Ravello un sito di trasferenza per i rifiuti interviene assessore Palumbo

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 Ravello, Costiera amalfitana. L’amministrazione di Paolo Vuilleumieur ha deliberato per un sito di trasferenza, finanziato con 12.000 euro dalla provincia di Salerno, sulla provinciale per Chiunzi di Tramonti , un’area “destinata alle operazioni di raccolta e trasferimento dei materiali provenienti dalla raccolta differenziata, al fine di migliorare i servizi di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani sul territorio in particolare ed incrementare le percentuali di raccolta differenziata”. La zona sarà schermata e avrà una apposita video camera. Una scelta doverosa per chi vuole migliorare il settore dei rifiuti e puntare anche alla riduzione della TARSU che dovrebbero imitare gli altri comuni della costa d’ Amalfi

 

Sulla vicenda è intervenuto l’assessore Palumbo con un messaggio su Face Book

Caro Ulisse
Ho letto il tuo intervento sul Vescovado con il quale mi chiami in causa nella decisione della Giunta Comunale di allestire una piccola area di gestione rifiuti anche nel nostro comune, quasi fosse stato un momento di mia disattenzione.
Ci sono invece voluti quasi due anni affinché anche i miei colleghi si convincessero definitivamente che era da amministratori poco previdenti lasciarsi sfuggire l’opportunità che la Provincia di Salerno, sulla scia delle emergenza rifiuti di due anni fa, concedeva ai Comuni di individuare siti idonei per lo stoccaggio temporaneo dei rifiuti.
Lo dimostra il fatto che la richiesta di utilizzo della piccola area al Km2 della strada provinciale per Chiunzi – benché inoltrata nel Luglio del 2011 e successivamente autorizzata – non aveva sin oggi avuto seguito, per le numerose perplessità che venivano sollevate sia all’interno della maggioranza che dai nostri tecnici. 
Ora, poiché ho avuto modo di confrontarmi più volte con chi poneva obiezioni sostanzialmente non dissimili dalle tue (anche se con toni meno enfatici), penso ci siano sufficienti argomenti per riuscire a convincere chi, come te, dubita della bontà dell’iniziativa.
Premesso che, per conformazione del territorio, Ravello non ha altre alternative che garantiscano accessibilità ai mezzi, vicinanza all’allaccio per la fogna elettrico e internet, sottolineato che qui non si tratta di creare una “discarica” come lasci intravedere nella tua lettera, e che, fortunatamente, grazie all’elevata percentuale di raccolta differenziata, i rifiuti “puzzolenti” di cui ti preoccupi non abbiamo mai avuto problemi a smaltirli, non vedo perché Ravello non possa avere un’area attrezzata, rigorosamente sorvegliate e pulita da mostrare anche con orgoglio ai turisti, così come mi è capitato di vedere con manifesta invidia nelle ultime vacanze in Trentino. 
La produzione di rifiuti, sia pure in misura diversa e con grandi squilibri, è una cosa che accomuna ognuno di noi , così come il fatto di volercene dimenticare l’esistenza dopo averli messi fuori dalla porta.
Al contrario, io ritengo non ci si debba vergognare di gestire i rifiuti o di mostrare aree destinate alla loro gestione correttamente tenute, perché, nel nostro caso, si vuole semplicemente rendere più funzionale un servizio che ha croniche criticità. Di conseguenza, almeno dal mio punto di vista, ci si dovrebbe vergognare per non averla fino ad oggi creata, e non per aver finalmente avviato la procedura per realizzarla.
Un esempio? Dal 2008 un’ordinanza impone agli operatori commerciali di non conferire il vetro nelle campane ma di portarlo in un sito dedicato. Questo , ovviamente, per non saturare un servizio destinato prevalentemente alle utenze domestiche. Ora, pur essendo tale sito dedicato da anni non più utilizzabile, non ci si era mai preoccupati di individuarne un altro, tollerando di conseguenza, in modo poco edificante, tonnellate di vetro abbandonate in periodo estivo nei pressi delle campane dai dipendenti delle strutture turistiche. Comportamento comprensibile anche se non giustificabile: la campana per il vetro è ideale per infilarci la mia quotidiana bottiglia serale ma, a meno di non organizzare un torneo di velocità o vederla come esercizio ginnico per la muscolatura delle spalle, l’operazione, ripetuta per le decine di casse prodotte in un banchetto nuziale, è alquanto tediante, soprattutto se l’incarico viene affidato quasi all’alba, al termine di un lungo turno di lavoro.
Se, considerando le attività commerciali di Ravello che sono localizzate in un area di ben limitata estensione come un “Centro Commerciale di fatto”, riuscissimo anche a collocare una pressa per il cartone, potremmo finalmente svincolare gli esercenti dalla rigidità del calendario della raccolta ed evitare l’accumulo all’interno delle strutture in attesa del ritiro.
Ovviamente, mi dirai, potremmo evitare di “deturpare il panorama” aumentando i giorni di raccolta, ma questo significherebbe un insostenibile ulteriore aumento dei costi che già sono cresciuti con l’aggiornamento dei prezzi del nuovo capitolato e che dovranno essere integralmente coperti dai cittadini.
Lo so che tu sei essenzialmente un esteta, per cui ti colpisce quello che ti sta immediatamente davanti agli occhi, ma vorrei farti notare che quella che tu lamenti possa diventare una discarica, di fatto lo è stata per anni, basta che ti affacci al di là del parapetto. Oggi vogliamo anche evitare che lo continui ad essere.
L’intervento che si andrà a concretizzare (la recinzione dell’area sia a monte che a valle, l’illuminazione e la telecamera costantemente in funzione), è per me una grande rivincita. La campagna Puliamo il Mondo 2011 che aveva permesso di ripulire da tutti quei rifiuti – elettrodomestici, rifiuti pericolosi, ecc – la scarpata sottostante l’area dove sarà effettuato l’intervento e che incombevano sulla rotabile per Sambuco, si è rivelato una delusione. Dopo pochi mesi, infatti, ho visto ripetersi lo stesso scempio e nuovi rifiuti nella scarpata: a nulla sono serviti solleciti e richieste di maggiore sorveglianza e i quasi 7000 Euro spesi dal comune per la pulizia effettuata.
Ancora una considerazione.
Il sito di cui tu parli come alternativa e originariamente individuato sul Passo fra Ravello e Tramonti, ha una consistenza maggiore rispetto al piccolo “slargo”, perché destinato ad essere utilizzato da più comuni e quindi più impattante dal punto di vista ambientale. Anche se al di là da venire, almeno da parte mia restano riserve sulla localizzazione di questo sito, non perché disturbi la visuale o l’odorato, ma perché potrebbe ricadere in una zona di tutela delle nostre sorgenti e senza l’avallo e la garanzie di perizie scientifiche e rigorose non potrei di certo consentire una simile realizzazione.
Tu invece, benché di dimensioni assolutamente non confrontabili con i pochi metri quadri di quello che andremo a realizzare, lo citi come alternativa nella tua lettera. Solo perché si trova 4 Km più a monte ti potrebbe invece andar bene?
Tu citi gli anglosassoni ed i rifiuti nel “retro del giardino”, ma mi sembra, invece, che il tuo pensiero sia più vicino a quello del NIMBY – “Not In My Back Yard”, ovvero “Non nel mio cortile”, che da una parte riconosce come necessari, o comunque possibili, gli oggetti del contendere ma, contemporaneamente, non li vuole nel proprio territorio a causa delle eventuali controindicazioni sull’ambiente locale.
Solo che questo ragionamento comincia, da noi, dalla nostra casa (non vicino alla porta di casa mia, meglio vicino alle campane, anche se piene e anche se non destinate a questo tipo di rifiuto), poi si passa a “non nel territorio di Ravello,” meglio in quello vicino o, meglio ancora, nascosto agli occhi dei ravellesi. 
E, se ci pensi, è lo stesso che ha fatto sì che il nostro Sud divenisse la discarica dei rifiuti tossici del Nord e che dall’Italia li mandassimo giù in Africa.
Da questa logica difficilmente se ne esce se non ci si fa carico delle proprie responsabilità e non ci si convinca che nessuna frazione è inferiore all’altra, nessun comune ha maggior “dignità” di quello vicino, tanto da sentirsi esente dal fare la sua parte, anche se si deve far vedere ai turisti che ci si è attrezzati per l’ordinario e per le emergenze.
Infatti l’invito della Provincia ad attrezzarsi arrivava quando la saturazione delle discariche, il divieto di utilizzo di quelle fuori regione, avevano messo in crisi l’intera regione con i camion bloccati per giorni senza scaricare che non potevano quindi tornare per ulteriori raccolte.
Io ricordo il grande senso di responsabilità della nostra Città, il senso civico di cittadini e operatori commerciali che fecero sì che l’immagine di Ravello non fosse intaccata dalla crisi, evitando di conferire per giorni i rifiuti non riciclabili (gli unici che potrebbero ancora darci problemi) e migliorando la qualità della raccolta differenziata (+10% da un anno all’altro). 
Tutto quello che si fa per premunirsi per affrontare future emergenze, migliorare, ottimizzare e rendere efficace il ciclo dei rifiuti deve essere considerato segno di civiltà e , perché no, addirittura motivo di vanto da parte di cittadini responsabili e amministratori attenti e che amano il proprio territorio.
Con immutata stima sono a pregarti di valutare il tutto ad opera ultimata.
Un caro saluto
Pasquale Palumbo