Doppio furto a Pasqua a Vietri sul mare al bar e rame al cimitero

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Doppio furto a Vietri sul Mare la cittadina della costiera amalfitana che confina con Cava de Tirreni e Salerno . Al cimitero di Benincasa durante la notte tra sabato e domenica ignoti hanno portato via i vasi ed altri oggetti di rame da un buon numero di loculi, evidente lo scopo di rivenderli. E sempre tra sabato e domenica, i ladri sono entrati nel Bar “Amami” a Marina: danni al locale per scassinare la porta e un bottino di un migliaio di euro tra bibite, liquori e computer. Al cimitero di Benincasa è il secondo furto che si verifica negli ultimi tempi. Sul posto sono intervenuti i vigili urbani di Vietri ed i carabinieri della locale stazione per i primi accertamenti e le indagini. Stupore, rabbia ed indignazione: questi i sentimenti delle persone che si erano recate al cimitero nel giorno di Pasqua; davanti ai loro occhi si è infatti presentato un spettacolo desolante: vasi divelti, fiori gettati via, alcune lapidi rotte e molte cappelle profanate. Tornano le richieste da parte di cittadini ed associazioni di maggiore tutela e controllo del territorio. «Sono rimasta scioccata – ha dichiarato una ragazza – hanno rubato tutti i portafiori di rame di tombe e cappelle. È la seconda volta che accade in due anni. Una cappella era devastata, fiori, palme e cemento a terra; davvero neanche i morti possono stare tranquilli. Ma proprio non si può fare nulla, ad esempio installare delle telecamere?». Le fa eco un giovane: «Purtroppo siamo circondati dall’anarchia più totale. Le istituzioni locali non ci tutelano, siamo abbandonati al nostro destino. A Vietri c’è gente che si gestisce in maniera autonoma in ogni angolo del paese. E chi denuncia le anomalie viene anche accusato. Quello che è successo al cimitero è vergognoso, sia per chi ha commesso il fatto sia per chi l’ha permesso per la seconda volta. Ma se il paese è abbandonato a se stesso, vi lascio immaginare il cimitero». Durissimo il commento di un fiorista: «Anche le corone di fiori che vengono depositate dietro al cancello del cimitero,continuano a sparire, eppure sono grosse, difficili da far passare inosservate, però sembra che nessuno veda o senta». Dello stesso tono le dichiarazioni del comitato “Vietri Milleottocentosei”: «Tutto il territorio comunale sta diventando un “cimitero” e le frane in questo non c’entrano, sono eventi straordinari. Qui stiamo parlando di “ordinaria amministrazione”, non vengono assicurati i più elementari servizi: salute, sicurezza e legalità». Antonio Di Giovanni