Massalubrense salvati per miracolo i due giovani di Vico Equense dispersi a Punta Campanella

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Massalubrense salvati per miracolo i due giovani di Vico Equense dispersi a Punta Campanella. Poteva concludersi in tragedia ma alla fine, quella vissuta da una giovane coppia è stata una disavvenutra durata un’intera notte. Domenica Alessandro Parlato e Deborah Cilento, due giovani fidanzati di Seiano, una frazione di Vico Equense, avevano deciso di fare un’escursione nella Terra delle Sirene per visitare la Baia di Jeranto sulla costa di Sorrento che poi ha tenuto in apprensione tutta la penisola sorrentina. Ecco dei retroscena in due articoli (la redazione).


Massalubrense, sebbene soccorsi carenti, evitata la disgrazia a Punta della Campanella

di Salvatore Caccaviello

Il dramma evitato soltanto dal coraggio di un audace cittadino, che per nove ore nel buio, ai margini di un precipizio ha supportato una sventurata escursionista in attesa dei soccorsi che…poi verranno!

Sorrento- Vi sono vicende, come la brutta avventura capitata ai due escursionisti dispersosi domenica  a Punta della Campanella, che se non narrate ed approfondite in maniera giusta  possono nascondere gravi problematiche relative al nostro territorio che continuano a rimanere irrisolte. Positanonews intervistando i protagonisti dello sfortunato episodio,che sebbene risoltosi fortunatamente con un lieto fine, ha messo in evidenza, in maniera grave, come l’intera area peninsulare sia sprovvisto di un pronto intervento specializzato e qualificato. Tramite il quale si possano fornire le competenze appropriate per fronteggiare emergenze relative alle asperità morfologiche  di un territorio stupendo ma talvolta pieno di insidie come quello della penisola sorrentina. Caratteristiche evidenziate in modo particolare nella parte estrema della penisola, nel Comune di Massalubrense, nell’area marina protetta tra il Monte San Costanzo e Punta della Campanella comprendente la suggestiva Baia di Jeranto, patrimonio dell’Unesco. Le prime giornate di sole  come quella avutosi ieri, dopo un’inizio piovoso di questa primavera 2013, ha attirato gli amanti del trekking, come i due giovani escursionisti avventuratosi lungo lo scenario incantevole di roccia calcarea e vegetazione mediterranea che si tuffa nelle acque blu di fronte all’isola di Capri. Purtroppo l’eccessiva sicurezza e la convinzione dei propri mezzi hanno giocato un brutto tiro ai due ragazzi. Nonostante il territorio impervio i due decidono di sperimentare un nuovo percorso che costeggiando il Monte San Costanzo avrebbe dovuto condurre alla Baia di Jeranto. Un percorso accidentato e sconosciuto che porterà la giovane escursionista, separatosi imprudentemente lungo il tragitto dal compagno,a rimanere intrappolata su di uno strapiombo inaccessibile, largo appena un metro. Le grida di aiuto hanno allertato il compagno che si trovava alcune decine di metri più distante. Visto le difficoltà  nel raggiungere la ragazza che nel frattempo iniziava ad agitarsi ed invocare aiuto,il compagno, impotente nell’agire, mediante il cellulare ha chiesto aiuto ad alcuni amici. Persone molto esperte del territorio e preparati per tali emergenze facenti parte dell’ associazione Ulyxes Trekking. Sebbene al momento in altri luoghi della penisola, dopo breve tempo hanno raggiunto Punta della Campanella per portare soccorso alla ragazza. La quale trascorsa qualche ora, in preda alla paura, si presentava in evidente stato di shock. Visto le enormi difficoltà ad agire, in quanto il soccorso non era affatto semplice, dato che la ragazza si trovava in una situazione pericolosissima. La prima cosa che uno dei soccorritori,  ha pensato di fare è stato portarle soccorso morale evitando che andasse nel panico  standole fisicamente vicino. Così senza pensarci due volte Carlo, questo è il nome di uno dei soccorritori, si è calato dallo strapiombo, rischiando di volare nel burrone sottostante, fin sullo spuntone di roccia ove si trovava la ragazza, in modo di starle vicino. Intanto visto le enormi difficoltà  si decide di far intervenire dei soccorsi specializzati per tale tipo di emergenza. Immediatamente gli amici al di sopra del dirupo allertano le Forze dell’ Ordine, Vigili e Carabinieri. I quali, probabilmente impegnati altrove,si limitano  via telefono a dare coraggio, a farsi forza!…. Intanto la notte scende a Punta della Campanella e dei soccorsi chiamati nemmeno l’ombra. Se si esclude un volontario della Protezione Civile che armato anch’egli di buona volontà è impossibilitato ad intervenire in quanto sprovvisto di mezzi adeguati come potrebbe essere una semplice corda! Con il passare delle ore la situazione non evolve,si continuano ad aspettare invano i soccorsi,chiamati più volte ma che non arrivano.Gli amici cercano di fare coraggio a  Carlo che a sua volta deve  evitare che la ragazza che ormai infreddolita e tremante  possa, presa dal panico, precipitare nei sottostanti 250 metri di strapiombo. La situazione andrà avanti fino alle tre di mattino quando, sollecitati dai colleghi di Piano di Sorrento interverranno i Pompieri del Nucleo Operativo di Napoli coordinati dal comandante Ciro Luongo che con opportune attrezzature porteranno in salvo la ragazza e Carlo che per nove lunghe ore ha diviso volontariamente con lei tale pericolosa disavventura. Al  quale andrebbe il vero Grazie da parte di tutta la comunità,ma Carlo con molta discrezione è voluto rimanere nell’anonimato. Uno spiacevole episodio che fortunatamente si è concluso nei migliori dei modi ma che senza dubbio poteva tramutarsi in tragedia. Dove ancora una volta il coraggio e l’intraprendenza dei cittadini hanno dovuto sopperire ai ritardi e talvolta la incapacità delle Istituzioni. Risulta abbastanza imbarazzante che per un soccorso in cui bastava l’utilizzo di una semplice “biscaglina” siano dovuti intervenire il nucleo dei pompieri di Napoli. Mentre sul territorio non si è riusciti a coordinare opportuni soccorsi sebbene di fronte ad una situazione di grave pericolo che poteva facilmente sfuggire di mano. Tali carenze è inutile negarlo sono gravi, necessita al più presto correre ai ripari. Bisogna che di fronte a casi del genere  sia disponibile una task force delle Forze dell’Ordine che in sinergia con la Protezione Civile sia pronta ad intervenire. E’ assurdo che un territorio ad alta vocazione turistica come quello sorrentino non vi sia una postazione con elicottero dei Vigili del Fuoco e per il pronto intervento,come vi era alcuni anni fa,sulla Pineta alle Tore. Inutile sperperare denaro in manifestazioni ed eventi mentre si è impreparati a fronteggiare delle semplici emergenze e completamente carenti in strutture di primaria importanza per il territorio e l’economia turistica. Stavolta si è stati senz’altro fortunati ma non è affatto sempre sicuro che vi sia un” Carlo di turno” che  possa coraggiosamente porvi rimedio…15 aprile 2013 – salvatorecaccaviello positanonews.

 

 

 

Qui di seguito l’articolo de Il Mattino di Napoli, principale quotidiano della Campania  Poteva concludersi in tragedia ma alla fine, quella vissuta da una giovane coppia è stata una disavvenutra durata un’intera notte. Domenica Alessandro Parlato e Deborah Cilento, due giovani fidanzati di Seiano, una frazione di Vico Equense, avevano deciso di fare un’escursione nella Terra delle Sirene per visitare la Baia di Jeranto. Giunti a Termini, la frazione che come un balcone si affaccia sui Faraglioni di Capri, si erano incamminati verso la soprastante pineta per salire sul Monte San Costanzo e dalla vetta, aggirato il radiofaro dell’aviazione, si erano diretti per un sentiero pedonale verso la Baia di Jeranto. Dopo aver superato un paio di biforcazioni nella rete dei sentieri, alcuni dei quali erano segnalati dai cacciatori di frodo con una vernice fosforescente, i due giovani inesperti ne hanno imboccato uno: quello che ritenevano il più giusto per arrivare più presto nella baia che la mitologia greca riteneva la culla delle Sirene. Per tutto il pomeriggio e fino a sera hanno girovagato per l’intero versante sud-ovest della montagna senza approdare nella baia.
Resisi conto di essersi smarriti Alessandro ha chiesto aiuto al fratello Paolo, più esperto perché socio del «Gruppo escursionisti Ulixes» di Sant’Agnello, che è riuscito a contattare Attilio Gargiulo, guardia venatoria e volontario della Protezione civile di Massa Lubrense. Partito l’allarme, sul Monte San Costanzo sono arrivati, oltre agli escursionisti ed ai volontari, i carabinieri ed i vigili urbani di Massa Lubrense coi rispettivi comandanti Giacomo Sammartano e Carlo Fabiano, i quali coordinati dal capitano Leonardo Colasuonno e da Rosa Russo, hanno battuto ogni metro quadro della montagna alla luce delle torce. In soccorso dei due malcapitati dispersisi in un’area molto vasta, sono arrivati anche gli operatori del 115 ed una squadra dei vigili del fuoco di Piano di Sorrento. Mentre Alessandro cercava di farsi notare nel buio della notte dai soccorritori Deborah si è trovata sul ciglio d’un profondo precipizio, attraversato da un rivo: qui è rimasta ferma, impietrita dal terrore di cadere, fino alle ore 4 quando da Napoli sono arrivati i pompieri speleologi che l’hanno imbracata con funi da alpini e l’hanno tirata in salvo. Alle 4,30 i due fidanzati venivano riaccompagnati a casa. Alle prime luci dell’alba sul monte San Costanzo altri volontari si sono messi alla ricerca della borsa di Deborah caduta nel burrone insieme ai suoi effetti personali ed al proprio telefonino.