Che cosa è la poesia?

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Di Laura Franco

Maria Rosaria Manzini, madre di tre gemelli, architetto e instancabile colonna di Posidonia, ideatrice e artefice di Valore Donna e deiMoti dell’Anima” mi ha chiesto: che cosa è la poesia per te?

E questa domanda già di per sé bella mi ha fatto venire in mente ricordi di sensazioni e emozioni un piacevole senso di condivisione. E mentre riflettevo mi sono ricordata uno scambio con mio figlio, quando andava alle Medie.

Ero andata a prenderlo a scuola, e mentre mi accingevo a dire, come sempre: Ciao, come stai?
Devo studiare la poesia di Saba della bambina -, mi ha detto tutto d’un fiato lui, il mio bambino che usciva da scuola.
E mentre lui lo diceva ho sentito che tutti i muscoli del mio viso si allentavano e si rilassavano in un sorriso e contemporaneamente ho visto sorgere uno sguardo malandrino e compiaciuto sul suo visetto di bambino/figlio/scolaro.
‘Che bello!’ avrei detto,
‘Lo sapevo che avresti detto così avrebbe detto lui, se non avesse già imparato quanto ci si può guardare a lungo tacendo e quanto di più e meglio ci si può dire con gli occhi.
Lui ha ammiccato io ho ammiccato. Siamo rimasti occhi negli occhi per lunghi attimi: ci eravamo capiti.
La mia bambina con la palla in mano e la sua vestina azzurra,
Babbo mi disse voglio uscire oggi con te.

Una poesia che lui e io conoscevamo e che ora avevamo in mente, dentro le nostre due menti appaiate dalle parole scritte da un poeta quando la sua bambina era bambina.
La poesia è condividere un’emozione. Quella del poeta che ci arriva tramite le parole che lui ha scritto e noi leggiamo, ma è anche l’emozione che ci arriva senza parole, se siamo in due a amare la stessa poesia e ce la ricordiamo insieme nello stesso momento, e per sentirci uniti basta anche il solo sguardo.
Sono felice ogni volta che leggo o penso o recito ‘La mia bambina’ di Umberto Saba; da bambina mi sentivo amata da mio padre e da Saba, all’unisono,
La mia bambina con la palla in mano e la sua vestina azzurra,
Babbo mi disse voglio uscire oggi con te.
 

Come erano belle le poesie delle medie in cui mi identificavo e costruivo una grammatica degli affetti mai più abbandonata, e felicemente ritrovata in un giorno di maggio 2009 quando, passando per caso davanti al Museo del Viaggio mi accorsi che esisteva una giornata dedicata alla poesia. Prima edizione deiMoti dell’Anima”. Qualcosa di unico e inimmaginato. Entrai e vidi che alle pareti c’erano poesie incorniciate, cominciai a leggere quei quadri in cui le idee arrivano direttamente dentro al cervello, e non ero la sola che traduceva stringhe di parole in immagini e emozioni pensate. Dopo poco una ventina di poeti cominciarono a leggere le loro poesie. Una poesia, un poeta, un voto. I poeti scelgono i poeti. Una formula interessante, democratica, spontanea, genuina. Quella prima edizione fu vinta da Fulvio Palmieri. E io avevo passata un piacevole pomeriggio e avevo assistito alla nascita di un evento che oggi compie cinque anni e mi vede nel ruolo di giurata. Ora siamo arrivati alla quinta edizione dei Moti dell’Anima. L’11 maggio ci saranno quaranta poeti adulti. Siete tutti invitati a condividere una giornata dedicata alla poesia.

Laura FrancoAffabulazioniNuova Cultura, Roma 2008

La traduzione

La traduzione, penso che sia una tecnica e come tale si può insegnare… ma se a farla è un artista allora il risultato sarà migliore e soprattutto, lui, il traduttore-artefice sarà una persona più felice.
Credo che un bravo traduttore debba anche tenere da qualche parte un fornelletto di creatività sempre acceso. Debba anche usare un pentolino per creare qualcosa, e non necessariamente nella scrittura. Può tradurre narrativa e dipingere quadri, tradurre manuali di istruzioni e fare fotografie, tradurre e autenticare certificati dentro un’agenzia senza finestre, e… stavo per scrivere… scrivere poesie. Mi sono fermata. I poeti che conosco non osano dirsi poeti, se lo fanno dire dagli altri e tutti dicono – e da tutti ho sentito dire: ‘di poeti veri ne nasce uno al secolo’ Sono d’accordo. La poesia è la più alta forma di creatività dell’uomo e la conservo in vetta a un Olimpo del pensiero insieme alla scienza. Loro due, sole regine del mio mondo richiedono una dedizione totale, continua e ininterrotta, anni e decenni di studio, al termine dei quali fanno dono alla loro vestale di un granellino piccolissimo, ma nuovo e diverso da tutti gli altri.
La scienza e la poesia sono le sole che hanno una grande stabilità linguistica. La dimostrazione di un teorema non ha ridondanza di parole né di passaggi, ogni parola o ogni formula indica un concetto, non vi è variatio inutile, in poesia, l’ermo colle non diventa un’altura tre versi dopo. In un teorema ben dimostrato, come in una poesia vera, di quelle da ‘uno al secolo’, ogni parola ha un suo ruolo e definizione come fosse matematica. Per me la bellezza della poesia e della scienza si fondono e si confondono quando entrambe sono il prodotto di un artista.
 

Laura Franco: Ha fatto ricerca per dieci anni sulle funzioni cognitive superiori occupandosi di geometria, logica e linguaggio. Recentemente ha insegnato Lessico Scientifico e Traduzione allaSapienzaUniversità di Roma. Autrice di varie raccolte di short stories ha tradotto dal francese e dall’inglese libri di narrativa e di saggistica.