SALERNITANA NEO PROMOSSA IN PRIMA DIVISIONE.FORSE L´ADDIO DI PERRONE

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Lotito: «Il mister ha vinto e non è in discussione ma dovremo parlarci e confrontare i programmi»

 

 

«Non metto in discussione l’allenatore che vince. Sicuramente con Perrone dovrò parlare. E al momento opportuno gli parlerò…». In quei puntini sospensivi, che Claudio Lotito lascia in coda al sincero – oltre che doveroso – elogio al condottiero della già promossa Salernitana, c’è un’incertezza per il futuro che con molta probabilità accompagnerà l’ambiente granata (almeno) per il prossimo mese. Ci sarà ancora Carlo Perrone nel futuro del cavalluccio marino? Il patron pare non aver grossi dubbi, ma non si dà fretta.

Rinvia tutto a un confronto sui programmi. Il momento che probabilmente il tecnico aspetta per sciogliere le riserve. Già, perché a dispetto di quel che si potrebbe pensare, stavolta, rispetto a un’estate fa, gli scenari (e i ruoli) paiono essersi ribaltati. Dopo la vittoria del campionato di serie D, infatti, il trainer romano, pur senza pretenderla a voce volte, auspicava e chiedeva una conferma. Per continuare l’opera. A undici mesi di distanza, dopo mancato rinnovo poi “cancellato” dalla (ri)chiamata in corsa della società che aveva presto sfiduciato ed esonerato Galderisi, e con un’altra promozione conquistata a insignire il suo curriculum, Perrone sembra avere qualche dubbio. Tentennamenti figli di riflessioni profonde, tipiche del personaggio. A vederla dall’esterno, la più superficiale parrebbe: dopo due successi in due stagioni varrebbe la pena “rischiare” di rovinare questa straordinaria esperienza salernitana solo in presenza della garanzia d’un progetto vincente. Perché anche in terza serie, e anche da neo promossa, la piazza di Salerno, alla squadra granata e al suo tecnico, non chiederà altro che un torneo di vertice. Dovesse la società assicurargli (come fatto in questo biennio) l’allestimento d’un organico competitivo, Carlo Perrone difficilmente dirà «no» a Claudio Lotito e Marco Mezzaroma. Anche perché tra le parti, oltre alla reciproca stima “professionale” per i ruoli ricoperti, ci son rapporti umani forti. E veri. L’allenatore ch’era già in orbita Formello, del resto, fu il primo “annuncio” del presidente della Lazio all’alba della sua avventura all’ombra del Castello d’Arechi. Era il mese di luglio del 2011, nella sala del Gonfalone del Comune. Da pochi minuti, d’intesa con il sindaco Vincenzo De Luca, la nuova proprietà aveva dato un nome alla nascente società che si sarebbe iscritta in serie D, e Claudio Lotito chiedeva tempo. «È il nostro primo giorno di scuola – ammoniva – non possiamo certo metterci a parlare di cose che ancora non abbiamo né per ora riusciamo a immaginare. Però sappiamo che per il calcio di questo progetto ci vorranno dei giovani di valore, e per farli crescere nel migliore dei modi abbiamo deciso d’affidare la panchina a Carlo Perrone». Della serie: un’unica certezza c’era, ed era la guida tecnica. La promozione a suon di record di quest’anno ha ulteriormente rafforzato quella considerazione che i due soci e cognati nutrivano nei confronti del loro allenatore. L’avevano difeso per un anno – in interregionale – dalle critiche che piovevano nonostante il primato in classifica, poi, pentitisi d’averlo ingenerosamente “scaricato” per puntare su Galderisi, dopo pochi mesi avevano ripuntato su di lui per sovvertire una stagione che la Salernitana aveva immaginato da sogno, e che invece stava vivendo un inizio da incubo. I risultati di Perrone son stati clamorosamente eloquenti: ha vinto il campionato di Seconda Divisione, stracciandolo, in appena 27 giornate (è subentrato dalla quarta), perdendo una partita soltanto, macinando punti e primati. Quanto basta per «non esser – Lotito dixit – messo in discussione». Situazione cristallina come il mare della Costa Smeralda, eppure dall’esito ancora tutt’altro che scontato. Forse ché il tecnico vuol lasciare da vincente per tentare una sfida altrove? Detta così è improbabile. Però… Ermetico e riservato quando parla del suo futuro, l’allenatore ch’è entrato nella storia del calcio salernitano – è l’unico ad aver vinto due campionati consecutivi – attende probabilmente di capire gli intendimenti della proprietà. Ha due promozioni di fila sulle spalle, sa di poter dettare qualche condizione. Con Carlo Susini sarebbe pronto a continuare quel binomio vincente che, dopo la C1 conquistata a Pescina, ripartì stoicamente dall’improvvisato ritiro di Fiuggi con il Salerno Calcio. «Con Perrone ci sarà da confrontare gli obiettivi. Dovremo farlo tutti. In primis il pubblico, dalla cui risposta già in queste ultime partite della stagione dipenderanno anche gli stimoli che avrà una società che ha dimostrato di saper garantire serietà e certezze alla Salernitana. Bisogna che ognuno si decida su cosa voler fare da grande…», ancora il Lotito pensiero postpromozione. Con quei puntini sospensivi. Altri. È lì in mezzo il futuro granata. Una sceneggiatura ancora tutta scrivere. Solo dopo la prima bozza, probabilmente, potrà cominciare il casting per gli attori protagonisti

fonte:metropolisweb