DERBY BENEVENTO NOCERINA

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Se Auteri è ermetico, Carboni è sibillino. Benevento-Nocerina si gioca in anticipo non solo sugli spalti, ma anche sulle panchine. Il trainer dei molossi ha blindato il «San Francesco» e si è chiuso in un silenzio strategico, quello giallorosso ha permesso che almeno giovedì la tifoseria potesse abbracciare la squadra, ma forse non si aspettava una tale ondata di entusiasmo e una carica quasi travolgente. Ovviamente in conferenza il tecnico non si è sbilanciato sulle scelte che sta meditando, ma in qualche passaggio, tra le righe, ha fatto capire potrebbe rinverdire il mai accantonato 4-3-1-2. Non a caso ha parlato di equilibrio, di compattezza, oltre che di una squadra che sappia leggere la partita. Questo è quello a cui ambisce e che un modulo già collaudato gli garantisce. L’unica certezza tuttavia, è che non siamo dinanzi ad una decisione già presa. Carboni ha delle cose in mente, si sta soffermando su alcuni dettagli che al momento lo prendono certamente di più rispetto ai pensiero su modulo e uomini. Tanto l’impalcatura è più meno quella, la mutazione sul tema può riguardare l’impiego di uno piuttosto che di un altro, ma siamo lì. Tra le variabili da considerare anche il fatto che non si è ancora in grado di affermare se Marotta, alle prese con un fastidio al tendine rotuleo, sarà o meno della partita. La sua potenziale assenza (si deciderà solo all’ultimo istante, nel frattempo l’attaccante è in ritiro a Venticano con i compagni) potrebbe anche indurre Carboni a modificare qualcosa, se non addirittura sconvolgere i piani. Così come potrebbe non cambiare nulla, e uno tra Cipriani e Germinale avvicendare il centravanti napoletano come prima punta e partner di Marchi. Con Carboni le sorprese sono dietro l’angolo. Nessuno avrebbe scommesso un soldo bucato sul fatto che sarebbe andato a Frosinone, a giocarsi uno scontro diretto con un assetto così spregiudicato (4-2-3-1) e Montiel, Mancosu, Buonaiuto, Marchi e Marotta tutti assieme nell’undici iniziale. Certo, si è preso qualche rischio di troppo, ma gli va comunque riconosciuto il coraggio di aver osato. Qualsiasi altro tecnico avrebbe optato per la soluzione più semplice, pensando prima a non prenderle. Era quello che si aspettava anche Stellone, al quale, avendo preparato un altro tipo di partita, gli si saranno comunque confuse le idee. Che poi il Benevento, nel complesso, non abbia brillato è un dato inconfutabile. Però Carboni in quel caso è riuscito ugualmente a pervenire all’obiettivo minimo, semmai adoperando un percorso alternativo che gli ha consentito di bypassare la corsia della prevedibilità. Alla luce di quello che abbiamo visto fino ad oggi, non possiamo dar nulla per scontato sia in termini di sistema di gioco, sia in termini di investitura di ruoli. Fidandoci ciecamente di quel che Carboni ha fatto trasparire, rischieremmo di commettere lo stesso errore di Stellone pensando che il mister non abbia gli attributi per affrontare la corazzata rossonera con un impianto diverso dal 4-3-1-2. Valutazione che pertanto lasciamo ad Auteri, nella ferma convinzione che il derby sia già cominciato, sugli spalti come sulle panchine.

Calcio Napoli

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