Suicida un altro operaio, senza lavoro da 2 anni

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Suicida un altro operaio, senza lavoro da 2 anni

Manifesti affissi dai parenti nel Salernitano

03 maggio, 17:40

Era senza lavoro da due anni l’uomo di 45 anni che, ieri sera, si è suicidato a Ponsacco (Pisa) lanciandosi nel vuoto dal sesto piano di un palazzo. Lo hanno riferito i carabinieri che stanno indagando sull’accaduto. A causa della mancanza di un’occupazione, l’operaio sarebbe caduto in un forte stato depressivo che lo avrebbe portato a compiere il tragico gesto a Ponsacco, dove vivono alcuni suoi parenti. L’uomo, sposato, risiedeva da tempo in un altro comune del pisano.

L’uomo di 45 anni che ieri sera si è suicidato lanciandosi dal sesto piano di un palazzo a Ponsacco (Pisa) era sposato e padre di una figlia di 13 anni. Secondo quanto spiegato dai carabinieri, era un operaio senza un lavoro fisso da due anni e per la mancanza di un’occupazione stabile era caduto in depressione. I militari dell’Arma stanno cercando di verificare le cause che hanno portato l’uomo a compiere un gesto così disperato, tra cui i problemi economici della sua famiglia che abitava a San Giuliano Terme.

Anche l’amministrazione comunale sta cercando di capire se l’uomo si fosse mai rivolto agli uffici preposti per chiedere aiuto, ma finora i controlli non hanno dato riscontri. Il quarantacinquenne si è tolto la vita raggiungendo, attraverso la tromba delle scale alle quali l’accesso è libero, l’ultimo piano di un palazzo della località del pisano che ospita la filiale di una banca al piano terra. L’allarme è stato dato da un passante che ha visto cadere l’uomo. 

OPERAIO SENZA LAVORO SI SUICIDA: FAMIGLIA, COLPA DELLO STATO – “Da parte della Famiglia Carrano: tutto questo a causa dello Stato. Grazie”. Un operaio di 62 anni, Nicola Carrano, rimasto senza lavoro dopo essere stato licenziato, si è suicidato ieri impiccandosi alla trave della soffitta della sua abitazione, nelle campagne di Matinella di Albanella (Salerno) e la famiglia ha lanciato l’atto d’accusa sui manifesti che, poche ore dopo, ha fatto affiggere in paese per annunciarne la morte.

A convincere i familiari che l’uomo abbia deciso di farla finita perché non sopportava più la sua condizione di operaio rimasto senza lavoro e, ai suoi occhi, senza dignità, dopo aver guidato per anni, con orgoglio e soddisfazione, le betoniere di una ditta di calcestruzzi, è stata la lettera che Nicola Carrano ha scritto per spiegare i motivi del gesto. L’hanno trovata gli stessi familiari, insieme al corpo senza vita. Hanno chiamato il 118, sono intervenuti i Carabinieri e la Procura di Salerno che, disposto l’esame esterno del corpo, ha subito dato il nulla osta per i funerali, che sono stati celebrati oggi, ad Albanella.

Nicola Carrano era stato licenziato dalla ditta di calcestruzzi un anno fa. La ditta era stata costretta a ridurre il personale a causa della crisi e, nonostante questo, era poi fallita. L’uomo ha cercato un nuovo lavoro come autista di betoniere, ma senza risultati. Poi ha cercato di adattarsi, ha accettato altri tipi di lavori, sempre nel settore edile, sempre nei cantieri della zona, ma sempre in maniera saltuaria. Di recente era stato sottoposto a un intervento chirurgico e si era progressivamente chiuso in se stesso. Era sposato e aveva tre figli.

La piccola comunità di Albanella (poco più di seimila abitanti, tra i Monti Alburni e il Golfo di Salerno, che vive di agricoltura e allevamenti di bufali) si è stretta intorno alla famiglia. “E’ stato un gesto disperato che ha colpito una famiglia di persone perbene e di grandi lavoratori – ha detto il vicesindaco del paese, Vito Capozzoli – Siamo sconvolti, tutto il paese è sconvolto. E’ la prima volta che qua succede qualcosa del genere e pur nelle difficoltà mai nessuno era arrivato a fare un gesto così drammatico”.

 

Fonte ANSA  03 maggio, 17:40

 

Inserito da Alberto Del Grosso