Sorrento sabato in biblioteca evento per l’ingresso dei libri del Fondo Andrea Savino

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Articolo aggiornato dall’inviato della redazione Positanonewtv Luigi Russo, presente all’evento e che ha riportato video interviste foto e impressioni.

Inaugurazione presso la Biblioteca Comunale di Sorrento, del “Fondo Savino”, un patrimonio di oltre 4000 libri che gli eredi del prof. Savino hanno donato alla collettività.
Questo non stupisce chi ha avuto il piacere di conoscerlo.
Il prof. Andrea Savino oltre alla profonda Cultura è ricordato soprattutto per averla sempre condivisa con tutti.

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Sorrento sabato in biblioteca evento per l’ingresso dei libri del Fondo Andrea Savino . L’evento ci è stato segnalato dal dottor Inciso, ricordiamo come centinaia di sorrentini volevano dedicare la biblioteca proprio a Savino, tuttora è dedicata allo storico di Napoli  Bartolommeo Capasso, ma per Savino è stato costituito un Fondo ed un’ala tutta sua.

La redazione ha ricevuto questo comunicato dagli amici del compianto prof. Andrea Savino che hanno curato la realizzazione del fondo librario presso la Biblioteca Comunale di Sorrento: Alfaro Luigi, Ascione Filippo, Cambi Maurizio, D’ Alessio Pasquale,  Inciso Giovanni e Morelli Quinzio.

“Sabato 20 maggio alle ore 19, presso la Biblioteca Comunale di Sorrento in Piazza Tasso, sarà inaugurato il “Fondo Andrea Savino”.
Si tratta di oltre quattromila volumi di grande interesse scientifico su temi che vanno dalla filosofia alla matematica, dalla storia alla religione, dall’economia agli studi sociali. Una raccolta di testi rappresentativa dell’intenso percorso intellettuale del prof. Andrea Savino, scomparso improvvisamente due anni fa, che gli eredi hanno voluto donare ai suoi concittadini.
Una scelta generosa, operata nel solco della continuità con i valori che hanno caratterizzato la vita del prof. Andrea Savino: la convinta attività di divulgazione della cultura e di condivisione della conoscenza considerate come forme di democrazia. Un’attività portata avanti per anni con passione, che ha contribuito alla formazione culturale, intellettuale ed etica di molte generazioni di giovani della Penisola sorrentina.
Nell’incontro di sabato prossimo, il prof. Maurizio Cambi, che insieme ad altri affezionati amici dello stimato prof. Savino ha curato l’assemblaggio e l’organizzazione del patrimonio librario donato alla città, illustrerà i contenuti del fondo e le modalità di catalogazione tese a favorire, per i frequentatori giovani e meno giovani della Biblioteca Comunale di Sorrento, la curiosità e il desiderio di conoscenza.

All’appuntamento interverranno il Sindaco di Sorrento avv. Giuseppe Cuomo e l’Assessore alla Cultura Maria Teresa De Angelis. Interverrà, inoltre, Adriana Ventolino, moglie di Andrea Savino, che ha voluto donare alla città il prezioso fondo librario.”

HELMUT NEWTON. FOTOGRAFIE Napoli, PAN Palazzo Arti Napoli

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dall’inviato di Positanonews Luigi Russo

Non sarebbe una cattiva idea, anche in considerazione dell’imminente 8 marzo, visitare la mostra dedicata a Helmut Newton; si perché malgrado i suoi scatti fossero osé e rivoluzionari per l’epoca, non furono mai volgari, anzi il Maestro mise la Donna sempre al centro della sua opera.

Stamane 24 febbraio 2017, nella sala Convegni “Roberto Di Stefano”, del Palazzo delle Arti di Napoli (PAN), si è tenuta l’anteprima per la stampa, della Mostra: “Helmut Newton. Fotografie. White Women / Sleepless Nights / Big Nudes”. Dopo i saluti di Nino Daniele assessore al Comune di Napoli e di Alberto Rossetti AD di Civita Mostre; l’esposizione è stata illustrata dai curatori Matthias Harder e Denis Curti

Il progetto, realizzato da June Newton, vedova di uno dei più famosi fotografi del Novecento e presidente della Helmut Newton Foundation, è stato promosso dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, in collaborazione con Civita Mostre, e raccoglie oltre 200 immagini tratte dai primi tre libri del fotografo pubblicati tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli anni ’80.

Per illustrare al meglio l’evoluzione dello stile di Helmut Newton, la Mostra si compone di tre sezioni ben distinte:

1 – WHITE WOMEN
Helmut Newton pubblicò il suo primo libro monografico nel 1976 e ricevette il prestigioso Kodak Photo Book Award. Per la prima volta il nudo e l’erotismo, attraverso 84 immagini a colori e in bianco e nero, entrarono nel mondo della moda e testimoniarono la trasformazione del ruolo della donna nella società occidentale.

2 – SLEEPLESS NIGHTS
Questo volume di Helmut Newton, pubblicato nel 1978, raccoglie tutti i lavori realizzati per diversi magazine, tra cui Vogue; ed è quello che lo ha reso una vera e propria icona della “fashion photography”.

3 – BIG NUDES
Newton pubblicò questo libro nel 1981, quando raggiunse il ruolo di protagonista della fotografia del secondo Novecento, inaugurando le gigantografie, cioè i nudi a figura intera ed in bianco e nero ripresi nello studio con la macchina fotografica.

Nella sezione Sleepless Nights è possibile ammirare uno scatto che il Maestro eseguì a Capri nel 1977, per la Rivista Vogue, dal titolo: “Capri at night”.

Berlinese, classe 1920, Helmut Newton (il cui vero nome era: Helmut Neustädter) crebbe in una famiglia ebrea della ricca borghesia, frequentò ottime scuole e poi la passione per la fotografia e il lavoro con la fotografa tedesca Else Simon. Nel 1938 la fuga dalla persecuzione nazista, a bordo della nave “Il Conte Rosso”, che da Trieste lo portò a Singapore.

Poi la II Guerra Mondiale, combattuta con la divisa dell’esercito australiano, il lavoro di freelance (anche per Playboy) e, nel 1961, il trasferimento a Parigi per concentrarsi sulla fotografia di moda.

Inutile dire che Newton fu conteso e lavorò per le più grandi riviste di moda: Vogue,Elle, GQ, Vanity Fair, Marie Claire, ecc.

Lavorò anche per stilisti del calibro di Chanel, Gianni Versace,, Yves Saint Laurent e fotografò tantissimi famosi personaggi, quali ad esempio, Ava Garner, Charlotte Rampling, Catherine Denevue,, Margaret Thatcher, ecc.

Tra i tanti episodi della sua vita, cito la cinquantesima edizione del famosissimo Calendario Pirelli (The Cal) del 2014 che non venne prodotta come sempre, ex novo, ma recuperò, invece, gli scatti in bianco e nero realizzati nel 1986 da Helmut Newton nel Chianti e a Montecarlo. Le foto inedite erano state all’epoca censurate perché “caratterizzate da una nudità aggressiva”, furono gelosamente conservate dalla Fondazione Pirelli, e riproposte anni dopo, appunto nel 2014, le fotografie ritraggono, tra le altre, le modelle Susie Bick e Antonia Feodora Dell’Atte.

Newton se ne è andato nel 2004, in seguito ad un infarto, la sua tomba è nel cimitero ebraico di Friedenau, a Berlino.

Sarà possibile visitare la mostra da Sabato, 25 Febbraio 2017 a Domenica, 18 Giugno 2017, presso il PAN in Via dei Mille 60, Napoli.

Luigi Russ

 

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Il progetto della mostra Helmut Newton. Fotografie. White Women / Sleepless Nights / Big Nudes, nasce nel 2011 per volontà di June Newton, vedova del fotografo e presidente della Helmut Newton Foundation, e raccoglie le immagini dei primi tre libri di Newton pubblicati tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli anni Ottanta, da cui deriva il titolo della mostra e l’allestimento articolato in tre sezioni. I tre libri sono fondamentali per capire la fotografia di Newton, che li ha progettati personalmente, selezionando le immagini fotografiche e la loro impaginazione.

L’esposizione, curata da Matthias Harder e Denis Curti e aperta al pubblico dal 25 febbraio al 18 giugno 2017 al PAN, Palazzo Arti Napoli, presenta per la prima volta a Napoli oltre 200 immagini di Helmut Newton, uno dei più importanti e celebrati fotografi del Novecento.

White Women

Nel 1976 Helmut Newton dà alle stampe il suo primo libro monografico, che subito dopo la sua pubblicazione riceve il prestigioso Kodak Photo Book Award. 84 immagini a colori e in bianco e nero in cui per la prima volta il nudo e l’erotismo entrano nel mondo della moda: si tratta di fotografie innovative e provocanti che rivoluzionano il concetto di foto di moda e testimoniano la trasformazione del ruolo della donna nella società occidentale. Visioni che trovano spunto anche nella storia dell’arte, in particolare nella Maya desnuda e nella Maya vestida di Goya del Museo del Prado di Madrid.

Sleepless Nights

Anche Sleepless Nights pubblicato nel 1978, ruota attorno alle donne, ai loro corpi, abiti, ma trasformando le immagini da foto di moda a ritratti, e da ritratti a reportage di scena del crimine. I soggetti sono solitamente modelle seminude che indossano corsetti ortopedici o sono bardate in selle in cuoio, fotografati fuori dal suo studio, quasi sempre in atteggiamenti sensuali e provocanti, a suggerire un uso della fotografia di moda come mero pretesto per realizzare qualcosa di completamente nuovo e molto personale. Sicuramente si tratta del volume a carattere più retrospettivo che raccoglie in un’unica pubblicazione i lavori realizzati da Newton per diversi magazine (Vogue fra tutti), ed è quello che definisce il suo stile rendendolo un’icona della fashion photography.

 

Big Nudes

Con la pubblicazione Big Nudes del 1981, Newton raggiunge il ruolo di protagonista della fotografia del secondo Novecento, inaugurando una nuova dimensione – misura, quella delle gigantografie che entrano prepotentemente e di fatto nelle gallerie e nei musei di tutto il mondo. Fonte di ispirazione dei  nudi a figura intera ed in bianco e nero ripresi in studio con la macchina fotografica di medio formato, sono stati per  Newton i manifesti diffusi dalla polizia tedesca per ricercare gli appartenenti al gruppo terroristico della RAF.

Il percorso espositivo permetterà di conoscere un Helmut Newton più profondo e se vogliamo più segreto rispetto a quanto già diffuso: infatti, se l’opera del grande fotografo è sempre stata ampiamente pubblicata e con enorme successo su tutte le riviste di moda, non sempre la selezione effettuata dalle redazioni corrispondeva ed esprimeva compiutamente il pensiero dell’artista.L’obiettivo di Newton aveva la capacità di scandagliare la realtà  che, dietro il gesto elegante delle immagini, permetteva di intravedere l’esistenza di una realtà ulteriore, che sta allo spettatore interpretare.Obiettivo della mostra è presentare i temi distintivi dell’immaginario artistico di Helmut Newton, offrendo la possibilità ai visitatori di comprendere fino in fondo il suo lavoro come mai prima d’ora.Promossa dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napolila mostra è organizzata da Civita Mostre in collaborazione con la Helmut Newton Foundation.  La mostra è accompagnata da una pubblicazione edita da Marsilio.

La Ceramica Francesco De Maio a La Triennale di Milano con Gio Ponti: L’Infinito Blu

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NOCERA SUPERIORE  – Un volume ed una mostra che la Ceramica Francesco De Maio, licenziataria per la riproduzione fedele delle maioliche Blu Ponti, dedica a Gio Ponti per valorizzare il Made in Italy in continuità con la tradizione ceramica tra passato, presente e futuro.

 “… e penso sempre alle infinite possibilità dell’arte: date a uno un quadrato di venti per venti e

– benché nei secoli tutti si siano sbizzarrirti con infiniti disegni –

c’è sempre posto per un disegno nuovo, per un vostro disegno…non ci sarà mai l’ultimo disegno…”(Gio Ponti) .

 

“Gio Ponti: L’Infinito Blu”. Una mostra ed un libro ideati dalla Ceramica Francesco De Maio di Nocera Superiore (SA), per raccontare a Milano con i disegni originali, alcuni inediti, fotografie, pezzi storici, un architetto e un designer come Gio Ponti.

Il doppio appuntamento con la mostra a La Triennale di Milano e la presentazione di un prestigioso volume firmato Ceramica Francesco De Maio ed edito da Edizioni Paguro con le testimonianze di Aldo Colonetti, Gianni De Maio, Gillo Dorfles, Patrizia Famiglietti, Fulvio Irace, Salvatore Licitra, Lisa Licitra Ponti, Fabrizio Mautone. Per la prima volta in assoluto, in un unico testo, i tre artefici del Blu Ponti.

 

Protagonisti del libro e della mostra, curati da Aldo Colonetti e Patrizia Famiglietti con la collaborazione di Salvatore Licitra, le fotografie mai pubblicate prima d’ora che ritraggono Gio Ponti come una sorta di regista “felliniano” mentre coordina in fabbrica le fasi di produzione, gli schizzi che ha tracciato velocemente per cogliere la sua creatività fuggente, le tavole e gli acquerelli fatti a mano su cui ha carpito le forme dei decori, e le maioliche che hanno reso reali le sue creazioni. In mostra anche le 33 maioliche “Blu Ponti” della Ceramica Francesco De Maio, riproduzioni fedeli non solo delle 27 maioliche ideate per il Parco dei Principi di Sorrento, ma anche degli inediti 5 decori non utilizzati e rimasti fino ad oggi solo disegni. Ed ancora la realizzazione di un decoro non compreso tra le 32 tavole disegnate da Gio Ponti, ma ritrovato nell’archivio degli schermi della Ceramica D’Agostino, ben riconducibile agli altri patterns bianchi e blu e individuabile tra gli schizzi a penna del designer.

 

Gio Ponti: L’Infinito Blu, un infinito blu di combinazioni. Prendi un decoro, lo giri di novanta gradi, e poi ancora di novanta gradi e ancora di novanta gradi e capisci che ad ogni giro si crea un disegno diverso. Linee, quadrati, punte, fiori che volgono in maniera diversa, che mirano in verticale verso il cielo o in orizzontale verso il mare. E quando il decoro viene posto a quattro, è proprio lì che l’azzurro del cielo e il blu del mare non hanno più fine in un intreccio infinito di forme e colori sempre diverso.

 

Maggiori dettagli nella conferenza stampa che si terrà giovedì 9 febbraio alle ore 18.30 al Palazzo de La Triennale di Milano, sala Quadreria.

Interverranno:

 

Aldo Colonetti, Filosofo, storico e teorico dell’arte, del design e dell’architettura, studioso di Gio Ponti

Salvatore Licitra, Erede di Gio Ponti

Gianni De Maio, CEO della Antiche Fornaci D’Agostino S.r.l.

Patrizia Famiglietti, Art Director della Ceramica Francesco De Maio S.r.l.

Fulvio Irace, Storico dell’architettura

Fabrizio Mautone, architetto che ha ristrutturato l’Hotel Parco dei Principi di Sorrento

LUTERO, COME E PERCHE’ ALL’UNITRE

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Sabato 28 gennaio gennaio ore 16:30 nella sala della biblioteca di Piano proiezione del film LUTHER. Ingresso libero

Nell’ambito della rassegna di film storico filosofici curata dal Prof Paolella, il prossimo appuntamento è con il film Luther il sabato e la domenica la prof Kristien  Thiele pastore della chiesa Luterana di Napoli, ci guiderà nella conversazione.

video del primo incontro dedicato a Gallileo

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Positano musealizzazione Villa Romana alla ditta Pompa. Numero chiuso per le visite. De Lucia “Accordo con Soprintendenza e Chiesa per la gestione”

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Il Comune di Positano ha reso noto, tramite un avviso ufficiale, la ditta aggiudicataria dell’appalto riguardante i lavori della Villa Romana è la ditta Pompa che già stava lavorando per il restauro .  In particolar modo, i lavori di restauro riguarderanno la musealizzazione delle cripte, restauro totale della Villa Romana risalente al I Secolo a.C. e il restyling del campanile della Chiesa di Santa Maria dell’Assunta di Positano. Ora resta da vedere come gestire questa scoperta. Non sarà come Pompei, ne come le altre ville romane della Costiera amalfitana, fra Amalfi, Tramonti – Ravello, e Minori, quest’ultima è l’unica fruibile.  Abbiamo chiesto ad archeologi e al direttore dei lavori Diego Guarino “Per la limitatezza degli spazi e la delicatezza del contesto, saranno sicuramente visite contingentate. Dieci o venti lo deciderà chi di competenza”. Già , siamo a poche settimane dalla fruibilità della struttura, tempo permettendo a marzo dovrebbe essere completa anche la piazza, e ancora non si ha certezza sulla gestione della struttura, chi deciderà come e quando usufruirne, la bigliettazione, l’ingresso, che probabilmente dovrebbe avvenire su prenotazione, perchè , come abbiamo detto non di potranno essere quelle centinaia di visitatori al giorno e , almeno all’inizio, quando la curiosità sarà grande, sarà necessario prenotare il tutto? Abbiamo chiesto al sindaco Michele De Lucia “Dovremmo fare un tavolo con la Soprintendenza di Salerno che è la massima autorità, la Chiesa che è proprietaria di parte dello spazio, e trovare un accordo che contemperi gli interessi della valorizzazione culturale e turistica del paese, è la nostra grande occasione per destagionalizzare oltre che dare un grande valore alla cultura che se non si conosce non si valorizza.” In tutto questo si innesta anche l’UNESCO, Positanonews proprio ieri a Napoli ha seguito i giovani e ha un progetto con l’ANSO, associazione nazionale stampa online che potrebbe contemperare anche questo spazio da promuovere a livello nazionale e internazionale. Ma veniamo al bando. Sono pervenute al Comune 28 offerte di ditte che chiedevano l’aggiudicazione dei lavori e la scelta, secondo il criterio della media aritmetica dei ribassi in termini assoluti di tutte le offerte pervenute meno il 20% e l’ha scampata la ditta ing. Antonio Pompa S.r.l. con sede a Napoli, in via Giovanni Porzio n.4, Centro Direzionale Isola A2. L’importo di aggiudicazione provvisorio è di euro 88.334,68.

In seguito alla scoperta straordinaria del settembre del 2015, la Villa Romana di Positano ha attirato l’attenzione dei media e curiosi di tutto il mondo.  E’ stata ritrovata otto metri sotto il livello della strada ed è una costruzione risalente al I secolo d.C., stupendamente affrescata. Una scoperta che lasciò di stucco gli addetti ai lavori e attirò una miriade di curiosi e giornalisti da tutto il mondo: una villa enorme, che rappresentava gran parte dell’area del posto. Una vera e propria villa dei misteri, che sorge sotto la chiesa di Santa Maria Assunta, e che è stata letteralmente sepolta dall’eruzione del 79 d.C. Probabilmente, anzi quasi certamente, doveva trattarsi di un’abitazione di facoltosi proprietari, vista la qualità degli affreschi presenti.

Lunedì mattina si sono già visti all’opera i responsabili dei lavori in Piazza Flavio Gioia, nei pressi della Chiesa Madre, e noi abbiamo incontrato l’assessore Antonio Palumbo. Si sta lavorando assiduamente per un restyling importante: prima di tutto verrà effettuata un’opera di restauro della stessa Piazza, in senso generale, mentre in senso più stretto si sta lavorando per creare l’ingresso per la Villa Romana.

Super offerte al Pollio Speciale Epifania

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Sorrento lutto Giovanna Caluzzi , Gianfranco D’Esposito

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Sorrento in questi giorni natalizie ci sono stati dei lutti non tutti ci sono stati noti. Facciamo le nostre più sentite condoglianze per la scomparsa di Giovanna Caluzzi Ostetrica nota e amata vedova dell’avvoacato Nicolangelo Esposito e madre degli avvocati Andreina, Gianvincenzo e Danilo. A loro tutti e alla famiglia tutta diamo le nostre condoglianze. In questi giorni è scomparso anche il Comandante Gianfranco D’ Esposito titolare dell’ hotel Alpha di anni 73 , facciamo le condoglianze ai figli Francesco Saverio, Luigi e Alessandra la signora Michela e i parenti tutti .
Per chiunque voglia pubblicare le sue condoglianze potete inviarci una mail a direttore@positanonews.itlutto3.jpg

Amalfi e Atrani la meraviglia Calata della Stella a Natale 2016 – VIDEO

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gruppo-calata-stella-2016Amalfi e Atrani la meraviglia Calata della Stella a Natale 2016 alcuni video su Positanonews dello straordinario spettacolo che ha incantato la Costiera amalfitana, per Atrani una tradizione che continua ad Amalfi che ritorna. Qui sotto quelli di Atrani le foto di Michele Abagnara premiato di recente da Positanonews e sotto Glassi videoatrani-natale

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Amalfi è stato un ritorno quello della discesa della stella, sul cavo  d’acciaio, collocato tra il rione Sant’Antonio e la Darsena, che ha illuminato tutta la baia d’ Amalfi . Un percorso diverso e più suggestivo di quello percedente quando la cometa che scendeva dalla torre Tabor verso la cattedrale, ora dopo dieci anni la Stella è tornata con un percorso diverso è più affascinante . «Siamo contenti e commossi, inutile negarlo- dice con soddisfazione l’assessore alla cultura e alle tradizioni Enza Cobalto subito dopo lo spettacolo andato in scena ieri notti dinanzi a Piazza Flavio Gioia – Grazie a chi ha creduto in questo progetto, al sindaco, all’amministrazione comunale, al comitato Natale e Capodanno, ed ai tanti volontari, dopo alcuni anni di stand by siamo riusciti a far ritornare un rito che ha arricchito e impreziosito il natale amalfitano. Ci siamo adoperati per individuare una soluzione alternativa al percorso originario e riteniamo che la nuova stella luminosa che ha attraversato la baia di Amalfi la notte del 24 dicembre ha una suggestione maggiore». Ad Atrani la tradizione dura da 138 anni. Dopo Amalfi, che è partita ad un quarto a mezzanotte, subito dopo le campane che annunciano il Natale, cominciano i fuochi di artificio che riempono di colori la piccola e suggestiva città-presepe della Costiera amalfitana per poi far arrivare la Stella che attraversa il nucleo abitato affascinando tutti i presenti per la sua bellezza

Sorrento cadono calcinacci a Via del Capo intervengono i pompieri

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sorrento-calcinacciSorrento cadono calcinacci a Via del Capo intervengono i pompieri per timore che venissero colpiti i passanti .  L’allarme è scattato poco prima delle 13 quando alcune parti di intonaco e di muratura di un cornicione sono cadute sul marciapiedi sottostante, per fortuna senza colpire nessuno.

Sono intervenuti gli agenti della polizia municipale di Sorrento che hanno bloccato il transito pedonale lungo il marciapiedi ed allertato i vigili del fuoco del distaccamento di Piano di Sorrento. I pompieri sono intervenuti con un’autopompa ed hanno utilizzato le scale in dotazione per raggiungere il balcone del primo piano dove hanno potuto provocare la caduta dei calcinacci giudicati pericolanti in modo da mettere in sicurezza lo stabile ed evitare rischi per l’incolumità dei passanti.

Atrani e Amalfi torna la meraviglia della calata della stella a Natale

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Una Tradizione che vive in Costiera amalfitana ne parla il decano dei giornalisti della Divina Sigismondo Nastri 

Il recupero della calata della stella cometa, ad Amalfi – una tradizione che s’era bruscamente interrotta e sembrava ormai perduta – non può che farmi piacere. Dico di più: l’innovazione, che la sposta da piazza Duomo al fronte mare, mi piace. Darà alla gente, presumo tantissima, che si accalcherà sullo stradone e il lungomare, il vantaggio di non dover stare con lo sguardo rivolto in alto e scansarsi la cenere dei bengala che inevitabilmente viene giù a pioggia. Peccato che io non ci possa essere.

La calata della stella, nel 1970, suscitò l’interesse di Peter Nichols, mitico giornalista inglese, che su La Stampa raccontò: “Quest’anno ho realmente visto la stella di Betlemme nel cielo italiano. E, a differenza dei Magi, non ho dovuto cercarla e seguirla; è stata la stella a venire dove ero io e a posarsi sopra la città dove avevo portato la mia famiglia a passare il Natale. Avrete senz’altro già indovinato il nome della città: Amalfi. Qui un’enorme stella risplendente di fuochi d’artificio appare d’improvviso alta sulla città alla mezzanotte della vigilia di Natale e lentamente discende, per mezzo di un cavo, lungo le pendici della montagna, fino alla piazza della cattedrale, illuminando la città come se fosse un gigantesco presepe napoletano, una Betlemme italianizzata in dimensioni umane.”

Cambia lo scenario, le farà da sfondo il vasto orizzonte tra cielo e mare, ma l’emozione rimane la stessa.

Di questa stella cometa, in competizione tra Amalfi e Atrani, ebbe tante volte a occuparsi, nel corso di una ultracinquantennale militanza nel mondo della carta stampata, sempre attento alle vicende del nostro territorio, l’indimenticabile Gigino de Stefano. I suoi scritti sono ormai fonte indispensabile per gli storici. Come, spero, lo saranno i miei.

Mi piace riportare qui uno stralcio dell’articolo di Gigino pubblicato sul Mattino del 23 dicembre 1990 a proposito della stella di Amalfi e di quella di Atrani: “Due stelle comete per due paesi: compariranno, a mezzanotte in punto di domani, nel cielo di Amalfi [in effetti, l’orario è fissato alle 23,45] e in quello di Atrani [leggo che ad Atrani avverrà un quarto d’ora dopo la mezzanotte] senza, però, che tra i due eventi ci sia un minimo di coincidenza. Miracolo di Natale? La gente fa finta di crederci pur sapendo del piccolo trucco che gli Atranesi ripetono, puntualmente, tutti gli anni perché quanti lo vogliono, e specialmente i turisti, possano assistere anche alla loro festa in onore di Gesù Bambino. Niente di magico, comunque, e tantomeno di macchinoso ma solamente le lancette dell’orologio municipale (sulla facciata del Salvatore dove venivano incoronati i Dogi) che stranamente si ritrovano indietro di mezz’ora. Entrambi gli appuntamenti, del resto, sono veramente da non perdere. È la stella che scivola lentamente sui tetti antichi [questo avverrà solo ad Atrani, ndr] indietro un fantastico scintillio di argento ed oro. Le case sono illuminate da una tenue luce riflessa, che disegna il paesaggio di un grande presepio. Le zampogne suonano in concerto mentre i fuochi di artificio si frantumano in mille colori.”

Mi auguro che la webcam della Lega Navale mi dia la possibilità di assistere, anche da lontano, allo spettacolo di Amalfi.

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Seiano, il wwf denuncia una cittadella balneare in riva al mare.

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 inserito da Salvatore Caccaviello

Alle Axidie , gli ambientalisti segnalano scavi, smantellate le cabine ,cementificazioni e roghi inquinanti  in area protetta e ad alto rischio idrogeologico.

Meta di Sorrento –Combustione rifiuti speciali, sbancamento terreno e opere edili in corso in proprietà Le Axidie a Marina d’Equa nel Comune di Vico Equense” … è questo l’oggetto dell’ennesimo esposto inviato dal WWF Terre del Tirreno alla Procura della Repubblica di Torre Annunziata con la richiesta di un urgente intervento. E’ praticamente axidie-dallalto-18-nov-2016passato un mese da quando, il 17 novembre, giungeva al WWF Terre del Tirreno una segnalazione che allertava i volontari del Panda di operazioni di combustione di rifiuti in atto nel comune di Vico Equense, in località Marina d’Equa, all’interno della proprietà Le Axidie, consistenti nella bruciatura di cabine balneari, scavi-in-riva-al-mare-18-nov-2016smantellate e depositate a centinaia nella vasta area parcheggio localizzata sotto il costone pericolante. Il fumo sprigionato dal rogo appariva visibile anche da mare. Contemporaneamente, nella stessa proprietà, in area limitrofa alla fascia demaniale costiera, erano in corso d’opera lavori edili con mezzi pesanti consistenti in un grosso distanza-dal-maresbancamento di terreno e roccia che venivano depositati nella cava, utilizzata come parcheggio, sotto il costone calcareo, in area classificata nel Piano di Stralcio dell’Autorità di Bacino Campania Centrale (Tav. 466092) a rischio frana molto elevato e rischio idraulico molto elevato. Le telefonate fatte da un cittadino alle forze dell’ordine sin dalla mattinata non sortivano alcun effetto e solo grazie all’interessamento del WWF, che allertava del rogo in atto praticamente tutte le forze dell’ordine, giungeva sul posto (dopo 22 ore!) un rappresentante della Polizia Municipale di Vico Equense a verificare la legittimità dello scavo in atto. Prima del sopralluogo tuttavia per una strana coincidenza (?) la bruciatura dei rifiuti veniva interrotta e sul cumulo di cenere veniva sversato un intero camion di terreno! “Su questa vicenda vogliamo vederci chiaro – dichiara il Presidente del WWF Terre del Tirreno – a Seiano si sta edificando un vero e proprio villaggio in riva al marecabine-in-cemento-al-12-dicembre-2016-1 che, a ben leggere le norme di salvaguardia vigenti nell’area, a nostro avviso non si sarebbe potuto realizzare!!! E’ passato un mese dalla nostra prima segnalazione e, ad oggi, all’esterno della proprietà non sembra esserci alcuna tabella di cantiere come invece prescritto dalla legge. Ci si chiede se gli zelanti vigili, che non esitano a multare le auto private in sosta se sprovviste di park-card, abbiano notato o meno la prescritta tabella indicante i lavori in corso? Restiamo in attesa di conoscere se e chi abbia mai potuto autorizzare tutto ciò! I lavori edili, mai interrotti, hanno di fatto comportato una modifica dello stato dei luoghi con sbancamento di terreno e roccia e cementificazione del suolo a poca distanza dal mare all’interno dell’area di 30 metri di rispetto dal confine demaniale. Inoltre la bruciatura delle cabine balneari, in legno verniciato e materiali di copertura in plastica, ha prodotto pericolose diossine e un grave inquinamento dell’aria. I lavori segnalati sul nascere sono proseguiti senza alcuna interruzione e, ad oggi, al posto delle preesistenti cabine in legno si sta procedendo all’allocazione di casette in cemento che configurano, di fatto, la realizzazione di una vera e propria cittadella balneare!!!” –cabine-in-cemento-al-12-dicembre-2016-2 Visto che l’intero territorio del Comune di Vico Equense è stato dichiarato di notevole interesse paesaggistico e ricade nell’ambito di efficacia del P.U.T. per l’Area Sorrentino-Amalfitana statuito con la L.R. n. 35/87; nell’area oggetto di segnalazione insistono tutta una serie di opere edili quali edifici, manufatti, baracche, tettoie, piscine, strade e parcheggi  che non presentano di certo il carattere della provvisorietà; l’area oggetto della combustione dei rifiuti e del deposito/discarica di tonnellate di terreno, rocce e rifiuti rientra in zona classificata nel PSAI dall’Autorità di Bacino Campania Centrale (Tav. 466092) in relazione alle strutture ed infrastrutture antropiche presenti a Rischio Frana Molto Elevato (R4) e Rischio Idraulico Molto Elevato (R4), mentre l’area oggetto dello sbancamento rientra in zona classificata a Rischio Frana Medio (R2), il WWF ha chiesto un sollecito intervento della Procura della Repubblica al fine di accertare fatti e responsabilità. – 19 dicembre 2016 – Claudio D’Esposito Wwf Terre del Tirreno.

BERLINO UN CAMION SULLA FOLLA DEI MERCATINI DI NATALE, 9 MORTI

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Un camion contro la folla, come a Nizza. Questa volta gli attentatori hanno colpito un mercatino di Natale. Sono almeno nove i morti e decine i feriti dell’attacco avvenuto vicino alla Chiesa del Ricordo di Berlino. Il mezzo ha invaso un marciapiede e falciato le persone. La chiesa si trova nel mezzo del Mercato natalizio situato in pieno centro della parte ovest della città nel quartiere di Charlottenburg dove ci sono le vie dello shopping. Secondo alcuni testimoni sul camion c’erano due persone. Uno dei due sarebbe stato arrestato, mentre l’altro sarebbe stato ucciso. Media parlano di rivendicazione dell’Isisberlino

Sorrento, Coast to Coast ed il divario tra sport e rispetto del territorio.

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di Salvatore Caccaviello

 Il divertimento, le  passioni, non dovrebbero terminare solo nel momento in cui si toglie spazio e libertà a coloro che hanno altri interessi. Ma bensì quando organizzatori e sportivi si impongono regole ferree verso un territorio che oltre ad offrire determinate opportunità dovrebbe  innanzitutto  essere rispettato. La visione stamane delle nostre strade dopo la Coast to Coast sta a dimostrare che in penisola sorrentina  si è ben lontani dal costruire una coscienza ecologica anche per chi pratica sport.

Sorrento – Ancora un’ulteriore dimostrazione, quella rappresentata  all’indomani della ottava edizione della Maratona Coast to Coast, che non basta essere sportivi per essere ecologisti e magari rispettare le altrui esigenze. Oltre agli innumerevoli disagi provocati dallo stop alla circolazione per un periodo considerato, in un periodo di festività, prolungato ed insostenibile da cittadini e commercianti ,  un ulteriore grave disagio lo si può cogliere osservando stamane le nostre strade.  wp_20161219_12_43_37_pro1 Basta dare un’occhiata a cosa  hanno lasciato dietro di se’ i maratoneti dopo i vari ristori per capire quanto sia ancora grande il divario tra coloro che intendono fare sport  ed il rispetto di un territorio che si è offerto per tali manifestazioni. Se si può tollerare  che a gettare per terra un bicchiere o una bottiglietta di plastica sia colui che sta primeggiando, non lo si può assolutamente comprendere per i  numerosi amatori  che compongono la stragrande maggioranza di tali manifestazioni, che altresì potrebbero  fermarsi e tranquillamente utilizzare cesti e bidoni senza compromettere di sicuro la loro esibizione. Invece ancora una volta, la popolazione residente è  costretta a subìre uno spettacolo degradante composto da mucchi di bottiglie di plastica  e rifiuti di ogni genere lasciati lungo i cigli delle carreggiate. Al di là della ormai risaputa inerzia, dimostrata in varie altre occasioni,  la cittadinanza si aspettava un solerte intervento durante la mattinata affinché tali rifiuti venissero  rimossi.wp_20161219_12_44_06_pro1 Soprattutto perché trattasi per la maggior parte di materiale plastico (bottigliette e buste) che giacciono all’interno delle cunette dove , visto il peggioramento meteorologico, ed il probabile   scorrere di una grossa ed imminente quantità di acqua. Pertanto tale materiale oltre ad ostruire le caditoie, verrà probabilmente trasportato dall’acqua nei numerosi rivoli presenti lungo il territorio comunale, con destinazione il nostro già inquinato mare. wp_20161219_12_43_39_pro1 Non è la prima volta che rifiuti di ogni genere  vengono lasciate lungo le cunette per fare poi bella mostra per mesi dopo eventi sportivi realizzati lungo le strade della penisola sorrentina. Dove, visto ormai il livello di cultura  tendente sempre più verso il basso , non arriva la consapevolezza di un pubblico accecato dall’euforia nel godere uno spettacolo offerto da determinate competizioni , ma altresì non è tollerabile che non solleciti  l’ intelligenza e la perspicacia, oltre che degli organizzatori, almeno degli amministratori preposti a tali eventi. Ancora una volta , dinanzi a semplici  e banali problematiche  si è costretti a sollecitare chi di dovere sperando che il messaggio sia almeno recepito. 19 dicembre 2016 – salvatorecaccaviello

Napoli. Sabato sfila il gay pride per i diritti civili. Blindata la città dell’amore

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La «città dell’amore» apre ancora una volta le sue porte e, come nelle più antiche tradizioni, torna a ripetere che amore fa rima con libertà. E proprio il corpo, inteso come «laboratorio di libertà e fucina dell’autodeterminazione» è il tema centrale del Mediterranean Pride of Naples 2017 in programma sabato prossimo. Il corteo, promosso dal Coordinamento Campania Rainbow in collaborazione con il Comune di Napoli, partirà da piazza Municipio alle 16, attraverserà via Toledo e piazza Plebiscito per concludersi in prossimità di Castel dell’Ovo. Ferree le misure di sicurezza ed anche il piano traffico che non prevede auto in sosta e circolazione nelle strade adiacenti il corteo. Simbolo della manifestazione la rivisitazione della Statua del Nilo, anche detta «Il Corpo di Napoli», perché sorge proprio al centro della città antica. La manifestazione è stata presentata a Palazzo San Giacomo. «La rivoluzione – ha detto Antonello Sannino, presidente Arcigay Napoli – passa attraverso i nostri corpi ed è necessario superare l’obsoleta interpretazione del corpo come frontiera sociale che ostacoli chiunque desideri legittimamente ribaltare e mescolare ruoli di genere e identità». A guidare il corteo sarà la madrina, la cantante Monica Sarnelli. Il Pride rappresenta l’occasione per le comunità Lgbt per chiedere alle amministrazioni un impegno affinché siano tutelati i loro diritti, da quello alla salute a quello all’occupazione ma anche affinché assumano «un ruolo propositivo» per produrre una legge nazionale che definisca e persegua il reato di violenza a sfondo omotransfobico; per l’accesso all’adozione per coppie omosessuali e single; per l’introduzione del matrimonio egualitario. «Napoli – ha affermato Edoardo Palescandolo, presidente Coordinamento Campania Rainbow – è un Comune Lgbt, il luogo ideale per tornare in piazza dopo l’approvazione, lo scorso anno, della Legge Cirinnà sulle Unioni Civili. Qui siamo accolti a 360 gradi». In sala, tra gli altri, l’assessore ai Giovani, Alessandra Clemente, e la delegata alle Pari opportunità, Simona Marino. La giornata si concluderà con una festa all’Ippodromo di Agnano organizzata dal gruppo La Mamada. Il Mediterranean Pride of Naples 2017 è stato anticipato da una campagna di affissioni (con le foto di Mario Gelardi) e uno spot (diretto da Mariano Lamberti) che vedono tra i protagonisti la coppia formata da Daniela Lourdes Falanga (donna transessuale MtF, delegata per le politiche trans di Arcigay) e il suo compagno Ilario Arena (militante transessuale FtM), il tutto su progetto grafico di Luciano Correale e supervisione artistica di Claudio Finelli (delegato cultura di Arcigay). (Corriere del Mezzogiorno)

Salerno. Auditorium finito da oltre un anno ma ancora chiuso. Risolto il contenzioso con l’impresa ma il Comune prende tempo

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L’auditorium “Umberto I”, noto anche come La Villetta, è stato ufficialmente consegnato al Comune di Salerno dalla ditta Soledil. La consegna è avvenuta circa una settimana fa; merito anche della chiusura di un contenzioso che c’era tra l’impresa e il Comune di Salerno. In pratica la Soledil chiedeva maggiori oneri perché aveva dovuto rivedere l’organizzazione del cantiere, le fasi lavorative e lo stesso numero di maestranze per rispettare i tempi di fine lavori dettati dalla Regione Campania. Tempi che sono stati effettivamente rispettati dato che l’intervento si è ormai concluso da un anno. Tuttavia, il responsabile unico del procedimento non era totalmente d’accordo con questa richiesta dell’impresa. Tra osservazioni e relazioni si è arrivati allo scorso 29 marzo, quando il direttore del settore Opere e lavori pubblici ha convocato il Consorzio Soledil per un contradditorio, al termine del quale le parti sono giunte ad una conclusione condivisa e che ha messo al riparo l’Amministrazione da qualsiasi azione legale o ulteriore richiesta. In pratica, ci si è accordati per versare alla ditta altri 39.786 euro (comprensivi di Iva). La transazione è stata approvata anche in una delibera di Giunta e questo spiega perché l’opera sia stata finalmente consegnata. Ma adesso cosa accadrà? L’auditorium è ufficialmente nelle mani del Comune di Salerno ma ancora non si è deciso nulla sul suo futuro. C’è da capire chi dovrà gestire la struttura (per la manutenzione se ne occuperà la Soledil per i prossimi due anni come da contratto). Una decisione non facile da prendere. C’è chi propone di far utilizzare quegli spazi dagli stessi studenti del Conservatorio, tra questi l’architetto Maurizio Di Fruscia che ha progettato l’opera di ristrutturazione e restauro. Fu proprio il professionista, in un’intervista sul nostro quotidiano dello scorso gennaio, a lanciare questa idea ma, ad oggi, nulla si muove da Palazzo di Città. Secondo indiscrezioni, potrebbero esserci dei contatti con i dirigenti del Conservatorio nelle prossime settimane ma, in ogni caso, gli studenti potrebbero utilizzare quegli spazi ma la gestione dovrà essere affidata ad altri. Eppure la struttura, sia dal punto di vista logistico che per come è stata pensata, si presterebbe senza problemi ad uno scopo del genere. Infatti, l’edificio presenta due sale collettive (una da 83 e una da 110 posti a sedere), uno spazio auditorium con 307 posti a sedere ed una vera e propria sala registrazione. Senza contare che il nuovo edificio ha continuità di percorso pedonale proprio con il “Martucci”. Insomma, sarebbe una soluzione per evitare che un’opera del genere possa diventare l’ennesimo contenitore vuoto di proprietà comunale. I lavori sono costati poco meno di 7 milioni di euro, in quanto la Soledil aveva presentato un ribasso del 29% sul prezzo a base d’asta. L’intero intervento è stato finanziato con fondi europei. In realtà la Comunità Europea aveva messo a disposizione oltre dieci milioni di euro; i restanti fondi dovrebbero essere utilizzati per la realizzazione della piazza e del parcheggio che non erano ricompresi nel bando emanato a fine 2014. (La Città)

Dopo due anni via il masso caduto sulla provinciale tra Aquara e Roscigno. Strada libera ma da oggi è chiusa alle auto per un anno

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«L’è tutto da rifare», per dirla con Bartali. La storia: il masso caduto in mezzo alla strada provinciale cilentana tra Aquara e Roscigno era balzato agli onori delle cronache nazionali l’anno scorso. Quella pietra ciclopica, pesante qualche tonnellata e caduta dal fianco della montagna, giaceva al centro della carreggiata dal 18 agosto 2015. Dopo aver «festeggiato» il primo compleanno, stava per compiere il secondo anno «di vita». Ieri mattina però è accaduto qualcosa. È successo che il sindaco del minuscolo Roscigno (860 abitanti), Pino Palmieri maresciallo della Guardia di Finanza fresco di rielezione col 73%, ha detto basta. E così, dopo aver firmato un protocollo d’intesa con la Provincia di Salerno, ha dato incarico a un’impresa che, grazie a una pala meccanica, ha spostato il pesantissimo macigno ai bordi della strada. Operazione durata qualche minuto e benedetta dalle telecamere di «Agorà» su Rai2. Poche centinaia di euro spese e pochi minuti di lavoro della pala meccanica per liberare la strada chiusa ormai da quasi due anni. A chi chiedeva come mai il macigno non fosse stato portato via e gettato magari in una cava, Palmieri spiegava che «si sarebbe dovuto fare a pezzi, operazione più lunga e costosa, quindi si è preferito spostarlo ai margini della carreggiata». Burocrazia battuta. E così, mentre il conduttore di Agorà, Gerardo Greco, sottolineava ironico la tardiva vittoria del buon senso, tra Aquara e Roscigno si festeggiava la riapertura della provinciale. Raccontano anche che qualcuno avrebbe stappato una bottiglia di spumante d’annata. Prosit. Ma si sa che la felicità dura poco. Con un finale degno di Hitchcock la burocrazia si è presa la sua rivincita. Spostato il masso la strada da oggi resterà chiusa almeno per un anno. Proprio così, avete letto bene, chiusa alle auto per 12 mesi. Circolazione vietata, anzi vietatissima. E dunque dopo quasi due anni di burocrazia spinta siamo al punto di partenza: la provinciale 12 Aquara-Roscigno non si può percorrere. Come in un assurdo gioco dell’oca torniamo alla prima casella. Perché mai, di grazia? Domenico Ranesi, responsabile viabilità della Provincia di Salerno, spiega: «Perché c’è un rischio elevatissimo per la sicurezza e spostare quel masso non è servito a nulla. Anzi. Quella grande pietra è caduta giacché tutto il fianco della montagna è franoso, come ci attesta uno studio geostrutturale che abbiamo da poco ricevuto. Occorre mettere in sicurezza l’area, abbiamo già pronto un progetto dal costo di 3,5 milioni che ovviamente richiederà tempo. Quanto? Almeno un anno di lavori». Punto e a capo, insomma. Invece del masso stavolta a chiudere la strada sono in arrivo new jersey e cartelli di divieto. Non mancano da parte della Provincia critiche al sindaco Pino Palmieri che è anche presidente della Comunità montana e ha preso l’iniziativa di spostare la «pietra della vergogna». «Mi aspetto che sarò punito per quello che ho fatto – dice Palmieri – ma non ne potevo più di vedere quel macigno obbrobrioso al centro della strada. Ho agito con il piglio del militare, non ho dimenticato di essere un finanziere, costi quel che costi». Nec recisa recedit, recita il motto della Guardia di Finanza. E così Palmieri, che è stato consigliere regionale del Lazio ai tempi della Polverini («rinunciai ai gettoni di presenza) ha preferito l’azione all’attesa delle lungaggini. E ora? Rischia addirittura una denuncia o una citazione civile per danni da parte della Provincia. Accade in Cilento nell’Anno Domini 2017, addì 21 di giugno, solstizio d’estate. (Corriere del Mezzogiorno)

Al processo per la morte di Fortuna Loffredo, la nonna della bimba aggredisce Titò in aula

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Ha preso ancora una volta parola, la settima da quando è iniziato il processo, dicendo di essere innocente e vittima di un complotto di tutti gli abitanti di Caivano, ma è stato interrotto dalle invettive di una donna. Era Rosaria Cavaliere, nonna di Fortuna Loffredo, la bimba di sei anni violentata e lanciata nel vuoto dal sesto piano dell’isolato C del parco Verde il 24 giugno del 2014. Voleva aggredirlo ma è stata fermata in tempo dalle forze dell’ordine. È finita così la prima parte della requisitoria del pm Claudia Maone per il processo alla morte della piccola Chicca, brutalmente abusata, secondo l’accusa da Raimondo Caputo detto «Titò». Imputato con lui anche la compagna Marianna Fabozzi accusata di favoreggiamento negli abusi sessuali sulle figlie, una delle quali testimone del delitto. Ieri il pm ha fatto ascoltare in aula le confessioni della bimba, amica di Chicca, che ha raccontato quello ciò che aveva visto. Le richieste di pena saranno formulate invece dal procuratore aggiunto Domenico Airoma il 30 giugno e la sentenza ci sarà il 12 luglio. Il presidente della quinta Corte d’Assise Alfonso Barbarano, prima che il pm iniziasse la discussione, ha letto una lettera dei detenuti del padiglione «Roma» del carcere di Poggioreale, dove sono reclusi coloro che commettono reati sessuali, e hanno smentito quanto aveva dichiarato nell’ultima udienza Mario Della Valle, ex compagno di cella di Caputo, il quale aveva riferito di aver saputo da Titò che aveva violentato Fortuna una sola volta: «È tutto falso», hanno sottoscritto decine di detenuti. (Corriere del Mezzogiorno)

Cinque falsi invalidi tra Pagani, Nocera Inferiore e Angri. Si fingevano ciechi per intascare le indennità da parte dell’Inps

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Cecità simulata per intascare contributi di indennità dall’Inps: l’indagine, partita dal 2014, riguarda cinque persone dell’Agro nocerino, tra Pagani, Nocera Inferiore e Angri, finite sotto accusa per truffa aggravata ai danni dello stato, nel mirino degli accertamenti dei carabinieri del gruppo territoriale di Nocera Inferiore, con la proroga di indagine firmata dal gip del Tribunale di Nocera Inferiore Alfonso Scermino. Gli indagati si sarebbero finti ciechi per beneficiare dell’indennità dall’Inps, con le prime segnalazioni risalenti al 2012, seguiti da accertamenti mirati alla ricerca di falsi invalidi su tutto il territorio. Secondo gli elementi già raccolti dagli investigatori, i cinque avrebbero assunto comportamenti inconciliabili con lo status di cecità assoluta, contrastando con le indennità percepite. In particolare, rispetto ad ognuno dei singoli casi sono presenti elementi da chiarire, su cui il Gip ha disposto le verifiche. In particolare, una persona formalmente cieca camminava da sola, senza difficoltà, evitando ostacoli e problemi fino a firmare un documento come nulla fosse, un’altra acquistava oggetti e beni da shopping tranquillamente, nel corso di un giro privo di manifeste difficoltà di orientamento. Ancora, tra i comportamenti inquadrati ci sono attese in sala d’aspetto, sedute e spostamenti nello spazio, insidiosi attraversamenti pedonali del tutto impensabili con problemi alla vista, in una generale condizione di sicurezza e tranquillità, senza alcun aiuto. Tra le altre cose emerse dalle verifiche c’è il chiaro spostamento della pupilla dietro stimolo luminoso direttamente dal medico oculista. Alcuni dei soggetti sotto accusa fissavano negli occhi i rispettivi interlocutori, guardando senza esitazioni quanto era di fronte, contrariamente all’apparente stato di cecità. Tra i cinque c’è anche un cieco parziale, il quale avrebbe guidato, direttamente sotto gli occhi dei carabinieri che lo monitoravano a caccia di incongruenze. Due persone su i cinque indagati avrebbero inoltre rifiutato la visita di verifica chiesta dalla Procura nocerina. Il filone avviato dai carabinieri resta tuttora in piedi, con una seconda fase. (La Città)

Cava de’ Tirreni. Nove furti in appartamenti in poche ore. Inquilini sorpresi nel sonno e narcotizzati da una banda di ladri

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Cava de’ Tirreni. Escalation di furti in appartamento. Narcotizzati i proprietari. È caccia alla banda. Ben otto famiglie, una sola casa era priva di proprietari, non hanno avvertito alcun rumore e molti di loro si sono svegliati con un leggero senso di stordimento o mal di gola. Nove furti nel giro di poche ore in località Rotolo, Santi Quaranta e Dupino. All’alba ignoti hanno preso di mira alcune abitazioni nelle zone periferiche. In uno stesso palazzo a Dupino i ladri hanno fatto irruzione in ben quattro appartamenti, da dove sono usciti quasi a mani vuote. Magro il bottino che non supera i cento euro. Venti euro solo nella borsa di una residente; la borsa è stata rinvenuta in strada alle ore 6 da un altro residente che, a sua volta, ha allertato il commissariato di Polizia di Stato diretto dal vice questore aggiunto Marzia Morricone. Giunti sul posto gli stessi poliziotti, attraverso i documenti rinvenuti nella tracolla, hanno avvisato la donna alla quale era stata rubata la borsa in casa ed era stata abbandonata in strada dai malviventi. Un’altra signora si è accorta della “visita” dei ladri dopo aver rinvenuto in cucina un portagioie che aveva posizionato nella camera da letto. I ladri si sono introdotti negli appartamenti attraverso i tubi dell’acqua. A quanto pare qualcuno si è accorto della presenza di tre uomini alti, vestiti con tute nere. Altre denunce ai poliziotti giunti sul posto sono arrivate anche dai proprietari di abitazioni di Santi Quaranta e Rotolo che hanno subìto a loro volta i furti nelle rispettive abitazioni. A quanto pare erano ladri che miravano solo a soldi e oggetti preziosi, dal momento che non hanno toccato alcuna apparecchiatura elettronica o di alta tecnologia. Presso casa di un altra signora hanno preso solo cinquanta euro. I poliziotti hanno effettuato accertamenti in tutti gli appartamenti vistati dai ladri. Ora attraverso l’impianto di videosorveglianza di qualche abitazione privata, con ingresso sulla strada, si cerca di individuare l’auto o altro veicolo che a quell’ora è transitato in quelle località. Non si esclude che i ladri possano aver raggiunto la zona presa di mira dalla località Tengana, dove proseguendo per Arcara si arriva alla località Alessia e di lì si arriva nelle località dove si sono verificati i furti in appartamento. Anche alcuni anni fa a Dupino e Rotolo si sono registrati diversi furti anche di auto all’interno di spazi privati. Cresce la preoccupazione tra i residenti che col caldo lasciano le finestre aperte. (La Città)

Piano di Sorrento. Venerdì e sabato si presenta “Il medico gentiluomo” di Francesco Saverio Esposito

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Piano di Sorrento. Un doppio appuntamento da non perdere per chi ama la cosiddetta “microstoria” che si intreccia con quella nazionale e internazionale, un concetto che oggi conosciamo col fenomeno “glocal” applicato alla storia, raccontare il locale per comprendere il globale. Traendo spunto dalle vicende del medico Antonio Maresca, vissuto nella seconda metà dell’ottocento, ci si introduce nella società di Piano di Sorrento in questo significativo momento storico. E’ interessante il percorso di antiche famiglie marinare come quella da cui discende il Maresca che, dopo aver esercitato per secoli – almeno dal 500 – attività sul mare, si trasformano in ceto professionale ma senza abbandonare del tutto la memoria storica dei secoli precedenti. Non a caso Antonio Maresca sposa Giovanna Ciampa, figlia del più noto tra gli armatori di Piano di Sorrento in quello scorcio del XIX secolo. Il libro ben integra le vicende storiche locali descritte nel precedente scritto “Un Romanzo Lungo Tre Secoli” ed offre nuovi squarci sulle tradizioni marittime di Piano. Le capacità sul mare degli abitanti di Piano, conosciute fin dall’antichità, furono apprezzate anche da Carlo di Borbone che, Re di Napoli dal 1738, ebbe modo di avvalersene concedendo a capitani ed armatori carottesi, per i servizi che gli avevano reso, più di un privilegio. Il che è quanto traspare in modo chiaro da un documento conservato nella Basilica di San Michele e datato 1734, richiamato nel testo “Un medico gentiluomo”.

Sant’Agnello. Auguri alla novella sposa Monica De Gennaro, campionessa di volley

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Sorrento / Penisola Sorrentina. Sabato pomeriggio, 24 giugno, alle ore 16.30, nella chiesa parrocchiale di Sant’Agnello sarà celebrato il matrimonio tra Monica De Gennaro, libero dell’Imoco Volley Conegliano e della Nazionale Italiana femminile, e Daniele Santarelli che – per chi non lo sapesse – fa parte acnhe lui del mondo della pallavolo. Nelle ultime due stagioni era l’allenatore in seconda dell’Imoco e dopo il passaggio di Daniele Mazzanti alla guida della nazionale è stato promosso a primo allenatore per cui nella prossima stagione, oltre che marito, sarà anche l’allenatore di Monica. Il matrimonio di Monica De Gennaro richiamerà a Sant’Agnello molti volti noti del’ambiente della pallavolo italiana femminile. Oltre ai dirigenti e alle giocatrici dell’Imoco Conegliano ci saranno pure alcune giocatrici della nazionale italiana del presente e del passato ed altre ex compagne di squadre di Monica. Per alcune ore, grazie alle nozze della sua più illustre concittadina, la piccola Sant’Agnello diventerà la capitale del volley femminile italiano.
Ai novelli sposi gli AUGURI di Penisola Sport che ha riportato la notizia e di Positanonews.

Sant’ Agnello ai Colli di Fontanelle la ” Festa degli Altari”

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Domenica prossima 25 giugno , nella piccola e vivace comunità dei Colli di Fontanelle si svolgerà la consueta “Festa degli Altari , in occasione della Solennità del Corpus Domini, che tradizionalmente i parrocchiani della frazione Santanellese, celebrano con qualche domenica di ritardo rispetto al calendario ufficiale .

Il programma della celebrazione prevede la Messa Vespertina officiata dal parroco Don Tonino De Maio, alle ore 18:30, a conclusione della quale dalla chiesa si snoderà la Processione del Santissimo Sacramento, che percorrendo la via “Colli di Fontanelle”, raggiungerà il cosiddetto “Altare di sopra”, allestito dai fedeli in piazza Carlo Sagristani.
Qui ci sarà la prima ostensione del SS Sacramento, cui seguirà un breve momento di preghiera e la benedizione dei fedeli.

Ripercorrendo in senso inverso la stessa via, e seguendo il profumato tappeto di petali che segna il percorso, la processione raggiungerà il cosiddetto “Altare di sotto”, allestito da un gruppo di fedeli, in località detta “Passaggio”, all’incrocio tra via Lepantine e via Nastro Azzurro. Anche qui, alla breve sosta di meditazione e preghiera , seguirà la seconda ostensione del SS Sacramento, a conclusione della quale i fedeli si incamminiamo per raggiungere la Chiesa, dove la celebrazione sarà conclusa con la benedizione finale.

Questa Festa è espressione della profonda devozione, che gli abitanti dei Colli, da sempre nutrono nei confronti del dono più importante fatto da Dio agli uomini, il Suo Corpo e il suo Sangue, che sono testimonianza viva della Sua presenza costante e quotidiana ,a sostegno delle umane difficoltà. Le radici di questa rappresentazione sono piantate in una tradizione molto antica, a tratti anche folkloristica, all’or quando i due rioni si sfidavano a colpi di maestose impalcature dove venivano allestiti gli altari e, di quadri viventi che rappresentavo “momenti biblici”.
Ideare i due Altari, progettati con parsimoniosa, cura alla ricerca di momenti di suggestione, realizzati con passione, tantissima pazienza e meticoloso lavoro secondo le antiche tecniche dei fiori incollati e dei suggestivi tappeti di segatura colorata, significa per questa comunità rendere Grazie al Signore ed emozionarsi in una forte testimonianza di calorosa fede.

La cosiddetta divisione del paese in due fazioni, per l’effetto delle due rappresentazioni proposte, può essere oggi in realtà letta come una doppia opportunità di preghiera in compagnia del Santissimo Sacramento per la gente dei Colli, legata sì alle proprie tradizioni, ma unita nella Fede sostenuta dal Divino.

Il nostro auspicio è che questo sforzo che ci accingiamo a compiere, in memoria del rituale che da decenni si compie come tradizione popolare tramandata dai nostri avi, coinvolga ed appassioni le nuove e future generazioni, sensibilizzandole ai temi attuali della fede testimoniata anche da Papa Francesco, è costituisca esempio di un modello da emulare.

Con l’augurio, che queste belle e importanti tradizioni appassionano sempre più i giovani e gli adolescenti, che ne possano garantire la continuità di questa azione religiosa,vi diamo appuntamento ai Colli di Fontanelle per domenica prossima 25 giugno 2017.

Teresa Pontecorvo Giuseppe Ponticorvo

Positano Le Serre al Le Agavi con Luigi Tramontano e Nicoletta Gargiulo si punta in alto

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Positano, Costiera amalfitana. Una cena “suprema” quella fatta all’ hotel Le Agavi nel ristorante gourmet “Le Serre” , dove trovare un posto affacciati al terrazzo è un’impresa se non si prenota o non si è fortunati. Qui Tramontano, dopo aver seminato successi a Ravello in Costa d’ Amalfi e a Sorrento, dimostra che la sua cucina è sempre più astronomica, altro che stellare.. e in sua compagnia la moglie Nicoletta Gargiulo, una delle migliori sommelier d’ Italia, con uno staff tutto qualificato . Una volontà della famiglia Capilongo , quella di puntare all’alta gastronomia per lanciare ancora più in alto l’albergo di famiglia, che viene concretizzata da uno stellato che potrebbe continuare la sua scia positiva anche qui.. indubbiamente con la coppia Tramontano – Gargiulo si punta in alto.

“Affronto questa nuova esperienza con entusiasmo – ci dice Luigi Tramontano -, a Ravello sono stato benissimo, ma era lontano da casa, poi Sorrento e ora Positano, un paese bellissimo dove cerchiamo di portare la nostra cucina”

La cucina si distingue dalla cura dei particolari.. Non ci dilunghiamo troppo, lasciamo ai tecnici più esperti di noi i dettagli scientifici, noi dell’Enogastronauta di Positanonews, descriviamo la nostra esperienza sensoriale e le emozioni che ci lasciano i posti che visitiamo..

Gli apetizer e antipasti tutti buoni, ma ci hanno colpito i sei assortimenti di sali dalla Bolivia all’Himalia ed i grissini agli grumi con i pani buonissimi (alle olive, noci etc) , addirittura anche quelli per i celiaci erano supremi. Apprezzata la degustazione dell’ olio biologico colline salernitane di Raffaele Palma di Maiori ..

Cominciamo a seguire con una ricciola alla gelatina di lamponi. Nastrine alle alghe con ricci, taratufi ed erba cipollina. Cernia cotta a bassa temperatura, pesto di lattuga di mare, patata schiacciata con lo zafferano e salsa di gelsi . Ventresca di tonno con sugo genovese e salsa d’arrosto eccezionale e memorabile .

I dolci erano la giusta conclusione di una cena memorabile, il pasticciere Alessandro Staiano ha superato se stesso.

Abbiamo pasteggiato col  Franciacorta Rizzini , poi coi secondi ottimo il bianco  Capitera di Gallura e Valpolicella noi non siamo espertissimi enologi ma avevamo una guida di tutto rispetto quella Nicoletta Gargiulo di Massa Lubrense campionessa sommellier, consulente e formatrice nel settore “All’inizio ero astemia – ci confessa Nicoletta -, poi per caso ho lavorato nel settore e ho cominciato a seguire qualche corso con Fiore che mi ha incoraggiata. Da li poi ho visitato una cantina, la visita in vigna, la conoscenza di un’azienda vinicola e di tutto ciò che gira attorno al mondo del vino mi ha appassionato e da allora ho seguito questa passione.. ”

Complimenti a tutto lo staff dal maitre Nicoletta Gargiulo, una delle migliori sommellier della Campania alle hostess Anarita De Lucia, Gianluca De Maio, Giacomo Bottino, Salvatore Alfano, Aldo Gambardella, Francesco Sorrentino, Pasquale Sorrentino, Patricia Amaral e Alfonso Di Donato

ANTEPRIMA – Sant’Agnello, il Comune risponde alle richieste del WWF: al via le verifiche dei box interrati

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Il Comune di Sant’Agnello ha accolto le richieste del presidente del WWF Terre del Tirreno Claudio d’Esposito in merito alle verifiche da effettuare per quanto riguarda i box auto interrati presenti sul territorio. In particolare, il messaggio chiaro lanciato da d’Esposito era stato:

“L’enorme successo dell’Oasi in Città realizzata a Sant’Agnello, grazie alla collaborazione tra il WWF e l’amministrazione comunale, deve essere di sprono ed esempio per “rimboschire” ora tutte le superfici di copertura dei mega-parcheggi già realizzati con enorme sacrificio di suolo e di giardini. Tale richiesta, sia ben chiaro, non è un vezzo degli ambientalisti ma un preciso obbligo di legge. Chi non lo fa rischia di vedersi espropriata dal comune l’intera area!”.

La risposta dell’amministrazione comunale non si è fatta attendere. A rivelarlo è lo stesso Claudio d’Esposito:
“Apprendiamo con soddisfazione che il Sindaco di Sant’Agnello, a seguito della nota del WWF, ha prontamente avviato tutte le verifiche del caso!!!”.

Di seguito la richiesta ufficiale del WWF:

prot. WWF n. 101T-13

Verifica conformità parcheggi interrati – SantAgnello

Eboli camion si ribalta al centro – FOTO

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Poteva trasformarsi in una tragedia l’incidente che questa sera ha visto protagonista un camion adibito al trasporto di mangime nel Rione Pescara di Eboli l’altro ieri.

Per cause in corso di accertamento, il mezzo pesante in via Sandro Pertini ha perso il rimorchio che, staccandosi, si è ribaltato nel cortile di una palazzina del popolato quartiere cittadino.

Fortunatamente in quel momento nessuno si trovava nei pressi del palazzo.

Per l’autista, rimasto illeso, soltanto un grosso spavento. I sanitari del 118 sono intervenuti sul posto per prestargli le cure del caso e per soccorrere alcuni residenti spaventati dal forte boato creato dal ribaltamento del mezzo.

I Vigili del Fuoco del Distaccamento di Eboli hanno provveduto a transennare l’area interessata dalla perdita del rimorchio, mentre per ricostruire la dinamica dell’incidente sono intervenuti i Carabinieri della locale Compagnia.

Piano di Sorrento. Premio Arturo Esposito, soldi buttati al vento, Antonio D’Aniello il consigliere più critico verso l’amministrazione Iaccarino

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Piano di Sorrento. Premio Arturo Esposito, soldi buttati al vento, Antonio D’Aniello il consigliere più critico verso l’amministrazione Iaccarino . A esprimere la critica più dura sulla politica turistica e culturale  alla Giunta dell’amministrazione di Vincenzo Iaccarino non sono le opposizioni, ma il consigliere di maggioranza, e riferimento del Partito Democratico carottese e della Penisola Sorrentina, Antonio D’Aniello e lo fa motivando in dettaglio la sua critica senza che nessuno risponda a queste considerazioni non come esternazione sui social, dove oramai c’è il delirio ,  addirittura sul suo blog ufficiale:

Il Comune di Piano aderisce con una delibera di giunta al Premio Penisola sorrentina-Arturo Esposito. Nel 2016, complice l’ebrezza post elettorale ci eravamo tenuti alla larga dall’adesione, addirittura il Comune passò all’eccesso di non patrocinare nemmeno moralmente l’evento. (per la cronaca il premio si è tenuto ugualmente al teatro delle Rose)

Ovviamente la coerenza non è di questo mondo ed infatti da un eccesso siamo passati ad un altro. Apprendo che il Comune parteciperà al premio, in caso di finanziamento regionale, con 100.000 euro di risorse proprie. Il finanziamento richiesto alla Regione è di duecentomila, finanziato al 50%. L’altra metà, appunto, la mette il Comune, così divisi. Cito testualmente la delibera: “Euro 15.000,00 come quota per San Michele, Euro 42.000,00 per il Christmas Time, Euro 18.000,00 per costi di personale comunale ed incentivazioni, Euro 10.000,00 in servizi e comunicazione, Euro 15.000,00 in strutture; “

Nelle oltre trenta pagine della scheda progettuale approvata dalla Giunta, non si capisce chiaramente cosa andranno a finanziare i 15.000 Euro di San Michele e i 42.000 per il Natale (se non un richiamo generico alla Cantata dei Pastori e la Canzone de lo Capodanno, che per la cronaca si fa da anni).

Il problema, ancora una volta, è la quantità di denaro impegnato, i risultati attesi e quella che è la realtà. Nella scheda progettuale si legge addirittura: “Dall’evento proposto si attendono flussi turistici nell’intera Penisola Sorrentina stimabili in maggiori arrivi e maggiori presenze complessive (che includano anche quelle provenienti dalle aree interne e/o dirette verso esse) pari ad una media di 1000 unità”.

Lo scopo del progetto è quello di sostenere la destagionalizzazione, ovvero prolungare l’attività degli esercizi stagionali allo scopo di salvaguardare l’occupazione, anche considerato che il sussidio di disoccupazione a favore dei lavoratori stagionali è stato fortemente ridotto.

A questo punto bisogna chiedersi:

a) gli operatori stagionali carottesi sono stati coinvolti?;

b) i commercianti, i ristoratori, etc. sono a conoscenza dell’iniziativa?;

c) è stato elaborato un piano strategico del turismo entro il quale inserire il progetto?

d) se si, è stato pubblicizzato?;

e) se si, in che modo, in che tempi, e su quali veicoli pubblicitari?

Se davvero anche tutte queste domande ottenessero una risposta positiva, ci dobbiamo anche chiedere se i 200.000 € previsti sono sufficienti ad ottenere il ritorno dell’investimento cioè i benefici desiderati. Altrimenti sono soldi buttati.

Diamo tutto per buono, resta il il problema principale: Piano di Sorrento non ha un brand turistico locale. Non ci sono dei percorsi strutturati e nemmeno una strategia, che il premio vada alla Bit o in altre fiere nazionali del turismo senza avere chiaro cosa promuovere è addirittura controproducente a mio avviso.

Di una strategia da adottare ne ho parlato poco più di un anno fa se vi va di approfondire: https://antoniodaniello.wordpress.com/2016/05/30/un-paese-turistico/

Per onestà intellettuale negli ultimi cinque anni mi sono sempre espresso sfavorevolmente al premio. Il format non mi piace, ricordo negli anni il premio a Sallusti o Sgarbi,che non sapeva nemmeno di essere a Piano di Sorrento. Organizzare una passerella di attori, personaggi dello spettacolo e della cultura (a volte non hanno niente a che fare con la cultura) come un progetto di enorme valore culturale e turistico ha dell’incredibile. In fondo, il problema del Comune resta quello di non riuscire a sviluppare un progetto proprio per mancanza di personale formato ad hoc. Quindi ancora una volta, si preferisce il premio.

Cetara consiglio comunale il 27 giugno mentre la città ancora si interroga sull’aggressione al titolare di uno stabilimento balneare

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Cetara Costa d’ Amalfi consiglio comunale il 27 giugno mentre la città ancora si interroga sull’aggressione al titolare di uno stabilimento balneare mentre le indagini stanno proseguendo per la provincia di Salerno 

il Consiglio Comunale per il giorno 27.06.2017 alle ore 18,00, presso l’Aula Consiliare, in sessione ordinaria di prima convocazione ed, eventualmente, in seconda convocazione per il giorno 27.06.2017 alle ore 18,00, per discutere e deliberare sugli argomenti di cui all’ordine del giorno sotto riportato.

Questo è l’ ORDINE DEL GIORNO

1. Comunicazioni del Sindaco.
2. Approvazione verbali seduta precedente (19.04.2017).
3. Approvazione Documento Unico di Programmazione (D.U.P. 2018-2020).
4. Ratifica variazione n. 3 al bilancio di previsione 2017/2019, esercizio 2017.
5. Assestamento generale di bilancio e salvaguardia degli equilibri per l’esercizio 2017 ai sensi degli artt. 175, comma 8 e 193 del D.Lgs. n. 267/2000.
6. Approvazione schema convenzione di tesoreria 2017-2022.
7. Presa d’atto del rinnovo della convenzione ex art. 30 del D.Lgs. n. 267/2000 tra i Comuni dell’Ambito S2 per la gestione associata delle funzioni – interventi sociali e socio-sanitari.
8. Approvazione modifica Regolamento sul funzionamento della spiaggia libera attrezzata del Comune di Cetara.

Ma non è escluso che nel paese della Costiera amalfitana si discuta anche di sicurezza visto quello che è successo.

«Energy Observer», il catamarano spinto dal sole, omaggio a Jules Verne. Farà il giro del mondo in 6 anni usando energia pulita

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I media di mezzo mondo, scientifici e no, ne hanno parlato come di un racconto fantastico sognato da Jules Verne. E in gran parte, proprio questo sembra. Ma dallo scorso primo giugno, da quando Donald Trump ha rifiutato la firma degli Usa al patto mondiale sul clima, «Energy Observer» è diventato qualcosa di più: la possibile risposta dell’Europa all’americano che nega – o quasi – la minaccia dei gas serra. È una barca, un catamarano, secondo i suoi costruttori il più grande mai costruito al mondo quando uscì dai cantieri molti anni fa, varato o meglio «ri-varato» ad aprile in Bretagna dopo una completa ristrutturazione «verde». E protagonista di un esperimento unico: per la prima volta nella storia proverà a girare intorno al mondo, per 6 anni, usando solo l’energia del sole e del vento, e quella dell’idrogeno, prodotto a bordo senza emettere un microgrammo di monossido di carbonio. Cioè senza avvelenare il pianeta. «Energy Observer» (letteralmente “Osservatore dell’energia”) toccherà 101 scali in 50 Paesi. Lungo 30,5 metri, dotato di 6 cabine con relativi bagni, funzionerà anche da laboratorio mobile: nei vari scali comunicherà dati utili per esempio «alla creazione della luce da batteri marini, dei coralli da stampanti digitali in 3D, della plastica dalle alghe». Nelle parole dei progettisti (ingegneri della Cea-Liten, società francese che lavora nei settori pubblico e privato con le ricerche «verdi» ma anche con l’energia nucleare) il catamarano sarà un’opera di «vera architettura energetica»: il sole lo cattureranno i pannelli fotovoltaici distribuiti dappertutto per 130 metri quadri, con una superficie antiscivolo perché i marinai dovranno ogni giorno camminarci sopra; la forza del vento sarà calamitata da due pale eoliche verticali e da una «vela intelligente». E quando il sole non ci sarà, di notte o con il cielo coperto, due motori elettrici riconvertibili in idrogeneratori provvederanno «a ricavare l’idrogeno dall’acqua del mare, per poi conservarlo a bordo e a utilizzarlo attraverso una pila a combustibile: una prima mondiale!». Questo risultato sarà possibile grazie appunto alla «vela intelligente, che serve per un doppio proposito: assiste nella navigazione e genera anche energia». Nella forma la vela ricorda vagamente un grande cervo volante: e sarà usata – spiega ancora il progetto – «nei lunghi viaggi, come le traversate dell’Atlantico, o quando soffierà il vento ad alta quota: mentre la vela spinge la barca sull’acqua, il movimento in avanti della barca fa ruotare un’elica, e la rotazione di questa produce energia elettrica nel motore». In altre parole, «è il meccanismo all’inverso della propulsione normale, nella quale l’energia elettrica viene convertita in energia meccanica». Fin qui le speranze dei progettisti: è appunto un esperimento mai tentato, sulle orme dell’aereo solare che nel 2016 ha fatto il giro del mondo senza carburante. Ma «Energy Observer», 35 anni fa e sotto un altro nome, già vinse il trofeo Jules Verne, che premia il più rapido giro del mondo a vela: Verne, appunto, e per alcuni questa è ora una premonizione. E poi i due comandanti dell’avventura «danno del tu» agli oceani. Uno, Victorien Erussard, a 26 anni e senza aver mai prima trascorso una sola notte in mare, finì fra i primi piazzati di una mitica regata transatlantica solitaria. Poi se ne andò per un anno al Polo Sud. L’altro, Jerome Delafosse, ha scritto sul suo curriculum: «23 anni di esplorazione degli oceani, 20 mila ore sotto i mari». (Corriere della Sera)

Capaccio Paestum. Il Consorzio ora stacca l’acqua ai morosi. Anche chi ha chiesto di rateizzare continua a non pagare

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Consorziati morosi: al via nuovi distacchi dell’acqua sia potabile che per l’irrigazione. Il provvedimento, deciso dal commissario del Consorzio di bonifica sinistra Sele di Paestum, Biagio Franza, si è reso necessario per il mancato pagamento delle rate relative alle tasse consortili stabilite con il piano di rientro finanziario. L’ente, ad oggi, ha recuperato oltre un milione su un totale di quasi 9 milioni di euro. Una quindicina i distacchi programmati partiti già da lunedì. «Hanno pagato la prima rata – spiega il commissario Franza – e poi forse qualcuno ha suggerito di non continuare. Sono stato chiaro fin dall’inizio, abbiamo dato la possibilità di rateizzare le somme anche con dilazioni lunghe fino a 36 mesi, ma la regola era la puntualità. Laddove non succede l’acqua viene staccata». Il mancato pagamento delle rate concordate riguarda sia agricoltori che attività commerciali. Il provvedimento fa seguito ad un’altra serie di distacchi messi in atto qualche settimana fa. «Ci siamo resi disponibili alla collaborazione in tutti i modi possibili – afferma Franza – ma il debito deve essere recuperato. L’importante è che gli utenti morosi accettino la posizione debitoria cosicché possiamo risanare le casse dell’ente. Solo così potremmo risolvere il contenzioso con l’Enel ed evitare che la società interrompa l’erogazione del servizio». L’Enel vanta dalla società elettrica un debito di circa 10 milioni di euro. I consorziati morosi dovranno pagare il distacco, il riattacco dell’acqua e non avranno le agevolazioni del piano finanziario. Fanno capo al Consorzio di Paestum 15.000 utenze irrigue e 14.000 utenze acqua potabile, di queste diverse migliaia non sono in regola con i tributi. Le trattative con l’Enel, che ha richiesto il pagamento di una parte della somma, sono in corso. L’attività svolta dal Consorzio rischia la paralisi, laddove, l’ente non dovesse far fronte al debito avanzato dall’Enel, che potrebbe sospendere l’erogazione del servizio con tutte i conseguenziali disagi e disservizi. (La Città)

Pagani. Entrò nella Basilica inneggiando ad Allah, marocchino condannato a 2 anni e 6 mesi, oltre all’espulsione immediata

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Pagani. Due anni e sei mesi per Samir Kirane, l’uomo che devastò la Chiesa di Sant’Alfonso gridando “Allah Akbar”. La sentenza, emessa dal Tribunale monocratico di Nocera Inferiore, presieduto dal giudice Franco Russo Guarro, si accompagna all’espulsione immediata dell’extracomunitario, di origine marocchina. Il giudice, dopo una lunga serie di perizie e accertamenti medici psichiatrici sulle condizioni del reo, che diede di matto manifestando evidenti scompensi, ha riconosciuto per Kirane il vizio parziale di mente, che al momento dei fatti «ne scemò grandemente la capacità di intendere e di volere, pur senza escluderla». I fatti risalgono all’undici gennaio scorso, quando lo straniero si introdusse all’interno della Basilica di Sant’Alfonso, prendendo a calci fino a danneggiarla la vetrina a protezione di una statua della Madonna, tutto accompagnato dalle urla incontrollate e inconfondibili che facevano pensare a qualcosa di più di una semplice furia: «L’uomo ripeteva continuamente Allah akbar ed era fuori di sé», riportarono i carabinieri intervenuti, che ebbero il loro da fare per placare l’ira dell’extracomunitario, il quale dal canto suo ha sempre detto di non ricordare nulla di quanto accadde, manifestando nel corso dei mesi finora passati in cella comportamenti del tutto fuori norma, tra allucinazioni, sfoghi violenti, rifiuti di alimentarsi e altre tensioni insolite per una persona padrone di sé. Il sacrestano della chiesa, in particolare, raccontò ai carabinieri di aver sorpreso il ragazzo all’interno della Basilica, alle sei e mezza circa della mattina, rimanendo terrorizzato. «Una signora affacciata mi aveva avvertito che c’era un giovane che dava a calci nel portone della congrega. Le dissi di chiamare i carabinieri perché avevo subito altre aggressioni. Poi vidi il giovane e mi ci avvicinai per cercare di calmarlo, ma lui si presentava in uno stato molto particolare, aveva gli occhi sbarrati e pieni di sangue e con violenza cercava di aprire la porta a calci. Io cercai di aprirla con le chiavi per evitare danni, ma lui mi afferrò le mani per prenderle, guardandomi negli occhi e gridando “Allah akbar”. A quel punto ho avuto paura di un attacco terroristico suicida». Dopo quei concitati e violentissimi momenti, arrivavano i carabinieri sul posto, prima due, poi quattro, che riuscivano tra offese e invettive in arabo a immobilizzarlo, fino all’arresto in flagranza. (La Città)

Capaccio Paestum. Smantellate le baracche abusive degli extracomunitari a pochi passi dalla “Bufalara” di Gromola

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Capaccio Paestum. Smantellata una baraccopoli nella contrada rurale di Gromola. L’accampamento abusivo era stato realizzato in un’area di proprietà demaniale (ex beni Ersac), nelle vicinanze del complesso della Bufalara. Una situazione di degrado che persisteva da tempo e che creava anche molti disagi ai residenti. Il blitz è scattato all’alba di ieri: ad effettuare l’operazione, finalizzata a contrastare il fenomeno dell’immigrazione clandestina sul territorio, sono stati attraverso un’azione congiunta, i carabinieri, agli ordini del capitano Francesco Manna, e gli agenti della polizia locale di Capaccio Paestum, diretti dal capitano Natale Carotenuto. In ausilio il personale dell’Asl. Lo sgombero dei cittadini extracomunitari, provenienti dal Marocco, è stato effettuato soprattutto per motivi di carattere igienico sanitario, visto le condizioni disastrose in cui vivevano. Nell’area, recintata alla meno peggio con teli scuri e lamiere, c’era una roulotte adibita ad abitazione, con tanto di elettrodomestici vecchi e arrugginiti, brandine, poltrone e suppellettili varie. Tutto intorno cumuli di rifiuti. Al momento del blitz sono stati trovati tre cittadini extracomunitari, originari del Marocco; ma non si esclude che le baracche, localizzate nella parte vecchia di Gromola, fungessero da dimora per un numero maggiore di stranieri. L’ufficio ecologia, diretto da Antonio Russo, predisporrà i necessari interventi di bonifica dell’area che dovrà essere totalmente liberata da rifiuti, vecchi mobili e suppellettili varie utilizzati dagli stranieri. Un’area demaniale che insiste vicino al complesso della Bufalara, in più di un’occasione diventato rifugio per extracomunitari e che, tempo fa, venne definitivamente sgomberata e bonificata con la chiusura degli accessi per evitare che fosse nuovamente occupata. Il complesso era diventato rifugio per stranieri e la discarica della contrada Gromola. Uno dei monumenti storici di Capaccio Paestum, ostaggio da anni del degrado e dell’abbandono, per il quale da tempo si parla di riqualificazione e acquisizione al patrimonio comunale. La struttura era utilizzata dagli extracomunitari che l’avevano adibita a dormitorio e la utilizzavano come deposito per elettrodomestici, probabilmente di origine furtiva, in parte smontati per ricavarci i pezzi che poi venivano rivenduti. Lo scorso anno, sempre in questo periodo, un’altra baraccopoli fu sgomberata a Torre di mare. Una trentina i cittadini extracomunitari, originari del Bangladesh, identificati e sottoposti a controllo. Si trattava di bengalesi dediti alla vendita ambulante sul litorale. Gli extracomunitari alloggiavano in tre diverse strutture, situate lungo la parallela di via Nettuno. E comunque strutture retrostanti ai locali commerciali, che svolgono regolare attività lungo via Nettuno. (La Città)

Angri. Nasce il Fondo di Solidarietà per aiutare gli indigenti

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Angri. Attivo il Fondo di Solidarietà voluto dall’amministrazione comunale a favore dei soggetti più disagiati. A proporre l’istituzione del fondo il consigliere comunale Maria D’Aniello: «Per ora l’importo presente sul conto dedicato è pari a 4.000 euro stanziati dal Comune: certo una cifra simbolica ma in questi giorni alcuni imprenditori e professionisti mi hanno comunicato di aver compiuto delle donazioni a mezzo bonifico. Un primo passo importante oltre che una grande soddisfazione. Il Fondo è nato con l’obiettivo di aiutare economicamente le famiglie in difficoltà attraverso delle somme da bonificare presso l’istituto bancario individuato dal Municipio. Il contributo di chi ha di più è fondamentale per venire incontro alle esigenze di chi, invece, ha di meno e va ad aggiungersi alle altre azioni previste dall’amministrazione a favore dei meno abbienti». Il denaro sarà, pertanto, devoluto a coloro che ne faranno richiesta alla luce di precisi requisiti primo tra tutti il certificato Isee. «Si tratta di un contributo che dovrà alleviare la situazione di alcune famiglie, non sarà risolutivo delle problematiche economiche ma un segnale di vicinanza da parte delle istituzioni. (La Città)

Restano sotto sequestro due appartamenti a Maiori, “rubati” a una 90enne. L’anziana truffata all’atto di redigere il testamento

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Aveva approfittato dell’infermità mentale di una 90enne per farsi intestare due case a Maiori. Il Tribunale del Riesame ha rigettato l’istanza di dissequestro degli immobili presentata da Maurizio Coppola, il 58enne dipendente dell’Asl Salerno. Nei mesi scorsi, con la complicità del notaio Emilia D’Antonio, 56enne di Angri, e dei due collaboratori della professionista dell’Agro, il paganese 55enne F.R. e il 68enne angrese M.R., era riuscito a farsi intestare due appartamenti del valore complessivo di 500.000 euro. Ieri il Tribunale della Libertà ha bocciato la tesi del difensore di Coppola, l’avvocato Gaetano Pedone, visto che nelle scorse settimane il Gip Maria Zambrano aveva aggravato l’accusa dei tre da circonvenzione di incapace e appropriazione indebita a falso in atto pubblico. Gli appartamenti, uno in corso Reginna e l’altro nella parte alta del borgo, erano stati sequestrati ad aprile a Maiori dai finanzieri di Salerno in esecuzione di un decreto di sequestro preventivo disposto lo scorso 20 marzo dal Gip del Tribunale di Salerno. Secondo la ricostruzione della Procura di Salerno, il medico si sarebbe impossessato dei due immobili approfittando dello stato di infermità psichica di Maria Riccio, una 90enne deceduta circa un anno fa. All’epoca dei fatti la donna era incapace di intendere e di volere, poiché affetta da una patologia neurologica. A Coppola era stato richiesto di assistere l’anziana che, non avendo figli, viveva da sola a Maiori e non aveva altri parenti in grado di accudirla in loco. A chiedergli aiuto la nipote della Riccio, nonché cugina del medico per via di un legame di parentela acquisito attraverso un altro ceppo familiare. Proprio la parente della 90enne defunta ha denunciato tutto alla magistratura quando ha capito l’obiettivo del 58enne. Il medico, avvalendosi del notaio D’Antonio e dei suoi collaboratori, era riuscito a farsi nominare dalla donna erede universale, estromettendo dall’asse ereditario tutti gli eredi legittimi. Le indagini, avviate dopo la denuncia della nipote dell’anziana, hanno consentito di acquisire fonti di prova decisive e di ricostruire minuziosamente l’operato del professionista. Ben due notai ai quali il medico si era rivolto, infatti, si sono rifiutati di redigere il testamento. Il notaio D’Antonio ha invece accettato di redigere il testamento pubblico, con la collaborazione di due testimoni, che si sono rivelati suoi collaboratori. (La Città)

I 10 anni del Poseidonia di Ascea Marina (SA) si festeggiano in nome dell’integrazione sociale, della convivenza civile e dell’ecosostenibilità

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«L’estate al Poseidonia è un’emozione dalle mille sfumature, bianca come la spiaggia che lo ricopre, verde come le colline che lo sovrastano, blu come il mare che lo circonda, porpora come i vini che vi si possono degustare, infine giallo-oro come il sole che risplende su tutto».

 

Sabato 24 giugno il Poseidonia di Ascea Marina (SA) festeggia le sue prime dieci estati con un party che, dalle 10:00 del mattino, si protrarrà fino al taglio della torta dopo la mezzanotte.

 

La giornata sarà caratterizzata da una lunga festa che inizierà con un party di benvenuto in spiaggia organizzato dal Team di Animazione del Poseidonia. Si prosegue al tramonto con DJ Set accompagnato da aperitivo finger food gratuito e Appleton Party. In serata, a calcare il palco per uno spettacolo di musica dal vivo, gli Sha’Dong, con la loro miscela di rock e musica elettronica.

 

Con la giornata del 24 giugno il Poseidonia, inoltre, vuole andare a sottolineare l’impegno che la struttura si assume nel promuovere un codice comunicativo legato all’integrazione e alla convivenza civile:

 

«Grazie alla collaborazione del Campo Profughi di Ascea abbiamo offerto un regolare contratto di lavoro a due ragazzi africani che hanno attraversato il Mediterraneo in cerca di condizioni di vita migliori e che, grazie a questa concreta opportunità di inserimento professionale, possono contare su basi più solide per riorganizzare al meglio la vita in un nuovo paese e fornire al nostro progetto nuove competenze e peculiarità incentrate sul rispetto reciproco e sulla piena convivenza civile. Siamo la prima azienda turistica del Cilento che fa della solidarietà un paradigma innovativo. L’impegno che ci assumiamo in occasione del nostro 9° Compleanno, i cui festeggiamenti saranno sabato 24 giugno, è la promozione di un codice comunicativo da diffondere con entusiasmo ed energia ai nostri soci nella consapevolezza di stringere con loro un vero e proprio patto sociale che arricchisca e fortifichi il nostro obiettivo di turismo sostenibile».

 

PROGRAMMA

Ore 10.00: Party di benvenuto sulla spiaggia organizzato dal Team di Animazione del Poseidonia

Ore 17.00: DJ Set e Appleton Party [mojito in riva al mare]

Ore 19.00: Aperitivo Finger Food offerto a tutti

Ore 22.30: Sha’Dong dal vivo

ore 24.00: Taglio della torta

 

 

IL POSEIDONIA

Il Poseidonia Beach Club nasce dall’idea del suo “capitano” Giovanni Rizzo, il quale ha deciso di trasformare un hobby, il viaggio, in un lavoro: «Durante i miei viaggi sono riuscito a cogliere i nuovi trend e a trasformare la mia passione per la spiaggia ed il mare in un lavoro esclusivo… è cosi che nasce l’idea di creare non un semplice lido, ma un Beach Club… concetto che dieci anni fa non era noto a tutti: oggi il Poseidonia è una vera e propria nicchia di charme, come dicono molti frequentatori».

 

In dieci anni la struttura è molto cresciuta, pur conservando il corpo centrale. Sin dal primo anno innovazione e creatività sono stati alla base della strategia aziendale.

 

Da subito grande importanza si è data alla tutela dell’ambiente circostante e all’ecosostenibilità dell’iniziativa imprenditoriale.

 

«Tra i tanti riconoscimenti che ci sono stati conferiti in questi dieci anni i più importanti per me sono: l’accesso al Club delle 5Vele di Legambiente (ottenuto il 1° aprile 2016) e l’Oscar per l’Ecoturismo conferito il 1° dicembre 2016 a Firenze in occasione della Borsa del Turismo Online», continua Gianni Rizzo, il quale è orgoglioso anche del Codice Etico di cui si è dotato il suo Beach Club: «Il Poseidonia Beach Club è impegnato da sempre nella promozione di una filosofia di vita che non si ferma alla gestione quotidiana dei servizi in spiaggia ma abbraccia una visione strategica globale che coltiva con passione e responsabilità manifestazioni culturali di ogni tipologia – percorsi gastronomici innovativi, silent disco, concerti dal vivo di gruppi emergenti – nel pieno rispetto dell’ecosistema circostante».

Positano, comincia alla grande la stagione de “L’incanto”: lido balneare e Ristorante top in Costiera

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E’ cominciata come meglio non poteva la stagione de “L’Incanto“, il complesso balneare di Positano che definire semplicemente lido è assolutamente riduttivo. Uno stabilimento che offre tutti i comfort possibili ed immaginabili per trascorrere una serena e spensierata giornata in relax, con un mare da favola. Un ambiente curato, caratterizzato da ampi spazi e arredamento minimal ma allo stesso tempo elegante al punto giusto. L’Incanto è lo stabilimento balneare che offre vari servizi come sedie sdraio, lettini, ombrelloni, docce e cabine, grazie ad uno staff preparato ed esperto. Oltretutto, c’è la possibilità di accesso gratuito al WI-FI ed è presente uno snack bar.

Parlando dello stabilimento, però, non si può fare a meno di citare il Ristorante. Un luogo fantastico dove è possibile assaggiare pietanze freschissime, in primis a base di pesce, tutte preparate con la massima cura e dedizione e con ingredienti di primissimo livello. Una cucina incentrata sui prodotti locali e sulla tradizione di Positano, il tutto, ovviamente, davanti ad un panorama unico. Una location eccezionale che si presta alla grande anche per feste e matrimoni. Non per niente moltissimi vip sono rimasti affascinati, ultima ma non ultima la fashion blogger Megan Ellaby, la quale l’ha definito il posto più bello che lei abbia mai visto.

Positano, Elisha Herbert sfila in spiaggia. Intanto Novella 2000 omaggia Marina Grande – FOTO

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La splendida modella Elisha Herbert sta sfilando in queste ore a Positano, in riva al mare. Ancora una volta i grandi marchi di moda scelgono il gioiello della Costiera Amalfitana come meta principale per i propri set fotografici. Il tutto, proprio poche ore dopo che la redazione di Novella 2000 ha stilato la classifica delle 10 spiagge più belle d’Italia, indicando anche la spiaggia di Marina Grande tra queste.

Nella speciale classifica figurano la famosa Spiaggia dei Conigli di Lampedusa, caratterizzata da sabbia bianchissima e fondale basso, la spiaggia di Tonnarella dell’Uzzo, nella riserva Naturale dello Zingaro, in provincia di Trapani, praticamente incontaminata. Citata la bellissima Spiaggia La Pelosa, a Stintino, in Sardegna caratterizzata dalla sabbia finissima e la spiaggia di Cala Cipolla, sempre in Sardegna, caratterizzata da un fondale sabbioso con scogli. In classifica anche la spiaggia di Torre Sant’Andrea, presso Melendugno in provincia di Lecce e, appunto, la splendida spiaggia di Marina Grande a Positano.

Maiori controlli sui Dehors, blitz della Guardia di Finanza dopo il servizio su Positanonews

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Maiori, Costiera amalfitana . Questa mattina blitz della Guardia di Finanza della Sezione Navale di Salerno dopo il servizio di Positanonews col quale un cittadino ci inviava una nota con delle foto su alcuni dehors , ovviamente i controlli delle fiamme gialle sono in generale su tutte le installazioni e sulle loro regolarità QUESTO L’ARTICOLO USCITO SU POSITANONEWS 

Sant’Agnello per la Circumvesuviata avviata variante al PUT come per l’ auditorium di Ravello e il Luna Rossa ad Amalfi. Una riflessione sulla Via dei Cimiteri

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E’ stata avviata la procedura per avere la variante al PUT dalla Regione Campania . Sulla vicenda la redazione di Positanonews, dopo oltre trenta anni di giornalismo in Costiera amalfitana e Penisola sorrentina, ha espresso il suo scetticismo. Ma prendiamo atto davvero del grosso impegno del sindaco Piergiorgio Sagristani che annuncia l’avvio dell’iter con tanto di documenti che pubblica su Facebook

            “Siamo impegnati per restituire sicurezza, decoro e vivibilità alla stazione Circum di S.Agnello. Ho incontrato, insieme al Consigliere regionale Alfonso Longobardi, il Presidente dell’ Eav, Umberto De Gregorio.
Sono stati stanziati fondi per un milione e 300mila euro per demolire e ricostruire ex novo parte del fabbricato.
L’iter ha una sua lineare complessità, in quanto richiede una variante al Piano urbanistico territoriale.
Gli uffici regionali competenti ci hanno assicurato una corsia preferenziale.
Faremo di tutto per offrire a residenti ed ospiti una stazione con servizi e ambienti degni di una cittadina turistica.
Avanti per una S.Agnello più bella e vivibile.”

In pratica è il primo intervento del genere in Costa di Sorrento che prevede questa modifica che, per farci capire, deve essere vagliata da tutto il Consiglio regionale, ultimamente è stato fatto per il cimitero di Vietri sul mare e, sempre in Costiera , se ne è parlato per l’ Auditorium Oscar Niemeyer a Ravello e per il parcheggio Luna Rossa ad Amalfi. Desta sconcerto che , a dispetto delle tante annunciate modifiche al PUT, che sono ancora in commissione, un’opera del genere di pubblico interesse  debba essere sottoposto alla trafila di una procedura complessa e difficile come una variante. Un’opera che non distrugge aree verde ne deturpa, ma anzi riqualifica ha tutti questi problemi, mentre , proprio a Sant’Agnello ci sono le rimesse di Via Bonaventura Gargiulo e Via dei Cappuccini contestate dal WWF , a Meta mettono mano ad una scogliera come se nulla fosse, alle Axidie a Vico Equense succede di tutto e anche altro a Massa Lubrense, Piano, Sorrento ma poi, sempre venendo all’attualità il PUT permette interventi stravolgenti, le “dorsali” amalfitane e sorrentine, strade da fantascienza che collegherebbero Agerola con Positano e Vico Equense, per fortuna abbandonate mentre  si parla ancora della via dei cimiteri , nome che non andrebbe cambiato ( si riferiva ai cimiteri dei comuni nei pressi dei quali il tracciato passava, poi si è capito che l’opinione pubblica li vedeva di cattivo occhio e la hanno chiamata degli ulivi nella speranza di poter vedersi approvati proficui investimenti cui foraggiare classe politica e tecnica, una nota ai lettori esplicativa, il linguaggio della lavandaia di Montanelli,ndr )  perchè dopo davvero il contesto ambientale della penisola sorà un cimitero , che non porterà alcun beneficio perchè aumentano la possibilità di arrivare quando qui i posti per starci non ci sono, mentre sarebbe il caso di riprendere il discorso di Via Casa Nocillo e Via Alberi strade alternative che già esistono e che andrebbero sistemate. Intanto diamo atto che Sagristani sta combattendo come un leone contro una burocrazia assurda e non possiamo che fargli i complimenti, sperando che la normativa urbanistica diventi più ragionevole e sensata.

Erchie, donna si getta in acqua e muore annegata: vani i soccorsi

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E’ stata trovata una donna annegata nel mare di Erchie, frazione di Maiori, in Costiera Amalfitana. La vicenda risale a qualche ora fa: la donna, 62enne originaria di Salerno, si sarebbe gettata in acqua presso una spiaggia del posto e non sarebbe più risalita. Una volta visto il corpo, alcuni bagnanti hanno cercato di rianimarla, senza successo. Successivamente sono stati avvertiti i soccorsi, ma non c’è stato nulla da fare: la donna è morta annegata. Ora sono in corso le indagini: sulla spiaggia sono al lavoro Carabinieri e Guardia Costiera.

Seguiranno aggiornamenti.

Alessandro Schisano vive. Da Sorrento donazioni per Save the children

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Alessandro Schisano vive. Da Sorrento donazioni per Save the children . Da un post sulla sua pagina : “Da un grande dolore può nascere qualcosa di buono e bello.
È accaduto, questa volta, quando gli amici e tutte le persone che stimavano Alessandro si sono ritrovate insieme per dargli l’ultimo saluto.
La generosità, la forza umana, lo spirito civile e la disponibilità verso il prossimo sono state pari a quelle che lui avrebbe avuto e voluto. Così, insieme, siamo riusciti ad alleviare un poco il dolore che tanti bambini ancora oggi provano, in un mondo che si ama definire “civile”.
Alessandro, in compagnia di quei bambini che potranno vivere con meno disagi, vi ringrazia di cuore.”

Montella a Castellammare a casa Donnarumma per costrigere il portiere a rimanere col Milan

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Montella a Castellammare a casa Donnarumma per costrigere il portiere a rimanere col Milan  . Del portiere della nazionale di cui parlano tutti oggi la anteprima la ha fatta Oggi in edicolail  Metropolis quotidiano come dice da un post Salvatore Dare  “Montella, ieri a Castellammare di Stabia «in vacanza», ha invece incontrato i genitori del portiere per convincerlo a restare al Milan. Il portiere dal suo canto ha fatto sapere che è intenzionato a restare.
Le fotografie esclusive del vertice tra Montella e i genitori di Donnarumma e i dettagli del faccia a faccia oggi in edicola su Metropolis quotidiano in una pagina esclusiva.
Firmiamo il pezzo a quattro mani io e Tiziano Valle con scatti super di Massimiliano Colombo, senza di lui non ce l’avremmo fatta.
Piccole grandi soddisfazioni. Non sempre il calciomercato lo raccontano i “grandi”. Ogni tanto ci siamo anche noi piccoli cronisti di provincia ed è bello farsi “inseguire”.” Complimenti ai colleghi di Metropolis

Vico Equense. Installazione Totem Trifacciali Pubblicitari con panchine intelligenti sparse per il territorio comunale

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Vico Equense. La Società “Partner S.r.l.” di Napoli, ha presentato istanza di Autorizzazione Paesaggistica, per installazione di panchine e annessi totem trifacciali/spazi pubblicitari, da ubicarsi in diversi punti del territorio comunale nell’ambito del progetto “Smart City” a seguito di Deliberazione di Giunta Comunale n. 79 del 21/04/2016 e Convenzione rep. n. 22/P sottoscritta in data 07/06/2016 con l’Ente Comunale.

In data 09/05/2017, il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo – Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Napoli, in esito all’istanza suddetta ha espresso parere favorevole “al rilascio dell’autorizzazione paesaggistica […] subordinato all’integrale rispetto delle seguenti prescrizioni per un migliore inserimento nel contesto paesaggistico: i totem pubblicitari non vanno realizzati nella villa comunale di Via Caccioppoli, nella piazza Marina di Aequa prospiciente il mare e sull’arteria viaria alberata di Via Caulino”.

Si inserisce nel progetto Faceadv® ovvero la pachina intelligente per la Smart City senza costi per l’Ente.
Faceadv raggruppa in se caratteristiche di dinamicità ed intelligenza, come ad esempio: Punto di ricarica per smartphone e tablet, combinando al momento di relax con le comode sedute quello di estrema utilità.

Collocazione di targa QR CODE che consente nella pausa, di visionare sul proprio schermo immagini, testi e video dei più significativi monumenti o luoghi cittadini oltre che ad informazioni di pubblica utilità.

RETE WIFI HOTSPOT (opzionale) e DEFIBRILLATORE 2.0 (opzionale). Il design è completato da una sequenza di faretti led ad incasso.

Il tutto alimentato mediante pannelli fotovoltaici in un’ottica di eco sostenibilità del progetto. Le panchine FaceAdv sono sormontate da pannelli in vetrofania, per veicolazione messaggi promozionali.

La Salernitana perde il suo Bomber

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Un sacrificio giudicato inevitabile in ossequio alla politica di austerity varata da Marco Mezzaroma ed avallata da Claudio Lotito. La Salernitana cede il suo calciatore migliore, il suo bomber, il suo trascinatore in campo. E lo fa per sistemare il bilancio, chiuso in perdita al 30 giugno per circa un milione e mezzo di euro. Il passaggio di Massimo Coda al Benevento è un’operazione che vale nel suo complesso oltre quattro milioni di euro. Da una parte i circa 1,8 milioni di euro che entreranno nelle casse del club granata sotto forma di indennizzo riconosciuto dal club di Vigorito. Dall’altra i quasi 2,5 milioni al lordo delle imposte risparmiati sull’ingaggio che Coda avrebbe dovuto percepire dalla Salernitana (sui 400mila euro netti) fino al 2020. “Abbiamo raggiunto l’accordo con la Salernitana per l’acquisto di Coda. Non ci sarà nessuna contropartita tecnica. Oggi definiremo con l’entourage del giocatore i dettagli dell’operazione”, la conferma del direttore sportivo giallorosso Salvatore Di Somma al collega Eugenio Marotta sulle colonne del quotidiano Il Mattino oggi in edicola. Coda firmerà col Benevento un nuovo accordo con scadenza 2021.

Che il destino del bomber ex Parma fosse lontano da Salerno era ormai chiaro a tutti ad eccezione di qualche inguaribile sognatore dagli occhi foderati di prosciutto, capace solo di scagliarsi con veemenza verso chi si limitava a raccontare la realtà, per quanto cruda e sgradevole. Con il suo stile sobrio e la compostezza che lo contraddistingue, Coda aveva sempre rimarcato un desiderio, quello di cimentarsi nuovamente con il palcoscenico della Serie A. Categoria che ha dimostrato di valere sul campo, mettendo a segno la bellezza di 33 gol in due anni. Aveva sperato di farlo a Salerno, ma l’esito nefasto della scorsa stagione ha messo la parola fine alla sua esperienza in granata. A proposito di parola, ha fatto la differenza quella data da Lotito all’entourage del calciatore: non tarpare le ali al ragazzo in caso di chiamata dalla Serie A. Detto, fatto. La Salernitana non ha opposto la minima resistenza alla cessione di Coda, anzi ha addirittura forzato i tempi. Il tesoretto incassato dalla cessione dell’ormai ex numero nove granata infatti servirà a Lotito e Mezzaroma per coprire le perdite. La somma incassata, infatti, non sarà reinvestita (se non in minima parte) per regalare a Bollini il sostituto di Coda. Non con un top player dal pedigree importante, insomma. Rimpiazzarlo così sarà ancora più difficile ma non è detto che pescando tra giovani o calciatori in Serie C vogliosi di emergere, non si possa trovare un altrettanto valido bomber.

fonte solosalerno.it

LEGGE REGIONALE SULLA MUSICA PRIMO INCONTRO A RAVELLO. L’ AUDITORIUM OSCAR NIEMEYER CANDIDATO A CENTRO DI PRODUZIONE

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In occasione della giornata della musica, la Fondazione Ravello, con il contributo della Campania Music Commission, ha organizzato all’Auditorium di Villa Rufolo il primo dibattito pubblico sul tema della necessità di una normativa che regoli e sostenga il comparto musicale regionale. L’intento è arrivare prima della fine dell’anno ad adottare una legge regionale sul modello di quella per il cinema (attualmente ci sono ben 19 set aperti in Campania, 21 a Hollywood) condivisa e partecipata. È per questo che a Ravello si sono incontrati i principali player nazionali e internazionali insieme ai produttori indipendenti per esporre esigenze e bisogni che poi saranno tradotti in norma. Sarà l’assessore Regionale alle attività produttive, Amedeo Lepore, presente all’assemblea di Ravello insieme a Pierluigi Petillo, capo dell’ufficio legislativo della Regione, a farsi carico della presentazione dell’impianto normativo secondo l’indirizzo del governatore, Vincenzo De Luca. “La prima discussione della legge non poteva che partire da Ravello, città della musica, – dice il presidente della Fondazione Ravello, Sebastiano Maffettonequi in Campania abbiamo la tecnicalità, abbiamo bisogno non semplicemente di spostare risorse ma di creare sistema industriale a servizio della vocazione“. Ed è per questo che si è avviata una prima valutazione per destinare l’Auditorium Oscar Niemeyer a sala di registrazione.

Durante la giornata di lavoro sono stati ascoltati i maggiori attori del comparto a livello nazionale che hanno espresso le loro aspettative rispetto alla sensibilità dimostrata dalla Regione Campania nel voler promuovere la prima legge regionale in Italia che normi gli interventi a favore delle attività musicali, basata sul principio che il binomio musica/territorio possa agire in senso positivo nel creare e rafforzare la produzione e l’offerta culturale della Regione.

Le attività musicali riescono infatti a coniugare valori culturali e sociali, industria, spettacolo e identità locale agendo in maniera significativa sulla crescita economica e sociale del territorio.

A tal fine, gli obiettivi generali della legge potranno essere consolidare e sostenere la realtà del comparto musica in Campania, creando un substrato fertile per attrarre investimenti e comunque per incentivare lo sviluppo delle produzioni musicali, delle iniziative dei giovani artisti (e professionisti) emergenti insieme a tutta la filiera del comparto (autori, editori, produttori, artisti interpreti esecutori, video maker, grafici, studi di registrazione, sale prove, teatri, sviluppatori di nuove tecnologie applicate, fiere e festival, uffici stampa e comunicazione, etc.) e il relativo indotto, anche turistico, della Regione Campania.

Attraverso questa iniziativa la Fondazione Ravello, che da sempre individua nel settore della Musica un ruolo di primaria importanza, vuole sottolineare che le attività musicali, oltre ad esprimere l’identità culturale, le tradizioni e la storia, concorrono alla promozione della destinazione Campania, alla valorizzazione dell’identità culturale e ambientale nonché dell’immagine del territorio regionale ed alla loro promozione nazionale ed internazionale.

 

Cava de’ Tirreni: SOLENNE CELEBRAZIONE A MONTE CASTELLO

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Stamattina, giovedì 22 giugno, nell’ottava del Corpus Domini, S. E. Mons. Orazio Soricelli, Arcivescovo di Amalfi, Cava de’ Tirreni, ha celebrato la Santa Messa dalla terrazza del Castello di Sant’Adjutore, ai piedi del grande Ostensorio, alla presenza del Sindaco Vincenzo Servalli, Assessori e Consiglieri comunali ed una folla di fedeli.

Hanno così avuto inizio ufficialmente i festeggiamenti in onore del Santissimo Sacramento, giunti alla 361ª edizione.

Nell’omelia, Mons. Soricelli ha ricordato il senso profondo dei festeggiamenti che hanno origine dal miracolo eucaristico del 1656, quando, dalla sommità del castello, don Angelo Franco, implorò il Santissimo affinché la peste bubbonica cessasse. Da quel momento, dopo oltre 6300 morti, la peste abbandonò la vallata.

Dopo la Santa Messa, l’Arcivescovo Soricelli e il Sindaco Servalli, hanno consegnato a tutte le Associazioni dei Trombonieri e all’Ente Montecastello, il pane della fratellanza, donato dall’Associazione Amici di Monte Castello 1999 e sono iniziate le salve di sparo del pistone dalle tante postazioni sul Monte Castello che proseguono fino a sera.

Alle 20.30, infine, la storica Processione Eucaristica, che da 361 anni ripercorre quella del 1656, dalla chiesa della frazione Annunziata fin alla sommità del castello, dove S.E. Mons. Soricelli, benedice tutta la Città.

“Il nostro castello e il monte Sant’Adjutore – afferma il Sindaco Vincenzo Servalli – sono luogo sacro per noi cavesi. Oggi è la festa della città, così come si ripete da 361 anni e vedere tanti giovani mantenere viva la tradizione dei loro padri è motivo di soddisfazione. In quest’ottica, abbiamo rifiutato proposte di progetti di ristrutturazione del castello che però avevano una visione  commerciale ed è in graduatoria per un finanziamento regionale un progetto di riqualificazione del maniero che versa in pessime condizioni e per continuare l’opera di recupero archeologico di tutto il complesso murario”.

ANNAMARIA E MARCO OGGI SPOSI

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Auguri dalla redazione di Positanonew agli Sposi Annamaria Imperato e Marco Gargiulo, che stanno coronando il loro sogno nella chiesa dei Cappuccini a Sant’Agnello.

 

 

 

Le Bollicine di Marchesi Antinori sulla terrazza delle Agavi a Positano Venerdì 30 giugno la serata per celebrare l’eccellenza spumantistica italiana accompagnata dai finger food dello chef Luigi Tramontano

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Venerdì 30 giugno 2017 dalle ore 19,30 sulla terrazza principale dell’Hotel Le Agavi a Positano (via G.Marconi, 171) si terrà l’evento Bollicine di Marchese Antinori. Le Agavi celebra così un’eccellenza della produzione spumantistica Made in Italy con una serata speciale, tutta dedicata alle migliori etichette della Tenuta Montenisa, Franciacorta Blanc de Blancs, Conte Aimo 2009 e il Rosè, introdotti da Daniele Denurra, area manager Antinori e Leo Damiani, direttore Commerciale & Marketing Perrier Jouet Italia.

Un evento per brindare insieme all’inizio della stagione estiva sulla splendida terrazza da dove è possibile ammirare l’affascinante baia di Positano, in un hotel 5 stelle che accoglie i suoi ospiti con il desiderio di regalare loro momenti speciali.

Ad allietare anche i palati più esigenti l’attenta e ricercata proposta di gustosi finger food dello stellato Luigi Tramontano, nuovo chef executive dell’albergo alla guida dei ristoranti La Serra e Remmese. La serata, in collaborazione con AIS Costa D’Amalfi e Cantine Marchese Antinori, è a posti limitati e sarà possibile partecipare solo previa prenotazione secondo le seguenti modalità: inviando una e-mail a laserra@agavi.it, telefonando al 089811890 o inviando un WhatsApp con nome, cognome ed e-mail al

3317232960

Ingresso al pubblico:

50 euro; 45 euro per Soci AIS.

Informazioni e prenotazioni:

Tel. 089811890 | email: laserra@agavi.it

Sorrento, messa in sicurezza costone sottostante Hotel Excelsior Vittoria: chiusa via De Maio

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L’amministrazione comunale di Sorrento ha deciso di accettare l’istanza presentata dalla direzione del Gran Hotel Excelsior Vittoria, che era diretta ad ottenere l’emissione di un dispositivo di modifiche temporanee alla normale circolazione stradale per poter realizzare lavori di messa in sicurezza del costone sottostante l’albergo. E’ stata ravvisata la necessità di adottare provvedimenti urgenti in materia di circolazione stradale per garantire la tutela della pubblica e privata incolumità con il corretto svolgimento dei lavori. Di conseguenza, è stato ordinato che:

dal 23 al 24 giugno 2017, dalle ore 4,30 alle ore 6,30, venga istituito in via L. De Maio (tratto sottostante all’Hotel Excelsior Vittoria), un divieto di transito veicolare e pedonale temporaneo. Durante questo periodo il traffico pedonale sarà deviato su un percorso alternativo debitamente segnalato (si tratta della seconda rampa Marina Piccola).

Oltretutto viene precisato che è a cura del richiedente predisporre la segnaletica provvisoria relativa a quanto disposto dalla ordinanza, provvedendo a mantenerli in perfetta efficienza per tutta la durata dei lavori. La ditta è inoltre tenuta a transennare e/o isolare in modo idoneo l’area interessata dai lavori, garantendo la presenza di personale in numero sufficiente al fine di prevenire qualsiasi situazione di pericolo.

Itinerario storico-turistico Da Napoli a Positano L’ “Avventura” di John Steinbeck

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di Antonio Ziino

 

In questi giorni di “primo caldo” già è quasi estate a Positano. Certo, anche se Positano è un luogo di villeggiatura per  tutto l’anno, in determinati periodi diventa quasi una meta obbligatoria per i vacanzieri.

Così, anche quest’anno, la “preziosa perla”, nel solco della sua lunga tradizione e alle soglie di una nuova intensa stagione estiva, che peraltro riteniamo essere già meteorologicamente iniziata, in attesa dei grandi “pienoni”, accoglie con abituale simpatia i primi turisti italiani e stranieri.

Non si può certamente dire, però, che negli altri periodi dell’anno  i turisti, scarseggino, infatti, basta girare un po’, tra le piazzette e le caratteristiche viuzze, ovviamente anche nei periodi delle grandi festività, per notare  che la vita qui, anche se in tono più moderato, si presenta gaia e tranquilla, insomma, senza subbugli. Anzi oseremmo dire, che pervade  addirittura una ovattata atmosfera dove si concilia il nuovissimo con il nuovo e l’insieme con l’antico.

Ora come prima, perciò, anche quando la caratteristica strada tagliata fra le rocce ripercorre la secolare, a tratti millenaria mulattiera preromana, era da terra, più disagevole, ma sempre con grande attrazione costituita soprattutto dal bellissimo panorama specialmente costiero, dove artisti, poeti, scrittori, sono venuti e vengono per cercare e godere  di un rinnovato benessere psico-fisico e lasciando spesso  un loro gradito ricordo, attraverso figurazioni cromatiche e cartacee.

Naturalmente Positano, non è stata come la vediamo oggi: formatasi da antica borgata peschereccia, inserita in un circuito commerciale di notevole interesse, si è a mano a mano ingrandita  fino a rappresentare nei tempi un valido punto di appoggio strategico per i traffici marittimi anche nella scia delle attività mercantili amalfitane. Residui di antiche casupole si vedono qua e là, mentre il grosso dell’edilizia più moderna è sorta aggrovigliandosi intorno ad una sorta di immaginaria piramide. Le stradine, come concrezione di spazi-proiezione di vita individuale confluiscono nello spazio associativo e rappresentano dagli elementi monodici che convergono e si diramano dallo spazio d’insieme. La sede del tessuto viario, recuperato nel tempo parzialmente anche dal mare, non dilata generalmente il piano di scorrimento attraverso archi e porticati quale risultato di avvicinamento di muri di contenimento o basi di fabbricati. La complessa, caratteristica trama e il dialogo delle viarelle e degli slarghi e le loro interferenze e rapporti costituisce l’essenza dell’organismo antico, tuttora molto valido per la componente di razionalità e di intensa umanità delle sue forme che danno come insieme una caratterizzazione di paese stupendamente fiabesco nato un po’ per volta attaccando le case le une con le altre o dalla trasformazione di preesistenti manufatti.

L’aspetto di turismo sociale, religioso, perché no?, di villeggiatura, di viaggio di  piacere, di turismo balneare, chiamiamolo come vogliamo, è segnato su delle mappe che costituiscono piacevoli ricordi, anche come vicissitudini storiche. Un esempio?, eccolo: nel 1952, ed è   una delle numerosissime testimonianze,  che è stata regalata alla comunità,  il grande giornalista e scrittore John Steinbeck, come inviato al fronte per conto del “New York Herald Tribune”  volle rivedere i posti già scenari di guerra, del mese di settembre dl 1943 durante le giornate dello sbarco a Salerno, sotto una pioggia di bombe e colpi di cannoni e mitragliatrici.

Lo scrittore, nato a Solinas (California) nel 1902 e morto a New York all’età di 66 anni, è stato uno dei principali scrittori statunitensi del secolo scorso. Nel 1926 lasciò gli studi intrapresi presso la Stanford University perché fortemente interessato ai problemi sociali legati soprattutto agli ambienti del lavoro, denunciando la precaria condizione dei braccianti, la loro amarezza, i loro difficili rapporti con i datori di lavoro, le incomprensioni, gli scarsi salari. La denuncia sociale che Steinbeck portò avanti, ebbe notevoli echi anche nel mondò politico per la componente trama di  riconosciuta competenza in quanto  lo scrittore, è bene ricordarlo, si unì nell’Oklahoma con una rappresentanza di lavoratori agricoli che emigravano verso regioni occidentali. Fu  autore  di apprezzati romanzi quasi sempre con sfondi ispirati alle vissute esperienze. Nel corso del secondo conflitto mondiale  Steinbeck si dedicò alla comunicazione sociale mettendo il suo prestigio di narratore al servizio dell’impegno pubblicistico, come corrispondente di guerra e come autore  di pubblicazioni dedicate alla propaganda bellica.

Nell’estate del 1952 si trovava a Venezia, poi passò a Roma sotto la canicola,  incontrò  Moravia (sarà amico e traduttore dei suoi libri) che, chiacchiera dopo chiacchiera, si parlò di Positano. Faceva un gran caldo,  e Moravia che conosceva bene il paese, incitò  Steinbeck  ad andare a “Positano,…sulla costa amalfitana, uno dei più bei posti d’Italia…”. Altre persone gli fecero eco. Alla fine  lo scrittore insieme con la moglie Elaine Anderson Scott, si  trovò sulla strada di Napoli.  “…Il traffico italiano è un assoluto nonsenso, per un americano, dirà.  E’ pazzo, senza una regola. Non si riesce mai a prevedere cosa sta per fare chi vi è davanti, o di dietro, o di fianco, e quel che finisce per fare. Ma ci sono altri imprevisti, oltre al modo di guidare, Ci sono  i motor scooters, a migliaia, che vi ronzano intorno come zanzare; c’è una minuscola automobile chiamata topolino che sparisce davanti alle macchine più grandi; ci sono enormi autotreni e camions che trasportano la maggior parte delle merci italiane; e bestiame vario, cari di fieno, biciclette, cavalli e somari che se ne vanno soli in giro; e al colmo di tutto questo c’è la gente, che cammina tranquilla sulle strade nazionali senza guardarsi una volta intorno. Quasi ad aggiungere colore a questa follia, tutti suonano continuamente…”

Steinbeck si fermerà a Positano il tempo che gli basta per conoscere il sindaco, i personaggi più in vista, piccoli commercianti, pescatori.  Curioserà su persone e cose, prende appunti e scatta foto, fa interviste e si interesserà di mille faccende. Degli appunti che accuratamente raccoglie, li riordina, li correda di altri particolari, e ne farà un grazioso opuscolo.

Nel 1962 gli fu conferito il Premio Nobel per la letteratura con l’attribuzione della singolare motivazione “…per le sue scritture realistiche ed immaginative, unendo l’umore sensibile e la percezione sociale acuta.

Antonio Ziino, è nato e lavora a Castellammare di Stabia (Napoli-Italia).
Giornalista, laureato in discipline sociali, è specializzato in scienze delle Comunicazioni e servizio sociale sanitario.

Nel 1960 è stato assunto all’Osservatore Romano.
Dopo l’Accademia di Belle Arti, si è dedicato all’approfondimento degli studi sui primi insediamenti umani, abitazioni, usi, costumi, tradizioni. Docente nei Magisteri Professionali per le donne e in altri istituti di ogni ordine e grado. È autore di un centinaio di pubblicazioni di carattere storico, sociale, artistico, tra cui “Chiese e Castelli medioevali”, “Droga e Società”, “La Carta della Famiglia”, “La Riforma Sanitaria”, l’Enciclopedia Italiana delle Arti Figurative, la Collana di monografie “contributi per la conoscenza e valorizzazione delle opere d’Arte”, ottenendo segnalazioni in concorsi nazionali e internazionali.

Nel 1964 pubblicò il volume sull’intervento di Carlo III per riportare alla luce Pompei, Ercolano, Stabiæ ed altri centri minori della Provincia di Napoli.
È Socio di prestigiose Accademie, della Società di Storia Patria, dell’Istituto Italiano per la Storia del Giornalismo, e di altri organismi culturali italiani e stranieri.

Ha acquisito  nel corso della sua lunga attività professionale, un  “…ricco curriculum, da cui traspare la validità dei suoi interessi e il suo impegno culturale e sociale…”
(Rettore Università Maria SS. Assunta – Roma).
Ha condotto ricerche per lunghi anni presso l’Archivio Segreto Vaticano, per l’acquisizione di documentazioni e materiale bibliografico, tuttora oggetto di studio, di diocesi locali e interregionali.

Gli è stato attribuito il Premio della Cultura dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana.

Direttore di Centri di Formazione Professionali indetti dal Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, nonché direttore del Centro Italiano di Documentazioni e Ricerche Sociali e di corsi di livello universitario di Management per dirigenti, assistenti sociali, sociologi, psicologi di Enti Pubblici; ha curato “atti” di convegni e pubblicazioni varie di alto valore scientifico.

Nel 1960 ha fondato alcuni giornali e riviste, distintisi fin dall’inizio, “per una moderna e obiettiva informazione che ha riscattato il giornalismo locale dagli schemi convenzionali (A.D.M.)”. Anche attraverso convegni nazionali, l’A. continua l’opera di divulgazione e valorizzazione del patrimonio artisti- co, turistico, culturale ed economico dell’Italia Meridionale. Molte delle sue pubblicazioni si trovano nelle più importanti Biblioteche italiane.

«Il dr. prof. Antonio Ziino, professionista esemplare… si distingue per la sua cultura, per la sua moralità e per la sua generosità… È iscritto all’Ordine Nazionale dei Giornalisti… Dal 1960 collabora con l’Osservatore Romano… e partecipa alla redazione del “Notiziario Nazionale delle Comunicazioni Sociali” della Conferenza Episcopale Italiana, collabora inoltre al giornale “Avvenire” con pubblicazioni di carattere storico, artistico, sociale.

È inoltre responsabile del “Bollettino” dell’Arcidiocesi di Sorrento-Castellammare di Stabia ed è membro attivo della Commissione per l’Arte sacra della stessa Arcidiocesi. È professore di ruolo nelle scuole statali e dirige con dedizione e competenza l’“Istituto superiore per assistenti sociali” che svolge una preziosa attività per la formazione professionale dei giovani…».

+ Antonio Zama Arcivescovo di Sorrento – Castellammare di Stabia (M.E.P.)

 

Sorrento, “M’illumino di Inverno”: presentato il piano finanziario da 1 milione di euro. Spuntano i primi nomi per la decima edizione: da Franco Battiato a Peppe Barra

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Il Comune di Sorrento si sta già attivando per la decima edizione della rassegna “M’illumino di inverno”. La nona edizione dell’evento, che ha l’intento di tenere sempre costante la presenza di turisti e visitatori in città anche durante l’inverno, ha riscosso un notevole successo. Questa, infatti, ha prodotto un notevole incremento dei flussi turistici. Grazie agli eventi, la permanenza a Sorrento è stata incrementata di almeno un 15% (si legge dai dati resi pubblici dal Comune) con articolazioni diverse da Ottobre-Novembre, senza considerare l’indotto commerciale che l’evento genera.

“M’illumino di inverno” è un progetto che, attraverso l’utilizzo creativo di beni e siti culturali e paesaggistici, vuole essere un’occasione concreta per attrarre flussi turistici nel territorio peninsulare da Ottobre ad Aprile. Inoltre riesce a raccontare con apposite rassegne ed animazioni di strada, storia ed arti della Campania, con particolare attenzione a musica, cinema, arte e tradizioni anche religiose ed enogastronomiche locali. In quest’ottica, l’amministrazione comunale ha già reso noto il piano finanziario che è risulta articolato in:
– Risorse pubbliche messe a disposizione dal Comune di Sorrento, per l’ammontare di 845.000,00 euro
– Cofinanziamento richiesto alla Regione Campania di 100.000,00 euro.
Per un totale di 945.000 euro, cifra quindi vicina al milione di euro, che sarà suddivisa negli esercizi finanziari del 2017 e del 2018.

Spuntano già i primi nomi che faranno parte dell’evento: da Mario Venuti, passando per Franco Battiato, Pietro Condorelli, Larry Franco, Giovanni Caccamo, Peppe Servillo, Raiz, Peppe Barra, Gianluigi Esposito, Lucariello, Thegiornalisti, Enzo Avitabile, Marina Bruno, Franco Ricciardi, Malika Ayane e tanti altri. A tempo debito pubblicheremo il programma completo dell’evento.

Vietri Sul Mare, tegole pericolanti in Corso Umberto I: ordinati i lavori presso un condominio

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Dopo un controllo del Comando della Polizia Locale, sono state riscontrate presso un fabbricato in Corso Umberto I a Vietri sul Mare alcune tegole pericolanti. Immediatamente gli agenti si sono mossi per interdire la zona sottostante, transennandola. Ora è arrivata l’ordinanza del Comune che obbliga gli immediati lavori: “Si è resa necessaria l’emissione di un’ordinanza – si legge – a carico dei proprietari per quanto riguarda la rimozione delle tegole in avanzato stato di degrado e la messa in opera di opere provvisionali ai fini della salvaguardia della pubblica e privata incolumità, nonché della verifica statica dello stesso fabbricato”.

Di conseguenza, l’avviso è stato rivolto all’amministratore del condominio in questione. E’ ordinata la rimozione delle tegole in imminente stato di crollo, nonché l’esecuzione di opere per salvaguardare la pubblica e privata incolumità, ovvero: l’apposizione di ogni ulteriore segnaletica idonea monitrice, la delimitazione dell’area sottostante il fabbricati ai fini della sicurezza, e la trasmissione entro 15 giorni dalla data di ultimazione dei lavori di una perizia tecnica asseverata da parte di un tecnico specializzato di avvenuto ripristino alle condizioni di sicurezza per la pubblica e privata incolumità.

Al “Premio Biagio Agnes” riflettori puntati su “fake news” e femminicidio

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Sorrento – Il premio internazionale di giornalismo “Biagio Agnes”, che torna a Sorrento con la sua nona edizione da venerdì 23 giugno a domenica 25, sarà come sempre occasione per trattare temi di stringenti attualità prima di insignire i premiati del 2017 nello scenario di Marina Grande, sabato sera. La cerimonia di premiazione sarà infatti preceduta da due dibattiti su due temi “caldi” del momento: le “fake news” (le false notizie) e il femminicidio, che saranno entrambi affrontati in tutte le loro molteplici sfaccettature grazie ad esperti del settore. Il primo convegno, che aprirà ufficialmente i lavori del premio “Biagio Agnes 2017”, è previsto venerdì 23 giugno alle ore 17 nella sala consiliare del Comune di Sorrento e avrà come titolo “Libertà di informazione. Fake news e post verità”. A parlare del dilagante fenomeno delle “bufale mediatiche”, delle false notizie, rovescio della medaglia della libertà di accesso ai nuovi media e della democratizzazione dell’informazione, saranno esperti di comunicazione e di politica: Antonello Giacomelli (sottosegretario al ministero dello Sviluppo economico con delega alle Comunicazioni), Virman Cusenza (direttore de “Il Messaggero”), Antonio Martusciello (commissario Agcom) e Giorgio Mulè (direttore del settimanale “Panorama”). A moderare l’incontro, Emilio Albertario, caporedattore centrale di Rai Due. I relatori, traendo spunto da un’analisi storica del fenomeno e dalle loro esperienze professionali, proveranno a fare chiarezza in uno scenario dove la libertà di accesso ai nuovi media ha creato nuovi protagonisti nella produzione di notizie, per cui la responsabilità del giornalista resta centrale, anzi aumenta, nel discernere e verificare le fonti per produrre a sua volta notizie attendibili. Un tema, quello delle false notizie, che ha dominato anche l’ultima campagna elettorale americana, in cui il Repubblicano Donald Trump ha accusato a più riprese la stampa di costruire false informazioni sulla sua figura per avvantaggiare la rivale democratica Hillary Clinton. “Il tema delle false notizie – spiega Simona Agnes, presidente della Fondazione che organizza il riconoscimento – è un problema che oggi travolge tutti noi visto che ciascuno può inserire contenuti grazie alla semplicità di accesso garantita dalle piattaforme digitali. Ho scelto di accendere i riflettori su questo tema dopo che è stato portato alla ribalta dallo stesso New York Times che, mesi fa, ha realizzato una campagna basata sullo slogan “La verità oggi è più importante che mai””.

Altro tema, purtroppo sempre attuale, è quello del femminicidio che sarà trattato nel convegno che, sabato pomeriggio, precederà la cerimonia di premiazione. Alle ore 17.30, nella sala consiliare del Comune di Sorrento, si terrà infatti un secondo dibattito dal titolo “Femminicidio senza fine. Aumentano i casi in Italia” per porre l’accento sulle continue violenze di cui sono vittime le donne.

All’incontro, moderato dal giornalista e scrittore Duilio Giammaria, parteciperanno il magistrato Simonetta Matone, la criminologa Roberta Bruzzone, il professore Guglielmo Gulotta, il presidente dell’Osservatorio Regionale sulla Violenza di genere, Rosaria Bruno, e Giovanna  Ferrari, madre di una vittima. “Dopo la scorsa edizione – conclude Simona Agnes – ho voluto fortemente riproporre un convegno sul tema del femminicidio a cui, per la prima volta, contribuiranno anche testimonianze di vita vissuta grazie alla partecipazione di familiari che hanno vissuto questo dramma in prima linea. Purtroppo i casi in Italia sono in aumento, è un tema doloroso che va affrontato perché non se ne parla mai abbastanza”. La cruda realtà è contenuta nei numeri. Stando ai dati Istat, negli ultimi 10 anni sono state assassinate in Italia 1740 donne. Nel 72 per cento dei casi il delitto si è consumato in ambito familiare. Dal primo gennaio 2017 a oggi sarebbero almeno 20 le donne uccise per mano maschile: una media di una vittima ogni tre giorni. Sentimenti come gelosia e brama di possesso sono tra i moventi principali che armano le mani del carnefice.

Il Nord detiene il triste primato con il 53 per cento dei femminicidi, seguono il Sud con il 26 e il Centro Italia con il 19 per cento. L’età media delle vittime è di 50,8 anni, dai 16 ai 70 anni. All’origine di questi delitti vi è lo squilibrio tra le posizioni dell’uomo e della donna, con il primo che, perdendo il ruolo di supremazia, agisce facendo del male a quello che considera un oggetto di proprietà e non una persona. Secondo gli esperti, serve una rivoluzione culturale per superare la dicotomia uomo/donna e farli incontrare sul terreno del dialogo.

I relatori, analizzando casi specifici, offriranno una visione d’insieme sul fenomeno da un punto di vista giuridico, culturale e sociale. Le varie componenti, partendo dalle esperienze dei loro campi professionali, cercheranno di dare una interpretazione del fenomeno e una possibile soluzione o strategia per diminuire le morti.

 

Claudia Esposito

PIANO DI SORRENTO CASA IN VENDITA DA PROGETTOCASA-IMMOBILIARE

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PROGETTOCASA di PAOLA D’ESPOSITO, propone in vendita a Piano di Sorrento:

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Agerola, arriva l’ordinanza: divieto utilizzo acqua potabile per scopi diversi da quello igienico e alimentare

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Il Comune di Agerola ha emanato un’ordinanza per vietare l’utilizzo di acqua potabile per scopi diversi da quello igienico e alimentare. Il tutto, come si può leggere nel documento, fa riferimento al fenomeno delle scarse precipitazioni atmosferiche che ha determinato una sensibile riduzione, rispetto agli anni scorsi, della disponibilità di acqua potabile, causa il progressivo e forte calo delle fonti di approvvigionamento idrico; problema aggravato dalla contingente eccezionale calura che ha fatto aumentare notevolmente i
consumi idrici.

Il Comune invita, quindi, i cittadini a non usare l’acqua potabile per usi impropri (innaffiare orti e giardini,
lavare le auto e i piazzali, ecc.) ed è stato spinto ad emanare un provvedimento cautelativo che vieti l’uso dell’acqua potabile erogata dalla rete comunale di distribuzione, per usi diversi da quello civile-domestico
o per attività non strettamente necessarie. Viene fatto espresso divieto di utilizzo della stessa per scopi irrigatori, per il lavaggio di autovetture, per l’innaffiamento di cortili e giardini, nonché ogni altra operazione affine che richieda l’utilizzo di acqua dal pubblico acquedotto, e ciò con decorrenza immediata e fino a revoca espressa della presente ordinanza. Inoltre, si invitano i cittadini ad una maggiore responsabilità nell’interesse pubblico e privato affinché il patrimonio idrico, bene di tutta la cittadinanza, non vada disperso e sprecato inutilmente e ad adottare ogni utile accorgimento finalizzato al risparmio di acqua.

Procuratore Generale di Milano Francesco Greco, proteggete i Cittadini o i funzionari denunciati? Noi astensionisti per una nuova Costituente, di Carla Villa Maji.

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Nello scorso articolo “I Cittadini sopra lo Stato, vademecum da realizzare‎ per noi vessati da magnati politici magistrati amministratori medici e quant’ altro” ho indicato quello che può essere un modo per riformare lo Stato e i suoi rapporti con i C‎ittadini.

In sintesi, ma Vi rinvio all’ articolo, rispetto assoluto e inviolabilità della persona della famiglia del territorio, potenziamento e decentramento di alcuni servizi e poteri al fine di maggiore trasparenza e rapporto quanto più diretto coi cittadini, immigrazione nei limiti degli interessi delle famiglie italiane e dei loro giovani, possibilità di interpretare adeguare applicare o no la legge alla luce dei principi costituzionali anche per il Giudice ordinario e miglioramento della sua formazione, gestione sostenibile delle risorse per uno sviluppo sostenibile, tasse sostenibili e conservazione del diritto alla privacy dei propri scambi oltreché alla liquidazione del proprio portfolio ovvero mantenimento del denaro contante.

Ormai è una settimana che ho dovuto inoltrare tramite i Carabinieri una denuncia al Procuratore Generale di Milano Francesco Greco, nella quale lamento il fatto che alcuni funzionari del Tribunale di Milano, sui quali grava una denuncia presentata alla Procura di Monza ancora in pieno inverno, e siamo in estate, non solo non siano stati immediatamente rimossi come forma cautelare a interesse della parte lesa e per la necessità e provata urgenza di avere per questa comunque interlocutori sostituti ma neanche di seguito e gli faccio notare come anche nel caso in questione il protrarsi dei tempi e l’ ampliarsi del numero dei funzionari coinvolti cambi e aggravi la natura medesima della denuncia.

Nella foto del presente articolo c’ è mia madre che legge! C’ è qualcuno presso la Procura di Milano o dalle parti della Procura di Monza che sa leggere e che Le ha passato il fascicolo, Procuratore Generale? ‎Qualcuno è in grado di comprenderlo il fascicolo o no? Io e mia madre non vogliamo passare l’ estate qui in Brianza e neanche il proseguo! Se nessuno da quelle parti legge, posso venire da quelle parti con il megafono? In tal caso però dovrò fare tutti i nomi! Avrei speranze in tal caso o da quelle parti sono tutti anche sordi?‎ Certo, non trovo giusto che lo Stato mi costringa a tanto, non per me e mia madre ma neanche per le persone denunciate che comunque hanno il diritto di essere considerate innocenti e a difendersi fino a che la vicenda non si concluda, per carità, magari sono tutte nostre impressioni, siccome però io e mia madre abbiamo un grave disagio nell’ averle sulla testa, dovete, e scrivo dovete, proprio togliercele d’ addosso, se i diritti dei Vostri esimi colleghi devono essere rispettati, prima devono essere rispettati quelli dei Cittadini, e Voi non state provvedendo! Rispettateci e sarete rispettati, Voi siete i servitori del Popolo italiano, non il contrario, se qualcuno di Voi nel suo cervello, anche nell’ ultima fila di neuroni ovvero nelle retrovie della sua corteccia, conserva anche la più vaga idea di avere il diritto a privilegi immunità e prevaricazioni, quell’ idea deve eradicarsela subito.

Come già spiegato nella denuncia presentata alla fine del gennaio scorso con delega di mia madre, che sa leggere, se vuole Le metto a disposizione anche i video, Procuratore, ed è in grado di esprimere volontà e desideri con costanza, al di là di quello che qualcuno dice e scrive – come si dice questo per il codice penale? – e di comprendere perfettamente la propria situazione come la mia, si mostra che le sue volontà vengono puntualmente disattese – come si dice questo per il codice penale? – si mostra il protrarsi delle mie gravi difficoltà senza che le venga permesso di intervenire – come si dice questo per il codice penale? – si mostra la pretestuosa e senza giusta causa mancanza di trasparenza delle persone denunciate in materia clinica e bancaria – come si dice questo per il codice penale? – ovvero si mostra come una serie di respingimenti da parte di questi funzionari non solo produca una ormai consolidata e durevole coartazione delle volontà di mia madre e mia rispetto al dove – come si dice questo per il codice penale? – e come – e questo?- vivere e risolvere alcuni problemi ma anche, proprio per questo , una mancanza di condizioni di sussistenza in salute e in vita della sottoscritta – come si chiama questo per il codice penale? – il fascicolo è piuttosto esaustivo e Vi troverà altre cosette a cui dare nome secondo il codice penale e non dovrei essere io a spiegarne l’ urgenza e la gravità!‎ Lo dica Lei come si chiama tutto questo infine per il codice penale, magari io potrei essere troppo filosofica!
Per Lei e i Suoi colleghi a Monza Milano è tutto normale?

Certo! L’ Italia è feudale e così i rapporti del Cittadino, ridotto a suddito e vassallo, con lo Stato a dispetto del millantato carattere repubblicano, ma questo è illegale anche se è tollerato ormai come fosse normale da un popolo che ormai è così assuefatto da non rendersi neanche più conto bene della gravità di quello che ogni giorno sopporta, e questo fa pensare ad alcuni che la sopportazione del Cittadino sia scontata e persino dovuta, che sia normale per il Cittadino accettare di essere abusato per giorni settimane mesi anni in cambio, quando va bene, di qualche briciola, ma io chiederò due e milioni e mezzo di euro a fronte dei danni materiali morali esistenziali per le vessazioni e le devastazioni di due anni e mezzo, e se per caso Vi sognate di farci passare l’ estate nel giardinetto senza camminamenti all’ ombra della Rsa brianzola, a settembre raddoppio, ne chiedo cinque, perché mia madre ha diritto di posare gli occhi dove le pare e di respirare l’ aria che le pare e io con Lei, tanto più che è molto anziana e pertanto il suo tempo deve essere considerato prezioso, e anche il mio, per altri motivi, magari non li otterrrò ma sarebbe bene che i Cittadini cominciassero a far pagare caro e a far pagare tutto fino all’ ultimo centesimo di euro, perché se lo Stato non è in grado di entrare nelle nostre vite in modo civile e rispettoso e in punta di piedi, allora deve starne del tutto fuori, se non è in grado di pagare caro e pagare tutto fino all’ ultimo centesimo quando fa danni, allora deve starne del tutto fuori! Fuori! Fuori! Fuori!

Che fare ?
Tenere saldi i nostri principi, non permettere alle argomentazioni del sistema di farci vacillare , di relativizzare, quello che è sacro è sacro e non si tocca!

‎‎Una nuova Costituente si rende necessaria per meglio definire e realizzare principi e diritti della nostra legge fondamentale irrealizzati e così neutralizzare socialmente e politicamente chi osta.

‎Può l’ attuale classe politica in italia fare questo? Certo che no, gli uni sono i primi responsabili del totale fallimento etico prima ancora che finanziario dello Stato, gli altri sono senza teoria, senza formazione, canne nel vento della Storia, banderuole pronte a muoversi solo fino a dove non si è personalmente toccati, in un interesse o in un privilegio, dev’ essere per questo che avanzano in Italia, sedicenti riformisti‎, illusionisti del dissenso, lo stanno già mostrando, sembrano giovani ma i loro solchi sono già profondi.

Si dice che proprio questi potrebbero captare il quaranta per cento dei voti alle prossime politiche.

Percentuale calcolata sui votanti non sull’ intera popolazione però, è importante ricordare che il primo partito in Italia saremo noi astenuti ancora una volta pur se molti si faranno allettare dai saltimbanchi di turno, meglio così, ben venga anche tale ulteriore scrematura tra noi, noi non vogliamo saltimbanchi o aspiranti tali al nostro banco !
Noi siamo una moltitudine, una moltitudine pacifica ma non collaborativa col sistema e che può e deve esprimere leader adeguati al da farsi, è venuta infatti l’ora nella Storia perché quel da farsi si faccia.

Carla Villa Maji
Filosofa Autrice Cittadina.

Non tutti i ladri vengono per nuocere.

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Pima della Prima -La Compagnia Teatrale Le maschere da Stoccarda, impegnata sabato 24 e domenica 25 al Teatro NS. di Lourdes, Sorrento  con l’atto unico

Non tutti i ladri vengono per nuocere
di Dario Fo,

sarà alla Libreria Indipendente  venerdì sera per parlarci della vita di emigrati in Germania, della loro scelta di fare teatro classico e di genere italiano e in lingua italiana, per i loro connazionali a Stoccarda e delle difficoltà e agevolazioni che ha una Compagnia Amatoriale e una Associazione di promozione sociale all’estero, comparandola con l’Italia .

Durante la serata potremo assistere ad un’anteprima dello spettacolo comico che loro porteranno poi sabato e domenica prossimi al vicino teatro di N.S. di Lourdes, Sorrento

Venerdì 23 giugno (domani) ore 20.30
Libreria Indipendente Sorrento
Corso italia 258/c

TRASAELLA. IL VOLO DELL’ANGELO E IL SAPORE DEI FRIARIELLI 6-9 luglio 2017

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La festa è pronta e le locandine sono in distribuzione porta a porta, nel Comune di Sant’Agnello. Il culto della Madonna delle Grazie di Trasaella ha una sua precisa peculiarità e tradizione, nota come “il volo dell’angelo”, nella locandina si parla di tradizionale omaggio dell’angelo alla Madonna, quasi come se si avesse timore nel dire volo dell’angelo.

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Ricordiamo che la parrocchia di Trasaella è annoverata tra le sette che vige l’ ESERCIZIO DEL DIRITTO DI PATRONATO NELLE ELEZIONI POPOLARI DEL PARROCO INSIEME ALLE ALTRE  PARROCCHIE DELLA DIOCESI DI SORRENTO (META, PIANO, S. AGNELLO, TRINITÀ, MORTORA, TRASAELLA, CASARLANO)

A parlare del volo dell’angelo di Trasaella, la soprintendente emerita Vega De Martino nel volume :

Angeli: fiamme lucide, folgori ardenti, stelle dell’Empiro …  Vega De Martini, Certosa di S. Lorenzo (Padula, Italy)   Centro Di, 1994.

A parlare della Madonna delle Grazie di Trasaella

 

Una descrizione la troviamo in :SANT’AGNELLO UN ANGOLO DI PARADISO DI FRANCO GARGIULO

Da Tordara è facile arrivare aTrasaella, antica contrada il cui nome deriva da due parole latine: “transAgnellum”, cioè: “al di là di Sant’Agnello”, che prima era una borgata
di Sorrento e, quindi, trovandosi Trasaella un po’ distante da Sorrento,
ecco spiegata l’origine del nome. E’ una zona famosa soprattutto per la
bontà delle arance, e per la produzione dell’olio; essa si trova nella zona
collinare di Sant’Agnello, a metà strada tra il centro urbano ed i Colli di
Fontanelle; vi si respira un’aria pulita, immersi nel verde degli uliveti
che producono un olio molto richiesto e che viene prodotto nel frantoio
che da pochi anni è sorto in questa frazione.
Come in tutte le frazioni, il centro è rappresentato dalla Chiesa Parrocchiale
dedicata alla Madonna delle Grazie; questa Chiesa, dal 1 65 6 al
1 876, formava un’unica Parrocchia con i Colli di Fontanelle. Il quadro
che si venera, rappresentante la Madonna delle Grazie fu rinvenuto nel
corso dei restauri del 1 9 1 1 . L’anno successivo, il 26 marzo, fu piantato
nello spazio antistante la Chiesa, un cipresso che fu consacrato alla Madonna;
quel cipresso seccò, e ne fu piantato un altro che tuttora vive, per
ricordare quell’atto di Fede degli abitanti del luogo. Molto caratteristica
è la cupola di questa Chiesa, ricoperta di mattoni di colore verde e giallo;
l’altare è di notevole pregio artistico, opera di Antonio Lucca di Napoli,
costruito nel 1 767.
Continniamo la nostra passeggiata, magari addentrandoci per la vecchia
stradina, il “Petraie”, come viene chiamato in dialetto, e giungiamo
ai Colli di Fontanelle, amena località collinare che affaccia sia sul Golfo
di Napoli, che su quello di Salerno.

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dall’archio video di Positanonewstv le edizioni passate.

 

Cava de Tirreni fra abusi e ruspe, l’ultima vittima prima della legge Falanga

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Su Cava de Tirreni nel caos fra abusi e demolizioni, la cittadina cerniera fra Salerno l’Agro Nocerino Sarnese e la Costiera amalfitana è oggetto di un reportage di Antonio Manzo
Inviato a Cava de Tirreni per Il Mattino di Napoli principale quotidiano della Campania:
Il suo cognome e, poi, il nome, come è d’uso nella scansione linguistica della burocrazia, è Di Domenico Carmela. Potrebbe essere lei l’ultima «vittima» delle ruspe che a Cava de’ Tirreni demoliranno l’ennesima casa dichiarata abusiva e finita in un ordinanza di abbattimento della magistratura. La casa di Carmela, parliamo di prima ed unica casa, potrebbe essere l’ultima ad essere abbattuta nell’Italia che aspetta, a giorni, l’approvazione della legge Falanga e che contiene una sorta di graduatoria sugli immobili illegali da buttare giù: prima quegli immobili costruiti in zona con vincolo idrogeologico, poi quelli su area demaniale, ad impatto ambientale, occupati dalla criminalità organizzata ed, infine, quelli di «necessità» dove cioè vivono persone prive di altra collocazione familiare. Nel frattempo, sempre in attesa della «Falanga», un poverocristo di muratore è morto d’infarto a Campolongo di Eboli mentre la ruspa iniziava ad avvicinarsi a quelle pareti di mattoni forati che recingevano poco più di ottanta metri quadrati. Se Salvatore Garofalo, l’uomo morto d’infarto alla vista delle ruspe, è già nell’anagrafe di un cimitero, i nomi e cognomi dei prossimi destinatari di ordinanze di demolizione non solo sono vivi e vegeti ma vivono le ore di apprensione scandite dall’iter parlamentare sulla «Falana». La pratica «Di Domenico Carmela» non è l’unica finita sulla scrivania dei tecnici del comune di Cava, in queste ore. «Ci sono altri tre ordini di demolizioni da eseguire» racconta l’ingegnere Antonino Attanasio, dirigente dell’ufficio urbanistica del comune di Cava. Ma gli ordini della magistratura arrivano giorno dopo giorno, nella città dove tra il 1995 ed il 1984 sono state protocollate 6.900 pratiche di richieste di condono edilizio, oltre quelle che nel 2003 (sindaco Messina) furono rigettate e molte case finirono acquisite al patrimonio comunale. Nel 2003, data dell’ultimo condono, poi arrivarono altre 1.100 istanze. Uno degli ultimi casi di demolizione qui a Cava te lo raccontano non senza sofferenza. Perchè la signora Pina Fariello, infermiera per una vita, una casa tirata su con risparmi e stenti, si è vista demolire l’abitazione ed è dovuta andare a vivere a Nocera. Si incatenò nei pressi del comune, non ci fu nulla da fare. «Sia chiaro, la legge è legge e va rispettata – dice Matteo Monetta di Amiamo Cava e che da anni rappresenta il popolo degli abusivi – Ma da qui ad azionare le ruspe contro le prime case ce ne vuole. Ecco uno dei pregi della legge Falanga che ci auguriamo venga definitivamente approvata».
«Naturalmente – aggiunge l’ingegnere Attanasio – parliamo di prime case, non di edilizia di rapina. Peraltro, case abusive i cui proprietari hanno comunque versato oneri di urbanizzazione alle casse comunali». Ma perché Cava de’ Tirreni è diventato un caso nella storia italiana dell’abusivismo edilizio? Perché in una città tradizionalmente operosa e tranquilla si sono registrati perfino scontri tra polizia e manifestanti naturalmente classificati come abusivi e fuorilegge? Perché qui c’è il rischio di qualcosa come 900 immobili da radere al suolo se non dovesse essere approvata la legge Falanga? Spiega l’ingegnere Attanasio: «Nei casi in cui l’abusivismo non è frutto di devastazione ambientale, legato a fenomeni malavitosi, ci troviamo di fronte ad un abusivismo di necessità provocato da quei vincoli territoriali tanto stretti da finire per pregiudicare l’osservanza del vincolo stesso da parte dei cittadini». È dal 1987 che Cava de’ Tirreni, 54mila abitanti, deve sottostare alle regole urbanistiche del Piano Urbanistico Territoriale della penisola sorrentino-amalfitana. Tanto per capirci le stesse regole previste per Sorrento, Massalubrense, Positano: cioè quel regime di vincoli che deve tutelare bellezze e paesaggio. «È chiaro che sono trent’anni – dice il sindaco Vincenzo Servalli, un pd con origini socialiste – che Cava de’ Tirreni sconta un congelamento totale dell’attività edilizia, con l’aggravante di dover registrare record di edilizia abusiva che non è nella tradizione civile della città». E spiega: «Sulle colline di Cava il piccolo agricoltore che nei nei cinquemila metri quadrati di terreno ha coltivato per decenni tabacco, ad esempio, ad un certo punto ha dovuto far fronte ad una casa per i suoi figli. Di qui, uno stato di necessità che non poteva assolutamente esser considerato dalla vincolistica esistente, né dalla strumentazione urbanistica che Cava si era data fin dal 1971».
Ma l’attualità è pressante. Drammatica. A Caselle Superiore, a San Giuseppe Al Pozzo e in località Pisciricoli, dovrebbero arrivare le ruspe di qui a pochi giorni. La notizia del ritorno delle ruspe crea panico in diecimila famiglie che vivono in abitazioni costruite senza licenza. E a Cava non trovi un ultras delle ruspe. «Ho chiesto al vice presidente della commissione ambiente della Camera, Tino Iannuzzi – dice il sindaco – di accelerare i lavori nella fase finale dell’approvazione della legge Falanga. Iannuzzi è stato molto attento sia per la sua professionalità (è avvocato amministrativista) che per doti politiche». Anche il popolo degli abusivi riconosce al sindaco Servalli un attivismo istituzionale ispirato al buon senso. «È giusto riconoscergli l’impegno ma c’è anche da dire che negli ultimi venti anni – dichiara Matteo Monetta – a Cava c’è stato un sistema non trasparente. C’è stato chi l’ordine di demolizione l’ho ha avuto e chi no. Non è un problema della magistratura, è frutto delle carte che sono state inviate alla magistratura. Ed io ho denunciato tutto da tempo».
Se la legge Falanga per alcuni è un toccasana liberatorio, per altri finisce per essere solo una misura transitoria sul terreno della repressione. Ne è convinto l’avvocato Alfonso Senatore, presidente dell’associazione CittàUnita: «Occorreva un altro tipo di legge, come quella scritta da due studiosi di valore come i professori Di Lieto (amministrativista) e Aricò (penalista) che avrebbe impedito in assoluto la possibilità di nuovi abusi edilizi, avrebbe condonato l’edilizia abusiva realizzata per stato di necessità, le prime case, e avrebbe escluso dal condono quella realizzata dalla criminalità».
Eppure a Cava de’ Tireni le stanno studiando tutte per liberarsi da questa camicia di forza trentennale del piano urbanistico territoriale che raggruppa costiera amalfitana e Cava. E così hanno tentato di percorrere la stessa strada che a Sorrento hanno imboccato con una delibera comunale che prevede l’acquisizione al patrimonio comunale degli immobili abusivi con la destinazione ad uso pubblico o edilizia sociale degli immobili stessi. Così, una volta individuati i criteri di assegnazione dell’uso pubblico può esser beneficiato perfino il titolare ex abusivo che può rimanere laddove vive pur non disponendo più di una proprietà. Ma anche il «lodo Sorrento» non è andato a buon fine, a Cava. Una volta adottata la delibera, negli uffici comunali di Cava sono piombati i carabinieri al comune per sequestrare gli atti, su ordine della procura di Nocera Inferiore (altri protocolli operativi erano stati adottati alla procura di Torre annunziata competente per territorio su Sorrento). «Non siamo finiti nel registro degli indagati – racconta l’ingegnere Attanasio – perchè abbiamo incrociato un pm particolarmente attento, che ha letto le carte ed ha preliminarmente riconosciuto la nostra buona fede nel voler percorrere una strada uguale a quella di Sorrento. Altrimenti…». Altrimenti, ma l’ingegnere lascia il discorso in sospeso, nella Repubblica Giudiziaria si può anche finire in galera.
«Io mi auguro – dice Servalli – che anche alla Regione Campania si faccia presto con l’approvazione della legge Bonavitacola, passata in giunta regionale a marzo scorso. È una legge che garantisce ai comuni le linee guida per individuare misure alternative agli abbattimenti. «Quando abbiamo dovuto chiedere i pareri per la nostra delibera – racconta l’ingegnere Attanasio – ci siamo rivolti a tre ministeri per capire di chi fosse la competenza per un atto che atteneva ad un’area soggetta a vincolo paesaggistico. Inutile dire che non abbiamo ricevuto risposta da nessuno dei tre ministeri».
È l’altra faccia dell’Italia dell’abusivismo edilizio che vive tra i komeinisti delle ruspe e i garantisti ad oltranza degli scempi ambientali. È l’Italia che plaude alle ruspe su una prima casa e poi ha tollera nel silenzio complice quei disastri ambientali che si sono consumati sotto gli occhi di tutti: come quando a Casalnuovo di Napoli venivano costruiti interi quartieri, decine di palazzi, senza concessioni edilizie, senza fogne, senza servizi. Palazzi di sette, otto piani. Dovette arrivare a Napoli un prefetto, che sarebbe poi divenuto capo della polizia, per ordinare le demolizioni di interi fabbricati abusivi. Arrivò lo Stato, certo, ma, purtroppo, con la stessa Legge che ha dovuto mandare in macerie la casa di Pina Fariello a Cava de’ Tirreni, e ha disintegrato i mattoni della piccola casa di Salvatore Garofalo, a Campolongo di Eboli. Tutti e due abusivi nell’Italia 2017, gloriosamente legalitaria. Pina è viva, Salvatore è morto. Speriamo che si salvi almeno Carmela Di Domenico.

Positano omaggio a Marotta con “Mare, Sole e Cultura” che fa un quarto di secolo

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Ricomincia “mare, sole e cultura” a Positano nella perla della Costiera amalfitana e ricomincia sabato con un omaggio a Gerardo Marotta che è stato una delle persone di cultura e umanità  di maggior spessore che ha avuto Napoli e la Campania, questa manifestazione ci accompagna da un quarto di secolo ed è un momento che apre quell’estate dei salotti letterari estivi di cui “Mare, sole e cultura” è stato l’eponimo , ha dato il nome e il lancio a queste iniziative, e tuttora ne rappresenta il modello da imitare, una manifestazione che ha portato cultura nella Città Romantica della Costa d’ Amalfi, cuore del turismo mondiale, per 25 anni, un quarto di secolo, durante il quale, nel bene e nel male,  siamo sempre stati presenti e ne abbiamo parlato, merita rispetto e grande considerazione, oltre all’orgoglio di averla noi sul territorio, per il suo spessore culturale ne cominciano a parlarne vari ed importanti giornali. Riportiamo l’articolo odierno di Davide Cerbone su Il Mattino . Quell’esperimento ardito e visionario è diventato un incantesimo che venticinque anni dopo non smette di perpetuarsi. Una magia grazie alla quale la bella stagione porta i più grandi scrittori del panorama italiano e internazionale in un paradiso in terra chiamato Positano. Ed è proprio il panorama il valore aggiunto di «Positano mare, sole e cultura», festival del libro (e non solo) che coniuga turismo di qualità e letteratura, relax e approfondimento.
L’idea balenò nel 1993 a Enzo D’Elia, agente letterario, tra molti altri, di Luciano De Crescenzo e Giuseppe Tornatore (ma anche del poeta Alfonso Gatto, salernitano come lui, del quale continua a pubblicare le opere) e infaticabile motore della rassegna che compie un quarto di secolo. «Tutto cominciò su impulso di Salvatore Attanasio, proprietario del San Pietro, uno degli alberghi più belli di Positano», riavvolge il nastro dei ricordi D’Elia. «Attanasio, che all’epoca era sindaco, era preoccupato: dopo la Guerra del Golfo gli americani non venivano più in Europa, e molte camere a luglio rimasero vuote. Così si rivolse a me, che già lavoravo in Mondadori da anni, chiedendomi di creare un evento culturale di livello, coinvolgendo anche autori internazionali, così da attrarre la clientela straniera». Detto, fatto: negli anni a venire, per Positano sono passate star del calibro di Ken Follet, Dominique Lapierre, Bernard Henry Levy, Gore Vidal, Robin Cook, Frederick Forsyth. E, tra gli italiani, Raffaele La Capria, Aldo Busi, Massimo Cacciari, Margaret Mazzantini, Giuseppe Tornatore, Ferzan Ozpetek, Alfonso Berardinelli, Piero Ottone, Giorgio Bocca, Francesco Guccini e Niccolò Ammaniti. «Abbiamo sempre cercato di portare autori noti, capaci di attirare la stampa e il pubblico, non solo il ristretto circolo degli intellettuali», dichiara le intenzioni con schiettezza D’Elia. «In una delle prime edizioni ospitammo un giovane e adorabile Vittorio Sgarbi che parlava soltanto di cultura, e qualche anno dopo andammo con Piero Angela in sommergibile sotto l’isola de Li Galli», racconta il fondatore del festival letterario.
Quella formula, concepita quando il turismo culturale non era ancora una moda, oggi vanta innumerevoli tentativi di imitazione. «Ora lo fanno tutti e ovunque, ma allora nessuno credeva nell’abbinamento tra turismo e cultura. Infatti la politica non ci finanziava – tiene a precisare D’Elia -. Si faceva tutto grazie al mecenatismo degli albergatori del posto, che seppero cogliere l’occasione, mettendo a disposizione suite da mille euro a notte per gli ospiti». Così, mescolando la cultura «alta» con quella popolare, D’Elia è riuscito a fare di Positano, una gemma incastonata nella Costiera amalfitana, un punto cardinale del dibattito letterario. Un Eden il cui richiamo ha conquistato anche le scuole. «Verranno un centinaio di studenti da tutta la Campania, accompagnati dai loro insegnanti», spiega D’Elia.
Dunque l’incantesimo, c’è da scommetterci, si ripeterà anche quest’anno, dal 24 giugno al 20 luglio, quando la rassegna presieduta dall’editorialista del «Corriere della Sera» Aldo Grasso navigherà a vista tra otto diversi «Universi» – uno per serata – portando a Positano Pino Imperatore e Andrea G. Pinketts (gli «Universi della commedia», 5 luglio), il cantante dei Tiromancino Federico Zampaglione e Giacomo Gensini («Universi del racconto», 6 luglio), l’eremita Mauro Corona, che il 12 luglio calerà dalla montagna al mare per addentrarsi con Luigi Maieron tra gli «Universi inattesi», Rosanna Lambertucci e Paolo Crepet («Universi del benessere», 13 luglio). Si prosegue con Marina Ripa di Meana e Antonio Monda, direttore artistico del Festival del Cinema di Roma («L’amore e i suoi universi», 18 luglio, con Simona Izzo e Ricky Tognazzi) per chiudere il 20 luglio, quando il vicedirettore del Tg1 Gennaro Sangiuliano si interrogherà con l’onorevole Giorgia Meloni, il direttore de «Il Mattino» Alessandro Barbano e il rettore dell’Università di Salerno Aurelio Tommasetti sulla globalizzazione e le sue parole attraverso l’analisi dei volti del potere della geopolitica globale: da Merkel a Putin, da Hillary Clinton a Trump.
Ma «Positano mare, sole e cultura» ha generato anche un importante Premio internazionale di giornalismo civile presieduto oggi da Giovanni Russo, altro salernitano di successo, e ideato con l’Istituto italiano Studi filosofici. Il suo fondatore, Gerardo Marotta, sarà ricordato nella serata inaugurale del 24 giugno, quando a Palazzo Murat verrà premiato Aldo Cazzullo, autore de L’intervista. I 70 italiani che resteranno (Mondadori). Con il filosofo Giulio Giorello e Aldo Grasso, Cazzullo darà vita ad una riflessione sul tema «L’Italia e i suoi universi», immergendosi in una galleria dei personaggi che hanno fatto la storia del Paese negli ultimi trent’anni.

Napoli, prima prova d’esame

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«Caproni? No, non mi ha spaventato e ho scelto di fare proprio questa traccia di analisi del testo», dice un ragazzo uscendo dal Liceo Classico Sannazaro. Le sei ore a dispoosizione dei ragazzi per lo svolgimento della prima prova dell’esame di maturità sono terminate e i ragazzi iniziano a uscire alla spicciolata dall’Istituto che per l’occasione è stato blindato come di consueto. In tanti hanno scelto comunque di svolgere l’analisi del testo, nonostante l’oggetto fosse la poesia «Versicoli quasi ecologici», di Giorgio Caproni, pubblicata postuma nel 1991. Probabilmente non si ha traccia di lui in nessun antologia per licei ma «non c’era bisogno di conoscerlo. Bastava fare riferimento ai poeti del ‘900 e così ho fatto», spiega un altro ragazzo. «Certo ci aspettavamo che uscissero tracce molto diverse ma non è stata una prova difficile», dice una ragazza ancora scossa dall’adrenalina del momento.

In tanti hanno scelto il saggio breve sulla robotica e le nuove tecnologie nel mondo del lavoro perchè dicono «È una tematica che sentiamo molto vicina». Fuori al Liceo Sannazaro si respira aria di festa ma contaminata dall’ansia che non lascerà i maturandi per i prossimi giorni. «Sono distrutta, pensavo che ci avrei messo di meno a consegnare», dice una studentessa con il pearcing che uscendo da scuola ha gridato con liberazione «ma chi è Caproni?». «Adesso sono tranquilla – dice un’altra ragazza – mi preoccupa molto di più la prova di domani. Il Latino non è il mio forte, speriamo bene».

Fonte: Il Mattino – Mercoledì 21 Giugno 2017

Luoghi Storici e Musica: Palazzo Caracciolo Chiostro Cinquecentesco

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COMUNICATO STAMPA
Associazione “Noi per Napoli”
presenta
Giovedì 29 giugno 2017 Ore 19.00
quarta tappa
Rassegna
Luoghi Storici e Musica
visita alla Chiesa di
San Giovanni a Carbonara
Concerto
presso
Chiostro Cinquecentesco
PALAZZO CARACCIOLO
con
Olga De Maio ( soprano)
Luca Lupoli ( tenore)
Maurizio Iaccarino ( pianoforte)
con gli interventi storici del giornalista Giuseppe Giorgio
seguirà aperitivo e su richiesta cena con gli artisti
Giovedì 29 giugno 2017 alle ore 19.00, l’Associazione “Noi per Napoli” propone come quarta tappa della Rassegna “Luoghi Storici e Musica”, un evento esclusivo nella cinquecentesca cornice di Palazzo Caracciolo. L’iniziativa, prevede la visita guidata alla chiesa di San Giovanni a Carbonara, un concerto all’interno del chiostro dello storico palazzo appartenuto ai principi Caracciolo ed oggi sede della MGallery by Sofitel, un apertivo e su richiesta una cena con gli artisti. La Chiesa di San Giovanni a Carbonara è una chiesta monumentale di Napoli sita nell’omonima strada del centro storico, proprio di fronte al nobile edificio dei Caracciolo. Seppure la fondazione risale al Trecento, le opere scultoree e pittoriche cinquecentesche che ne decorano gli interni la rendono una delle chiese rinascimentali artisticamente più rilevanti della città. La costruzione della chiesa con l’adiacente convento agostiniano ebbe inizio nel 1339 (completato poi nel 1343) grazie alle donazioni del patrizio napoletano Gualtiero Galeota he donò all’ordine religioso alcuni suoi lotti di terra. L’ampliamento dell’inizio del Quattrocento voluto da re Ladislao, che qui desiderava essere sepolto, portò alla costruzione di un nuovo chiostro ed all’abbellimento della chiesa con marmi pregiati. I lavori continuarono in seguito anche con la sorella del re, Giovanna II di Napoli, che proprio per il fratello fece erigere il grande monumento funebre dell’abside. Per quanto riguarda il momento canoro e musicale in programma, come di conseuto vi è il concerto del soprano Olga De Maio e del tenore Luca Lupoli, alle prese con un repertorio capace di spaziare dalla romanza da salotto all’operetta ed alle canzoni classiche napoletane con l’accompagnamento al pianoforte di Maurizio Iaccarino e con gli interventi storici del giornalista Giuseppe Giorgio. La finalità che si propone l’Associazione Artistico Culturale “Noi per Napoli” con questa iniziativa, ora presentata in sinergia con “Palazzo Caracciolo”, dove la storia si fonde con le più moderne esigenze di ospitalità, è quella “di avvicinare il grande pubblico ai tesori della nostra città e della nostra cultura e di stimolare l’amore e la passione verso la musica e l’opera lirica”. Per partecipare, occorre prenotare e chiedere informazioni all’Associazione Culturale “Noi Per Napoli”, scrivendo alla mail noipernapoliart@gmail.com oppure contattando il Palazzo Caracciolo o i numeri 3394545044 – 327 7589936. Quota di partecipazione 20,00 euro, ( 18.00 per i Cral) comprensiva di visita guidata, biglietto per l’ ingresso al concerto ed aperitivo.
per l’ufficio stampa e comunicazione
Giuseppe Giorgio
ph.3473173556
giuseppegior@libero.it

Piano di Sorrento sarà presentato il libro “L’imponderabile”

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Piano di Sorrento. Ne “L’Imponderabile” di Anna Bartiromo otto racconti per un romanzo introspettivo ed imprevedibile.

 Riceviamo e pubblichiamo

Domani, giovedì 22 giugno alle ore 19.00 presso la Sala consiliare del Comune di Piano di Sorrento sarà presentato il libro “L’imponderabile” (Graus Editore), opera della scrittrice carottese Anna Bartiromo. L’autrice firma un romanzo introspettivo, offrendo squarci di vite che sfuggono a qualsiasi tentativo di precisa valutazione e il cui filo conduttore è l’imponderabile. Un pallido filo rosa si dipana lungo le vie di Ginì, Kim, Beth, Ketty, Foeba: è identità – realtà – autocoscienza, trinomio che si scompone, ricompone e trasforma d’intreccio in intreccio negli otto racconti di Anna Bartiromo. Dai freddi toni hopperiani dei quadri di solitudine metropolitana “Due sul marciapiede”, “Storia di Kim”, “Chat”– ove l’identità è un meccanismo ad orologeria – al tenue richiamo di madeleines intinte nel tè di “Oltre lo specchio” e, a chiudere il cerchio, “Lo Sconosciuto” e “L’incompresa”: racconti che si “spogliano” fino a farsi nudi schizzi con finale a sorpresa.

Oltre alla scrittrice, interverranno il prof . Francesco D’Episcopo – Docente dell’ Università Federico II di Napoli; prof. Giovanni Ruggiero del Liceo Marone; la psicologa Simona Esposito; la pittrice nonché autrice della copertina Letizia Caiazzo e l’editore Pietro Graus. L’intervallo musicale sarà a cura di Rosalba Spagnuolo e Francesco Cesarano.

Annarita Lombardi

Ufficio Stampa Graus Editore

Vico Seminario dei Nobili, 11

Napoli 80134

press@grauseditore.it

tel. +39 081 7901211

Pubblicato da Alberto Del Grosso

Giornalista Garante dei lettori

del giornale Positanonews

 

 

“APE SOCIALE” INPS, MISURA PER ANTICIPARE LA PENSIONE A 63 ANNI. BENE PRESENTARE QUANTO PRIMA LA DOMANDA

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l’APE SOCIALE è un’indennità che “anticipa” la pensione e “accompagna” i suoi destinatari fino al raggiungimento del requisito di età previsto dalla legge Monti-Fornero, senza alterarne il calcolo degli importi.  Si ottiene solo su domanda che è già possibile trasmettere dallo scorso Sabato.  Accede alla misura sperimentale chi ha compiuto 63 anni di età e almeno 30 anni di contributi ma solo se appartiene a una delle seguenti categorie: 1) DISOCCUPATI che hanno finito integralmente di percepire, da almeno tre mesi, la prestazione per la disoccupazione loro spettante. Lo stato di disoccupazione deve essere conseguente alla cessazione del rapporto di lavoro per licenziamento, anche collettivo, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale nell’ambito della procedura obbligatoria di conciliazione prevista per i licenziamenti per giustificato motivo oggettivo.;  2)  CHI ASSISTE UN FAMILIARE DISABILE TITOLARE DI LEGGE 104/92 ART.3 COMMA 3, ovvero soggetti che al momento della richiesta e da almeno sei mesi assistono il coniuge, l’unito civilmente o un parente di primo grado convivente (genitore, figlio) con handicap grave ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104; 3) INVALIDI CIVILI CON UN GRADO RICONOSCIUTO PARI O SUPERIORE AL 74%;  4) CHI FA PARTE DELLE CATEGORIE DI LAVORO “GRAVOSO” (in questo caso gli anni di contributi necessari  tuttavia aumentano a 36)  ovvero dipendenti che svolgono o abbiano svolto da almeno sei anni in via continuativa una o più delle attività lavorative di seguito elencate : operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici; conduttori di gru o di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni; conciatori di pelli e di pellicce; conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante; conduttori di mezzi pesanti e camion; personale delle professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni; addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza; insegnanti della scuola dell’infanzia ed educatori degli asili nido; facchini, addetti allo spostamento merci ed assimilati; personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia; operatori ecologici ed altri raccoglitori e separatori di rifiuti.

Ai fini del conseguimento del beneficio gli interessati devono produrre una doppia domanda: la prima volta all’accertamento della sussistenza delle condizioni (entro il 15 luglio 2017) a cui l’Inps darà risposta (positiva o negativa) entro il 15 Ottobre 2017, la seconda volta ad accedere al beneficio vero e proprio. L’importo dell’APE asociale è rapportato a quello del calcolo al momento dell’accesso al sussidio ma entro un tetto massimo di 1500,00 euro mensili. La pensione decorre dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda di accesso al beneficio solo per chi la presenta entro il 15 Luglio 2017. Secondo un particolare sistema di monitoraggio in caso di mancamento delle risorse finanziarie è bene affrettarsi a presentare la domanda per non ritrovarsi eventualmente esclusi. La domanda di accesso al beneficio o del sussidio stesso si presenta attraverso un patronato o col proprio PIN INPS personale.

Si presti attenzione comunque alla circostanza che l’APE agevolato non sarà un diritto soggettivo che l’interessato potrà azionare in qualsiasi momento ma un beneficio che potrà essere compresso o addirittura negato laddove le risorse stanziate non risultassero sufficienti a soddisfare tutte le domande presentate.

 

Matteo Cobalto

 

A Sorrento ‘Il Respiro del Vino’

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Presentato il libro del professore enologo Luigi Moio della Federico II

 

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Sorrento – L’esperienza francese fa scattare in lui la convinzione del Grande Vino, come risultato del grande lavoro in vigna e del rispetto umano dell’uva di partenza e da qui lo ha portato a scrivere ‘Il Respiro del Vino’.

Il libro che sta avendo un buon successo in tutta Italia in cui parla di quel profumo coinvolgente, di quel suo respiro trattenuto, al quale è impossibile opporre resistenza, che anticipa tutto ciò che si sente in bocca subito dopo aver avvicinato il bicchiere alle labbra.

Nella Sala Tritone dell’Hilton Sorrento Palace si è inoltrato non solo nello spiegare tutte quelle che sono le complessità del vino e come goderne, ma il suo indice è puntato soprattutto sul profumo che emana il calice quando lo si annusa per intuire quale esso emette nelle narici. Tutto un inerpicarsi scientifico arrampicandosi in tutto quello che porta a spigare l’importanza del profumo del ‘nettare degli dei’, tra varie formule e disegni particolari da lui fatti eseguire “a matita perché mi piace la sobrietà”, immessi nel libro. Un libro che “mi sta togliendo il respiro perché corro avanti ed indietro ed a Pescara una lisca di baccalà mi è restata in gola e sono finito in ospedale ed usciva anche del sangue”. Queste le sue prime parole nel presentare il suo libro che è stato messo in vendita nella prima decade di novembre 2016, e che sta facendo il giro d’Italia, è stato presentato anche in Sicilia a Catania.

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Lui nasce nell’azienda vinicola di famiglia ed il padre Michele lo spinge verso gli studi enologici perché voleva che non mancasse un enologo in famiglia, ma lui aveva altre aspirazioni, una notte sognò di voler intraprendere un altro mestiere ma se lo diceva al padre chissà cosa gli avrebbe risposto. La stesura del libro nasce casualmente nella città meneghina perché era andato ad esporre “una lezione sull’aroma del vino. C’era una responsabile della Mondadori che si alzò e mi disse di scrivere un libro, così mi invitò a Segrate ed io ci andai con un libro di Adelfi e da li è partita la cosa”.

Dietro a questo libro ci sono tanti aneddoti ma il tutto è partito quando stava nel paese d’oltralpe, perché egli ‘riscopre’ il vino grazie ai colleghi ricercatori francesi con i quali “era bello perdersi in piacevoli conversazioni, approfondimenti e confronti”. Di natura poliedrica come ogni grande ‘artista’ (è un bravo pittore e buon chitarrista), è autore e coautore di circa 200 pubblicazioni scientifiche nei settori della chimica e tecnologia degli alimenti. Dal 1991 svolge ricerche sullo studio dell’aroma degli alimenti, basate sull’applicazione di metodologie accoppiate di analisi sensoriale e strumentale. Ha rivolto particolare attenzione allo studio dei componenti odorosi del vino ed alle tecnologie enologiche mirate a  preservarne ed amplificarne l’aroma varietale.

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Senza dubbio è considerato uno dei maggiori esperti italiani del settore enologico, i suoi studi e le loro applicazioni hanno contribuito in maniera determinante alla riscoperta ed alla valorizzazione di innumerevoli vitigni autoctoni del sud Italia.

Vitigni da cui nasce questo ‘nettare’ a cui nessuno può resistere, e che emanano quel profumo che può essere un effetto del sole di un’alba radiosa o delle nuvole che precedono la pioggia. Di quel profumo che forse è l’aspetto sensoriale più straordinario del vino, perché è anche il linguaggio della sua composizione, della sua storia, delle sue tradizioni, dei territori in cui nasce e dei microclimi che ne accarezzano i giorni. Il vino è la sintesi sorprendente dei profumi di tutto ciò che ci circonda, perché ha nella sua natura più profonda le tracce della terra, dei fiori, dei frutti, delle spezie, del mare, della montagna, del vento, della luce e di tante altre cose che nobilmente rappresenta. L’atto iniziale di chiunque si avvicini al vino è infatti quello di portare il calice al proprio naso per sentirne il profumo, roteando delicatamente il bicchiere, affinché il vino in esso contenuto, simile alla Terra che ruota intorno al proprio asse, possa sprigionare la sua intimità olfattiva.

Chiusa la presentazione si è aperto nell’agrumeto un assaggio di noccioline di mandorle ma soprattutto di un vino di prima qualità a cui nessuno ha potuto resistere.

Le foto a corredo dell’articolo sono di Giuseppe Spasiano

GISPA

IL COLLEZIONISMO A STABIA. Memorial Correale 8° Edizione – 23/24 Giugno 2017

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Dal 1995, punto d’incontro due volte l’anno dell’Italia meridionale, con la presenza di periti specializzati ed esperti operatori del settore, che per l’occasione metteranno in esposizione autentiche rarità:

monete, francobolli, banconote, gettoni e tokens, decorazioni militari, cartoline, stampe, orologi, album da collezione, immagini sacre, carte telefoniche, quotidiani, locandine, libri, fumetti, figurine, calendari militari, penne da scrittura, pins, spille, oggettistica varia, accessori e raccoglitori per collezioni.

In memoria del Presidente Salvatore Correale, fondatore nel 1994 dell’Associazione Circolo “Tempo Libero”, deceduto prematuramente il 28 Marzo 2013, lasciando un vuoto incolmabile.

Sarà possibile acquistare, periziare, vendere o scambiare materiale da collezionismo.

Memorial Correale 8° Edizione – 23/24 Giugno 2017

44°manifestazione di Numismatica, Filatelia, Cartamoneta, Cartofilia, Telecarte, Libri antichi, Fumetti, Accessori, Oggettistica varia.

Hotel Le Palme – Via Pioppaino n°113

Castellammare di Stabia (Napoli)

Gli orari di apertura e chiusura:

Venerdi 23 Giugno 2017, dalle ore 9:00/13:00 – 15:00/20:00

Sabato 24 Giugno 2017, dalle ore 9:00/13:00 – 15:00/17:00

Ingresso Libero

Per informazioni e contatti:

Associazione Circolo “Tempo Libero”

Castellammare di Stabia (Napoli)

Telefono per informazioni: (+39) 3498125912 – Attilio Maglio

Mail per informazioni: clubdeltempolibero@gmail.com

Sito internet: http://clubdeltempolibero.xoom.it/

Pagina Facebook: Associazione Circolo Tempo Libero

Twitter: @libero_tempo

Google+: Tempo Libero

Instagram: @libero.tempo

Vimeo: Libero Tempo

I nostri blog:

http://associazionecircolotempolibero.blogspot.it/

http://circolotempolibero.tumblr.com/

http://tempolibero.livejournal.com/

Massa Lubrense, fermato 28enne in possesso di sostanze stupefacenti: scattano gli arresti domiciliari

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Nella serata di ieri gli agenti della Polizia di Stato di Sorrento hanno arrestato un 28enne, Francesco Ferraro, originario di Massa Lubrense. Per lui si parlava del reato di detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti: il giovane è stato fermato per un controllo mentre era in sella alla sua moto e nelle sue tasche sono state rinvenute sostanze stupefacenti nella quantità di un paio di grammi. Altro quantitativo della medesima sostanza è stato poi rinvenuto nella sua abitazione: la tesi del giovane, però, era sempre la stessa, ovvero che il tutto fosse per esclusivo uso personale.

Abbiamo avuto modo di parlare con il suo avvocato, Luigi Alfano, il quale ci ha confermato l’esito del processo per direttissima: per il 28enne si parla di custodia cautelare, condanna ad un anno e quattro mesi, accolta la tesi di uso terapeutico e personale. Niente reato di spaccio, quindi.

Maturità oggi la prova di Italiano fra la robotica e Caproni, voi che ne pensate?

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Maturità oggi la prova di Italiano fra la robotica e Caproni, voi che ne pensate? I lettori di Positano da Amalfi a Sorrento hanno anche loro fatto gli esami di maturità , molto sull’attualità la traccia, ma la scuola la affronta bene e abbastanza per poter affrontare questa prova? Chi conosce Caproni?

Oggi la prima prova, quella di italiano, della Maturità 2017. Ecco le tracce: Giorgio Caproni è l’autore per l’analisi del testo, come riporta l’ ANSA . E’ la Lirica “versicoli quasi ecologici” (1972, tratta dalla raccolta Res Amissa) il testo di Caproni sul quale dovranno cimentarsi i maturandi per l’analisi.
“La natura tra minaccia e idillio nell’arte e nella letteratura”per il saggio breve in ambito artistico-letterario. Immagini di quadri di William Turner e Giuseppe Pellizza da Volpedo e versi di Pascoli nei documenti allegati.
Poi, per il saggio breve socio-economico, la robotica e nuove tecnologie nel mondo del lavoro, da uno dei testi di Enrico Marro, articolo da IlSole24Ore.
Disastri e ricostruzione per il saggio storico-politico.
Tema storico: “Il miracolo economico italiano”, citazioni da Piero Bevilacqua da “Lezioni sull’Italia repubblicana” e da Paul Ginsborg da “Storia d’Italia dal dopoguerra a oggi”.
Il progresso è al centro del tema di attualità partendo da una citazione di Edoardo Boncinelli (“Per migliorarci serve una mutazione”).

“Versicoli quasi ecologici” di Giorgio Caproni (raccolta Res Amissa)
Non uccidete il mare,
la libellula, il vento.
Non soffocate il lamento
(il canto!) del lamantino.
Il galagone, il pino:
anche di questo è fatto
l’uomo. E chi per profitto vile
fulmina un pesce, un fiume,
non fatelo cavaliere
del lavoro. L’amore
finisce dove finisce l’erba
e l’acqua muore. Dove
sparendo la foresta
e l’aria verde, chi resta
sospira nel sempre più vasto
paese guasto: Come
potrebbe tornare a essere bella,
scomparso l’uomo, la terra.

Commento al Saggio breve socio-economico dei tutor di Skuola.net
Quest’anno il saggio socio-economico si concentra su un tema cardine del nostro secolo: la tecnologia. Tuttavia non si tratta del solito elogio sullo sviluppo e le opportunità delle nuove tecnologie, ma sul loro aspetto negativo, ovvero la possibilità che i sistemi robotizzati automatizzino completamente i mezzi di produzione, rendendo così superfluo l’intervento dell’uomo e forse acutizzando la disoccupazione e la crisi economica. Compito dello studente sarà quello di domandarsi: come affrontare questo inevitabile cambiamento?

Miur, tutto procede regolarmente – “Tutto procede regolarmente, nessun problema con il plico telematico”. Al ministero dell’Istruzione si vigila dalle prime ore del mattino per il corretto funzionamento della macchina esami. “Al centralino della struttura tecnica tutto tace” riferiscono all’ANSA da viale Trastevere e “questo è un buon segnale”. “C’è stato qualche rallentamento, ma rientra nella norma” assicurano. Alle ore 12 sul sito del Miur anche quest’anno verranno pubblicate le tracce proposte agli studenti per il loro esame di Maturità.

Renzi, bella e tosta la scelta di Caproni – “Un grande in bocca al lupo ai ragazzi che da oggi sono impegnati con la Maturità 2017. Tosta e bella la scelta di Caproni, eh!”. Lo scrive nella sua newsletter Enews il segretario del Pd Matteo Renzi.

Burloni su Wikipedia: “Caproni il più bestemmiato il 21 giugno 2017”

La prova di italiano, uguale per tutti, riguarda mezzo milione di studenti. Quest’anno sono 12.691 le commissioni per 25.256 classi coinvolte. 505.686 i candidati iscritti all’esame (489.168 interni e 16.518 esterni).

L’invio delle tracce delle prove scritte avviene attraverso il plico telematico: ‘buste’ criptate recapitate per via informatica alle scuole. Per la loro apertura e’ necessaria una password, che verrà resa nota soltanto stamani. Per i ragazzi il solito ventaglio di scelte: analisi del testo, redazione di un articolo di giornale/saggio breve, tema di argomento storico, tema di ordine generale. Sei le ore a disposizione per lo svolgimento.

Quest’anno gli ammessi all’esame, secondo le prime rilevazioni del Miur, sono il 96,3%; la Sardegna è la regione che fa registrare il tasso più basso, 94%, mentre la Basilicata con il 98,5% è quella che sforna la più alta percentuale.

Ragazzi attenti alle fake news – IL VIDEO

A tutti gli studenti sono arrivate le raccomandazioni dello chef Alessandro Borghese nell’ambito della campagna #NoPanic del ministero, pensata per parlare ai giovani con il loro linguaggio, accompagnandoli al fatidico appuntamento, via social, con video consigli, grafiche, post sulle principali scadenze. “È importante – suggerisce il cuoco stellato in una clip che chiude il cerchio dei video consigli già dispensati dal linguista Luca Serianni e dall’astronauta Samantha – mangiare bene e a orari regolari, e mangiare sia carboidrati sia proteine. Perché servono tutti e due. Servono a far funzionare la testa”.

“Speriamo, con questa iniziativa, di aver accompagnato i mesi che hanno preceduto la Maturità facendo sentire loro il Ministero come un’istituzione un po’ più vicina” ha affermato la ministra Fedeli riferendosi alla campagna #NoPanic. E da Bergamo, dove era impegnata in un convegno, ha rinnovato il suo ‘in bocca al lupo’ agli studenti ringraziando di nuovo gli insegnanti: “Si arriva alla fine dell’anno scolastico dopo che tutti loro hanno fatto tantissimo per i nostri ragazzi, per questo dico innanzi tutto un grazie a tutti loro”. Alle ragazze e ai ragazzi la ministra ha quindi raccomandato di “stare tranquilli”.

Gli appuntamenti per i circa 500 mila candidati, come ogni anno, saranno serrati. Dopo il tema di italiano il 21 giugno, i ragazzi dovranno tornare tra i banchi il giorno dopo, 22 giugno, per il secondo scritto. Il 26, dopo un week end per tirare il fiato, si cimenteranno con il famigerato quizzone. Quarta prova scritta, per gli indirizzi in cui è prevista, il 27; mentre per le scuole sedi di seggio elettorale la terza e quarta prova scritta si svolgeranno il 27 e il 28. Poi, naturalmente, gli orali.

 

Auguri per Nonni speciali!

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Tantissimi auguri ai Nonni Giuseppe Staiano e Antonina De Gregorio per i loro 50 anni di matrimonio!!!

Da Agata e Jafet

Procida (NA). Intervento di Franco Lista sulla “Cromofilia Procidana”

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Procida (NA)

Segnalazione di Maurizio Vitiello – Riceviamo e, volentieri, pubblichiamo quest’acuta riflessione intitolata “Cromofilia Procidana” di Franco Lista, amante dell’isola flegrea, artista, architetto e grande intellettuale.

“Sappiamo, che certe città sono gialle, azzurre, rosse: chi non ha notato il colore rosso-ferrigno di Bologna, il colore grigio-ardesia di Genova, il colore giallo-travertino di Roma? Anche Parigi, Londra, Monaco hanno tutte un loro particolare colore.” Questa attraente e efficace considerazione di Gillo Dorfles ripropone il cromatismo delle città e degli abitati minori, il colore urbanistico e il colore delle architetture: una sorta di timbro cromatico prevalente che permea la scena urbana.

Connotate non solo nei vari colori dei materiali costruttivi (mattoni, pietre ardesia, travertino, intonaci), ma anche nel rapporto cromatico che questi materiali hanno con i colori della natura (cielo, verde, mare, montagne), alcune città acquistano espressiva vivacità agli occhi e alla sensibilità di chi le osserva e di chi le vive.

La riflessione di Dorfles, scritta molti anni fa, largamente anticipatrice del desiderio di ricomporre e tutelare i cromatismi delle città, oggi è diventata cosa di attualità. Molte amministrazioni avviano studi e ricerche per i nuclei abitativi d’interesse storico, artistico, ambientale, dotandosi di un opportuno piano del colore.

Riaffiora il bisogno, represso fino a poco tempo fa da considerazioni di natura sociale, economica e strumentale, di far riacquistare ai nostri abitati la perduta originaria ricchezza cromatica. Per questo, il colore ridiventa valore di comunicazione collettiva, di sensibilità , fresca e immediata, dell’opera umana.

E’ un segnale senza dubbio interessante tra i tanti inquietanti che provengono dallo scenario di abbandono e di degrado di molti centri storici, piccoli e grandi che siano.

Nei piccoli abitati costieri e delle isole, com’è il caso di Procida, il colore non costituisce un pregio puntiforme, ma dà luogo a un cromatismo corale di valore ambientale e, allo stesso tempo, funzionale in considerazione delle particolari caratteristiche climatiche. Il largo uso di tinte di toni chiari certamente ha un’azione riflettente nei confronti dei raggi solari, mentre il colore bianco, derivato dal latte di calce, era prevalentemente e stagionalmente impiegato per gli estradossi delle volte a gaveta per ragioni igieniche legate all’approvvigionamento delle acque pluviali. Intanto, il contrasto con gli azzurri del cielo e del mare formava quella quasi assoluta originalità che in Grecia è diventata simbolo e attrazione turistica.

L’osservatore sensibile, il fotografo e il pittore di paesaggi, da queste policromie, traggono sensazioni complesse che vanno oltre il semplice dato cromatico.

La complessità attiene al connubio paesaggistico tra tinte delle costruzioni, colori della natura e la particolare luce esaltata dall’azione specchiante della superficie del mare. I pittori per questo parlano di “fusione cromatica” che è rapporto generativo d’intonazioni e coloriti intrecci, laddove contrasti e definizioni cromatiche si fondono e si stemperano nella cosiddetta prospettiva atmosferica.

D’altra parte, i processi organici di mutamento cromatico complicano e mettono in gioco ulteriori elementi di riflessione: fattori atmosferici e ambientali quali luce, dilavamento delle piogge, umidità e variazioni termiche. Fattori tutti di modificazione e cangiamento dei colori originari che tuttavia assumono spesso un valore figurativo.

Ecco il colore che cambia nel tempo come un ciclo organico, una sorta di vita delle tinteggiature che da semplici campiture, da pure stesure cromatiche, diventano vere e proprie espressioni di pittura materica e informale, anche queste spontanee come l’architettura dell’isola. Superfici grumose che lasciano intravedere sovrapposizioni e concrezioni di tinte e materiali diversi, stratificati nel tempo, di sorprendente sensibilità materica, quasi opere informali di artisti contemporanei.

Sono le stesse superfici alle quali Leonardo da Vinci faceva riferimento nel suo Trattato di pittura ed erano stimolo per i suoi “precetti per le nuove invenzioni di speculazione” rivolti al buon allievo che era così sollecitato: “Se tu riguarderai i muri imbrattati di varie macchie e pietre di vari misti. Se arai a invenzionare qualche sito, potrai lì vedere similitudini di diversi paesi, ornati di montagne, fiumi, sassi, alberi, pianure grandi, valli e colli in diversi modi … Non isprezzare questo mio parere, nel quale ti si ricorda che non ti sia grave il fermarti alcuna volta a vedere nelle macchie dè muri, o nella cenere del foco, o nuvoli, o fanghi, o altri simili lochi, li quali, se ben fiano da te considerati, tu vi troverai dentro invenzioni mirabilissime, che lo ingegno del pittore si desta a nuove invenzioni …”

Le macchie dei muri nella loro instabilità, per Leonardo, sono fonte creativa, stimolano l’immaginazione, costituiscono materiale interessante per l’artista e direi per qualunque animo sensibile alla bellezza. Attenzione dunque a questa particolare, ulteriore risonanza del colore. Un valore dunque che mostra infinite matericità ora tangibilmente compatte, ora sgranate nella loro stratificazione, ora dilavate al punto da variare con sottile e casuale finezza il tono del colore. Un valore squisitamente cromatico che va tutelato, reintroducendo le antiche tecniche di tinteggiatura, e non annullato col pessimo ricorso utilitaristico a colori industriali che tendono a essere immutabili ed eterni; a dare l’effetto, come sostiene Manlio Brusatin, del “nuovo a tutti i costi” come quello di un oggetto appena prodotto dalla fabbrica.

Una simile angolazione di lettura, nell’aumentare il campo d’indagine, ora più proteso verso una complessità cromatica che è la stessa dell’immagine paesaggistica di Procida, dovrebbe essere presa in seria considerazione; non può essere mal interpretata o, ancor peggio, letta come semplice suggestione di malintesa ascendenza ruskiniana.

L’antefatto di un qualsivoglia piano del colore che aspira a essere fattibile, principiando dal riconoscimento della comunità sociale a cui è finalizzato, deve trovare nella prassi la necessaria condizione di reciprocità tra “comunità sociale” e “comunità cromatica”. La storica e urbanistica “unità di vicinato” deve poter diventare “unità cromatica di vicinato”, nell’accostamento e nel misurato contrasto cromatico delle abitazioni.

“Tutti i colori sono gli amici dei loro vicini e gli amanti dei loro opposti”. Ecco una straordinaria riflessione di un grande colorista, quale è stato Chagall: una preziosa indicazione progettuale per un possibile Piano del colore.

Certamente, va detto che il Piano del colore, imperniato sul recupero della tavolozza procidana, è senza dubbio interessante e utile con i suoi sistematici apporti conoscitivi, i procedimenti di tipo analitico e gli indirizzi di carattere tecnico. Resta pur sempre la necessità di una valutazione olistica, affidata all’occhio sensibile che sappia orientare e declinare la norma in ragione della richiamata complessità.

Il naturale suggerimento, che vuol essere uno stimolo ad agire in proposito, è quello di costituire una “commissione del colore” nel quale vi sia almeno qualche portatore sano di “cromofilia procidana”.

Franco Lista

 

Kat Kerkhofs moglie di Mertens ed Edward Norton a Positano e ad Amalfi FOTO

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Kat Kerkhofs, moglie del calciatore del Napoli Dries Mertens, di nuovo a Positano a Villa tre ville, l’amore per la Costiera amalfitana forse farà si che rimanga in Campania il noto campione belga. Anche  Edward Norton in Costa d’Amalfi , ospite a Ravello dalla famiglia Palumbo, è stato a Positano sulla barca dei Lucibello  per un giro per il paese  ed è stato visto  nella boutique Brunella con  la moglie Shauna Robertson, il figlio Atlas e alcuni amici poi il famoso attore si è imbarcato con  Carmine Rispoli per una gita fino a Capri e Punta Campanella sulle coste di Sorrento . Sotto nelle foto con lo staff del grande ristorante Marina Grande ad Amalfi 

Attivitá della Fondazione Culturale Wilhelm Kempff con il compositore svedese Svensson

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Riceviamo e volentieri pubblichiamo su Positanonews una nota della Fondazione Kempff, istituzione che riempie di orgoglio e prestigio Positano e la Costiera amalfitana;

In questi giorni si trova a Positano, con una borsa di studio per residenza artistica, nella magnifica proprietá della Fondazione Culturale Wilhelm Kempff, il compositore svedese Johan Svensson. Il compositore è stato incaricato dalla Fondazione per la Musica intitolata ad Ernst-von-Siemens, di comporre un pezzo di musica che verrá rappresentato per la prima volta a Berlino questo autunno.

 
notizia a cura di Raffaella Panico per conto della Presidentessa della Fondazione Culturale Wilhelm Kempff, signora Annette von Bodecker

Tutti sotto le stelle per la Festa della Musica

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 Esibizioni a Salerno e in tutta la provincia ma gli ensemble del Conservatorio Martucci tacciono

Di OLGA CHIEFFI

 Il Mibact è sceso in campo per dar modo a tutti di godere e partecipare ad una delle una delle notti più attese, che fa da colonna sonora al solstizio d’estate, la “Festa della Musica”. Iniziata in Francia nel 1982, la Fête de la Musique promossa dal Ministero della Cultura condotto da Jack Lang, invitava tutti i musicisti, professionisti ed amatori a suonare il 21 giugno per le strade delle città. In seguito, la manifestazione si è sviluppata fuori dalle frontiere francesi. In Europa dal 1995 hanno aderito, confederandosi in una associazione europea, le città di Atene, Barcellona, Berlino, Budapest, Bruxelles, Lisbona, Liverpool, Losanna, Madrid, Napoli, Parigi, Praga, Roma, Senigallia, Lanuvio. Oggi che tutti hanno la possibilità di suonare ci si ritroverà a Salerno e in tutta la provincia ascoltando ogni tipo di musica. Parchi, musei, luoghi di culto, carceri, ambasciate, ospedali, centri di cultura, stazioni ferroviarie, metropolitane ma soprattutto strade e piazze risuoneranno in bene o in male con eccellenze o studenti. La Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Salerno e Avellino, diretta da Francesca Casule, ha organizzato sul territorio, insieme ad enti e associazioni, diverse iniziative. Il jazz di Django Reinhardt nel racconto e nell’interpretazione del Sestetto Quasi manouche. Django, la mano sinistra del diavolo, il quale, “inventandosi” nuove diteggiature, con l’indice e il medio che scorreva la tastiera aumentando velocità e precisione, con l’anulare e il mignolo, parzialmente paralizzati, diventò precursore dell’uso delle ottave (poi divenute il “marchio di fabbrica” di Wes Montgomery) e prendendo dei semibarrè che arricchivano gli accordi di none e tredicesime e sui quali la portentosa mano destra eseguiva dei “rullii” secchi ed energici similari proprio a quelli di un rullante di batteria, rivoluzionò la chitarra jazz, rivivrà, stamane, alle ore 11.30, presso la sala conferenze di Palazzo Ruggi D’Aragona, e alle ore 20,30 al Museo Archeologico Provinciale. Alle ore 19.30, presso Largo Montone si terrà, invece, l’iniziativa “Suoni di terra e di mare”, suggestioni sonore di Musica popolare fortemente intessute di misticismo religioso, a cura di gruppi vocali e di musicisti provenienti dalla città e dalla provincia. Saranno presenti i “Battenti di Minori”, il gruppo “Folk e Zampognari “di Caggiano, i “Battenti di Marina “di Vietri, i “Cuatro”, Vincenzo Romano, Biagino De Prisco, “Le Zampogne “di Daltrocanto. Quinta edizione, per la festa che si terrà sul palco del Centro Sociale con artisti provenienti dalle Scuole Medie ad indirizzo Musicale, dai Licei musicali e dai Conservatori campani e dalle Scuole di musica. La kermesse musicale, rivolta a tutti e con ingresso gratuito, celebrerà il giorno dedicato alla Musica attraverso performances che coinvolgeranno nella mattinata con inizio alle ore 11, l’Orchestra Giovanile di Fiati dell’Istituto Omnicomprensivo di Montesano diretti da Donino Gaudieri, il Liceo Musicale “Alfano I” di Salerno, i pianisti Giovanni Capone, Damiano Cosma De Vivo, Angelo Pellegrino, il Liceo Musicale “Perito-Levi” di Eboli, Quintetto flauti, Alfanus in Fabula diretti da Valentina Milite, in “La princesse et le Ramoneur” di Joubert, il Trotulae Ensemble, il Gruppo Musica Antica Alfano I diretti da Guido Pagliano, ancora pianoforte con Guglielmo Santimone, Ilaria De Dominicis, Fabiana Salsano. Nel pomeriggio si continuerà con la Wind Orchestra dell’ Istituto Trifone di Montecorvino diretta da Luigi Cioffi, il Coro #Incoro diretti da Rosita Gargano, il Duo Pizzarco di Francesca Ranieri, chitarra e Gerardo Sathia, violino. Spiotta Teodora Corina, pianoforte, prima di ascoltare gli eccezionali cantanti del nostro conservatorio con il tenore, Daniele Lettieri, il soprano Clarissa Piazzolla e il controtenore Pasquale Auricchio, accompagnati da Carmine Rosolia al pianoforte. Gruppo di Percussioni Tabasamu di Alessio Coppola cui si unirà il gruppo Street Music di Musica Riciclata dell’Alfano I. Si continuerà con Raffaele Ficuciello al flauto e Pietro Sellitto, al pianoforte, Diego Cantore e Annachiara Scarpelli chitarra, il Coro San Matteo e Coro Polifonico di Lancusi diretto da Loredana Polimeni, Mag Trio, Blue Champagne Coro Swing di Giampiero Pierro, Ensemble Upam, direttore Antonio Graziano, The Password, Tulips, Across Generatios, Note fuse. Quest’anno alla Festa Europea della Musica si aggiunge un concorso fotografico dal tema: “I Segni della Musica”. Il presidente della giuria tecnica sarà il reporter internazionale Antonello Zappadu mentre alla foto con il maggior numero di preferenze del pubblico verrà assegnato il premio della giuria popolare. Sarà festa anche in provincia, a cominciare dal Museo Archeologico Nazionale dell’antica Volcei con il gruppo “Jazz’o” nel Chiostro degli Eremitani di Sant’Agostino, alle ore 21. A Paestum esso il Parco Archeologico di Paestum, dalle ore 11 e alle 16.30, il laboratorio didattico, per tutti i bambini e i ragazzi, dal titolo “Musica Museo”, alle ore 17.00 sarà il turno di “Musica e Arte nelle tombe di Paestum” a cura di Mariella De Simone dell’Università degli Studi di Salerno, subito dopo si potrà visitare la mostra ” Action Painting Rito & Arte nelle tombe di Paestum”. A Pagani, dalle 17.30 a mezzanotte, cover band rap, rock, jazz, pop,presso Piazza B. D’Arezzo, mentre ad Angri dalle 19.30 concertone in Piazza Doria Castello, con chiusura affidata all’orchestra jazz del conservatorio di Avellino. A Camerota, invece paese in musica nella Chiesa di Santa Maria delle Grazie a partire dalle 21,30 con tutti gli amatori e i professionisti del paese più musicale della provincia.

 

 

 

Quale legge per la Musica?

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Oggi a Ravello per celebrare la Festa Europea si terrà il convegno “Per una legge sulla Musica in Campania: Industria, Cultura e Sviluppo”. Poi concerti a cura del Liceo Musicale Margherita di Savoia di Napoli

Di OLGA CHIEFFI

Prenderà il via oggi a Ravello la “Festa Europea della Musica”. Durante la giornata, dalle 10.30 alle 19.30 si potrà assistere a dibattiti e concerti, a cura del Liceo Musicale Margherita di Savoia di Napoli, che avranno luogo in vari punti della città della musica. Alle 11.00 all’Auditorium di Villa Rufolo si terrà il primo dibattito aperto al pubblico sul tema della necessità di una normativa che regoli e sostenga il comparto musicale e regionale. La giornata di lavoro, dal titolo “Per una legge sulla Musica in Campania: Industria, Cultura e Sviluppo” prevede l’ascolto dei maggiori attori del comparto a livello nazionale affinché possano esprimere le necessità e le aspettative rispetto alla sensibilità dimostrata dalla Regione Campania nel voler promuovere la prima legge regionale in Italia che normi gli interventi a favore delle attività musicali. Al dibattito interverranno, moderati da Federico Vacalebre, Salvatore Di Martino Sindaco di Ravello, Sebastiano Maffettone Presidente Fondazione Ravello, Ferdinando Tozzi Presidente Campania Music Commission, Pier Luigi Petrillo Capo Ufficio Legislativo del Presidente della Regione Campania, Rosanna Romano Direttore Generale per le Politiche Sociali e Culturali Regione Campania, Enzo Mazza Presidente Fimi, Vincenzo Spera Presidente Assomusica,Mario Limongelli Presidente Pmi , Andrea Miccichè Presidente Nuovo Imaie, Giordano Sangiorgi Presidente Audio Coop, Vittorio Ragonesi Delegato MiBACT presso il Consiglio dell’UE per il Diritto d’Autore, Aurelio Tommasetti Rettore Università di Salerno, Luigi Grispello Presidente Agis Campania, M° Paolo Pinamonti Direttore artistico Teatro di San Carlo, Antonio Bottiglieri Presidente Scabec, Alfredo Clarizia Capo Ufficio Legale Sony Music Italia, Paolo Agoglia Capo Ufficio Legale SIAE, Filippo Pardini Capo Ufficio Legale Warner Music Italia, Paolo Del Vecchio Capo Ufficio Legale Agcom, Maria Letizia Bixio Gruppo Editoriale Bixio Responsabile affari legali e sviluppo, Genoveffa Tortora Università degli Studi di Salerno, Pierpaolo Forte Presidente Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee, Giorgio Ventre Università Federico II Napoli, Pasquale Scialò Università Suor Orsola Benincasa, Antonio Marzullo Teatro Verdi di Salerno, Pina De Luca Direttore Vicario del Dipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale Unisa. Chiuderà il convegno, Amedeo Lepore Assessore alle Attività Produttive Regione Campania. Lascia perplessi non leggere in questa lunga lista di iscritti a parlare i nomi dei direttori dei quattro Conservatori campani, come ha sottolineato in una lettera aperta, alla testata Il Vescovado, di Gianpaolo Schiavo, direttore del Conservatorio di Musica “Niccolò Piccinni” di Bari, nonchè componente il Consiglio Generale d’Indirizzo della Fondazione Ravello. Soltanto pensare di abbozzare una legge regionale sulla musica dovrebbe prevedere una revisione della formazione e in primo luogo del reclutamento degli insegnanti che si è ridotto ( e stiamo vivendo gli ultimi giorni di corsa al titolicchio artistico prima della presentazione delle domande per le scuole di ogni grado) ad una caccia e ad una compravendita di titoli di studio, masterclass e titoli artistici vuoti, in scuole private sparse sull’intero territorio nazionale e avallate dalle varie regioni, dove è possibile acquistare per circa 350-500 euro brevetti di lingua straniera, corsi per la lavagna Lim e patenti europee di computer, addirittura titoli per insegnare Musicoterapia. “[…] L’italiano (non parlo del vero popolo, chè quello è ancora santo e non conta nulla) che conta vuol passare dalla fica agli spaghetti e dagli spaghetti al pisciatoio, e si ritiene offeso e ingiuriato da chiunque lo provochi a pensare.” Così scriveva Bruno Barilli, una delle firme più estrose e luminose della critica musicale italiana, nel 1913 ad Ildebrando Pizzetti. Profetico Barilli, se Adorno, oltre quarant’anni dopo questa lettera, è uno dei primi ad additare un fenomeno ch’egli definisce in più modi e che noi potremmo sintetizzare sotto quello di regressione dell’ascolto musicale. Un’esperienza ormai, decennale, oltre che di musicista, di critico musicale e di osservatore del costume musicale, ci dice che i fatti stanno così. I media non fanno che annunciare, con toni trionfali, una sempre maggiore diffusione della cultura musicale, della vita musicale, dell’esecuzione musicale, in particolare nel nostro paese, d’una sempre maggiore fame di musica che si manifesterebbe a tutti i livelli, in particolare presso i giovani, con l’ovvio corollario di incontrollate e dissennate iniziative, ovunque proliferanti a spendere, per organizzare manifestazioni musicali, il fiume di denaro che i cosiddetti Enti locali senza alcun controllo (è difficile che si scelga il progetto di qualità, ma si premia l’evento con maggiore partecipazione e “ritorno d’immagine”, anche se mediocre) diffondono su campi che, tutta una pletora di maneggioni, sa molto bene come e dove irrigare. Speriamo che la nuova legge sulla musica veda all’opera chi non ha mani in pasta economicamente e possa dire veramente la sua, saggiamente ponendosi al fianco dei governatori di turno. Immagino figure di alta formazione “vera”, consolidata, del livello dei Principe, dei Basso, degli Isotta e progetti che educhino il pubblico anche a compositori quali Schonberg, Berg, Monteverdi, Bach Bruckner, Reger, Strauss, che venga scelta e sovvenzionata l’eccellenza, e che non fiocchino nomine nei templi della Musica per amici degli amici o per persone capaci di intortare articoli facendo suonare Rostropovich morto già da un lustro o commentare un programma pianistico chopiniano per violino e pianoforte, con molta fantasia e su testate nazionali. Ricordiamo con infinita nostalgia Roman Vlad, intrattenere il pubblico nel piccolissimo auditorium di Villa Rufolo, eseguendo le trascrizioni di Franz Liszt da Wagner a memoria, per dar modo di asciugare le sedie, prima della messa in scena del Tristan und Isolde. Buon Lavoro!

Dalla Prima pagina di “Cronache del Salernitano” del 21/06/2017

Oggi Nino D’Angelo compie 60 anni: «Porto ancora la mia musica nel mondo»

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Nino D’Angelo è uno degli ultimi figli di quella cultura partenopea verace. Oggi l’ex caschetto d’oro dei B-movie, il principino neomelodico dei “bassi” di San Pietro a Patierno (periferia nordorientale di Napoli), l’indimenticabile scugnizzo di ’Nu jeans e ’na maglietta compie sessant’anni. E per festeggiarli sabato 24 giugno sarà re per una notte nello stadio che fu il regno di Diego Armando Maradona. Il “Nino” d’oro torna a essere Quel ragazzo della Curva B: salirà sul palco dello stadio San Paolo per una data unica e imperdibile di “Concerto 6.0”. «Un progetto che in autunno proseguirà col dvd dello spettacolo e un triplo disco I miei più grandi insuccessi, spiega divertito l’eterno ragazzo della Curva B. La canzone divenne l’inno – non ufficiale – e portò bene: spinse il Napoli di Maradona a vincere il primo scudetto (stagione 1986-’87). «Che tempi… Maradona? L’amico di tante serate. Con Diego ci accomunano le origini, il venire dal niente o dal poco: conosciamo bene le sofferenze e i sacrifici fatti per lasciarci alle spalle la povertà e vorremmo che la vita fosse un po’ più tenera e generosa con tutti». Se lo immaginava che lo scugnizzo che vendeva gelati alla stazione di Napoli Centrale un giorno sarebbe arrivato a cantare al San Paolo davanti a ventimila persone? «È uno di quei desideri nato e cresciuto come me, per la strada. È lì che ho imparato tutto ciò che so, ascoltando le voci e i rumori della gente. Mammà non teneva i soldi per farmi studiare. Mio padre emigrò al nord, operaio a Lecco: spediva lo stipendio a casa per poter sfamare sei figli. Ma non bastava mai per tutti. Così, io che ero il più grande, a tredici anni ho lasciato la scuola e sono andato a lavorare». Questo è un po’ l’inizio anche di L’ignorante intelligente, titolo della sua autobiografia e parte dello spettacolo di teatro-canzone Senza giacca e cravatta. «La mia è la storia dello scugnizzo autodidatta. Ho vissuto come tutti i figli dei figli della guerra, mangiando speranze e ingegnandomi con la fantasia. Non avevamo niente, tranne la miseria. E quella mi offendeva, mi faceva star male. Ma nun ce stava ’u tiempo né per chiagnere e tanto meno per la noia. Poi col tempo, ho scoperto che con la passione e il talento i grandi sogni si possono anche realizzare». Le canzoni dallo stile “ninomelodico” vendevano milioni di copie. E al cinema, i film “fotoromanzati”, dal suo debutto, nel 1981, in Fatalità di Ninì Grassia, fino alla sua prima regia Giuro che ti amo (1986), sbancavano al botteghino. Ma la critica la massacrava definendola un “prodotto sottoculturale”. «Non smetterò mai di ringraziare un intellettuale onesto e coraggioso come Goffredo Fofi. È stato lui a sdoganarmi e a comprendere il senso profondo di un brano come Ciucculatina d’ ’a ferrovia e a dire ad alta voce che io non ero semplicemente un cantante neomelodico, ma la vera voce del sottoproletariato napoletano. Con ’O studente denunciavo il classismo che da sempre in questa città ostacola le relazioni tra i figli dei poveri e quelli della Napoli altolocata». Vuol dire che Napoli è vittima anche della piaga del classismo? «Una piaga che oggi sanguina sempre di più. I poveri che erano nati e cresciuti nel centro storico, nel cuore di Napoli, sono stati “deportati” nei gabbiotti, nei casermoni delle periferie di Ponticelli, a Scampia… rendendo un bel servizio alla camorra che lì ha il suo serbatoio della manovalanza. Ma state attenti, non fidatevi del luogo comune: la vera cultura millenaria di questa città non è quella che passa in tv o al cinema con “Gomorra”, quella è sottocultura, da cui ci si può salvare solo seguendo la via che ci indicò Pasolini: la cultura come riscatto». Come si è salvato il giovane Nino D’Angelo? «Con la musica e l’amore della gente che ha creduto in quello che canto, che è poi ciò che sono. L’amore di Napoli mi ha guarito dal “male oscuro”, la depressione in cui ero piombato all’inizio degli anni ’90. Fu quando persi i miei genitori e ormai mi stava stretta quella “maschera” del caschetto, perché sotto quel ciuffo biondo e dentro di me c’era molto di più. Dovevo solo esprimerlo attraverso altre forme artistiche». La prima a intuirlo fu la regista Roberta Torre che girò il docufilm La vita a volo d’angelo. «Fu un successone al Festival di Venezia (1996) e io poi mi sdebitati componendo la colonna sonora del film della Torre, Tano da morirecon cui vinsi il David di Donatello come miglior musicista e il Nastro d’argento per la migliore musica da film. Poi è venuto un bel ruolo in Il cuore altrove di Pupi Avati e ormai ero finalmente libero di volare». Voli continui, dal musical al grande schermo, cinque partecipazioni al Festival di Sanremo e in mezzo tanto teatro. «In Raffaele Viviani, in questo Brecht che scrive in dialetto napoletano, ho scoperto la mia anima teatrale. Viviani racconta gli ultimi mettendosi sul loro piano. Eduardo De Filippo fa lo stesso, ma dalla prospettiva del borghese… Il teatro per me è anche una grande opportunità sociale e di sostegno ai giovani napoletani, per questo sono tornato alla “lotta”, alla direzione artistica del Trianon». Con la sua musica Nino D’Angelo continua a raccontare Napoli e il messaggio arrivò persino a Miles Davis… «Vado fiero di una cosa, quando in Italia non mi volevano neppure nelle balere la mia musica è entrata all’Olympia di Parigi, alla Royal Albert Hall di Londra, all’Academy Music di Brooklyn e al Madison Square Garden di New York. Ero il “terrone” che esportava la melodia napoletana nel mondo. Da noi, solo quell’uomo coltissimo e sensibile di Lucio Dalla amava le mie canzoni. Quando ci trovammo a Napoli una notte lo portai a vedere la casa dove ero nato e si emozionò quando gli dissi che però la mia casa non c’era più. Ah, Miles Davis è una storia fantastica… Ascoltò la mia voce alla radio mentre viaggiava in taxi e andò a comprarsi tutti i dischi e grazie a lui poi collaborai con Billy Preston». Per molti critici e detrattori lei invece è rimasto l’erede di Mario Merola. «Mario rimane il re della sceneggiata, è stato un grande e lo ricordo con affetto. Ma il mio maestro è Sergio Bruni e il mio mestiere è fare il cantante napoletano perché canto e vivo questa città. Cosa che stanno provando a fare giovani interessanti come Maldestro (suo nonno, Antonio Prestieri, è stato il mio primo impresario), Clementino e tanti altri che saliranno sul palco con me al San Paolo». E di Gigi D’Alessio e della “vecchia guardia” partenopea cosa ne pensa? «Gigi D’Alessio canta anche in napoletano, ma non è un cantante napoletano. Enzo Avitabile è tornato a fare il cantante napoletano passando per “le tarantelle black”. Tutti noi siamo debitori del grande maestro Peter Gabriel che ci ha insegnato il valore supremo, quello del suono». E le altre due grandi anime di Napoli, Pino Daniele e Massimo Troisi che cosa le hanno insegnato? «Prima di tutto che di artisti come loro, purtroppo, non ne nascono più. Pino rimane uno dei più grandi musicisti del ’900. Massimo mi volle nella nazionale dei “calciattori”, ma siccome il pallone ce l’aveva lui mi accolse dicendomi: “Se non ti sei portato il pallone non ti posso far giocare” – sorride. Mi sarebbe tanto piaciuto fare un film con Troisi, così come ora il mio sogno è fare un ruolo alla “Mi manda Picone”. Ma sono orgoglioso di aver recitato e composto la colonna sonora di Falchi per la regia di mio figlio, Toni D’Angelo». Che regalo di compleanno le piacerebbe ricevere? «Rivedere la gioia che sprizzavano gli occhi di mia madre il giorno che le regalai la casa… Grazie a Dio sono un uomo fortunato che non ha bisogno di niente. Sono un marito innamorato e un padre che ha imparato dai figli: tante volte ho chiesto loro il significato di una parola… Ecco, più che un regalo ho un desiderio: vedere Napoli e questo Paese migliori di adesso, sfruttando il potere della cultura». (Avvenire)

Cava de’ Tirreni. Stop all’invasione di topi, scarafaggi ed insetti. Al via disinfestazione e derattizzazione

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Cava de’ Tirreni. Stop all’invasione di topi, scarafaggi, blatte e altri tipi di insetti che – come di consueto – invadono la città in coincidenza con l’arrivo dell’estate. Operazione a largo raggio dell’amministrazione comunale (in collaborazione con l’Asl) che – alla luce delle numerose segnalazioni fatte arrivare dai cittadini sia in merito al centro storico che alle periferie – nella serata di ieri, e per tutta la notte, ha predisposto le attività urgenti di disinfestazione e derattizzazione, con un crono-programma che proseguirà fino alla fine dell’anno e riguarderà tutte le zone della città, le strutture comunali e i plessi scolastici. Le operazioni di disinfestazione e derattizzazione si sono rese necessario con il sopraggiungere delle temperature estive e per la scarsità di piogge registrate nelle ultime settimane: insetti e topi infatti proliferano nel sottosuolo in attesa che l’aria si rinfreschi e sbucano con il calare del sole per cercare cibo. Da qui ai tantissimi avvistamenti segnalati ormai con cadenza giornaliera. In particolare, gli operatori dell’Asl, già ieri sera a partire dalle 23.30, hanno effettuato un intervento di disinfestazione adulticida, con nebulizzazione aerea. Ulteriori interventi verranno effettuati questa sera e domani e riguarderanno, in particolar modo, trattamenti di disinfestazione larvicida su tutto il territorio comunale. «Raccomandiamo ai cittadini – fanno sapere da Palazzo di Città – di tenere chiuse finestre e i balconi negli orari delle attività di disinfestazione e derattizzazione, e di evitare di stendere panni o tenere alimenti esposti all’aperto». Il programma degli interventi prevede, inoltre, ulteriori attività di derattizzazioni e disinfestazioni anche nei mesi di luglio, agosto, settembre, ottobre, novembre e dicembre che interessano anche le strutture comunali e i plessi scolastici. (La Città)

Turismo ad Agropoli. Metà mese di giugno ha già fatto registrare un incremento di presenze rispetto al 2016

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Agropoli. Sono incoraggianti i dati registrati dagli operatori turistici quanto a presenze turistiche nelle prime due settimane di giugno. Si è registrato un sensibile miglioramento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, con una percentuale più alta di presenza di stranieri. È stata apprezzata l’organizzazione della struttura territoriale del turismo (info point, gestione dell’ospitalità); criticati i lavori su alcune spiagge, come quella del lido Azzurro e lungomare S. Marco. Al lido Azzurro sono stati operati correttivi alla barriera emersa; per il litorale invece gli interventi sono consistiti nella manutenzione della barriera sommersa esistente e nel ripascimento, che ha portato a raddoppiare il quantitativo di arenile utile. «Agropoli – afferma Loredana Laureana, operatrice turistica componente del direttivo dell’Associazione Operatori turistici Agropoli – si è presentata ai turisti di giugno mostrando in pieno tutte quelle che sono le sue bellezze ma anche le sue criticità. Gli stessi sono rimasti incantati dal porto turistico, dal castello e dalle tante peculiarità della nostra cittadina come dei paesi del Cilento». Hanno apprezzato il museo Acropolis, di nuova apertura nel centro storico, la Fornace, e naturalmente lo scenario naturalistico che offre la baia di Trentova. «Coloro che erano già stati nella nostra Agropoli – evidenzia l’operatrice turistica – hanno notato la crescita del paese, dal punto di vista delle nuove costruzioni e affermazioni di edifici ad uso culturale. Purtroppo ciò che è risultato ancora una volta carente è la mancanza di servizi di trasporto, i troppi cantieri ancora aperti a giugno, l’inagibilità della maggior parte delle spiagge, la poca manutenzione delle strade periferiche». Molti turisti stranieri «hanno privilegiato visitare il centro storico: unico neo il castello, in qualche caso, trovato chiuso causa matrimoni». Interessante il bilancio: «C’è stata un’occupazione media di circa il 70 per cento dei posti letto presenti ad Agropoli e quindi il trend è positivo rispetto allo scorso anno. Gli operatori turistici sono mediamente soddisfatti dell’andamento turistico; un po’ meno dell’accoglienza che il paese riserva ai turisti, non essendoci ancora a giugno le attività turistico-commerciali pronte, lidi e spiagge ancora “work in progress” e servizi di trasporto semi inesistenti. C’è ancora tanto da lavorare e da migliorare ma gli operatori sono piuttosto fiduciosi. Il neo sindaco Adamo Coppola, che ha tenuto per sé la delega al Turismo, è pronto a fare la sua parte: «Punteremo il nostro lavoro sui servizi per far diventare Agropoli la città dell’accoglienza». (La Città)

Cadavere recuperato sui monti. Scoperti altri resti e i documenti del 67enne scomparso nove mesi fa. Ora si attende solo il Dna

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Ritrovati sui monti altri resti umani e documenti vari con il telefonino che comproverebbero che il cadavere ritrovato ormai un mese fa sia proprio quello del 67enne Antonio Rocco, l’uomo originario di Olevano sul Tusciano e residente a Battipaglia, scomparso circa nove mesi fa mentre cercava funghi con gli amici in una località impervia dell’Alto Sele. La procura di Avellino, dopo la scoperta di alcuni resti umani, aveva disposto indagini più approfondite sul luogo del ritrovamento, affidando l’incarico agli uomini del Soccorso alpino e ai militari della Scientifica. Dopo una accurata attività investigativa, anche con l’utilizzo di apparecchiature scientifiche per sondare il terreno, sono venuti alla luce altri resti umani nella zona denominata Valle della Caccia, posta poco distante dall’Oasi del Wwf di Senerchia, stesso luogo dove avvenne la scomparsa circa nove mesi fa del 67enne di Olevano. La magistratura di Avellino, coadiuvata dai carabinieri della Compagnia di Avellino congiuntamente col Comando Compagnia di Montella, retto dal maggiore Enrico Galloro, e i colleghi di Senerchia, continuano però a rimanere cauti. I primi resti umani recuperati sono stati trasferiti all’obitorio dell’ospedale di Sant’Angelo dei Lombardi, per prelevare il Dna. Ma prima di avviare l’iter la magistratura aveva predisposto una ulteriore attività di indagini perlustrativa di tutta l’area. Proprio nella speranza che la scientifica potesse acquisire ulteriori elementi per decretare l’identità del cadavere. E proprio ieri il ritrovamento da parte del soccorso Alpino e della scientifica di altri resti umani sparsi sul terreno: si tratta del cranio, della gabbia toracica e un braccio; e poco distante anche un gilè contenente la patente di guida di proprietà di Antonio Rocco e sopratutto il suo cellulare. Tutti elementi che comproverebbero che quei resto sono realmente quelli del 67enne scomparso. Ora si dovranno chiarire le cause del decesso dell’uomo, anche se, da una prima sommaria ricostruzione effettuata, sarebbero riconducibili ad una caduta accidentale. Infatti lo sfortunato cercatore di funghi dopo essersi addentrato nella fitta vegetazione avrebbe presumibilmente perso l’equilibrio fino a precipitare nel burrone. Un’ipotesi che sarà chiarita nel corso di approfonditi esami necroscopici sui resti umani ritrovati un mese fa per puro caso, da parte di un paracadutista americano, Joe Brehun, che si era recato in quella zona impervia per adempiere a una richiesta di sua zia, la quale perse proprio su quelle montagne suo fratello nel dicembre del 1944, insieme ad altri 15 commilitoni. Fu lui a trovare quel cadavere e a far scattare le indagini. (La Città)

Vico Equense. Cuomo, coordinatore VAS: “solo trentacinque persone hanno messo la faccia contro la svendita di beni demaniali di tutti i cittadini”

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Vico Equense. Una lettera al vetriolo quella del prof. Franco Cuomo, coordinatore del Circolo VAS (Verde Ambiente & Società), “Giovanni Esposito”, che riceviamo e siamo lieti di pubblicare, con cui si è lamentato per le sole trenta cinque “facce” che hanno contribuito a spedire al protocollo comunale, le missive firmate contro “la svendita di beni demaniali”.

Così Franco Cuomo: “Trenta, forse trentacinque missive indirizzate ad Andrea Buonocore, sindaco di Vico Equense. Protocollate regolarmente, qualcuna inviata per posta certificata (PEC). Trentacinque persone che ci hanno messo la faccia e il nome, per ricordare a questa amministrazione farlocca, che ha svenduto ogni angolo di costa ai privati, consentendo loro di rapinare il territorio, che c’è una sacralità costituzionale della proprietà pubblica non difesa più da nessuno,ovvero delle aree demaniali! Trentacinque persone che chiedono l’applicazione della Costituzione contro 5000 che sono rimasti indifferenti”.

Continua – “È una sconfitta, di cui prendo atto, ma è una sconfitta che non autorizza il sindaco a non rispondere, perché se non lo fa entro i trenta giorni previsti, sarà denunciato dal sottoscritto per omissione di atti d’ufficio. Trentacinque persone sono poche ma sono una realtà nel silenzio dei quaquaraquà di questo paese di omertosi, di ricattati, di sepolcri imbiancati e anche di tanti giovani imbecilli che si fregiano di fare politica! Lo stile camorra impera e la mia macchina – che tutti sanno dove è parcheggiata – è stata graffiata con un chiodo come si fa in questi casi. Non farò più battaglie per difendere gente indifendibile ma non sarà facile farmi tacere”.

Vico Equense. Via Sconduci. Lavori troppo rumorosi? Un’ordinanza odierna del sindaco li limita a rispettare gli orari. Buonocore: “opportuno limitare attività rumorose”

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Vico Equense. Nell’area delle Sconduci, prospiciente il plesso scolastico dell’I.C. Costiero “Pascoli-Scarlatti”, sono in atto due cantieri per lavori di realizzazione di box interrati, il primo della Soc. Bellalba s.r.l. ed il secondo della Soc. La Sconduci s.r.l.

Le lavorazioni in atto avvengono con impiego di mezzi meccanici di grosse dimensioni,
in particolare con martello demolitore, i quali provocano rumori molesti anche di elevata
intensità, sia per la tipologia di lavorazioni in atto (demolizione di pietra calcarea), sia per le
dimensioni dei veicoli impiegati.

Il Regolamento di Polizia Urbana approvato con deliberazione del Commissario Prefettizio n° 35 del 11.05.2005, prevede all’art. 22, comma 2 che: “Con riguardo agli esercizi in attività, insistenti nel centro abitato, questi non possono essere iniziati prima delle ore 07.00 e continuati dopo le ore 19.00. E’ fatto obbligo di osservare una pausa interruttiva dei lavori rumorosi tra le ore 14.00 e le ore 16.00 di ogni giorno”; il comma 4 dell’art. 22 stabilisce che: “nei casi di incompatibilità dell’attività esercitata con il rispetto della quiete delle civili abitazioni, l’Autorità Comunale, su motivata proposta dei servizi tecnici comunali o dell’ASL, può vietare l’esercizio dell’arte, del mestiere o dell’industria responsabile delle molestie o
dell’incomodo”.

Sono già state notificate le diffide ai legali rappresentanti delle due ditte in data 12/06/2017. Per il sindaco di Vico Equense Andrea Buonocore, “è opportuno, visto il periodo estivo, anche per il periodo di maggior afflusso turistico, contenere la presenza di attività lavorative rumorose nel territorio del Comune a causa della loro incidenza negativa sulla naturale vocazione al riposo e al silenzio del territorio”.

Il sindaco ha quindi ordinato al Sig. Ferraro Ciro nato a Vico Equense il 10/07/1943, nella sua qualità di legale rappresentante della Soc. Bellalba s.r.l. e al Sig. Arpino Michele nato a Vico Equense il 31/01/1944, nella sua qualità di legale rappresentante della Soc. La Sconduci s.r.l., di osservare per l’esecuzione di lavorazioni che comportino l’impiego di mezzi meccanici
che provocano rumori tali da arrecare fastidio alla quiete ed al riposo delle persone, a far
data dalla presente e fino al 31 agosto 2017 i seguenti orari: Mattina 08.00 – 13.30Pomeriggio 16.30 – 19.00.
Fatto salvo quanto previsto dagli art. 650 (inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità) e
659 (disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone) del codice penale, per la
violazione della presente ordinanza si applicano le sanzioni di cui all’art. 7/bis del T.U.E.L.

Ad Amalfi con Raffaella Fico sbarcano “Le Eccellenze Campane Fashion e Food”. Il 23 giugno in piazza Duomo

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Le Eccellenze Campane Fashion e Food” sbarcano ad Amalfi tra sfilate di moda, degustazioni e passerella di uomini dello sport e dello spettacolo ai quali saranno conferiti una serie di premi realizzati dai maestri ceramisti. Teatro della seconda tappa del tour 2017 promosso da MediaSar, sarà la suggestiva Piazza Duomo di Amalfi dove, venerdì 23 giugno a partire dalle ore 20,30,  finirà in vetrina il meglio del Made in Campania.

Nel corso della serata, presentata da Raffaella Fico – gli ospiti istituzionali e dello sport saranno accolti, invece, dal giornalista Gianfranco Coppoladell’Unione Stampa Sportiva Italiana – gli stilisti campani presenteranno  le loro collezioni, promuovendo le peculiarità e l’unicità delle loro creazioni nell’ambito di un contesto tra i più straordinari al mondo come appunto la piazza ai piedi del maestoso Duomo dove, per una notte, si fonderanno “Fashion & Food”. Due settori trainanti dell’economia campana che hanno molti aspetti in comune: originalità, unicità, storia, tradizione, grande attrattività sui mercati, particolarità delle forme e dei colori.

Nel corso della tappa amalfitana, così come avverrà nei prossimi eventi di Nizza e Montecarlo, è prevista anche la consegna di un premio, consistente in una scultura dei maestri Umberto e Marino D’Arienzo de “La Vietrese”, ad alcuni personaggi campani che operano nel campo della cultura, dello spettacolo, della informazione e dello sport che nel 2016 si sono particolarmente distinti per aver comunicato “l’eccellenza” della nostra regione in Italia e all’estero.

Per lo sport saranno premiati l’indimenticabile fuoriclasse del pugilato, Patrizio Oliva e il campione di canottaggio e vela Davide Tizzano, mentre per lo spettacolo il riconoscimento in ceramica sarà conferito a Rossella e Simona Izzo, Ricky Tognazzi, Gigi Marzullo, Francesco Cicchella, Gigi Finizio, Peppino di Capri ed al primo ballerino del San Carlo, Alessandro Macario.

A consegnare il premio “Le Eccellenze Campane” saranno Piero De Luca, referendario presso la Corte di giustizia dell’Unione Europea; il Sindaco di Amalfi, Daniele Milano; l’Assessore Regionale all’Internazionalizzazione Start-up Innovazione, Valeria Fascione; l’Assessore alla Cultura di Amalfi, Enza Cobalto; il Consigliere Regionale Enzo Maraio; il Commissario della Camera di Commercio di Napoli Girolamo Pettrone; l’Arcivescovo di Amalfi – Cava de’Tirreni, Mons. Orazio Soricelli; il Presidente del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, Tommaso Pellegrino, il Presidente della Banca BCC di Napoli, Amedeo Manzo; il Presidente della Bcc di Battipaglia e Montecorvino Rovella, Silvio Petrone; l’attrice e cantante Anna Capasso.

Al termine della kermesse è prevista per gli ospiti che interverranno una degustazione di prodotti tipici del settore agroalimentare e di quello enogastronomico della Campania in un clima di grande eleganza e suggestione.

Il format “Le Eccellenze Campane” ha iniziato anche un percorso che riguarda il sociale, individuando le organizzazioni che lavorano con i ragazzi diversamente abili. In particolar modo, sarà premiata un’associazione Campana distintasi per progetti e azioni con lo scopo di inserire i diversamente abili nel mondo del lavoro. Il premio sarà consegnato dall’associazione “CON EDITH”, che ha ricevuto nella scorsa edizione questo ambito riconoscimento proprio per aver istituito dei corsi di formazione e dei work shop per i diversamente abili.

Dopo i tanti appuntamenti internazionali di questi anni a Montecarlo, Parigi, Stoccolma e Barcellona, il brand “Le Eccellenze Campane” proseguirà dunque il suo percorso ad Amalfi con l’obiettivo di valorizzare promuovere la qualità e l’unicità delle eccellenze della nostra regione.

Infatti, la più antica delle Repubbliche Marinare sarà tappa intermedia del tour di questa VII edizione dell’evento iniziato a Napoli qualche mese fa e che proseguirà a breve in Costa Azzurra a Nizza e Montecarlo.

Gli stilisti che presentano le loro collezioni in questa edizione sono: Nino Lettieri, Atelier D’Errico, Atelier De Santis, Whitein8, Margherita Mazzei, mentre per il food saranno presenti Nero Espresso Caffè, Pastificio Antonio Massa, Cuori di Sfogliatelle, Pasticceria Pansa, Pasticceria La Torre, Caseificio Costa delle Rose, Cantine del Mare, Cantine Mediterranee, Panificio Malafronte, Manifatture Alimentari d’Eccellenza Mad’è, Gastrosalumeria Viola.

Main sponsor della manifestazione Bcc di Battipaglia e Montecorvino Rovella e Euronics Gruppo Tufano Cafarelli, mentre trucco e parrucco saranno curati da Fashion Mix, SOCO Professional, Xenon Group e Nud. Infine i personaggi del mondo dello spettacolo e dello sport saranno assistiti per i loro transfert da Luxury Cars and Yachts.

Un evento, dunque, che raccoglie intorno a sé decine di imprese che operano in svariati settori e che si svolge già da alcuni anni, con importanti riscontri per le imprese campane, in altri paesi europei che rappresentano mercati di grande rilevanza internazionale dove le aziende campane hanno incontrato oltre 3300 buyer e importatori di livello mondiale, con i quali hanno stabilito rilevanti  rapporti commerciali.

Questo format esclusivo della MediaSar ha previsto anche il coinvolgimento delle ambasciate e dei consolati all’estero e importanti iniziative di marketing che hanno permesso alla Campania di essere presente sui maggiori organi di informazione internazionali. Il format prevede incontri B2B fra imprese e buyer mondiali, mira a coinvolgere le istituzioni, la stampa nazionale e internazionale e gli opinion leader. L’obiettivo è dare la più ampia risonanza anche all’immagine della Regione Campania e al forte legame tra produzione, arte, territorio, tradizione e cultura.

Meta, il filmato dell’auto in fiamme a Piazza Madonna del Lauro – VIDEO

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Ecco il filmato dell’auto in fiamme a Meta di Sorrento, in piazza Madonna del Lauro. La notte scorsa una BMW si è incendiata nel comune della Penisola Sorrentina. L’uomo che era alla guida della vettura è subito balzato fuori dall’auto quando si è accorto che stava venendo fuori del fumo dalla stessa. Una volta parcheggiata l’auto sono stati chiamati i Vigili del Fuoco che sono intervenuti successivamente. Per fortuna nulla di grave.

Vico Equense. Affidato all’ASSOCIAZIONE VOLONTARI FAITO il servizio prevenzione, avvistamento e spegnimento focolai per la stagione estiva 2017

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Vico Equense. Il territorio comunale è classificato ad alto rischio di incendio. Con deliberazione n. 563 del 22 luglio 2010, la Giunta Regionale della Campania ha approvato il Piano Regionale Antincendio Boschivo 2011 – Piano per la programmazione delle attività di
previsione, prevenzione e lotta attiva agli incendi. Il 20 maggio 2016 si è provveduto ad aggiornare il “Catasto definitivo dei soprassuoli percorsi dal fuoco negli anni 1998 – 2015.

Con deliberazione di giunta comunale n. 84 del 27 marzo 2008, è stato approvato il Piano di Emergenza Comunale per gli incendi di interfaccia, redatto dall’Ufficio Protezione Civile e
costituito da 4 tavole rappresentative della mappa del rischio e delle infrastrutture di protezione civile, nonché dal Modello Operativo di Intervento (MOI), nel quale sono individuati compiti ed azione che la struttura comunale di Protezione Civile deve attuare in
caso di emergenza.

Ai sensi dell’art. 7 della legge 21 novembre 2000 n. 353 (Legge quadro in materia di incendi boschivi) gli interventi di lotta attiva contro gli incendi boschivi prevedono l’obbligo di effettuare attività di ricognizione, avvistamento, allarme e spegnimento degli incendi
boschivi con mezzi da terra ed aerei.

Per il comandante della Polizia Municipale, Ferdinando De Martino, a capo anche del servizio ecologia e di Protezione Civile, “le attività di prevenzione del rischio di incendi boschivi consistono nel porre in essere azioni mirate a ridurre le cause e il potenziale innesco d’incendio nonché interventi finalizzati alla mitigazione dei danni conseguenti utilizzando a tal fine tutti i sistemi e i mezzi di controllo e vigilanza delle aree a rischio”.

Continua il responsabile – “nel corso delle campagne antincendio per gli anni 1998 al 2016
si è provveduto ad affidare l’attività di prevenzione, avvistamento e spegnimento degli incendi boschivi all’Associazione Volontari del Faito con sede in Vico Equense alla Via delle Pendici n. 6/bis, che ha svolto l’incarico affidato con competenza, capacità, operosità e
spirito di sacrificio”.

In ottemperanza alle raccomandazioni degli Organi statali e regionali preposti, il Comune di Vico Equense predispone annualmente un programma di difesa per la prevenzione ed il
contrasto degli incendi boschivi, che prevede un puntuale monitoraggio del territorio, soprattutto delle zone a rischio elevato e lungo i tratti di strada più trafficati ricadenti nelle aree montane e pedemontane.

L’AVF dovrà assicurare in modo costante e continuativo:
1) Il monitoraggio dell’intero territorio comunale a mezzo di operatori radiomuniti e radiocollegati sia con la Protezione Civile che con la Polizia Locale, con turni che vanno dalle ore 09,00 alle ore 22,00, i quali dovranno stazionare, di norma, nei due punti di osservazione ritenuti idonei ai fini delle attività di monitoraggio ed avvistamento, ovvero la zona Monte Faito – tornante Belvedere posto lungo la SS. 269 del Faito, Piazzale dei Capi e la zona Camaldoli ad Arola.

2) La messa a disposizione di personale AIB (Antincendio Boschivo), in pronta reperibilità dalle ore 22,00 alle ore 08,00 del giorno successivo, comunicando settimanalmente la pronta reperibilità, con modulo antincendio in dotazione per il primo ed immediato intervento su eventuali principi d’incendio.
3) La messa a disposizione di tutte le attrezzature antincendio in dotazione all’Associazione
Volontari del Faito ONLUS, e di ogni altra attività connessa allo spegnimento, fornendo ogni
utile e necessario ausilio ai Vigili del Fuoco, al Corpo Forestale dello Stato, alla Comunità
Montana, ecc.
4) La redazione di appositi fogli di servizio in relazione alle attività svolte, sui moduli
predisposti, depositati ed approvati che il Presidente dell’A.V.F. avrà cura di consegnare,
debitamente sottoscritti dai compilatori, settimanalmente al Servizio Comunale di Protezione
Civile.

Viene quindi affidata l’attività di prevenzione, avvistamento e spegnimento degli incendi boschivi all’Associazione Volontari del Faito ONLUS con sede in Vico Equense alla Via delle Pendici n. 6/bis in località Monte Faito, facente parte del nucleo comunale di Protezione Civile, per il periodo dal 15 giugno 2017 al 30 settembre 2017, fatta salva la possibilità di proroga determinata dall’evoluzione delle condizioni meteo climatiche e della
persistenza di rischio.

Viene stabilito che all’A.V.F. ONLUS sarà corrisposto un importo di € 8.600,00 a titolo di completo rimborso delle sole spese sostenute per l’espletamento dei servizi di prevenzione, avvistamento e spegnimento.

CINEMA IRIS DI AMALFI VENERDI’ 30 GIUGNO ORE 9.30 PRESENTAZIONE DELLO SPORTELLO TELEMATICO DELLA COSTIERA AMALFITANA

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Venerdì 30 giugno appuntamento al Cinema Iris di Amalfi per la presentazione dello sportello telematico della costiera amalfitana che permetterà a tutti i professionisti di inviare pratiche digitali. L’evento è accreditato da tutti gli ordini professionali della Provincia di Salerno ed è gratuito. L’iscrizione è obbligatoria sul sito www.globogis.it
Un caloroso invito a tutti i cittadini della Costa D’Amalfi a seguire l’iniziativa.Globo_Locandina_Costiera_Amalfitana

Positano, continua il successo degli InfoPoint turistici con la partnership di Positanonews – VIDEO

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Continua il grande successo degli infopoint turistici a Positano. Attivi dallo scorso 19 maggio, per tutta la splendida Positano, si possono trovare gli InfoPoint turistici, per dare una mano ai visitatori. Cosa sono? Questi si basano su un sistema di gestione centralizzata delle informazioni turistiche che fruisce di totem collegati via internet e che fungono da veri e propri centri di accoglienza per i turisti italiani e stranieri che visitano la città. Il progetto è coadiuvato dal Liceo Marone di Meta di Sorrento e gestito grazie all’esperienza del vice sindaco Francesco Fusco.

Un’iniziativa assolutamente lodevole alla quale anche Positanonews ha preso parte, come partnership. Di essa, il sindaco De Lucia aveva così parlato: ““Si tratta di un’esperienza modello che dura fin dall’inizio del nostro primo insediamento soprattutto di grande utilità per i nostri ospiti. Un’ opportunità di crescita e apprendimento per i nostri ragazzi i quali, affiancati da un tutor, svolgono un importante servizio per il paese e hanno anche la possibilità di maturare crediti formativi per la carriera scolastica. Una bella novità quest’anno: il servizio sarà erogato per un mese in più, dal 15 giugno al 15 settembre e in piazza dei Mulini addirittura è cominciato il 19 maggio scorso. Su tutto il territorio comunale saranno distribuite 20.000 cartine di Positano e dei suoi percorsi montani, sponsorizzate dalle attività turistiche del luogo che partecipano all’iniziativa. Tutto ciò è possibile grazie alla collaborazione dell’Istituto San Paolo di Sorrento e dell’Istituto Publio Virgilio Marone di Meta, che attraverso il progetto “Alternanza Scuola/Lavoro”, danno la possibilità ai ragazzi di formarsi nell’accoglienza e nell’informazione turistica, svolgendo allo stesso tempo un servizio di grande efficacia”.

Vico Equense. Ancora affidamento temporaneo alla GESET SPA per servizio accertamento e riscossione pubbliche affissioni, COSAP e TARSUG

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Vico Equense. E’ ancora in corso, da inizio anno, il procedimento di aggiudicazione della gara pubblica per l’affidamento del Servizio accertamento e riscossione delle Pubbliche affissioni, imposta sulla pubblicità, COSAP, TARSUG e riscossione coattiva sanzioni al C.d.S.

La scadenza delle offerte era stata stabilita al 20/01/2017 e le procedure di aggiudicazione di gara, condotte dal competente servizio Gare – C.U.C., alla data odierna non si sono ancora concluse.

Con la determina n. 433 del 13/04/2016, il servizio è stato affidato alla GE.SE.T, seconda in graduatoria nella precedente gara d’appalto del 2010, per un periodo temporaneo di mesi 4, fino a nuova gara di appalto. Ma le proroghe si sono susseguite con varie determine del 01/09/2016, del 31/10/2016, del 30/11/2016, del 05/01/2017, del 14/02/2017, del 13/03/2017, del 10/04/2017, del 10/05/2017 fino al 20/06/2017.

Il valore dell’affidamento attuale per 41 giorni, è stimato in circa 5.000,00-6.000,00
euro; il valore complessivo delle proroghe tecniche (dalla data di scadenza della presentazione delle offerte del 20/01/2017 ad oggi) ammonta a stimate euro 40.000,00.

Viene prorogato il servizio temporaneamente e per un ulteriore periodo di 41 giorni scadenti il 31/07/2017, il servizio alla ditta GE.SE.T. spa.

 

Costiera Amalfitana e Sorrentina, firmato il protocollo: arrivano i finanziamenti dalla Regione Campania. Interessati i comuni di Agerola, Amalfi, Ravello, Minori, Maiori, Sorrento e Vico Equense

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Ve ne avevamo parlato diversi mesi fa come ipotesi concreta, e adesso possiamo dire che non si tratta solo di un’ipotesi. Parliamo dei 100 milioni di euro, tra Costiera Amalfitana e Penisola Sorrentina, che il governatore della Campania Vincenzo De Luca è intenzionato a investire nelle zone sopracitate. Obiettivo? Interventi per risolvere finalmente l’emergenza traffico e mobilità e valorizzare i centri turistici. Soldi che deriverebbero da un patto per la Campania stipulato con l’ex Presidente del Consiglio Matteo Renzi.

E’ stato, infatti, firmato finalmente il protocollo e i finanziamenti sono sempre più vicini. Tra i soggetti interessati, ovviamente, c’è anche l’ACaMIR (Agenzia Campana per la Mobilità Sostenibile) e i sette Comuni che dovrebbero essere soggetti ad interventi, ovvero, Sorrento, Vico Equense, Ra­vello, Minori, Maiori, Amalfi e Agerola. Quello che possiamo dire è che a questo punto è vicina la conclusione della procedura. De Luca metterà in gioco Invitalia (la società nazionale per gli investimenti) per accelerare la distribuzione dei fondi e fare praticamente da centrale unica di commit­tenza anche per stipulare le intese con i privati che faranno i project financing previsti.

Ricordiamo che tra i progetti previsti ci sono: una coppia di ascensori che collegano la stazione della Circumvesuviana con Marina Piccola attraverso il parcheggio comunale Lauro a Sorrento; collegamento tra la stazione ferroviaria Eav e la marina di Vico, a Vico Equense; l’ormai nota funivia che dovrebbe collegare punta San Lazzaro ad Agerola e il centro abitato di Amalfi e la galleria tra il Vallone Cieco e il centro di Amalfi.

E appunto sulla questione funivia, ci preme di sapere, che cosa ne pensano i cittadini interessati?

Santarosa Pastry Cup 2017! Pansa di Amalfi protagonista

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Nel cuore della Costa d’Amalfi, a Conca dei Marini, paese natale della Sfogliatella Santarosa, si rinnova la sfida tra le Eccellenze della Pasticceria Nazionale con la VI edizione del Concorso Gastronomico Nazionale “SantarosaConcaFestival”, da quest’anno “Santarosa Pastry Cup”, affermata realtà nel panorama enogastronomico nazionale e tappa ambita da pasticceri e barman professionisti di tutta Italia.

Tra le tante novità di quest’anno, una menzione particolare va al ruolo della Pasticceria Pansa di Amalfi che, con Nicola Pansa, diventa parte integrante dell’organizzazione dell’evento.

Il tema scelto per la VI edizione del Concorso è:

Una Sfogliatella… Speziale!”

Nella creazione di una nuova ed originale versione del famoso dolce, si dovranno utilizzare, infatti, le spezie, dalle più conosciute ed utilizzate a quelle più inedite ed esotiche.

Questo nuovo abbinamento prende spunto anche dal ricordo che l’antica Repubblica Marinara di Amalfi, di cui Conca dei Marini era sia la base navale che il borgo dal quale provenivano i suoi più valorosi ed esperti marinai, aveva basato le proprie fortune soprattutto nel commercio delle spezie dal Medio Oriente verso i porti italiani e, da qui, in Europa.

“Abbiamo deciso di essere maggiormente protagonisti di questo evento – confida Pansa a Positanonews -, riteniamo che sia una manifestazione di rilievo per la Costiera amalfitana”

L’appuntamento per tutti è per il primo agosto

 

Ralph Stringile presenta alla “Festa della Patata di Castellammare e al “Sancarluccio” di Napoli

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Grande successo in occasione del  maggio dei monumenti al teatro Sancarluccio di Napoli. A presentare l’evento “Il sole e la Luna”,  l’esperto Ralph Stringile che, con eleganza e padronanza, ha condotto  lo spettacolo che prende il nome dal gruppo musicale, lo stesso che ha fatto rivivere la storia della canzone napoletana dalle origini ai giorni nostri, iniziando con le Villanelle, prime melodie ispirate alla bellezza ed alla vita quotidiana. A seguire le prime composizioni poetiche di Costa e Donizetti, con il suo splendore nell’800 con i grandi autori Salvatore Di Giacomo, De Curtis , E. A. Mario, nel 900 con Raffaele Viviani grande poeta e commediografo, fino ai giorni nostri con le Canzoni di Pino Daniele e della cantautrice Sara Gison.  La band composta dalla chansonnier Sara Gison cantante solista, Roberto Padula al mandolino, Paolo Arcella alla chitarra, Marco Miglio alle percussioni, Eddy Fiorito al basso e Eliana Malafarina vocalist,  ha proposto  le canzoni storiche della tradizione partenopea, dalle origini ai giorni nostri. Ci riferiamo a Jesce Sole, La Villanella, Canto delle Lavandaie  el Vomero, Me Voglio Fa Na Casa, Fenesta Vascia, Palummella Zompa E Vola, Lu Cardillo, Era De Maggio, Voce e Notte, For’ ‘O Vascio, Bammenella, Terra Mia, Carcere e Mare, Canto Di Sirena, Dolce brezza. Lo spettacolo si è concluso con applausi scroscianti per tutti, sulle note  del brano Il Sole E La Luna. Ma il “padrone” del microfono Ralph Stringile, non ha certamente fermato la sua incessante attività. Infatti, a Castellamare di Stabia, in  occasione della festa della patata, organizzata con entusiasmo e passione  dal Sac.  don Bernardo Ruocco – anche festa patronale dell’Anno del Signore 2017  in onore di Maria Santissima Ausiliatrice , San Gioacchino e Sant’Antonio – il funambolico Ralph, davanti a un pubblico accorso numerosissimo, ha presentato l’evento in coppia con Antonella Sabatino  in veste di valletta alle sue prime esperienze in pubblico. Gli ospiti intervenuti sono stati introdotti magistralmente, come il gruppo “Sorrento Folk”  i cui componenti hanno ballato balli d’epoca coinvolgendo il pubblico presente. A seguire il simpaticissimo Davide Cascone ha riscosso grandi applausi per aver interpretato alla grande canzoni di Pino Daniele. Bravissimo anche Peppe Merolla con un medley di canzoni,  Aldo D’Auria con Dicitencello Vuje  e Simme e Napule Paisa’,  Floriana con Ipocrisia di Angela luce, l’attore e cabarettista Raffaele De Rosa nelle vesti di un bravo pulcinella e cantante. Ha suscitato entusiasmo anche Nancy Sardiello, giunta  direttamente dalla trasmissione televisiva  “The voice” con il suo repertorio di canzoni Italiane e straniere che tanto successo ha avuto tra i giovani presenti.  Ospiti d’onore gli illusionisti i fratelli Mario e Luca ovvero I Magic Brothers, apprezzati anche nelle reti nazionali che con le loro magie hanno ricevuto scroscianti applausi. Ad accompagnare  i cantanti e ad intrattenere il pubblico la bravissima orchestra composta dai seguenti  musicisti: Rosario Simonetti al basso, Lello Fortunato alla batteria, Francesco Ruiu alla chitarra, Giallo Verderosa alle tastiere,   voci Nancy Sardiello. Emozionante e’ stato l’assolo  di mandolino con Michele Di Capua e Francesco Ruiu alla chitarra. La serata si e’ conclusa coi benauguranti fuochi pirotecnici!”

Piano di Sorrento, recuperata la bicicletta rubata: contattare i Carabinieri – FOTO

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E’ stata recuperata dai Carabinieri di Piano di Sorrento la bicicletta che era stata rubata nel comune della Penisola Sorrentina. Chiunque riesca a riconoscerla è pregato di recarsi presso la Caserma, o comunque di contattare i militari dell’arma dei Carabinieri, per poi procedere con la lecita restituzione.

“Positano Premia la Danza”, pronti i finanziamenti per l’evento che si terrà a settembre

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Continua l’impegno del Comune di Positano orientato verso un discorso orientato al proprio sviluppo sociale, culturale e la valorizzazione delle risorse esistenti sul proprio territorio. Seguendo tale ragionamento, il Comune ha individuato l’iniziativa “Positano Premia la danza – Léonide Massine” come candidata al finanziamento a valere sulle risorse del POC Campania 2014/2020. Il tutto rientra nel discorso che vede la Regione Campania, riconoscere il ruolo strategico del Turismo per lo sviluppo economico e occupazionale del territorio regionale, il quale fa sì che da tempo sia impegnata nella programmazione di interventi di promozione e diffusione dell’immagine culturale della Campania, anche attraverso la realizzazione di eventi culturali ed iniziative di valenza nazionale ed internazionale, al fine di favorirne la più ampia conoscenza e fruizione. Il tutto rientra in un piano finanziario di intervento di circa 130 mila euro (100 mila richiesti alla Regione).

L’evento, in programma dall’8 al 10 settembre, si aprirà così:

Programma a cura di Laura Valente, direttore artistico
8 settembre, Pinacoteca Comunale, ore 18

MOSTRA “Positano Premia la danza – Léonide Massine”: ICONE, a cura di Marc
Haegeman.
La mostra del 2017 è tutta dedicata alle ICONE, danzatori e danzatrici, che hanno attraversato
il mondo della danza sfuggendo ai recinti e alle etichette di genere, dando vita ad linguaggio
nuovo, imprimendo segni incancellabili ad uno stile unico, in grado di aprire varchi infiniti e inediti
verso il cambiamento. “Credo in una sola cosa, nella religione della bellezza del piede umano”,
amava dire Isadora Duncan. Entrava in scena a piedi nudi, con i capelli sciolti e sciarpe leggere
che volteggiavano su un corpo ispirato dagli elementi naturali, contro ogni convenzione e
formalità. Arte sacra e libera, la danza per Isadora: la sua ribellione fu subito rivoluzione. Come
quella di tante stelle premiate a Positano: da Alicia Alonso a Vladimir Vassiliev, da Carla Fracci a
Matz Ek. E a tutte le leggende che hanno posato i loro piedi danzanti sulla spiaggia “storica” di
Positano. La mostra è firmata da uno dei più autorevoli fotografi di danza del mondo, Marc
Haegeman. Fiammingo di Gent, in Belgio, oltre che critico, è anche affermato fotografo di danza. Per amore
dell’arte di Tersicore viaggia molto in Europa, soprattutto per seguire il balletto russo. Le sue foto
che ritraggono i divi della danza sono apparse nelle più importanti riviste del mondo, da
DanceView e Danceviewtimes a Ballet Alert (Washington DC), The Dancing
Times (Londra), Dance Now (Londra), Dance International (Vancouver), Dance
Magazine, Nezavisimaya Gazeta (Mosca), e Brolga (Australia).

Piano di Sorrento oggi Durazzo domani Anna Bartiromo poi Francesco Saverio Esposito

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Piano di Sorrento oggi Durazzo domani Anna Bartiromo poi Francesco Saverio Esposito. La cittadina carottese ha vari appuntamenti culturali interessanti anche se a dir la verita non molto pubblicizzati oggi alle 17.30 Unitre Piano di Sorrento terzo appuntamento con il prof. Durazzo ed il suo Almanacco Napoletano. Nell’occasione sarà proiettato “Passione” di John Turturro. Giovedi 22 giugno alle 19, presso la Sala Consiliare del Comune di Piano di Sorrento, la Anna Bartiromo presenta il suo nuovo libro “L’Imponderabile”, con ben due sindaci della città, quello in carica, Vincenzo Iaccarino, a fare da introduzione assieme a Carlo Alfaro, e il suo predecessore, Giovanni Ruggiero, in qualità di relatore, accanto al critico Francesco D’Episcopo, alla psicoterapeuta Simona Esposito, e con interventi dell’artista Letizia Caiazzo, dei musicisti Rosalba Spagnuolo e Francesco Cesarano e dell’editore Piero Graus.  Un bell evento che meriterebbe maggior risalto, poi la Bartiromo donna di cultura e di spessore umano notevole la apprezziamo come Positanonews da sempre. Venerdi e sabato sera l avvocato Francesco Saverio Esposito presentera la sua ultima interessante ricerca storica Il Medico Gentiluomo su questo poi ci sara molto da dire. Insomma Piano si distingue per la cultura bisognerebbe comunicarla maggiormente ma intanto complimenti

Mistero a Meta di Sorrento auto incendiata in piazza del Lauro

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Mistero a Meta di Sorrento auto incendiata in piazza del Lauro questa notte. Una notte da dimenticare per la cittadina della Penisola Sorrentina fra il ritrovamento di Michele Maresca e questo episodio dai contorni ancora poco chiari

Chiede soldi per caramelle per bambini malati, truffa a Positano

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Chiede soldi per caramelle per bambini malati, truffa a Positano. Ancora tentativi di truffa in Costiera amalfitana. Ci hanno chiesto dal Comune di lanciare un avviso a tutti i cittadini dalle colonne di Positanonews. Non date soldi a sconosciuti.

Purtroppo molti, specie in costa d Amalfi arrivano qui profittando della buona fede altrui

Maurizio Aiello il tumore e i figli si rivela per la prima volta

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Maurizio Aiello, attore napoletano di 47 anni, originario di Vico Equense in Penisola Sorrentina , è legato soprattutto a Un posto al sole, soap opera in onda su Rai 3 dal 1996. Aiello ha interpretato il ruolo di Alberto Palladini dal 1996 al 2002, nel 2011, nel 2012, nel 2014 e, recentemente, da novembre 2016 fino a marzo 2017.

Intervistato dal settimanale Intimità, Maurizio Aiello ha parlato a fondo della sua vita privata, della moglie Ilaria Carloni, 37 anni, con cui è sposato dal 2010 e da cui ha avuto due figli, Ludovica, 5 anni, e il piccolo Matteo, nato solo 6 mesi fa.

Aiello ha esordito, dichiarando che la paternità lo ha reso un uomo migliore. Le dichiarazioni:

Prima di diventare padre ero più egoista. Oggi, invece, i figli sono la mia assoluta priorità e amo passare il tempo con loro. Non mi perdo mai un saggio di danza, una recita o una visita dal pediatra. Cerco di essere anche severo, se necessario, ma mi pesa molto. Lo faccio per Ludovica, per darle regole solide. Con il piccolo Matteo, naturalmente, è ancora presto

Costiera amalfitana cambi ai vertici a Tramonti fra i carabinieri viene Covato , D’Aleo va a Roma

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Costiera amalfitana. Cambi nei carabinieri, il maresciallo Giorgio Covato , finora vice comandante di stazione ad Amalfi con Giuseppe Flinio ( nella foto ) prende il comando della stazione di Tramonti, ed è il suo primo incarico di vertice. Sebastiano Luca D’Aleo va in  servizio a Formello, in provincia di Roma, una importante e numerosa stazione dell’Arma.  Ad entrambi facciamo i nostri auguri

Meta. Trovato cadavere in spiaggia. Purtroppo è quello di Michele Maresca

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Ieri notte un raccapricciante ritrovamento giù la spiaggia di Meta. A seguito di una segnalazione i Carabinieri del comando di Piano di Sorrento hanno rinvenuto il corpo senza vita di un uomo ancora da identificare. Giunti sul  posto i Carabinieri hanno trovato l’uomo prono a terra già deceduto. Di quell’uomo, coperto da telo bianco dalle forze dell’ordine, non si sa ancora come sia morto, si pensa ad un decesso naturale. Si teme che il defunto possa essere Michele Maresca, di cui proprio in questi giorni si erano perse le tracce a Meta. Purtroppo è giunta la conferma che il cadavere ritrovato è proprio quello di Michele Maresca. Facciamo le nostre condoglianze alla famiglia. Foto Fabio Celentano

Vietri sul mare revocato divieto di balneazione, c’è stato un errore dell’ Arpac. Incredibile!

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Vietri sul mare, costiera amalfitana : IL 5 giugno scorso, in seguito al monitoraggio delle acque effettuato dall’Arpac, aveva constatato nel suo mare il superamento del valore limite del parametro microbiologico escherichia coli. Il sindaco ha così in firmato un’ordinanza che vieta la balneazione nel secondo tratto di Marina di Vietri, fino a 70 metri prima della foce del Bonea. Benincasa aveva ammesso che qualcosa non era andato per il verso giusto dicendo però: “ Trovo sia impossibile che l’acqua un metro più in là sia eccellente e un metro più in là pessima. Abbiamo dunque chiesto un’analisi più puntuale all’Arpac regionale e che non siano fatti i prelievi quando c’è mal tempo”. Il sistema di raccolta e di depurazione delle acque esistenti nel comune di Vietri sul Mare ritengo sia perfettamente funzionante ed efficiente, qualche problema di percorso e inconveniente può capitare”. Bene sembra essersi trattato di un clamoroso errore. E’ ancora il sindaco del comune costiero Francesco Benincasa ad avvisare che l’ordinanza sarà sospesa. “ L’ufficiale sanitario dott. Giovanni Baldi mi ha tempestivamente comunicato di dover revocare l’ordinanza n. 13 del 29.5.2017 relativa al divieto di balneazione per il secondo tratto di Marina di Vietri, in quanto c’era stato un errore dell’Arpac nell’indicazione del punto di prelievo che dava l’ esito negativo delle analisi. Alla mia richiesta di spiegazioni, il dott. Baldi, mi ha riferito che il punto di prelievo in questione era ubicato alla foce del torrente Bonea per il quale, per norma regionale, il divieto già sussiste. La notizia tra l’altro mi è stata confermata, con la stessa tempestività, anche dal Comandante della stazione dei carabinieri di Vietri sul Mare, dott. Gerardo Ferrentino”. Un errore che però ha creato in poco tempo problemi a chi di turismo a Vietri ne vive. “Credo pertanto di aver detto sempre la verità – continua Benincasa – e di aver visto sempre giusto nel ritenere che la situazione appariva estremamente anomala e che il sistema di allontanamento dei reflui del comune di Vietri sul Mare funzioni perfettamente. Nel pomeriggio provvederò a revocare la richiamata Ordinanza di divieto, risolvendo una volta e per sempre l’equivoco e la polemica. Il danno all’immagine per il Comune e gli operatori turistici ed economici, comunque, è stato

Vico Equense città deserta e cacciano pure la gente. Commercianti “Decidiamo se vogliamo essere un paese turistico”

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Vico Equense città deserta e cacciano pure la gente. Succede nella cittadina della Penisola Sorrentina, questa sera dopo le 22 chi veniva da Sorrento si è trovato un operaio che invitava tutti ad andarsene in galleria per raggiungere il centro. Significava farsi mezz’ora per andare per la galleria e dopo un quarto d’ora arriva nel territorio di Castellammare di Stabia girare per poi andare a Vico. Se non è follia questa! C’erano dei lavori poco prima dell’hotel Mary ma a una corsia si poteva fare, insomma alcuni se ne fregavano del divieto e passavano, chi invece magari voleva venire a passare una serata a Vico se ne andava e basta…a mettere il divieto erano degli operai ma nessuna forza dell’ordine. Altra cosa assurda a Seiano non c’è un avviso che possa permettere a chi non voglia farsi questa odissea della galleria di tornare indietro. L’unica cosa certa è che Vico la sera non sembra un paese turistico e chi ci vuole andare viene anche cacciato.  Ma il problema di una città che non viene promossa si sente nell’aria. Questa sera si sono visti i commercianti che sono inferociti “Basta chiamare i commercianti solo per contribuire agli eventi , noi dobbiamo chiedere all’amministrazione di intervenire sui nostri problemi e decidere se essere o meno un paese turistico. Pensate a Seiano, lavori fino a giugno, due mesi persi ed i baretti oltre al danno la beffa, devono contribuire per la pavimentazione 6/700 euro a testa. E pensare che abbiamo un’assessore giovane della categoria, titolare del bar Zerrilli, ma prima Cinque , ora Andrea Buonocore nessuno se ne importa . Sono in cinque che decidono di tutti, ma alle esigenze del territorio non ci pensano  Ma poi neanche veniamo avvisati, neanche sapevamo dei lavori stasera… se uno sa si organizza, ma se chiediamo qualcosa poi dicono che ci lamentiamo sempre etc etc che anzi dovremmo ringraziarli perchè ci fanno i lavori… Alla fine non si fa turismo, neanche comunicazione.. non si conoscono bene neanche le nostre risorse…se lo scoglio della tartaruga si trovasse a Capri avrebbe avuto non so quanti visitatori, qui non abbiamo neanche la cartolina “

I Burattini dei fratelli Ferraiolo festeggiano 150 anni al Premio Charlot

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Di OLGA CHIEFFI

La tradizione della Famiglia Ferrajolo nell’antica arte dei burattini risale ai primi del ‘900 quando Pasquale Ferrajolo ottenne i suoi primi grandi successi di burattinaio. Traendo ispirazione dall’attore-autore napoletano Antonio Petito, il Pulcinella per eccellenza, Pasquale Ferrajolo si cimentava nella messa in scena di commedie tipiche del teatro classico napoletano proponendole con il suo popolare “teatrino di Burattini”. Oggi, dopo 150 anni l’arte della parola, dell’imitazione, ricordiamo in tempi recenti che i figli di Francesco, Pasquale Vittorio e Adriano, riuscivano a divertire il pubblico imitando anche i loro amici all’impronta che scorgevano in platea, sbarca al premio Charlot. Ieri mattina Pasquale e Adriano si sono presentati con il burattino di Charlot che incontra Pulcinella e si esibiranno nella grande notte dedicata ai bambini, il 25 luglio. Arte antica quella dei burattini, che dal teatrino legge e satireggia i cambiamenti della società, attraverso le guarattelle che portano con loro una comicità che fa esplodere il carnevalesco e il corporeo in modo dirompente, ma anche la riflessione, il sogno e la Morte, ha previsto anche l’entrata di Alessandro Siani, dalla porta sempre aperta per lui del Premio Charlot. Alessandro Siani presentato addirittura quale il simbolo della rinascita della nuova Napoli, è divenuto latore di grandi consigli per la direzione dello Charlot: “Questo è un premio a cui io tengo tantissimo perchè è un grande trampolino di lancio per tanti giovani, è un piccolo spazio, un palco dato che crea infinite possibilità”. “Anche la comicità in questi anni è cambiata, bisogna aprire anche la web con linguaggi nuovi, sono convinto che questo è un premio che può diventare sempre più importante, sempre più internazionale. Il mio è un sostegno, che ci vuole per le tante cose belle che possono nascere in questa regione. Far ridere in questo momento sembra quasi fuori luogo, però anche nei momenti difficili, come dicevano i più grandi, la comicità a volte è fondamentale nella vita per superare tante difficoltà”. Convinto e orgoglioso di questa nuova collaborazione il patron dello Charlot, Claudio Tortora, ritratto tra burattini e burattinai.

Charlot incontra Pulcinella

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XXIX edizione del premio presentata ieri mattina a palazzo di Città. I nomi di spicco Arturo Brachetti, Gaetano Curreri, Milena Vukotic con Eugenie Chaplin che nel quarantennale della morte del padre presiederà per l’intero corso della kermesse

Di OLGA CHIEFFI

Tanti colori sul volto di uno Charlot perplesso è l’icona di questa XXIX edizione del premio che è presentata questa mattina, dal patron Claudio Tortora, a Palazzo di Città, alla presenza del Governatore della Regione Campania Vincenzo De Luca, del sindaco di Salerno Vincenzo Napoli e dell’attore Alessandro Siani. Edizione importante questa del 2017, in primo luogo per le celebrazioni del quarantennale della morte di Charlie Chaplin e in secondo luogo, poiché fa da preludio al trentennale del premio, che si tenterà, nel 2018 di farlo durare un intero anno. Torna Eugenie Chaplin, che sarà in arena col grande pubblico salernitano dal 23 al 29 luglio. Se il sipario sulla kermesse dedicata a Charlot verrà inaugurata sugli schermi del teatro delle Art, con una splendida rassegna cinematografica da non perdere, visto che gli orari lo permettono, con tre spettacoli gratuiti alle 18, alle 20 e alle 22, con titoli che hanno scritto la storia del cinema, a cominciare da “Il Monello”, un film con un sorriso e forse una lacrima, passando a “Luci della città”, quel “contrappunto di grazia e delicatezza, che esprimesse il sentimento, senza il quale l’opera d’arte è sempre incompleta”, come dice il nostro Chaplin, “Lumiere!” l’invenzione del cinematografo, l’avventura della famiglia che ha inventato il Cinema: Antoine, pittore e fotografo, i due figli Louis e Auguste così capaci che, ancora adolescenti, prendono le redini dell’industria di famiglia, che restituisce il mondo al mondo, e ancora “Stromboli, Terra di Dio”, di Roberto Rossellini, con il pescatore salernitano Mario Vitale e per chiudere, “Manhattan” uno dei gioielli di Woody Allen, nato per amore della musica di George Gershwin, con lo stesso Allen chiuso in una dimensione magica di un bambino mai cresciuto e il volto di Tracy (Mariel Hemingway) a riempire lo schermo in un finale che riporta alla mente quello, appunto di “Luci della città”, l’8 luglio in arena, ritorna il blues con la semifinale dell’Italian Blues Challenge e l’esibizione di Fabrizio Poggi and Chicken Mambo. Quest’anno lo Charlot ospiterà anche suggerimenti per i lettori, con quattro appuntamenti a palazzo di Città. Ad inaugurare la mini-rassegna Mario Luzzato Fegiz che in un dialogo con Gabriele Bojano il 22 luglio presenterà “Troppe Zeta nel cognome” uscito per Hoepli in cui il critico musicale racconta gli artisti in quella linea immaginaria tra palco e realtà. Seguiranno Claudio Tortora e la sua “Vita d’artista e Franco Bagnasco con “Il peggio della diretta” in due incontri condotti da Roberto Ritondale e Gabriele Bojano, mentre “La Macchinazione: Pasolini. La verità sulla morte” scritto da David Grieco, edito da Rizzoli, vedrà in sala, moderati da Stefano Pignataro, Presidente del Consiglio degli Studenti del Dipartimento di Studi Umanistici del nostro ateneo, l’autore del volume, Milena Vukotic e il direttore del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Unisa, Rosa Maria Grillo. Il 23 luglio si alzerà il sipario, all’Arena del Mare, sulla finale dello Charlot Giovani, che sarà condotta da Marita Langella e che vedrà l’esibizione di sette giovani cabarettisti. Ospiti della serata Massimiliano e Gianfranco Gallo e il giovane violinista di Campagna, Giuseppe Gibboni, appena sedicenne, pupillo di Salvatore Accardo, il quale renderà un omaggio al Chaplin violinista e compositore con un florilegio dei temi de’ Il Monello e di Limelight, con la madre Gerardina Letteriello al pianoforte. Il 24 luglio, sempre all’Arena, sul palco ci saranno dieci dei cabarettisti dello Charlot Lab e i cantanti Ermal Metal e Flo. Il 25 luglio serata all’Arena del Mare, dedicata alla fantasia e alla favola, con la Compagnia dell’Arte che presenta “C’era una volta Bella e la bestia”, ospiti Mascha e Orso, i burattini di Adriano Ferraiolo e Vincenzo Di Domenico e il suo Bollicinema. Il 27 luglio il sipario si alzerà su Francesco Cicchella affiancato dagli Oblivion, in the Human Juke Box. Il 28 luglio, si terrà la serata di gala. Nella quale ci sarà anche la consegna dei Premi Charlot per le categorie Cinema, Teatro, Fiction, Televisione, Radio e Pubblicità. Riconoscimenti che saranno assegnati dalla giuria presieduta da Nino Petrone e composta da Marino Bartoletti, Andrea Biondi, Valerio Caprara, Annabella Cerliani, Alessandra Comazzi, Gianfranco Coppola, Titta Fiore, Luigi Grispello, Umberto Inverso, Claudio Mattone, Pierfrancesco Pingitore, Roberto Ritondale, Roberto Rosseti, Claudio Tortora, Enrico Vanzina, Maria Volpe e Mario Zaccaria. Sotto la luna salernitana, nella serata condotta da Gigi e Ross, sarà Arturo Brachetti (Premio Charlot Grandi Protagonisti dello Spettacolo) che evocherà Charlot che riuscirà in mezz’ora a far cogliere ancora di più la grandezza di regista, attore, compositore, mimo, circense che, proprio grazie alle sue maniacali ossessioni per la perfezione regala oggi quelle stesse emozioni di cui era capace Chaplin. Con lui, il leader de Gli Stadio, Gaetano Curreri (Premio Charlot Grandi Protagonisti della Musica) che canterà alcuni dei suoi brani più celebri, oltre ad un omaggio a Chaplin. Un padrino e una madrina d’eccezione: Michele Placido e Laura Morante, la nonna più amata d’Italia, Nonna Enrica (Un medico in famiglia) alias Milena Vukotic (Premio Charlot alla Carriera), ed infine Paolo Graldi (Premio Charlot Giornalistico). Ancora sarà dato un premio speciale ad Alessandro Siani, per la sua attività cinematografica, teatrale e televisiva, e per i numerosi successi che è riuscito, meritatamente, ad ottenere. Diverse le nomination:per il Cinema in gara ci sono: “La stoffa dei sogni”, “L’ora legale”, “La Macchinazione”, per il Teatro: L’ispettore Drake, Diana Lady D, Il sindaco del rione Sanità, Televisione: Edicola Fiore, Ballando Con le Stelle, Rischiatutto; Fiction :I Bastardi di Pizzofalcone, La porta rossa, Che dio ci aiuti, Radio: Deejay Chiama Italia, Ruggito del coniglio, Rtl 102.5 non stop news, Spot Pubblicitari: Tim, 10 e lotto, Esselunga Natale. Il sipario del Premio Charlot calerà il 29 luglio con lo spettacolo evento di Alessandro Siani.

 

 

Sorrento: in vista dei nomi caldi?

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Si cercherà di puntare su giocatori che facciano fare il salto di categoria

 

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Foto tratta da La Città di Salerno

 Sorrento – L’estate calda sembra sorgere con dei nomi caldi per i rossoneri che cercheranno di puntare su giocatori che facciano fare il salto di categoria.

Sembra, secondo ‘vox populi’, che lo staff dirigenziale del presidente Cappiello e del factotum Giglio voglia puntare anche su dei calciatori esperti che possono affiancare dei validi giovani che sono uno degli obiettivi da mettere in mostra durante la stagione prossima.

La Serie D ormai come tutti sappiamo è andata in fumo ed anche il rilevare qualche titolo che però destava qualche dubbio, ed ora si ci ritenta per la terza volta dal’Eccellenza e con un mister che desidera non solo di fare bene ma di compiere, se tutto e sperando che vada bene, il salto di categoria.

I nomi? Si vocifera di un attaccante classe ’87 ex Herculaneum e Marcianise, Giacomo Polverino, che ha indossato le casacche di Portici e Casalnuovo la scorsa stagione, ma vanta anche delle presenze in Serie C2 con Arzanese e Neapolis, in Serie D con Arzanese e Turris.

Poi ancora di un altro attaccante, e si tratta di Vincenzo Caso Naturale (1990), ha vestito la maglia dell’Hercolaneum con dei buoni profitti, dopo ha indossato la casacca del Casalnuovo dove ha segnato 15 gol.

Infine potrebbe essere un ritorno, Maurizio Maraucci, che ha iniziato la sua carriera proprio nelle fila rossonere nella stagione 2001-02 con 8 presenze, e poi proseguendo fino al campionato 2007-08 quando i rossoneri approdarono in Serie C1. Ma la sua carriera è lunga con varie esperienze non solo in Serie C1 con il Sorrento e Pro Patria ed in Serie C2 sempre con i costieri, ma anche in Serie D in varie squadre, ed ultimamente nelle fila del Gladiator e della Turris.

Ma bisogna vedere se le ‘vox populi’ saranno confermate nei prossimi giorni.

 

GISPA

 

Ravello colpisce anche Pauline giornalista francesce di Antenna Tre

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Ravello colpisce anche Pauline giornalista francesce di Antenna Tre. paulinebhf journaliste / France 3, Troisième Oeil Productions pubblica questa stupenda foto

Montecorice, Diario di strada, alla festa del sindaco ritorna il tormentone della Tempa

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E però, un pizzico di bon ton, Del Mastro, brillante metafora,si disse certo che gli elettori nel segreto dell’urna avrebbero buttato nella tempa dei cavalli alle Ripe Rosse il sindaco uscente.

I comizi all’ombra dei campanili, animi accesi, grandi delusioni, grandi gioie, grandi sfottò.
E’ stata una campagna elettorale infuocata a Montecorice, dove è stato riconfermato il sindaco uscente, Pierpaolo Piccirilli, sulla lista di Del Mastro.
I comizi più affollati sono stati quelli di Giovanni Romito, nella lista di Del Mastro, grande oratore Romito, applaudito. Alla fine, alla festa del sindaco rieletto, qualcuno ha gridato..chi di tempa ferisce di tempa perisce, a buon intenditore… grandi risate, le elezioni sono belle anche per questo. Giovanni Farzati

Meta Sorrento scomparso Michele Maresca appello per ritrovarlo

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Meta Sorrento scomparso Michele Maresca appello per ritrovarlo Avviso importante Michele è scomparso ! Questa mattina da Meta allego scheda Dei Carabinieri di Piano di Sorrento le ricerche sono scattate immediatamente dirette dal Comandante. Daniele De Marini chiunque ha notizie 081 5321919 Carabinieri Piano di Sorrento oppure il mio numero 3356207388 Charly 57 Protezione Civile

Piano di Sorrento ecco la delibera che ha bocciato il project financing di Piazza Mercato. Ponticorvo ora pensa a Piazza Cota

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Piano di Sorrento. Sentiamo l assessore Sergio Ponticorvo che ci da una buona notizia informandoci che sta lavorando alla riqualificazione di Pizza Cota intanto sulla vicenda del project financing bocciato a Piazza della Repubblica pubblichiamo la delibera in modo che i cittadini conoscano direttamente l atto ufficiale.. Piazza della Repubblica che nell’ambito del programma politico di questa Amministrazione comunale è stata prevista una serie di opere pubbliche fondamentali per dare attuazione al progetto della “città attrattiva”. La “citta attrattiva”, in sintesi, è l’idea politica che si intende realizzare perché Piano di Sorrento possa recuperare in termini di qualità ambientale e vivibilità e conseguentemente anche in termini di economia. Una delle azioni fondamentali che sono ritenute funzionali alla realizzazione del progetto della “città attrattiva” è la riqualificazione della Piazza della Repubblica ovvero la Piazza del “mercato“ a cui è storicamente legata l’economia rurale del paese. Il progetto che si intende realizzare è quello di ridisegnare, in conformità alle previsioni del PRG, l’intero edificato esistente ricompreso tra Via delle Rose, Via Mercato e Corso Italia, con un progetto capace di esaltare la potenzialità commerciale dell’area e nello stesso tempo creare nuovo e maggiore impulso alle attività economiche con una dotazione adeguata di servizi. D’altra parte questa Amministrazione per questa specifica idea si pone in linea con quanto perseguito dalle amministrazioni che l’hanno preceduta negli ultimi 25 anni e che, evidentemente, pur fortemente desiderando l’attuazione di questo progetto non sono, tuttavia, riuscite a definirne la realizzazione. Oggi questa Amministrazione intende dare un nuovo e vitale impulso alla realizzazione di questo importantissimo progetto. Il progetto di cui si è dotato il Comune di Piano di Sorrento, grazie alla donazione ricevuta nell’anno 2010 dai vecchi promotori del project financing, indetto dall’Amministrazione Iaccarino nell’anno 2003, non espletata nella necessaria procedura legale, è un progetto che risponde a pieno all’idea di questa Amministrazione. Detto progetto, ormai divenuto patrimonio del Comune di Piano di Sorrento, è stato definitivamente approvato e riconosciuto come di pubblico interesse ai sensi dell’art. 14 del D.P.R. n. 380/2001, con la Deliberazione di Consiglio comunale n. 52 del 01.10.2010. Detto progetto, oltre a rispondere perfettamente al programma politico di questa Amministrazione, è, a differenza di altre idee, quello che meglio interpreta le esigenze di riqualificazione e sviluppo e, soprattutto, è quello che consente al Comune di avere un immediato riscontro anche sotto il profilo del ritorno patrimoniale. Per altro, lo stato del progetto a scala di avanzata definitività consente di non indugiare oltre e dare un immediato impulso alla sua attuazione, salvo aggiornamenti economici, se necessari, dovuti al decorso del tempo dal 2010 ad oggi. Che detto progetto veniva presentato nell’ambito di una iniziativa di project financing con la individuazione di un promotore e poi di un soggetto realizzatore. Che ad oggi questa Amministrazione comunale, per ottimizzare le risorse e soprattutto il ritorno economico della collettività e dello stesso Comune di Piano di Sorrento, intende del tutto rinunciare alla formulazione classica del project financing e procedere a una diversa formula di finanza sulla base, però, del medesimo progetto. Verbale di Consiglio N° 47 del 24/05/2017 Ovvero, con la modifica apportata al codice degli Appalti, è prevista la possibilità di poter procedere al finanziamento dell’opera da appaltare, anziché pagando un prezzo in danaro stimato di costo dell’opera, corrispondendo un controvalore costituito con il trasferimento futuro di immobili a realizzarsi. In altre parole una sorta di “permuta immobiliare” che solitamente si realizza tra il proprietario del bene e il costruttore che assume l’appalto di costruzione. Infatti, all’interno del progetto è prevista la realizzazione di immobili a destinazione commerciale e terziaria che ben si prestano a una valorizzazione ai fini della “permuta immobiliare” (i negozi, gli uffici, i box auto, i depositi). Pertanto, l’opera potrà ben essere realizzata in regime di appalto ordinario, tuttavia con il pagamento di un prezzo in immobili. Ciò consentirebbe al Comune di continuare ad avere in proprietà immobili produttivi (mercato e parcheggio pubblico) che, oltre a rappresentare un cospicuo patrimonio immobiliare, rappresentano una importante fonte di reddito permanente. Per cui non vi è chi non vede l’importanza sociale ed economica di realizzare questo progetto che risulterà vantaggioso per la città e per la sua economia e soprattutto vantaggioso per il patrimonio comunale. Cio’ premesso Considerato che occorre immediato impulso alla realizzazione del programma progetto in guisa da consentire a questa Amministrazione di vedere realizzata questa importante opera entro i tempi della stessa consiliatura, rispettando ed onorando il mandato elettorale ricevuto dalla città; Considerando -che il Settore V (Lavori pubblici) può avvalersi di questa fondamentale documentazione tecnica e progettuale allegata alla donazione ricevuta e approvata già dal Consiglio comunale con Deliberazione del CC. n. 52/2010 ai sensi dell’art. 14 del D.P.R. n. 380/2001; -che è questa la soluzione progettuale che si intende adottare per le motivazioni ampiamente espresse in premessa; -che occorre dare aggiornamento agli elaborati economici allegati al progetto; -che occorre acquisire i pareri preliminari da parte di tutti gli Enti preposti alla tutela del territorio; -che può procedersi all’appalto dell’opera avvalendosi della fase progettuale già prodotta e senza fare ricorso alla realizzazione del progetto esecutivo; -che può procedersi all’appalto ricorrendo alla formula finanziaria del pagamento del prezzo di costruzione attraverso il trasferimento di immobili di cui al nuovo Codice degli Appalti Pubblici D.Lgs 50/2016 e ss mm ii alla impresa esecutrice; Dato atto che il presente, a valere quale atto di indirizzo, non necessità, ai sensi dell’art. 49 del TUEL, dei pareri di regolarità tecnica e contabile; Verbale di Consiglio N° 47 del 24/05/2017 PROPONE per le motivazioni in premessa esplicitate che qui si richiamano integralmente Dare indirizzo al Settore Tecnico (Lavori Pubblici) di: 1. – Indire conferenza dei servizi ex art. 14 L. 241/90 per l’acquisizione dei pareri sul progetto preliminare/definitivo; 2. -Aggiornare gli elaborati economici relativi al progetto preliminare/definitivo presente agli atti di Ufficio e approvato con D.C.C. n. 52/2010 nonché quelli tecnici secondo quanto previsto dal D.Lvo n. 50/2016 e successive modifiche ed integrazioni; 3. -Redigere un capitolato e bando di gara coerente con l’appalto da eseguire ai sensi del D.Lgvo n. 50/2016 e successive modifiche ed integrazioni; 4. -Sottoporre alla Amministrazione Comunale i criteri in base al quale si intende assegnare l’appalto che dovrà essere con la formula del progetto migliorativo ovvero della offerta economicamente più vantaggiosa. 5. -Sottoporre all’Amministrazione Comunale gli immobili che potranno essere oggetto di trasferimento e da porre a base d’asta, ovvero, in caso di mancato equilibrio economico, le parti di immobili che potranno essere cedute in regime di concessione/gestione pluriennale. 6. -Di rappresentare carenza di interesse ad ogni diversa ipotesi, ivi compresa di project financing, già presentata o che dovesse essere proposta all’Ente; 7. -Di far constare che la presente proposta, a valere quale atto di indirizzo, non necessita dei pareri di regolarità tecnica e contabile ai sensi dell’art. 49 TUEL L’Assessore alla civiltà urbana Geom. Sergio Ponticorvo

Positano meravigliosa da Lucibello a Da Adolfo a Laurito sulla via dei Vip e degli yacht

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Positano meravigliosa da Lucibello a Da Adolfo a Laurito sulla via dei Vip e degli yacht. Un itinerario unico nella perla della Costiera amalfitana? Andare dal noleggio Lucibello Boat prendere una barca e arrivare Da Adolfo a Laurito nel mito dei Vip, fra i tanti oggi abbiamo notato un gruppo di personaggi televisivi dall’ Australia di Fox news,  qualche giorno fa la danzatrice Livia Patrizi, curatrice del progetto Tanzzeit, degli amici di Roma che ci hanno rivelato che a Roma il M5S sta facendo bene e li attaccano perchè non possono più “mangiare”. Insomma noi abbiamo lasciato il computer e ci siamo immersi in questo mare della perla della Costiera amalfitana, grazie a un veloce e comodo scafo dei Lucibello Boat, abbiamo raggiunto con qualche bracciata una sorgente d’acqua che affiora a mare,  nascosta fra le rocce in direzione Praiano e poi abbiamo gustato la nostra solita zuppa di cozze con il vino con le pesche ( un “must” ) ma dai primi al pesce alla brace qui tutto è squisito, sopratutto l’atmosfera.. Ci eravamo dimenticati di elencare ai nostri lettori gli yacht di oggi a Positano..

MOON SAND
Pleasure Craft Pleasure Craft
HAPPY DAYS
Yacht
carolina
galaxy
grace e.
WILD THYME
Pleasure Craft Pleasure Craft
FIREFLY
Cayman Is TV
Yacht Yacht

Per una vacanza intelligente tra relax e cultura. La Grecia vista con gli occhi della costa Sorrentina amalfitana. Il Parco archeologico di Asine in Argolide.

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E’ stato recentemente aperto al pubblico l’area archeologica di Asine in Argolide Grecia, pochi chilometri da Nauplio, dopo due anni di intenso lavoro per la sistemazione e la fruizione anche da parte dei disabili e ipovedenti, con sale multimediali all’avanguardia nel campo del lay out museale,  finanziati per circa un milione di euro dalla regione Peloponneso.

E’ la Patria di Teodoro di Asine, filosofo neoplatonico del IV secolo a.C. Ne parlano Omero, Iliade II, 560 –  Erodoto, Storie VIII, 73.2 – Strabone, Geografía libri, VIII-X, p.135, nota 445 di Juan José Torres Esbarranch, Madrid: Gredos (2001), ISBN 84-249-2298-0 , e  Pausania, Descrizione della Grecia II. 36.5

Ma che cosa accomuna la penisola sorrentina amalfitana con questa particolare località? Ebbene un poeta, premio Nobel per la letteratura 1963, Giorgios Seferis, ha scritto una poesia emozionante e vibrante , come la luce dei tramonti di questi luoghi. Una dedicata a Cava dei Tirreni e l’altra dedicata al re di Asine.

Dovete essere così pazientosi da attardarvi nella lettura e rileggere più volte per coglierne la struggente bellezza, anche paesistica. Caro lettore ti assicuro che non te ne pentirai!

Si tratta di una località, che oltre alle valenze archeologiche, vanta anche e soprattutto qualità paesistiche integrali, come ben si evince dalle foto.

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Nel periodo della Seconda Guerra Mondiale, Cava de’ Tirreni è stata sede del Governo greco in esilio di Papandreou e quindi capitale della Grecia, da settembre al 17 ottobre 1944.Il governo greco godeva della protezione degli inglesi e Churchill, Primo Ministro inglese, scelse la città di Cava de’ Tirreni per motivi strategici. Il presidente Papandreou alloggiava presso Villa Ricciardi mentre tutti i ministri, rappresentanti del Governo, alloggiavano presso l’Hotel Victoria Maiorino, che era anche la sede del Governo e dove si svolgevano le riunioni presiedute da Papandreou. Di quel governo faceva parte anche Giorgios Seferis, statista e poeta che successivamente diventerà premio Nobel per la letteratura nel 1963 e che scrisse durante il suo soggiorno presso l’Hotel Victoria Maiorino una struggente poesia: “Ultima tappa – Cava de’ Tirreni, 5 ottobre 1944”.  L’amministrazione Comunale di Cava dei Tirreni nel 2012, in una solenne manifestazione con la presenza della Comunità Ellenica della Campania presieduta da  Jannis Korinthios, appose due  targa commemorative nei due luoghi e approntò una mostra documentaria della presenza del Governo Greco nel 1944.

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  1. SEFERIS, Ultima tappa

Rare le notti di luna che mi piacevano.

 

L’alfabeto degli astri che tu sillabi,

se la fatica te lo consentirà, al  termine del giorno,

svolgendo altri pensieri, altre speranze

puoi leggerlo più chiaro.

Ora che siedo in ozio calcolando,

rare lune ha serbato la memoria:

isole, colore d’una Madonna addolorata,

lente a luna calante,

o chiari di luna in città del Settentrione

che talora stendevano

sopra turbate vie e fiumi e membra d’uomini

un torpore pesante.

Ma ieri sera qui, in quest’ultimo scalo ove aspettiamo

che l’ora del ritorno albeggi,

come un antico debito, un denaro rimasto

nel forziere d’un avaro a lungo,

al momento del saldo s’odono le monete

scrosciare sulla tavola,

in questo villaggio tirrenico, di là

dal mare di Salerno

di là dai porti del ritorno, all’apice

d’una bora d’autunno, la luna

ha varcato le nuvole, e le case

si sono fatte, sull’opposto pendio, di smalto.

Amica silentia lunae.

E’ un filo del pensiero, un modo

di cominciare

a dire cose che mal si confessano,

quando non reggi più,

ad un amico fuggito di nascosto

con notizie di casa e dei compagni,

e bisogna far presto, aprire il cuore

prima che la migrazione lo degeneri.

Veniamo dall’Arabia, dall’Egitto

e dalla Palestina e dalla Siria,

lo staterello della Commagene

spento come una piccola lucerna

spesso ci torna in mente,

e metropoli che vissero millenni

e decaddero a pascolo di capre,

a terreni di canne da zucchero e granturco.

Veniamo dalla sabbia del deserto

e dai mari di Pròteo,

anime raggrinzite da pubblici peccati,

ciascuno col suo rango come l’uccello in gabbia.

E’ l’autunno piovoso in questo buco

a sdegnare la piaga di ciascuno

– per usare altri termini: la nemesi, la mòira,

forse solo abitudini cattive, frode, inganno

o l’egoismo

di speculare sopra il sangue altrui.

Facilmente si logora alla guerra

l’uomo: ché l’uomo è molle come un covone d’erba:

labbra e dita che anelano smaniate un petto bianco

occhi che si socchiudono al barbaglio del giorno

e piedi pronti a correre -stremati-

al più piccolo fischio del guadagno.

 

L’uomo è molle e assettato come l’erba, insaziato

come l’erba, i suoi nervi radici protese.

Se viene mietitura,

c’è chi esorcizza il demone gridando

c’è chi s’invischia nei suoi beni e c’è chi fa retorica.

Ma gli esorcismi, i beni, la retorica

a che servono, se sono lungi i vivi?

O forse l’uomo è un’altra cosa? O forse è questo

che trasmette la vita?

Tempo di seminare, tempo di raccogliere.

 

Sempre, sempre le stesse cose, dirai, compagno.

Ma il pensiero del profugo, il pensiero

del prigioniero, il pensiero

dell’uomo divenuto anch’egli merce,

prova a mutarlo, non puoi.

 

Forse vorrebbe persino

restare re degli antropofagi

spendendo forze che nessuno acquista,

andare a spasso in campi d’agapanti

a sentire il tam-tam sotto la pianta di bambù,

mentre muovono a ballo i cortigiani

con maschere mostruose.

Ma il paese che stroncano con la scure, che bruciano

come il pino -lo vedi

o da dentro il vagone buio, senz’acqua, i vetri rotti

per notti e notti,

o nella nave infuocata che andrà a picco

secondo le statistiche-

Queste cose si sono radicate nella mente e non mutano,

queste cose germogliano immagini eguali a quelle piante

che gettano i virgulti nelle foreste vergini

e i virgulti si radicano al suolo e rigermogliano

varcando leghe e leghe:

la nostra mente, una foresta vergine

d’amici assassinati.

E se ti parlo in chiave di parabola, è solo

perchè l’ascolto n’è più dolce: del brivido

d’orrore non si parla perch’è vivo

e perch’è muto e avanza:

stilla di giorno, stilla nel sonno

memore e dolente angoscia.

 

Ma parliamo d’eroi, parliamo, ora, d’eroi: Michele

che con le piaghe aperte fuggì dall’ospedale

parlava forse degli eroi, quando, la notte

che trascinava il piede per la città oscurata,

mettendo il dito sulla nostra pena

urlava: “Nella tenebra

andiamo, nella tenebra avanziamo…”

Nella tenebra avanzano gli eroi.

Rare le notti di luna che mi piacciono.

Cava de’Tirreni, 5 ottobre 1944

 

 

Il Re di Asìne

Tutto il mattino scrutammo d’intorno la rocca,
cominciando dal lato dell’ombra, dove il mare verde
senza barbagli, petto di pavone ucciso,
ci accolse come il tempo senza vuoti.
Le vene della rupe calavano dall’alto,
torti vigneti nudi, tutti sarmenti, ravvivati al tatto
dell’acqua, come l’occhio seguace contrastava
al logorante dondolio
perdendo forza sempre.

Dalla parte del sole un lungo litorale spalancato,
e la luce forbiva diamanti alle muraglie.
Non v’era creatura viva, fuggiaschi i palombacci
e il re d’Asìne, che cerchiamo da due anni,
sconosciuto e scordato da tutti, anche da Omero
– una parola sola nell’Iliade e mal certa –
gettata qua come la funebre maschera d’oro.
La toccasti, ricordi il suo rimbombo? vuoto nella luce,
un doglio secco nel suolo scavato;
eguale era il rimbombo del mare ai nostri remi.
Il re d’Asìne, un vuoto sotto la maschera, sempre
con noi, sempre con noi dovunque, dietro un nome:
“Ὰσίνην τε… Ὰσίνην τε”

I suoi figli
statue, battiti d’ali le sue brame e il vento
nei vuoti dei suoi pensieri, e le sue navi
attraccate in un porto sparito.
Sotto la maschera un vuoto.

Di là dai grandi occhi, delle curve labbra, dai riccioli,
rilievi sul coperchio d’oro del nostro esistere,
un punto tenebroso che viaggia come il pesce
nella bonaccia mattinale del mare, e tu lo scorgi:
sempre un vuoto, dovunque, con noi.
E’ l’uccello svolato l’altro inverno
con l’ala rotta,
riparo di vita,
e la giovane donna fuggita per giocare
con i denti canini dell’estate,

l’anima che frugò il mondo di sotterra pigolando,

e il paese, una larga foglia di platano a deriva

nel torrente del sole,

con le reliquie antiche e con la pena d’ora.

 

Il poeta s’attarda a mirare le pietre e si domanda:

esiste

in mezzo a queste linee smozzicate,

apici, punte, curve, cavità

esiste

quassù dove si incontra il passo della pioggia

e del vento e del guasto,

esiste il moto del viso, la figura dell’affetto

di coloro che vennero meno

sì stranamente nella nostra vita

e degli altri, rimasti ombre di flutti,

pensieri nell’infinità del mare?

O forse no, forse non resta, se non il peso, nulla,

la nostalgia del peso d’un’esistenza viva,

qui dove stiamo senza consistenza, chini

come i rami del salice agghiacciante,

traboccati in un tempo costante e disperato?

(lenta la gialla corrente cala

sradicati giunchi nel fango,

parvenza d’impietrita forma, risoluzione

d’amarezza perenne). Il poeta,

un vuoto.

 

Scudato il sole saliva pugnando, e dal profondo

della caverna un pipistrello spaventato

picchiò sopra la luce come freccia allo scudo:

“Ὰσίνην τε… Ὰσίνην τε”

Forse era quello il re d’Asìne

che così attentamente cercavamo su questa

acropoli, sfiorando con le dita

forse il tatto di lui sopra le pietre.

GHIORGIOS SEFERIS
Traduzione di Filippo Maria Pontani

Civile inciviltà!?

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La voce del silenzio non smette di farsi sentire. Le Sentinelle in piedi hanno portato sabato 17 giugno  alle 10.30 al ministro dell’Istruzione Fedeli, un’istanza scaturita da una petizione on-line promossa dal portale prolife “Citizen-Go”, fondato da Massimo Gandolfini anche presidente del “Movimento per la Vita”, sostenuta da 18000 sottoscrittori, per denunciare l’imposizione della cultura gender nelle scuole e nei programmi scolastici italiani.

Gli attacchi discriminatori contro i difensori della vita non si contano più nel mondo, in Europa e persino in Italia. Si tratta di una vera lobby internazionale che con il ricatto economico si assicura il sostegno di istituzioni nazionali e sovranazionali per cercare di distruggere la base portante di qualunque società umana: la Famiglia. Attraverso una fitta rete di complicità legate allo scuro mondo della pornografia online, delle onlus di facciata e dei circoli gay, stanno creando l’onda dilagante, ovvero uno tsunami “pan-antropologico”, per scardinare l’idea definita “bigotta” rapportata alla Creazione divina di un tessuto umano ordito sull’unione tra uomo e donna aperti alla vita nascente. Di fatto, le legislazioni che forzatamente hanno imposto i matrimoni gay, le adozioni a tali coppie di fatto, la maternità surrogata, implicitamente favoriscono la pedopornografia, legittimano l’aborto fino a ritenere l’eutanasia, ovvero l’assassinio-suicidio medicalmente inoculato, un progresso civile. Tutto ciò si rifà ad un’ideologia pessima, avvallata da falsità pseudo-scientifiche, che pretende convincere che l’identità biologica sia una concezione superabile culturalmente con una condizione indefinita dove ciascuno sceglie in che modo ” si sente” se donna, uomo o qualunque altra “forma” (se ne elencano ben 22) intermedia. Questa follia umana che trascende la vera natura è autodistruttiva. Orbene, viene teorizzata ed imposta nelle sedi educative sin dall’età dei 3 anni attraverso progetti extra-curricolari, corsi sulla sessualità con espliciti riferimenti, pubblicazioni didattiche appropriate ed “adattate”, cioè strumentalizzate. Tutto ciò estraniando i genitori dalla loro responsabilità educativa, anzi ingannandoli perchè detti progetti gender sono infilati con terminalogie volutamente vaghe nei POF. Nei mesi scorsi e soprattutto dopo la “Marcia per la Vita” tenutasi a Roma a maggio scorso, tramite il suo porta-voce lo stesso Massimo Gandolfini aveva già interpellato il MIUR e  la stessa Fedeli sull’argomento ottenendo un nulla di fatto, anzi riscontrando il tentativo di minimizzare la cosa, persino di ridemensionarla a discussione privata, lontana dai riflettori.

Inoltre, la cosa più sconcertante è che queste metodiche sono inserite nelle indicazioni generali di profilassi dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e nella prassi di concessione di finanziamenti ONU verso i  paesi cosiddetti in via di sviluppo (e non solo) sotto forma di ricatto economico per l’imposizione di una dittatura ideologica sostenuta dalla corruzione dilagante, spesso nascosta dietro il paravento dei conflitti o, come sta avvenendo, i movimenti migratori di massa. Lo strumento di punta per ribaltare leggi, costituzioni e ordini pregressi costituiti consiste nel copione della giurisprudenza. Con l’invenzione studiata a tavolino di “casi” precostituiti da squadre di avvocati esperti pagati dai circoli gay e la pubblicità martellante dei media si creano emergenze civili inesistenti riferite a presunte discriminazioni legate a diritti soggettivi e se, nel quadro giuridico nazionale vi sono chiavistelli che bloccano certe normative, ecco che con un decreto, una sentenza, un giudizio ad hoc espresso in qualche paese compiacente o in qualche istituzione sovranazionale si crea la situazione che servirà per imporre forzatamente un male travestito di bene, dove chi ci rimette è sempre la Persona. E’ successo così con l’aborto, cioè la legalizzazione dell’omicidio più abbietto si possa commettere,  poi, via dicendo per tutte le altre nefandezze spacciate per “liberazione soggettiva della persona”.

Fortunatamente, la tenacia ed il sacrificio che esponenti del mondo pro-life stanno compiendo, esponendosi alla diffamazione pubblica sapientemente pilotata dai media, portano un’onda in controtendenza che preoccupa tutti coloro che aderiscono alle falsità del liberismo sessuale. Infatti,  per limitarci all’Italia, l’artista Giuseppe Povia, il Presidente dei Giuristi per la Vita avv. Gianfranco Amato, il chirurgo Silvana de Mari, movimenti spontanei come “Le sentinelle in piedi” appunto, sino a nuove forze politiche come “Il Popolo della Famiglia”, istuito dallo stesso Gianfranco Amato e Mario Adinolfi, stanno già riscuotendo successo (a Verona proprio il candidato alle elezioni comunali del “Popolo della Famiglia” è persino giunto al ballottaggio). Il bavaglio mediatico non riesce a zittirli e perciò si agisce verso di loro con strumenti di diffamazione, persecuzione e minacce. Sino ad arrivare all’indottrinamento di massa. La Spagna è purtroppo un esempio fin troppo esplicito. Da due anni è stata approvata la legge sul fantasioso reato di “omofobia”. Il lavaggio del cervello è così capillare che l’arcivescovo di Sevilla Card. Canizarez è stato denunciato dalle lobbies gay (LGBT) e tacciato di “omofobia” per aver detto in un’omelia che l’unione matrimoniale è solo quella tra uomo e donna. Un altro prelato spagnolo è stato nientemeno che scortato fuori dalla sua sede vescovile dalla pubblica sicurezza perchè una folla inferocita e minacciosa ce l’aveva con lui per aver detto che l’essenza umana prevede ovviamente l’essere maschio e femmina. S’invita a visualizzare il video della conferenza tenutasi il 07 giugno scorso a Varese da Gianfranco Amato e Silvana de Mari su questi argomenti  all’indirizzo su youtube: www.youtube/r-Yil5ejTMI. Restando in campo internazionale, la campagna d’odio pilotata contro il presidente americano Trump verte proprio sul fatto che Egli è un sostenitore pro-life e sta rompendo le uova nel paniere degli affaristi venditori di morte che, grazie all’amministrazione Obama, attingevano fondi pubblici per diffondere la dittatura gender. Il Vice- Presidente Mike Pence, cattolico, ha persino partecipato alla 44°  Marcia per la Vita organizzata a Washington DC come rappresentante governativo. Non è mai successo in passato.

S’invitano pertanto i genitori ad avere la massima attenzione contro queste forzature ideologiche che già sono preconizzate nelle scuole e nelle sedi istituzionali. Purtroppo, anche in Campania, tante sono le iniziative sostenute nel Comune di Napoli dal Sindaco, dalla sede regionale anche, attraverso l’appoggio  d’iniziative culturali ordite sulla propaganda gay. Se la Famiglia non difende la propria identità come cellula sociale fondamentale e soprattutto come istituzione fondata sulla condivisione dell’amore creativo progettato da Dio tra uomo e donna aperto alla vita, i nostri figli diventeranno sempre più cavie senza nome; anzi, semplici prodotti di consumo telecomandati con la data di scadenza, ridotti a zombies, ovvero morti viventi. Le responsabilità educative spettano alla famiglia con due figure distinte ed insostituibili un Padre ed una Madre, portatori dell’Unico bene assoluto di cui ciascuno di noi abbisogna più del pane, l’Amore vero, immagine dell’Amore divino creativo ed omnicomprensivo.

Sorrento al chiostro Tullio d’ Esposito

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Il 19 giugno, alle ore 20, la meravigliosa e prestigiosa cornice del Chiostro di San Francesco in Sorrento ospiterà iM° TULLIO DE PISCOPO che suonerà con i bambini della 4a e 5a classe della Scuola Primaria Lauro dell’Istituto Comprensivo Tasso diretto da Marianna Cappiello. Il grande ed ormai mitico batterista, sempre vicino alla Città di Sorrento ed alla crescita musicale dei giovani sin dalla prima infanzia ha di buon grado accettato l’invito della Istituzione scolastica e di Penisola Sorrentina Festival e della Associazione Sorrento Jazz che collaborano tecnicamente.

I bambini saranno diretti dall’esperta Speranza Fusco ed utilizzeranno la metodologia ORFF- SCHULWERK . I bambini hanno partecipato al Progetto TARUMBO’ con il modulo “ BATTI IL 7 CON….TULLIO” , facente capo al programma “ SCUOLA VIVA”- P.O.R . Campania FSE 2014-2020 Asse III Istruzione e Formazione. La musica si impara facendola, traducendo, in concreto, il proprio bisogno di viverla fisicamente ed emotivamente, attraverso un’esperienza collettiva che coinvolga tutto ciò che la musica è o può essere collegato: gesto, suono , movimento, danza, scansione verbale, vocalità, strumentario musicale, drammatizzazione, performance. L’ORFF-SCHULWERK si ispira a principi didattici di stampo prettamente attivo e interdisciplinare. La prassi metodologica,aperta all’apporto personale dell’ esperto Orff-Schulwerk, è basata sullo sviluppo della coordinazione tra il CORPO nella sua funzione di strumento ritmico della body percussion, cioè tutte quelle forme di percussione corporea che si traducono in coreografie sonoro-gestuali; la VOCE come verbalizzazione dell’esperienza ritmica con l’uso delle parole onomatopoietiche che supportano l’esecuzione musicale e l’uso dello STRUMENTARIO ORFF che favorisce un approccio immediato, ideato a misura di bambino.

“Ciò che non si può dire e ciò che non si può tacere, la musica lo esprime “ ( Victor Hugo)

Eroici al meta mare salvato un bagnante

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Volevo segnalare quello che è successo oggi e ringraziare da parte di tutti i bagnini del lidometamare.

Oggi un ragazzi di fuori si è sentito male in acqua a quasi 500 metri dalla riva, forse un chilomentro. Immediatamente si sono tuffati in acqua due bagnini dello stabilimento che senza pensarci due volte si sono avventurati nel salvataggio senza pensare a niente.

Uno dei due Giuliano.Q ha prontamente messo in mare il pattino e a remi,  ha cercato di raggiungere il giovane che nel Frattempo era stato già raggiunto a nuoto da  Costantino G munito di salvagente.

I due bagnini hanno portato in riva il giovane e chiamato immediatamente l’ambulanza. Un plauso va anche a Corrado S. uno dei proprietari dello stabilimento che ha prestato le prime cure mediche al giovane.

Alla fine tutto è bene quel che finisce bene…era solo un colpo di calore, ma un plauso va a questi ragazzi che sorvegliano noi bagnanti come angeli tutto il giorno.

Morto il cardinale Ivan Dias, una vita per la Chiesa nel segno di Maria. Aveva 81 anni

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E’ morto ieri al termine di una lunga malattia il cardinale Ivan Dias, 81 anni, una vita spesa a servizio della Santa Sede e della Chiesa indiana. Dias era nato a Bombay il 14 aprile 1936, in una famiglia originaria di Goa, con un padre alto funzionario dello Stato del Maharashtra. Dopo aver studiato in una scuola dei gesuiti era entrato in Seminario ed era stato ordinato nel 1958, a soli 22 anni. Dopo un breve apostolato nelle parrocchie era stato mandato a Roma a perfezionare gli studi. Era quindi entrato nella Pontificia Accademia Ecclesiastica, la fucina dei diplomatici vaticani, e nel 1964 aveva conseguito un dottorato in diritto canonico. Da lì l’inizio di un lavoro di respiro “planetario”: nel 1964 è impegnato a preparare il viaggio apostolico di Paolo VI a Bombay; tra il 1965 e il 1973 è segretario presso le nunziature apostoliche in Danimarca, Svezia, Norvegia, Islanda, Finlandia, Indonesia, Madagascar, Isola della Riunione, Isole Comore e Mauritius; tra il 1973 e il 1982 è capo sezione in Segreteria di Stato per l’Unione Sovietica e numerosi Stati del Patto di Varsavia, di Africa e Asia; tra il 1987 e il 1991 è pro-nunzio apostolico in Corea del Sud; dal 1991 al 1997 è nunzio in Albania (nel 1993 accoglie Giovanni Paolo II in uno storico viaggio apostolico in cui viene ricostituita la gerarchia cattolica nel Paese da poco uscito dal regime comunista). Nel 1996 viene nominato arcivescovo di Bombay, dove resta fino a quando Benedetto XVI, nel 2006, lo nomina prefetto della Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli, incarico che mantiene fino al 2011. La lunga esperienza internazionale, la provenienza da uno dei Paesi cruciali per il destino della Chiesa in Asia e soprattutto la fede vibrante, avevano reso Dias una figura di grande autorevolezza. Nel 2001, in un’intervista al mensile 30 Giorni, alla domanda «Che cosa è stato importante nella sua vocazione e tuttora nella sua fede?», il porporato aveva risposto senza esitazioni: «Per me, è stata la Madonna che mi ha attirato e afferrato… c’è la sua immagine anche sul mio anello episcopale. Inoltre, c’è stata la vita cristiana vissuta con impegno nella mia famiglia: i miei genitori mi hanno dato l’esempio da cui io sto ancora traendo benefici per la mia vita e la mia fede. Loro mi hanno fatto conoscere Maria come madre e maestra: essa era al centro della nostra famiglia ed era venerata con la recita in comune del santo Rosario ogni sera. Come accadeva in tante famiglie indiane, ogni giorno andavamo a Messa con la mamma». Amico di Madre Teresa di Calcutta, a cui lo legavano l’India ma anche la conoscenza di prima mano dell’Albania, Dias aveva trovato una consonanza profonda con san Giovanni Paolo II e con l’allora prefetto della Congregazione per la dottrina delle fede, Joseph Ratzinger. Non ultimo per la riaffermazione dell’«unicità e l’universalità salvifica di Gesù Cristo e della Chiesa» contenuta nella dichiarazione Dominus Iesus, a fronte di derive sincretiste che trovavano in India un terreno fertile. Sempre nel grande Paese asiatico aveva denunciato le crescenti persecuzioni anticristiane, mantenendo però sempre un’apertura al dialogo interreligioso – nel 2001 aveva promosso un incontro di pace a Bombay con i leader di diverse confessioni. Uomo di grande spessore culturale, si sentiva radicato nella fede del suo popolo, umile e semplice. Amava dire: «Dio non ha bisogno di molte parole, ma di molti testimoni». (Avvenire)

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