Il tocco latino degli Annessi e Connessi

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Dopo il successo del tour invernale di presentazione del secondo album della formazione “Due”, il gruppo guarda all’ estate per partire alla conquista di nuovo pubblico


 

Di OLGA CHIEFFI

 

Preparazione del tour estivo per gli Annessi e Connessi, gruppo composto dalla vocalist Concetta De Luisa, con GianMarco Volpe alle chitarre nonché intrigante arrangiatore degli undici brani incisi, nel nuovo progetto “Due”,  Gino Ariano al contrabbasso, Giovanni Volpe alle percussioni, Amedeo Ariano alla batteria, con la partecipazione speciale di Phil Palmer alla chitarra elettrica, Alfredo Buonagiunto al Piano, Fender Rhodes, Vincenzo Volpe ala double bass, Marica Caccioppoli all’arpa, un superlativo Donato Sensini ala flauto traverso e sassofoni soprano e contralto e per finire l’accordion di Giuliana Soscia che ha ancor più caratterizzato la scelta di imboccare la comunicativa strada dei fascinosi ritmi latini, che attraversa per intero il secondo lavoro della formazione, prodotto dalla Hydra Music. Ad inaugurare l’album “Rien va”: “Vorrei … ma la verità è che mi manchi”. Questo il senso immediato della pagina intimista vergata da Marcello Napoli, collaboratore del quotidiano Il Mattino e musicata da Giuseppe Maiellano. Un debutto felice per il nostro paroliere, il cui verso viene sposato dalla chitarra di Gianmarco Volpe e interpretato dalla voce di Concetta De Luisa. La donna è senza ombra di dubbio l’ispiratrice della composizione di Napoli, affidata ai due protagonisti, i quali come un pittori che operano mutamenti cromatici al loro dipinto, lasciando però intatto il soggetto, hanno colorato il testo di questa canzone con fioriture musicali sempre nuove, fresche, con il loro tocco inconfondibile e personale. Stellare il successo di contatti su you tube per questo pezzo forte, intenso, perfettamente nelle corde, in cui si coglie l’eccellente potenzialità esecutiva degli interpreti, i quali perdendosi e ritrovandosi armonicamente, penetrano intimamente il senso dell’intenso testo di Marcello Napoli. Il cd si snoda, indi, in brani e ballate in atmosfera pop-soft, come “Tra uno sguardo ed un caffè”, “Fiori d’Inghilterra”, “E li chiamano amori”. “Brivido” è un’ammiccante e pepata dichiarazione d’amore a mo’ di latin, esempio di quanto ognuno di noi abbia bisogno del tassello necessario a completarlo, a dare un senso alla sua vita, al di là di qualche inutile forzatura del testo. “Four steps” è una delicata ballad in english style, attraverso cui ci si rende conto di quanto sia questo, un album in un certo senso “cosmopolita”, poiché l’universalità delle musiche conducono l’ascoltatore in un viaggio, grazie al quale avvertire l’eco e godere del profumo del posto narrato, anche attraverso il sax soprano di Donato Sensini e l’arpa di Maria Caccioppoli. E ancora “Anothers dance with me”  e “Santiago”  di gusto sudamericano, ove la parte del leone la fa sempre Sensini, questa volta al flauto, in cui non manca di una certa componente di Hazardous, esprimendosi in quella lingua e in quel ritmo, così fascinosamente amalgamati, in un complesso esercizio di traduzione, composizione e interpretazione, intrecciato in due moods, dominati da puzzle formati da coordinate di reperti che, incrostano il contenitore musicale della formazione, impossibile da gerarchizzare, ma di semplice comunicabilità, che offre la percezione di un ordine capace di catalogare sentimento e sensazioni, riconducendoci in un micro-universo risolto e funzionante. “Sweet” firmata da Gino Ariano, presenta un’accattivante strumentale dell’accordion di Giuliana Soscia e della chitarra di Gianmarco Volpe, prima della chiusura del lavoro con  “The night of falling stars”, ancora un brano di rarefatta e sognante atmosfera. Unica pagina non originale è una rilettura di “Pensiero stupendo”, in cui gli Annessi e Connessi  si sono rivelati artigiani di toni e timbri, armonie e “disarmonie”, regalando profonde emozioni, e dichiarando la loro voglia di mettersi in gioco attraverso un processo di creazione straniante ed anticonvenzionale. Delicato questo cammeo, di Concetta De Luisa, capace di sorprendere per l’ariosa dinamica del fraseggio, sviluppato con la sua luminosa e cangiante suggestione timbrica, valorizzata da un ricco equilibrio cromatico, nel registro medio, da toni d’una ventosa trasparenza notturna e negli acuti da suoni d’una liquida, dorata ambiguità e asciutta sensualità.