CAPRI Condotta sottomarina fuorilegge: condannata la Sippic

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Capri. Continua la lunga controversia tra il comune di Capri e la S. I. P. P. I. C., azienda di produzione e distribuzione energia elettrica nell’isola, riguardo la rimozione di una condotta sottomarina priva di autorizzazione. Il Comune circa un anno fa, ad oltre quarant’anni dalla concessione delle aree demaniali per la collocazione di condotte sottomarine (una di scarico e due di carico) utilizzate per il pompaggio dell’acqua di mare, per incentivare il raffreddamento dei motori della centrale, aveva dichiarato di aver scoperto un’altra condotta sottomarina, dichiarandola abusiva ed ordinando la demolizione immediata della stessa . Non si era fatta aspettare però la reazione della S. I. P. P. I. C . la quale decise di fare ricorso alla suddetta sentenza comunale; a fronte dell’accusa indotta dall’Amministrazione comunale di Capri l’azienda, cercando una possibile strategia di difesa,aveva subito sottolineato di aver richiesto tempo prima e successivamente ottenuto regolarmente l’autorizzazione dal Comune di Capri- Provincia di Napoli, Demanio Marittima ad effettuare lavori di manutenzione e ripristino della condotta di scarico in località Ondine, condotta che rappresenta proprio la causa della sentita diatriba. L’azienda, inoltre, rivendicava l’errato procedimento giuridico messo in atto dall’esecutivo comunale; l’art. 105 comma 1, lett. 1 del Dlgs 112/98, attribuisce infatti alle Regioni la competenza al rilascio di cessioni di demanio marittimo e di mare territoriale per fi nalità diverse da quelle di approvvigionamento di fonti di energie, restando per contro allo Stato le funzioni relative ad usi specifi ci quali la sicurezza della navigazione marittima e l’approvvigionamento energetico. Pertanto l’atto impugnato sarebbe viziato, secondo l’azienda produttrice e distributrice di energia elettrica, da incompetenza in quanto il Dlgs 112/98 avrebbe riservato allo Stato le funzioni relative all’utilizzazione del pubblico demanio marittimo per fi nalità d’approvvigionamento di fonti di energia. Da un’apposita relazione tecnica a fi rma del’Ing. Mancini, prodotta per il comune di Capri, si evince in realtà che mentre nel progetto si fa riferimento a tre tubazioni di adduzione, attraverso le quali le pompe spingono l’acqua marina fi no alla centrale, sembrano in realtà esserci delle discordanze tra il progetto e lo stato di fatto in quanto dalla sala pompe si dipartono solamente due tubazioni di adduzione mentre la terza risulta interrotta; discordanze queste appurate anche da un apposito verbale di sopralluogo del 9 novembre 2012. Per tutti questi motivi il TAR ha respinto il ricorso indetto dalla S. I. P. P. I. C., condannando la parte ricorrente alla refusione delle spese di lite liquidate in euro 1.000,00 in favore del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ed in euro 2.000,00 in favore del Comune di Capri.

Giuseppe Buonocore METROPOLIS