Vico Equense la maggioranza non va in aula per il suo Bilancio . I commenti di Maresca, Scaramellino, Cinque e di Cuomo

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 Vico Equense la maggioranza non va in aula per votare il suo Bilancio. In fondo gli interventi di Natale Maresca, Claudia Scaramellino,  Maurizio Cinque e Franco Cuomo. Quest’anno c’è la novità dell’equiparazione della mancata approvazione del rendiconto entro il termine del 30 aprile alla mancata approvazione del bilancio (Dl 174/2012, articolo 3, comma 1, lettera l). Perciò, se il consiglio non approva il rendiconto entro questo mese, scatteranno le procedure previste dall’articolo 141, comma 2 del Tuel, secondo cui il prefetto, con lettera notificata ai singoli consiglieri, fissa un termine di 20 giorni per l’approvazione della delibera, decorso il quale nomina un commissario e scioglie il consiglio. Secondo insistenti rumors che circolano per la Città, si apprende che la maggioranza consiliare di Gennaro Cinque avrebbe deciso, dopo una lunga discussione, di non andare in aula: “Assolutamente non voglio pensarci, – commenta il neo Presidente del Consiglio comunale, Maurizio Cinque – spero con onestà che tali voci rimangano tali e che non ci siano degli ordini di scuderia: non prendere parte al prossimo consiglio comunale, sarebbe un’offesa all’intelligenza. Così facendo si tratterebbe di dover fronteggiare un paradosso. Se non si votasse il rendiconto finanziario a causa di un’assenza di consiglieri in aula, non oso pensare a ciò che potrebbe avvenire. Istituzionalmente devo fare un appello al senso di responsabilità delle persone che i cittadini hanno inteso votare alle scorse elezioni per essere rappresentate al meglio in consiglio comunale. Lunedì è un momento davvero importante, al di là del momento politico. Parlo da garante dei lavori. Se dovesse esserci la fine dell’amministrazione comunale del sindaco Cinque preferirei che tale parola venisse scritta in consiglio. No alle vigliaccherie. Il rischio però c’è. Ed il mio appello non può mancare”. “Sarebbe un atto inedito. Una cosa mai sentita. Un atto di irresponsabilità senza precedenti. Cosa si vuole dimostrare con questo gesto?”, rileva il gruppo consiliare di “IN Movimento per Vico” che aggiunge: “Che non basta aver raccolto il 65% dei voti per riuscire ad amministrare? Noi siamo fiduciosi invece che il buon senso prevalga ed una parte consistente dei consiglieri di maggioranza venga in aula a difendere le scelte fatte in questi mesi ed ad ascoltare le nostre critiche a quelle scelte. Questa è la democrazia! Noi ci aspettiamo che la maggioranza dei consiglieri comunali si assuma la responsabilità di cui si è fatta carico con i voti raccolti meno di 2 anni fa. Lo speriamo. Se poi il Sindaco, come sembra, non vuole più continuare in questa esperienza, si dimetta assumendosene la responsabilità davanti a tutta la Città. Però, almeno una volta, sia chiaro e dica: “Nonostante il 65% dei voti non sono stato in grado di governare la Città. Scusatemi, ma non sono stato all’altezza del compito che mi avete affidato””, conclude il gruppo di opposizione.

INTERVENDO DI CLAUDIA SCARAMELLINO

 

Stasera Consiglio comunale. Il Sindaco e la sua “monca” maggioranza non sono venuti in Consiglio comunale a votare il bilancio. Risultano presenti i tre consiglieri eletti in maggioranza ed “epurati” dal Sindaco: Andrea Balestrieri, Maria Lora Cristallo , Maurizio Cinque, quest’ultimo Presidente del Consiglio comunale con i voti della minoranza e il consigliere Antonio Cioffi subentrato al sospeso Giovanni Starace. Nei banchi dell’opposizione le minoranze. C’è il numero legale. All’ordine del giorno l’approvazione della Covenant of Mayor ovvero il patto dei sindaci per le strategie e la pianificazione della riduzione delle emissioni di andride carbonica sul territorio europeo, punto più volte rimandato, come è già capitato per altri di interesse ritenuto poco importante, nella generale e miope strategia del dare priorità solo alle decisioni inderogabili, per le quali deve essere necessariamente convocata l’assise cittadina…

 

E’ già capitato con la discussione sulle infiltrazioni malavitose sul territorio e sugli incendi, che la passata estate hanno devastato il Faito; quest’ultimo punto mai discusso fino al suo ritiro dall’ordine del giorno.Viene anche approvata l’istituzione dell’Organismo indipendente di valutazione interna voluto da IN Movimento per Vico. Arrivati al “fatidico” bilancio cade il numero legale e non si passa a votazione. Resta l’amara costatazione che, dopo l’elezione di Maurizio Cinque a presidente del Consiglio comunale al posto di Andrea Buonocore, candidato della maggioranza, il sindaco abbia imboccato la strada del “tanto peggio, tanto meglio” per lui, naturalmente, e sembrerebbe volere essere sfiduciato dal consiglio comununale per ricandidarsi. La Giunta è dimissionaria, per volontà dello stesso Sindaco, i consiglieri di maggioranza disertano l’assise cittadina, gli uffici sono senza direttive, una Città turistica, come Vico, alla sbando all’inizio della stagione estiva. Più che da consigliere comunale, da cittadina, mi domando può il puntiglio generato da una manovra politica sbagliata del Sindaco a cui non è riuscito imporre il proprio candidato a presidente del consiglio comunale, consegnare Vico a un commissario prefettizio, non solo in estate, ma soprattutto in un momento di crisi economica, che non ha precedenti? E’ vero saper fare strategia politica è ben altro che saper trattare simpaticamente e singolarmente con la gente, soprattutto perchè la politica, quella vera, spesso salva l’interesse della comunità. Essa tuttavia richiede lungimiranza ed esclude ogni caparbia imposizione della propria volontà o peggio della propria autorefenzialità contro tutti e sopra tutti, anche contro la maggioranza che lo ha sostenuto in campagna elettorale

 INTERVENTO DI MAURIZIO CINQUE

 La cronaca sintetica:dopo aver discusso, approvato e  non approvato alcuni punti all’ordine del giorno, giunti al rendiconto, non si è raggiunto il numero legale e la seduta è stata sciolta.

 

Consiglio Comunale caratterizzato dall’assenza della maggior parte dei consiglieri comunali di maggioranza che hanno preferito non presentarsi….. per l’approvazione o non del rendiconto 2012 ( le spese sostenute dall’amministrazione e dal sindaco nel 2012).

Un atteggiamento leggittimo ma  chiaramente discutibile e forse irresponsabile visto che si  rischia il commissariamento . Adesso il Prefetto,ai sensi di legge, diffidera il consiglio ed i consiglieri assenti e darà un ulteriore tempo per l’approvazione.

 FRANCO CUOMO VAS CINQUE VENGA SOSPESO DAL PREFETTO

Il sindaco fa le bizze e calcoli elettorali e non si presenta al Consiglio, lui padrone assoluto snobba Consiglio e cittadini con una maggioranza spaccata mentre si sarebbe dovuto discutere il rendiconto. Gennaro Cinque fa pagare alla città e al Consiglio Comunale con i suoi fedeli lo “sgarro” subito sull’ elezione del Presidente del Consiglio. Un sindaco che si fregia di fare a meno di tutti, monarca indiscusso ma – opinione di chi scrive- di bassa cultura politica. Un atteggiamento che è solo finalizzato alla sua prossima presentazione elettorale, un atteggiamento che fa a meno di considerazioni socio politiche ed economiche della città che versa in condizioni disastrose senza uno straccio di programma economico, ma è volto solo al mantenimento del suo potere e alla sua riconferma, con una città degradata da ogni punto di vista ma – a mio avviso tristemente – pronta a riconfermarlo perché questo è il materiale umano: i governanti si sa, rappresentano sempre fedelmente i governati e – come diceva Montanelli – spesso i primi ne sono la parte migliore e dunque provate a immaginare come sono i cittadini di questo posto. Ora se questo deve essere destino di questa città che sia! Ma è giusto sottolineare la posizione di chi come i VAS stanno denunciando da tempo questo stato di cose. Lui non c’era in Consiglio boriosamente assente , ma la sala era piena di suoi seguaci che stavano li a rappresentare la sua forza e quasi a ridicolizzare chi era dall’altra parte . Bene hanno fatto i consiglieri Dilengite , Antonio Cioffi e Saverio Buonocore che sono usciti e hanno fatto mancare il numero legale per il voto sul rendiconto, laddove non c’era nessuno che ne spiegasse il contenuto, come a dire: ” questo sindaco e la sua giunta va sfiduciato, si ripresenterà? Bene saranno le elezioni a decidere anche se dovesse essere rieletto non vogliamo prestare il fianco ad inutili rattoppi”. Questa è Vico Equense, una città senza appello prona agli ordini di un monarca assoluto dai rozzi modi politici. E’ proprio alla luce di queste vicende che i VAS rinnovano l’appello al Prefetto: qui non c’è più nessun equilibrio politico da difendere! E allora che si sospenda il Sindaco, subito, alla luce dell’art. 11 del decreto legislativo 235 del 2012 che introduce l’istituto della “sospensione e decadenza del diritto degli amministratori locali in condizione di incandidabilità “. Ora, se le parole hanno ancora un senso, decadenza del diritto significa che, una volta verificatesi le condizioni previste dalla legge non dovrebbe più essere possibile procedere ad una valutazione discrezionale circa l’applicazione della stessa ai soggetti che dovrebbero incorrere nelle sanzioni previste. A Vico Equense invece a opinione dei VAS, sembrerebbe che non sia stata data una interpretazione corretta al dettato della norma in quanto nei confronti del sindaco condannato in primo grado per tentato abuso di ufficio, il Prefetto ha ritenuto, con una valutazione discrezionale di non procedere alla sospensione della carica. Invece nei confronti del consigliere Giovanni Starace si è proceduto alla sospensione per una condanna per abuso in atti d’ufficio. Ora è opinione dei VAS che – se non si fa in fretta a rendere attuativo questo decreto – con i tempi lunghi della giustizia che ci troviamo entrambi questi reati potrebbero essere prescritti e potremmo rivedere entro il 2013 il consigliere sospeso reintegrato mentre il sindaco potrebbe ricandidarsi a nuove elezioni. Ecco allora perché i VAS chiedono con forza per la terza volta al Prefetto di rendere applicabile ed efficace l’art.11 del decreto legislativo 235 del 2012. Franco Cuomo VAS – Vico Equense

Io rinnovo l’appello già fatto la settimana scorsa, al buon senso ed alla responsabilità dei consiglieri.Ho sentito e parlato con alcuni di loro che mi hanno manifestato il loro “disagio”.

Anche perchè oggettivamente non ci sono scusanti politiche  che tengano:

 

A) come dimostrato ieri sera in consiglio, non ci sono altre maggioranze alternative a quella di cinque;

B) il presidente del consiglio  ha assunto un ruolo di estremo equilibrio e imparzialità;

 

C)  i consiglieri di maggiornaza  presenti ieri sera in aula  come sempre in questi due anni  hanno garantito presenza,senso di responsabilità e sono pronti al voto favorevole al rendiconto.

 

Usare come pretesto le “mie dimissioni” è un pò “fanciullesco”  nel senso che non si vuole accettare una sconfitta politica in consiglio e dimostra  che non si hanno argomenti politici  “validi” a giustificazione di un’assenza inspiegabile ed irragionevole oltre che politicamente insostenibile ed irresponsabile.