COSTA D´AMALFI: ADDIO A SOLERI L´AUTORE DEL "CASTELLO DI CERAMICA"

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COSTA D’AMALFI: Paolo Soleri è scomparso Martedi scorso ad Arcosanti, la città da lui stesso costruita in Arizona. Aveva 93 anni, era nato a Torino nel 1919.

Alla stragrande maggioranza degli abitanti della Costa d’Amalfi, il nome di Paolo Soleri non dice nulla, eppure è lui l’autore dell’unica opera di architettura contemporanea realizzata in questo territorio prima dell’auditorium di Neimeyer a Ravello. Da piccolo lo guardavo dal sedile posteriore della macchina di papà, questo edificio così grosso e strano, e non mi piaceva.

Per anni, molti anni, crescendo, ha continuato a non piacermi, semplicemente perché non potevo capirlo; è evidente: ciò che non si (ri)conosce si guarda sempre con diffidenza; vale per gli uomini, vale per i luoghi, vale per l’architettura. E’ l’edificio della ceramica Solimene a Vietri sul Mare, che, piaccia oppure no, è un edificio assolutamente unico nello scenario dell’architettura italiana.

Prima ed unica opera italiana di Paolo Soleri, architetto adepto di F.Lloyd Wright, che nel 1947 giunse a Vietri sul mare in Costiera amalfitana appassionandosi subito alla produzione delle ceramiche e stringendo amicizia con Francesco Solimene in procinto di costruire una nuova fabbrica su un lotto di terreno prospiciente via Madonna degli Angeli in aderenza alla roccia.

Sulla fabbrica Solimene, sul suo fascino un pò ambiguo, in mezzo secolo, si è scritto tanto e certamente in maniera autorevole, ad esempio sull’obbligato parallelo con il museo Guggenheim di Wright e sulla vocazione “organica” della sua struttura con i pilastri ramificati e le pareti esterne ondulate senza funzioni statiche. Ma probabilmente ciò che stupisce di più è il lucido legame che Soleri stabilisce tra la costruzione dello spazio interno e l’organizzazione del lavoro: la realizzazione di prodotti ceramici in questo caso.

Non stupisce per nulla che Soleri sia poi tornato, nel 1954 a fabbrica non ancora ultimata, negli Stati Uniti, a Phoenix in Arizona a realizzare la sua Arcosanti, vera città di fondazione, impegnandosi e sperimentando sul tema della comunità; nella Ceramica Solimene c’è già in embrione l’idea di comunità, di collaborazione tra gli uomini in città ecologiche, il suo credo “leanness” cioè l’uso attento delle risorse della terra. Oggi la fabbrica funziona ancora come fu concepita: dal secondo livello parte il “pane” di argilla che percorrendo verso il basso la rampa elittica, passa attraverso le mani dei vari artigiani che lo tagliano, modellano, cuociono, decorano ed imballano o lo espongono come prodotto finale nell’invaso del pian terreno.

Dell’edificio colpisce indubbiamente il disinvolto uso dello spazio aperto e il conseguente impiego della luce, non vi sono pareti divisorie, le gallerie lungo la rampa si affacciano sul vuoto centrale, la facciata su via Madonna degli Angeli è in gran parte vetrata così come è vetrata la copertura. Soleri dunque propone, più che un’architettura, un progetto urbanistico, un modello sociale, una cittadina in piccola scala, con abitanti operosi che sostano o si spostano lungo piazze e percorsi.

Le scelte estetiche sembrano quasi discendere da questa idea urbana, fino al rivestimento ceramico esterno, centinaia di vasetti colorati rovesciati, come scaglie sulla pelle di un rettile, veri elementi caratterizzanti dell’enorme facciata, ancora più delle vetrate triangolari che si posizionano su un piano secondario. Elementi tipici, discendenti delle maioliche sulle cupole delle chiese arabeggianti della costa, capaci di imporre un linguaggio locale senza sfociare nel kitsch ed anticipatore della cultura pop americana, del riciclo creativo: un enorme collage variopinto.

Dal 2000 la Ceramica Solimene è stata nominata monumento nazionale sotto la tutela del ministero dei beni culturali, nello stesso anno Soleri ricevette un Leone d’oro alla Biennale di Venezia. Nel 2005 la DARC gli ha dedicato una mostra a Roma dando l’occasione a Soleri di tornare in Italia. Da qualche mese lungo via Madonna degli Angeli sono partiti i lavori di sistemazione dell’area antistante la fabbrica Solimene, ispirati da uno schizzo di Soleri che ha approvato il progetto e per il suo completamento ha donato una scultura. La Ceramica Solimene continua a crescere e rinnovarsi, oltre la vita del suo autore, come tutte le opere di architettura.

arch. Christian De Iuliis www.christiandeiuliis.it