IL PRESIDENTE VERDEZZA SAVOIA AD UN BIVIO.

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Stavolta i conti non tornano. Non è un proverbio, ma l’amara verità che rischia di far saltare la società del Savoia. Il presidente Raffaele Verdezza, i conti, li tiene su una sedia del suo uffi cio (secondo quanto lui stesso dichiarò una settimana fa, ma uno scaffale o un armadietto sarebbero stati un luogo più opportuno per documenti che possono decidere il futuro di un club con 106 anni di storia) e al momento non li ha ancora consegnati. C’è un tutti contro tutti che ieri ha portato anche ad una telefonata tra il socio di maggioranza Sergio Contino e il presidente. C’è stato l’ennesimo aut aut, perché ci sono scadenze impellenti che possono pesare sul presente del club, ma soprattutto sul futuro. L’ULTIMATUM. Sergio Contino è stato chiaro: entro pochi giorni intende pagare alla squadra lo stipendio di febbraio e pertanto ha chiesto alla cordata oplontina di garantire il 50%, visto che relativamente al periodo in questione non era stato ancora effettuato il passaggio del restante 20% delle quote societarie. Il socio di maggioranza avellinese fa sapere che non intende lasciare il progetto e che ha intenzione di costruire per il prossimo anno. Ieri, Contino ha presenziato alla riunione delle società del Centro-Sud della serie D, ribadendo che è interesse del Savoia cancellare soprattutto la negatività che c’è stata intorno al club dopo l’episodio di Pomigliano che ha portato alla lunga squalifi – ca del campo. Contino, però, smentisce di voler rilevare l’intero 100% della società opontina: “E’ una notizia infondata, non ho mai detto ciò. Inoltre, sia Verdezza che Salvatore possono dimettersi dalle cariche societarie, non che per la prima squadra. Con Sergio Contino non ha legato fi n da subito, l’avellinese aveva posto delle condizioni che al commerciante oplontino non erano piaciute, ma aveva trovato l’apertura di Verdezza. Entrando nella cordata oplontina, però, proprio con il presidente ad un certo punto il rapporto si è interrotto, SAVOIA AL BIVIO certo come soci e non coprire per la loro parte le spese di gestione sostenute”. L’ADDIO. Alfonso Contieri ha già messo a disposizione le sue quote, annunciando l’addio attraverso le colonne del quotidiano Metropolis. Per lui c’è stata una fugace apparizione da socio, con tanto impegno, sia nel settore giovanile così come ci sono state delle frizioni palesi tra Salvatore e il rappresentante della cordata, tra l’altro legati da un rapporto di parentela. LA FUGA. Verdezza ha annunciato che si dimetterà da presidente. Purtroppo, non si può dire che sia stato uno dei migliori. Con lui sulla poltrona più rappresentativa del club c’è stata una fuga di soci. A parte Vitter e Langella, usciti per motivi tecnici, alcuni hanno abbandonato perché non vedevano chiarezza. Uno di questi è l’ex vicepresidente D’Avino, che ha lasciato incarico e quote nella scorsa estate, insieme ai vari Amoruso, Palomba, Greco e Sacco. Dopo Contieri e Verdezza, anche Salvatore è pronto a lasciare la società, dopo essersi dimesso al termine della gara contro l’Agropoli. Resta da capire cosa faranno Caiazzo e Maio. IL FUTURO. Se Verdezza non consegna i conti, cosa che si è impegnato a fare entro mercoledì, il Savoia non ha futuro. Contino è pronto ad andar via se non dovesse venire a conoscenza della reale situazione fi nanziaria del club, quindi tutto dipende dalle prossime mosse del presidente. Dopo l’eventuale consegna del rendiconto, è naturale che ci sarà una verifi ca da parte del socio avellinese e dei suoi contabili (è pronto ad incaricare un commercialista e un legale), nonché del direttore amministrativo Gennaro Brunetti. Solo alla fi ne della verifi ca si capirà che futuro attende il Savoia. I L NOTAIO. I soci, alla fine della scorsa settimana, si son visti recapitare anche un sollecito di pagamento da parte del notaio Regine che ha effettuato il trasferimento delle quote a Contino, che al momento della fi rma deteneva il 12,5% acquisito ad inizio stagione. Ebbene, quando Contino rilevò la piccola parte del club pagò il notaio al 50% come da accordi sulla parola; oggi, però, la cordata oplontina pretende che il pagamento del notaio spetti a Contino per il 70%. E’ comunque solo l’ennesimo atto di una rottura divenata ormai insabile tra le due parti.

Luigi Capasso

Fonte:metropolisweb