alla indipendenza del voto, non certo la chiesa alla quale è concesso, vivaddio, intervenire solo in ambito ecclesiastico e non impedendo né ostacolando una candidatura che le leggi dello Stato Italiano hanno ritenuto ammissibile in quanto don Nicola non è titolare di parrocchia ed è in pensione, particolari forse dimenticati dai tanti soloni che intervengono fuori posto. Chi parla aprisse piuttosto le chiese ai poveri e ai derelitti, rinunciasse alle tante feste e festicciole che sono uno schiaffo alla miseria e alla disperazione che ci circonda, aiutasse i padri che sono in ansia per i loro figli, coloro che vedeno un baratro davanti a sè. Siate seri, se conosceste don Nicola capireste, nel bene e nel male, e lascereste fare senza problemi. Lasciatelo stare, lasciatelo parlare, non fa nulla di male, salvo, ma forse, molto forse, togliere qualche voto a qualcuno. Michele Cinque

 

 

 

 

 

Egregio Sig Direttore, come già avuto modo di dirle stamane, ci terrei se mi desse questa soddisfazione personale. Ho accettato di candidarmi con il Sig. Salerno poiché, essendo obiettivi, il paese è in mano alle stesse famiglie da un ventennio abbondante ed è giusto dare prova a chi crede che Sant’Agnello sia prima dei Santenellesi e non dei poteri forti. La nostra è una lista di gente onesta e lavoratori, gente normale che conosce bene i problemi odierni della società. Siamo tutte persone mature e delle esperienze personali ne abbiamo fatto tesoro, sappiamo cosa significa sentirsi dire di no o, peggio ancora, essere presi in giro, o addirittura nel peggiore dei modi messi alla porta come persone fastidiose. Se può recare fastidio cercare un’occupazione allora questi soliti politici hanno ragione, ma non credo proprio. Cordiali saluti. Sig. Marco de Palmo.

 

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