Sport, cultura & business: modelli di economia territoriale

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Napoli, 22 aprile- Si è svolta nel weekend, in occasione delle World Series America’s Cup di Napoli, la tavola rotonda dell’Istituto del Credito Sportivo dal titolo “Sport, cultura & business”. L’incontro, che si è tenuto all’Hotel Vesuvio sul lungomare napoletano, ha evidenziato che lo sport, il potenziale dell’impiantistica di base e dei grandi impianti sportivi nello sviluppo economico e sociale del nostro Paese, sono aspetti portanti su cui istituzioni locali, banche e aziende hanno il compito di confrontarsi. Le ricadute economico sociali degli investimenti in infrastrutture a beneficio del territorio e il rapporto virtuoso tra sport e cultura sono stati analizzati durante la tavola rotonda dell’Istituto per il credito sportivo al quale sono intervenuti tra gli altri: i Commissari straordinari dell’ICS (Istituto per il Credito Sportivo) Paolo D’Alessio e Marcello Clarich, il responsabile Centro Studi sviluppo e iniziative speciali della FIGC e UEFA, Michele Uva, il presidente della Camera di Commercio di Napoli Maurizio Maddaloni, il consigliere regionale – delegato del Presidente della Regione Campania per lo sport e per lo spettacolo – Luciano Schifone e il professore universitario di marketing Sebastiano Messineo. Al dibattito hanno partecipato l’olimpionico di pallanuoto Franco Porzio e il pluricampione del mondo di vela e team manager di Mascalzone latino Paolo Scutellaro. “In Italia i grandi impianti sportivi sono stati finanziati al 75% dall’Istituto per il Credito Sportivo – ha dichiarato il commissario straordinario ICS, Paolo D’Alessio – ma oggi ci troviamo con un grandissimo gap rispetto alle strutture del resto d’Europa. I nostri grandi impianti non producono afflusso di spettatori come in quelli europei perché fortemente inadeguati per offerta e comodità. L’ICS, unica banca pubblica, può consentire agli enti istituzionali di intervenire per risolvere questo grave ritardo, in particolare in Campania i nostri dati indicano che gli impianti sportivi sono al di sotto del livello di fruizione. Possiamo offrire agli enti pubblici e/o privati tassi di credito agevolati su mutui sino a 25 anni con tasso spread estremamente contenuto (tra il 2,5% e il 4%) ulteriormente ridotto da contributo negli interessi. Il nostro istituto sta varando agevolazioni economiche anche in chiave culturale supportando il federalismo demaniale delle strutture culturali e delle dimore storiche consentendo così l’attivazione di flussi turistici che creino business per gli enti gestori”. Anche il Presidente della Camera di Commercio di Napoli ha posto l’accento sulla necessità di accompagnare i grandi eventi, come le World Series della Coppa America, ad una offerta qualitativa: “Per confermare le aspettative che genera un evento a forte impatto su un territorio – ha dichiarato Maurizio Maddaloni – e che punta a richiamare nuovo turismo, bisogna innanzitutto migliorare le condizioni di accoglienza, la qualità e la fruibilità dei servizi e delle infrastrutture cittadine. L’ente che presiedo, da tempo è al centro di questo snodo interistituzionale, favorendo con atti concreti e condividendo la governance di assets chiave del nostro territorio, dalla Fondazione Teatro di San Carlo fino all’ACN, proprio questo processo di interazione fra tutti i players della vicenda economica e sociale napoletana”. Franco Porzio, olimpionico di pallanuoto a Barcellona ’92 e componente dell’associazione Napoli Mille Culure, indica la strada per risolvere le problematiche dello sport: “Napoli ha necessità di aggiornare le sue strutture sportive perché sono completamente decadenti. E’ assurdo che una città che esprime un numero così elevato di campioni olimpici e di eccellenze di ogni settore debba essere ridotta in questo stato. E’ necessario un tavolo di concertazione che produca strumenti e capacità di intenti per riqualificare gli impianti per offrire alla città opportunità organizzative”. Il velista Paolo Scutellaro ha evidenziato l’indotto economico generato dallo sport: “Il mare è una risorsa che genera per indotto flussi economici enormi. L’occasione di un grande evento non può che implementare questo aspetto, perciò sarebbe necessario risolvere la questione dei nostri impianti sportivi e soprattutto creare una generazione di cittadini più educati alle regole e al rispetto del bene comune. La Coppa America non può e deve rimanere un evento isolato ma un primo passo per il rilancio”. “Con un Pil che non cresce e la mancanza di un sostegno da parte del governo centrale è evidente che l’impegno ricade sulle spalle delle entità locali. Enti istituzionali e imprenditoria devono dare alla città la possibilità di crescere creando un meccanismo virtuoso dello sport per crescere. Lo sport non è solo agonismo ma anche spinta sociale – ha affermato l’assessore allo sport di Napoli, Giuseppina Tommasielli -. Il calcio Napoli, tra i primi club in Italia per marketing e tra i primi venti in Europa, deve collaborare con la città e non solo con la Filmauro. E’ necessario il dialogo tra pubblico e privato con l’intento che il punto d’incontro sia pure un motivo di business, ma senza permettere che su impianti di bene comune si applichino logiche di interesse privato”. Ha poi concluso l’incontro il consigliere regionale – delegato del Presidente della Regione Campania per lo sport e per lo spettacolo – Luciano Schifone: “Lo sport e la cultura sono elementi fondanti di una convivenza civile e che meritano un’attenzione particolare, hanno un valore aggiunto di fare economia e fare da volano in diversi campi, come la penetrazione e la ricaduta sul carattere sociale. Non ci manca la quantità di strutture, in particolare quelli culturali, ma ci manca la capacità di gestione anche a causa dell’impegno economico necessario. L’impiantistica sportiva invece ha necessità di una programmazione triennale economica finalizzata all’ottimizzazione delle strutture sportive funzionanti e che possano innescare volano virtuoso. Il punto di equilibrio tra pubblico privato è sempre difficile, ma bisogna trovare soluzione per una strada comune perché il pubblico non può reggere da solo questo impegno”.