EQUITALIA STOP A PIGNORAMENTI DI STIPENDI E PENISONI

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Mai più pignoramenti in banca su pensioni e stipendi. Lo promette Equitalia. Nero su bianco, in una circolare con decorrenza immediata. I prelievi sui conti correnti, bancari o postali, che avevano cancellato la garanzia di poter contare su un reddito minimo, non si faranno più. Non si potrà più sottrarre il sostentamento alle famiglie. Il pressing di politici, consumatori e della stessa Agenzia delle Entrate ha così funzionato. La soluzione della concessionaria pubblica per la riscossione dei tributi risponde proprio alle numerose sollecitazioni. Non si potrà più sforare il tetto di un quinto, nei prelievi sui redditi dei cittadini inadempienti. In pratica, viene bloccato il pignoramento sui conti sotto il limite dei 5.000 euro di reddito mensili. Mentre si resta in attesa di un intervento del Parlamento. «Nelle more degli approfondimenti che si rendono necessari all’esito delle problematiche emerse in merito ai pignoramenti di conti correnti sui quali affluiscono stipendi e pensioni – si legge nella circolare – si dispone, con decorrenza immediata, che per i contribuenti lavoratori dipendenti e/o pensionati non si proceda, in prima battuta, a pignoramenti presso istituti di credito e Poste. Tali azioni saranno attivabili solo dopo che sia stato effettuato il pignoramento presso il datore di lavoro e/o ente pensionistico», secondo le tradizionali procedure. A invocare nuove regole era stato lo stesso direttore dell’Agenzia delle Entrate Attilio Befera. Il decreto semplificazioni aveva diminuito i limiti al pignoramento presso terzi di pensioni e stipendi. Si parte da 1/10 per salari e indennità di pensione o di lavoro fino a 2.500 euro, 1/7 per gli importi compresi tra 2.500 e 5.000. E oltre questa cifra, il limite di pignoramento è pari a 1/5. Limiti che valevano solo quando il pignoramento avveniva da parte del datore di lavoro o dell’ente pensionistico (e che valgono, appunto, ancora oggi, come stabilisce la circolare). Ma il decreto Salva-Italia impediva la ricezione di una somma superiore ai mille euro in contanti. Obbligatorio aprire un conto corrente. In questo caso i limiti non erano più validi. E il denaro diventava completamente pignorabile. Da più parti era stata sollecitata una svolta. «Qualunque sarà il prossimo esecutivo, Fratelli d’Italia chiederà a tutte le forze politiche l’impegno di approvare nel primo provvedimento possibile la cancellazione immediata delle norme previste dal decreto Salva-Italia», avvertiva ieri il coordinatore nazionale di Fratelli d’Italia, Guido Crosetto. Ma già prima i deputati del Pd Michele Anzaldi, Giovanna Martelli ed Ernesto Magorno, avevano annunciato la presentazione di un emendamento al decreto sui debiti della pubblica amministrazione per cambiare la legge. Cinzia Peluso