Vico Equense Qualcuno aiuti Angela Starace e i suoi cani sul Faito

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Angela Starace è una donna che agli animali randagi, soprattutto ai cani, ha dedicato la sua vita. Li raccoglie dalla strada, li nutre, li vaccina, li sterilizza, E li tiene presso di sé, ora ne accudisce 30, accollandosi tutte le spese e le fatiche. Angela vive sul Faito, in una casa affittata quattro anni fa dalla quale deve andar via per una sentenza esecutiva di sfratto che l’ha gettata nella più nera disperazione. E ha iniziato una strenua battaglia contro le istituzioni che non sanno trovare risposte concrete per lei e i suoi cani, abbandonandoli al loro destino. Angela è seguita dai servizi sociali di Vico Equense che le hanno destinato un sussidio, ma la sua sistemazione non rientra nelle loro competenze e sembra aprirsi un vuoto di responsabilità sul suo futuro. Eppure, è stata infaticabile nel raccogliere dalla strada i randagi abbandonati sollevando il Comune dall’incombenza economica che questa opera richiede. Da quando vive sul Faito è vicina anche ai randagi lassù nei boschi, li conosce tutti e li nutre per quanto le è possibile, li ha in qualche modo addomesticati, rendendoli meno aggressivi con la sua dolcezza e col suo amore. E li protegge. Forse qualcuno ricorda la vera e propria mattanza di cani nei boschi di Quisisana ad opera di sconosciuti nel 2010. Dieci cani vennero massacrati a colpi di accetta e nacquero diverse petizioni verso il Comune di Castellammare di Stabia per trovare i colpevoli della strage e porre un rimedio a tanta crudeltà. La stessa Angela racconta di decimazioni di animali con le siringhe fine-vita come ultimo espediente per le istituzioni di fronte a un fenomeno crescente nell’area del Faito, la morte silenziosa degli animali, insomma, che risolve il problema senza troppi scrupoli di coscienza. L’infaticabile Angela però non si è mai data per vinta, non ha mai accettato questa regola stragista per disfarsi di ospiti ingombranti. Ha creato persino un’Associazione Onlus, “La Lupa” con tanto di statuto, al fine di rendere in qualche modo legale e ufficiale la sua opera, aprirla anche a chi come lei ci tiene a rendere la vita dei randagi meno faticosa e precaria. Purtroppo non ha ricevuto nessuna soddisfazione dal Comune di Vico Equense. “Gennaro era il mio sindaco”, dice oggi prostrata dall’angoscia, “Gli ho fatto le migliori campagne elettorali, ma non ne ho ricevuto niente in cambio. Possibile che non riesca a trovare per me e i miei amici una casa sperduta, nemmeno sul Molare?” Il Molare è quello spuntone di roccia maestoso che svetta sulla cima del Monte Faito, luogo impervio e per molti aspetti inaccessibile. Angela dice che di case abbandonate lassù ce n’è più d’una. Perché non darle una sistemazione in un posto tanto lontano da tutti dove non darebbe fastidio a nessuno mentre assiste i suoi amici animali? La domanda sembra plausibile. Sul Faito vive un gran numero di animali randagi, non solo i cani. I cavalli, per esempio, che sostano tutto l’inverno nei boschi, poi spariscono per pochi mesi in estate e vi fanno ritorno l’inverno successivo, forse portati dai proprietari che se ne lavano le mani quando non servono più. Qualcuno dice che siano cavalli appartenenti a esponenti dei clan camorristici e certo sulla loro presenza invernale al Faito aleggia da sempre il mistero. Angela si prende cura anche di questi, lascia mangime tutt’intorno ai boschi. E dopo un po’ fanno capolino e si riuniscono davanti alle “mangiatoie”, cani cavalli e altri poveri esseri affamati e infreddoliti con aria mansueta. Un po’ di nemici Angela se li è fatti. Alcuni abitanti di Faito dicono che con la sua mania di nutrire gli animali la popolazione dei randagi si è moltiplicata. Oggi ci sono oltre cento cani che vagano in montagna. Oppure i turisti che per un paio di settimane fanno le ferie nelle ville vicine alla sua casa e si lamentano per i latrati incessanti. E non sembra inverosimile che qualcuno abbia a cuore il suo allontanamento dal Faito, anche perché per molti gli animali sono un fastidio di cui liberarsi. Ma Angela continua la sua battaglia in difesa delle sue creature e di tutto il Faito. E si rivolge a chiunque possa darle una mano per rimanere lassù con i suoi cani e per continuare ad aiutare quelli che vivono alla giornata. Svolge un’opera meritoria, di salute ambientale. E si sostituisce alle istituzioni che restano mute e inadempienti. E utile economicamente visto che, solo per il mantenimento dei suoi animali, il Comune spenderebbe 3.000 euro all’anno presso un canile esterno. In base alle normative vigenti i cani randagi devono restare dove vivono abitualmente, sterilizzati e nutriti per renderli inoffensivi. Come mai a Faito non viene effettuata nessuna misura preventiva contro il randagismo? Si chiede Angela. La morte dei cani, assistita o meno, è l’unico rimedio? Maria D’Ordia http://puntorossovicoequense.blogspot.it/