Positano La Bottega di Brunella su Io Donna del Corriere della Sera

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 Positano La Bottega di Brunella su Io Donna del Corriere della Sera. Oggi in edicola una bella sorpresa per i positanesi e per la costa d’ Amalfi. Il marchio di Moda , una nicchia prestigiosa, La Bottega di Brunella, ancora sulla stampa nazionale (ma anche internazionale!). Un successo che premia il lavoro e la capacità di una famiglia straordinaria. Riportiamo un articolo uscito tempo fa su una testata nazionale, ma i riferimenti li si trova nelle migliori riviste specializzate di moda, un vero artigianato italiano della miglior fattura, una medaglia per l’ Italia e la Campania queste piccole, grandi, attività che dan prestigio al nostro territorio. 

La costiera amalfitana tra le trame dei tessuti. Gli agrumi, gli olivi, le vigne, le ginestre nei colori. “Una terra straordinaria”, racconta Vito Casola ideatore de La Bottega di Brunella. E’ a Positano che prende vita nel 1965 un marchio che, fin d’allora, guarda alla sartorialità, artigianalità e qualità rigorosamente italiane. “Mia moglie Brunella è sempre stata appasionatissima di cucito. A Positano s’incrementava sempre più il turismo e iniziavano a sorgere le prime boutique locali dove si vendevano prodotti originali. Abbiamo iniziato così, mettendo insieme la sua passione e cogliendo il momento”. Capi unici di cui s’innamorarono subito gli stranieri e non. “Iniziammo con bermuda, shorts, bikini fatti con i fazzoletti di Positano. Poi andò in voga la moda tipo indiana e allora cercai dei cotoni particolari che sembravano proprio quelli provenienti dall’India. Fummo i primi a fare i trattamenti in capo, lavaggi, cotture, tinture, candeggi. Più tardi fu la volta del cupro, la fodera delle giacche, che scaldavo per ammorbidirla con cui confezionoavamo gli chemisier, e per tanti anni spopolò la garza. Piacevano sì. E a certi personaggi come Franco Zeffirelli e Lina Wertmuller e tantissimi altri nomi noti nei più svariati campi confezionavamo gli abiti”. Una tradizione che prosegue nel tempo. “Per fortuna, i nostri capi, hanno sempre avuto un grande successo. Forse perchè noi siamo sempre gli stessi, con la setssa passione: io vado avanti con metro e forbice, Brunella con ago e filo. Sono un po’ stanco ma ora ci sono anche i figli”. Cristina, Annamaria, Baldo, Antonio e Francesco, stanno raccogliendo l’eredità dai genitori. “Di idee nuove non ce ne stanno più. Le idee, ora, le hanno i figli. Abbiamo clienti da oltre quarant’anni e alcuni conservano le nostre cose nei bauli. Quando passano da Positano, certi arrivano con dei capi vecchi e me li vengono a far vedere. A Positano ora è sempre più internazionale. Arrivano dalla Corea, dal Brasile, dal Messico. Loro devono ancora scoprire le nostre cose. E dopo tutte queste mode, ora cerco canapa, lino tutto naturale, tutto non trattato, il filo così come appena uscito dalla filatura da tessere sui vecchi telai napoletani. Partiamo dai filati grezzi fino al capo finito. Per me. questo è il futuro”.